Pubblicazioni più Recenti

Qual è il Tasso di  Clic Stimato per le  Campagne Email?

Qual è il Tasso di Clic Stimato per le Campagne Email?

Tecniche Email Marketing • maggio 23, 2017

I tassi di clic non sono la stessa cosa dei tassi di apertura, e questo può significare cose diverse per attività diverse. Per esempio, per le attività di vendita che promuovono i prodotti via email, un buon tasso di clic può significare acquisti o conversioni. Ma qual è un buon tasso di clic? Stando ad Hubspot, con l\'invio di 16-30 campagne al mese, sono riusciti ad ottenere un massimo del 6,5%, con un eccellente tasso di apertura del 32,4%. La loro strategia era basata sulla frequenza di invio delle email, così da ottenete i migliori tassi di apertura e di clic. Come si rapporta questo a me? Ebbene, lo studio mostra anche che la dimensione della vostra azienda, la frequenza delle email che inviate ai vostri contatti dovrebbe riflettere lo stesso: Piccole imprese: da 1 a 10 dipendenti. Beneficiano dall\'invio costante, 16-30 campagne al mese ottenendo un tasso di clic del 6,3% Medie imprese: da 11 a 25 dipendenti. Beneficiano dall\'invio frequente, più di 31 campagne al mese con un risultato del 6,7% Grandi imprese: che tuttavia beneficiano dall\'invio costante. Questo si traduce in 6-15 campagne al mese con un tasso di apertura del 7,0% Da ciò, possiamo dire con certezza che più grande non significa necessariamente di più. Significa soltanto che dovete inviare in modo più intelligente. Più intelligente significa segmentare la vostra lista per assicurarvi di inviare i contenuti appropriati ai vostri iscritti. Per aumentare il vostro tasso di clic, dovreste considerare questi suggerimenti: Testate le vostre email. Sperimentate con gli AB test nelle vostre email, per vedere quali grafiche, tasti o quali altri elementi dell\'email funzionano meglio. Segmentate la vostra lista. Vale anche per i tassi di apertura, segmentare la vostra lista e mirare ai vostri iscritti con dei contenuti specifici è sempre il meglio. Inviare consistentemente. Assicuratevi di inviare da programma in modo che i vostri iscritti si aspettino le vostre email alla stessa ora e nella stessa data, così che possano regolarmente aprirle.


Leggi
Cosa devo fare se il mio IP finisce in una lista nera?

Cosa devo fare se il mio IP finisce in una lista nera?

Tecniche Email Marketing • gennaio 4, 2017

Diciamo che hai mandato un’email e che hai ricevuto un tasso di email respinte veramente alto, o che molte delle tue email siano state rifiutate. Se invii email dal tuo client di posta elettronica, puoi vedere che è stata respinta perché ti torna indietro. Se invii da altri provider di servizi, puoi richiedere i log. Sei giunto però alla conclusione di essere stato inserito in una lista nera. E adesso cosa fai? In breve, cos’è una lista nera, e chi la produce? Una lista nera è una lista virtuale di mittenti etichettati come spammer. Chi crea queste liste sono delle organizzazioni impegnate a combattere lo spam in internet. Organizzazioni come Spamhaus sono ampiamente riconosciute come leader nella lotta allo spam. Anche i provider di servizi hanno le proprie liste nere, ma i provider di servizi possono anche abbonarsi a Spamhaus per bloccare ancora più spammer. Non è ben chiaro che cosa ti faccia finire su una lista nera, ma può finirci chiunque, ma finché segui le buone prassi dell\'Email Marketing, lo puoi evitare completamente. Tuttavia, il modo più comune di finire su una lista nera è mandare spam! Scherzi a parte, il modo più innocente di finire su una lista nera è la negligenza. Non pulire la tua lista, togliere i link di annulla iscrizione, avere o ricevere continuamente  reclami sullo spam farà finire il tuo indirizzo IP su una lista nera, e nessuno riceverà le tue email. La domanda sorge quindi spontanea, come posso togliermi da una lista nera? Per toglierti da una lista nera, prima di tutto devi scoprire in che lista nera ti trovi. Spamhaus usa una lista largamente diffusa, ma non è l’unica lista. Puoi controllare su che lista nera si trova il tuo indirizzo IP usando strumenti come MXtoolbox o MultieRBL. Questi strumenti controlleranno le liste nere che supportano e ti diranno su quale lista ti trovi. Una volta che hai identificato su quale lista sei, puoi ora fare richiesta di delisting. Dovrai visitare il sito dell’organizzazione (se ne hanno uno) e vedere dove accettano le richieste di delisting. Qualche volta l’organizzazione chiede solo l’indirizzo IP, altre volte può chiedere maggiori informazioni, come il nome dell’azienda e la ragione della richiesta. Ora arriva il gioco d’attesa, l’organizzazione esaminerà la tua richiesta e farà ciò che ritiene opportuno. Dalla mia esperienza concedono davvero il delisting dell’indirizzo, non mi è mai stato negato. Per evitare di finire in una lista nera, segui le best practice di email marketing. Pulisci le tue liste, rispetta le richieste di cancellazione, e usa il doppio opt-in.


Leggi
A Quali Parametri delle Email Dovrei Prestare Attenzione?

A Quali Parametri delle Email Dovrei Prestare Attenzione?

Tecniche Email Marketing • dicembre 28, 2016

Ci sono numerosi parametri da tenere in considerazione durante l’invio di email ai tuoi contatti. Quelle verso cui dovresti prestare maggiore attenzione sono: Ritorno di Investimento (ROI) Tasso di Conversione Click Through Rate (CTR) Disiscrizioni Email non aperte Un parametro su cui tutti si focalizzano e che non è presente in questa lista è quello delle email aperte. Sebbene l’apertura sia importante, in quanto ci permette di sapere chi ha aperto l’email, non necessariamente ci fornirà dati circa la reale efficacia della campagna. In pratica, ci dice soltanto chi ha aperto l’email. I parametri che tratteremo, invece, hanno diversi significati. Non forniranno solamente delle informazioni, ma ci daranno un’idea sulle azioni da intraprendere in seguito. Ritorno di Investimento Molti ESP non indicano il ROI, ma è un parametro importante che dovrebbe essere preso in considerazione. Anche in questo caso, il canale che genera il maggiore ritorno per ogni dollaro investito è l’email marketing. Nello State of Email Report di Litmus, il ROI per l’email marketing nel 2015 è stato di 38-1. Comunque, avere un alto ROI non garantisce che la tua campagna di email sia efficace. Ciò che ti interessa è vedere nel tuo Parametro ROI che il ritorno è in crescita di campagna in campagna. Se investi lo stesso numero e il tuo ritorno aumenta, significa che stai utilizzando una campagna e una strategia molto efficace. Ai primi segni di diminuzione del ROI, saprai che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe e che sono necessari cambiamenti. Tasso di Conversione Quando si parla di conversione? Stando all’ Ultimate Email Glossary di Marketing Sherpa, la conversione si ha quando il destinatario dell’email effettua l’azione desiderata dal venditore. Queste azioni spaziano dalla semplice apertura dell’email, al cliccare il link per visitare il sito in questione o persino effettuare un acquisto sul tuo sito. Qualunque sia l’azione prevista, il parametro del tasso di conversione ti mostra quanto sia potente la tua lista. A differenza del ROI, che misura quanto la campagna/strategia di email marketing sia efficace, il Tasso di Conversione permette di vedere quanto i clienti nella lista siano leali e legati al tuo business. Ricorda di non fossilizzarti sulle email aperte e regola il tuo parametro di conversione per mostrare le azioni rilevanti dei tuoi clienti. Click Through Rate Io personalmente faccio sempre riferimento al Click Through Rate quando parlo con gli email marketer, perché credo sia davvero importante… In particolare se ti occupi di vendita al dettaglio. Le percentuali di click e click through sono informazioni di immenso valore per vedere il livello di interesse nei confronti di un prodotto. Per la vendita al dettaglio, è consigliabile inserire più prodotti da presentare in una singola email sperando nella conversione dei clienti che guardano il prodotto e decidono di comprarlo sul tuo sito. Puoi misurare il livello di interesse in ogni prodotto che inserisci nell’email. Dal momento che ogni link è associato a un prodotto, è possibile vedere quanto le persone siano interessate dal numero di volte che un determinato link viene cliccato. La tecnologia è disponibile per service provider per sapere quante volte viene cliccato un link. Quando hai un elevato tasso di click through e, soprattutto, di click ripetuti da parte di una determinata persona, puoi affermare con sicurezza che a tale persona sia fortemente interessata al tuo prodotto. Disiscrizioni I marketer non desiderano vedere contatti che si disiscrivono. In particolare nell’email marketing, dove tutti i tuoi contatti dovrebbero voler ricevere le tue email. In realtà, l’essere umano è molto selettivo e le persone fanno cose per svariati motivi. Bisogna aspettarsi di vedere qualche disiscrizione qua e là. Cosa potresti ricavare dall’analisi di chi si disiscrive? Quando i tuoi contatti si iscrivono alla tua lista, una grande domanda da porsi è perché abbiano deciso di iscriversi. Era in corso una promozione per attirare nuovi iscritti? Le iscrizioni sono avvenute sul tuo sito? Quando le persone decidono di disiscriversi è perché non hanno più motivo di rimanere. Perciò, quando noti che il numero di disiscrizioni aumenta, dovresti fermarti un attimo e dare uno sguardo alle tue email per vedere cosa possa provocare un tasso così alto di disiscrizioni. In sostanza, le disiscrizioni ci permettono di vedere le cause e gli effetti. Email non aperte Invece di guarda le email aperte, è meglio concentrarsi su quelle non aperte, perché puoi prendere decisioni dirette per migliorare l’efficacia della tua email marketing e rafforzare la tua lista. Le email non aperte appartengono ai clienti non legati al tuo business e rappresentano soltanto una perdita di tempo e di denaro. Quindi, se un gran numero di email che invii non viene aperto, dovresti decisamente ripulire tua lista. Ciò non significa necessariamente eliminarli dalla lista, ma potresti semplicemente inserire i contatti in questione in una lista inattiva. Email non aperte che restano a lungo nella posta in arrivo diventano un problema, non pericoloso come quello delle spam. Comunque, intasano la casella di posta in arrivo e diventano un problema agli occhi di alcuni provider. Sta diventando un problema talmente serio che ha persino ricevuto un nome: Grey Mail. Queste email “grigie” possono diminuire l’efficacia della tua campagna di email marketing se ne invii troppe. Per questo motivo, se ti accorgi che molte email restano non aperte, dovresti procedere con una pulizia dei tuoi contatti.


Leggi
Come posso aumentare la mia Deliverability?

Come posso aumentare la mia Deliverability?

Tecniche Email Marketing • novembre 11, 2016

Quando ti registri per un servizio di email marketing, elimini molto del lato tecnico dell’inviare email ai tuoi subscriber. A prescindere dal servizio per cui ti registri, nessuno ti può garantire una consegna al 100%. Poiché esistono così tante variabili sia dal lato tecnico che da quello del mittente, una consegna al 100% è quasi impossibile. Quindi, una grossa domanda che viene quasi sempre chiesta è: come posso aumentare la mia consegna email? La consegna email è un processo difficile, che richiede molto controllo e sperimentazione da parte del mittente. Quando ti registri per un servizio come Benchmark Email, o servizi simili, i servizi stessi si prendono cura di alcuni degli aspetti tecnici dell’invio. Cose come il punteggio mittente, l’autenticazione, il feedback loop, e altro. Ci sono molte cose dalla parte del mittente che possono aumentare la consegna email. Controllare il tuo punteggio di invio è importante. Lo so che è ho già menzionato come i servizi controllino questo per te, e ciò resta vero. I servizi di base ti forniranno indirizzi IP che potrebbero essere condivisi con altri utenti dello stesso livello di servizio, e il punteggio è gestito dal servizio. Indirizzi IP dedicati, o mittenti che usano la propria tecnologia, dovrebbero controllarlo regolarmente. Puoi controllare la tua Reputazione Mittente con Return Path, che misura i punteggi sulla tua cronologia email. È fondamentale che la tua email funzioni bene per la tua reputazione mittente, il che ci porta al nostro prossimo argomento, cioè la tua lista. La tua lista contatti è la risorsa più importante nell’email marketing. Non conta solo quanti contatti hai, quel che conta veramente è il coinvolgimento dei tuoi contatti. Sappiamo che il tuo punteggio dipende dal fatto che le tue email funzionino bene, quindi ha senso partire dai subscriber. Avere dei contatti che respingono l’email costantemente o semplicemente non aprono le tue email è come un cancro per la tua lista. Dopo aver ripulito quei contatti, devi poi cominciare a filtrare i contatti in entrata che rimangano fermi. I metodi di doppio opt-in per i moduli di registrazione sono molto raccomandati, perché eliminano quei contatti che sono là solo per il concorso o per il premio. Dovresti anche inviare qualcosa ai tuoi contatti con regolarità, niente di più, niente di meno. Quindi, segmentare i tuoi contatti in subscriber quotidiani, settimanali, e mensili è importante. A proposito di segmentazione, dovresti anche segmentare a seconda di qualunque informazione tu abbia sui tuoi contatti. Per quegli utenti esperti che hanno le idee chiare su quel che stanno facendo e acquistano indirizzi IP dedicati, o persino usano la loro tecnologia interna per mandare email, questo suggerimento è per voi. Cioè, quando comprate o cominciate un nuovo indirizzo IP, è importante farlo riscaldare e aumentare gli invii gradualmente. Questo è un passaggio importante perché i nuovi indirizzi IP non hanno una reputazione. Proprio come per  correre, dovrai fare delle sessioni di pratica prima del giro vero e proprio. Fa’ partire le tue email ed effettua invii ai tuoi clienti lentamente, per costruirti una reputazione. Una volta che ti sei fatto una reputazione, puoi allora cominciare a inviare a tutta forza. Se cominci a ricevere respinte soft, devi rallentare: i server stanno respingendo le tue email perché sono troppo veloci. Questo può essere visto nel report Email Respinte. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello di utilizzare il Sender Policy Framework, anche descritto come pubblicare un protocollo SPF. In parole semplici, ciò che fa un protocollo SPF è dichiarare che un tale server di email o indirizzo IP invierà delle email da questo dominio. Ciò è di grande aiuto se usi un servizio per mandare le tue email. Alcuni servizi potrebbero non menzionarlo, mentre altri servizi lo richiedono. È difficile da completare perché coinvolge il tuo sito web e il server DNS. Facendo così, autorizzi i server del tuo servizio ad inviare a nome del tuo dominio, o da qualunque altro dominio su cui sia il tuo indirizzo email. Se hai difficoltà a pubblicare un protocollo SPF, parlane con il tuo webmaster o con il servizio di hosting del tuo sito web, come GoDaddy.


Leggi
Come posso usare l’Email Marketing per Promuovere i miei Webinar?

Come posso usare l’Email Marketing per Promuovere i miei Webinar?

Tecniche Email Marketing • novembre 9, 2016

Quando qualcuno si registra per uno dei tuoi webinar è importante mantenerlo coinvolto e interessato così che il giorno in questione sia qualcosa che aspetta con gioia. In altre parole, è molto importante come promuovi il tuo webinar. La gente tende ad iscriversi ad un webinar con settimane di anticipo, ma se ne dimentica quando arriva il momento. Le email di promemoria sono eccellenti, perché sono versatili e, meglio di tutto, le più vantaggiose economicamente. È cosa comune cominciare a promuovere il tuo webinar due settimane prima dell’evento. Quindi avrebbe senso mandare anche un promemoria una settimana prima, poi tre giorni prima. Ciò che abbiamo fatto qui a Benchmark è che a volte mandiamo i nostri promemoria il giorno stesso, e ciò ha mostrato un aumento del nostro tasso di partecipazione. Quel che é importante è tenere al corrente coloro che si sono registrati. Mandando loro degli aggiornamenti o anche delle informazioni su quel fichissimo invitato speciale che vi parteciperà. Qualcosa da includere in quelle email è anche il pulsante per aggiungere l’evento al loro calendario elettronico personale. Gmail di Google a volte può pescare l’evento da dentro l’email e metterlo automaticamente nel loro calendario Google.  Ma non tutti usano Google; a qualcun’altro piace usare calendari Microsoft o Mac. Aggiungere questo pulsante permette loro di impostare dei promemoria con un solo click. Altri potrebbero essere meno propensi ad aggiungerlo al proprio calendario manualmente. Ora, non abbiamo ancora finito. Dopo il webinar, è meglio ringraziare coloro che si sono registrati e fornire loro una registrazione del webinar da salvare e a cui fare riferimento. Le discussioni e interazioni che avvengono durante il webinar sono informazioni preziosissime, e dare loro un souvenir dà grande valore ai tuoi webinar futuri, sempre che tu mantenga questo standard. Ora abbiamo visto, praticamente dall’inizio alla fine, come dovrebbe essere una  promozione di email marketing per un webinar. Ricorda che se vuoi coinvolgere la tua audience, assicurati che abbia la possibilità tecnica di salvare la data, e tenerla in anticipazione dell’evento. Nessuno vuole condurre un webinar per una stanza vuota.


Leggi
Qual’è il tasso di apertura previsto nel mio settore?

Qual’è il tasso di apertura previsto nel mio settore?

Tecniche Email Marketing • novembre 4, 2016

Un tasso di apertura dipende da varie cose, quando si tratta di email marketing. Non tutti apriranno la tua email, quindi non dovresti aspettarti un tasso di apertura del 100% quando invii una campagna. Non è impossibile ottenere un 100%, ma dovresti essere capace di leggere nel pensiero. Quindi, qual’è il tasso di apertura previsto per una campagna email? Alcuni saranno sorpresi a vedere che in media, nei vari i settori, è il 15%-20%. Siccome questo vale per tutti i settori messi insieme, vediamolo diviso per un paio di settori, misurato nel corso di un anno, come appreso da Smart Insight: Automobili: 24.9% Computer Software: 22.1% Servizi alimentari: 22% Assicurazioni: 29.7% Scuola: 27.9% Possiamo vedere che, in media, quando viene diviso in vari settori, migliora. Non ti preoccupare se ottieni questi numeri! Ci sono certi strumenti e suggerimenti che puoi usare per aumentare il tuo tasso di apertura… anche se è solo di un pochino. Segmenta la tua lista. Creare una lista segmentata, più mirata, aumenterà i tuoi tassi di apertura. Nelle vendite, puoi provare a tener d’occhio in quali prodotti siano interessati i tuoi subscriber e promuovere prodotti simili. L’igiene della lista. Quando le persone sentono “’igiene della lista,” pensano, “Cancellare contatti, NO!” Ma cancellare contatti che non leggono o aprono le tue email è vantaggioso, quando ci pensi bene. Riduci il numero totale di email che invii, risparmiando soldi. Ridurrai anche la graymail e possibili lamentele per abusi, aumentando la tua deliverability. Vedi l’anteprima del testo.  Questo è uno strumento avanzato per alcuni, che permette agli utenti di controllare cosa vedano i subscriber prima ancora di aprire le email, invogliando gli utenti ad aprire l’email oltre alla riga oggetto. E ricordati di non mentire o essere ingannevole a questo riguardo.


Leggi
La mia ultima campagna ha avuto un Tasso di email Respinte pauroso. Cosa devo fare?

La mia ultima campagna ha avuto un Tasso di email Respinte pauroso. Cosa devo fare?

Tecniche Email Marketing • ottobre 28, 2016

Avere un alto tasso di email respinte nella tua campagna fa davvero paura. È il segno che c’è qualcosa di seriamente sbagliato con quell’ultima campagna e che molte persone non ricevono le loro email al momento giusto. È come quella scena del film dove una persona sparisce improvvisamente e nessuno sa perché. La paura viene dal non sapere esattamente cosa sia successo che ha creato il problema. In questo caso, un alto tasso di respinte. Come in tutti i film di paura, quel che dobbiamo fare è investigare e capire cos’è successo. Potrebbe rivelarsi più pauroso di quel che pensavi. Controlla i tuoi contatti La prima cosa da fare è guardare tutte le email respinte per vedere se ci sia uno schema ricorrente negli indirizzi email che non hanno ricevuto l’email. Provengono tutti dallo stesso dominio? Sono tutte respinte hard? Le respinte hard sono indirizzi email ai quali il mittente ha provato ad inviare una email, ma l’indirizzo del destinatario non esiste più. L’altro tipo, la respinta soft, è l’opposto: l’indirizzo esiste ed è là, ma è pieno, oppure non può ricevere posta per qualche altra ragione tecnica. Se c’è uno schema ricorrente questo ci indicherà la direzione giusta in cui guardare. Qualche volta non c’è nessuno schema ricorrente, ma non fa male controllare, almeno non ancora. I Log delle Respinte Con ogni email che viene inviata ad un indirizzo email, c’è un log che viene generato e re-inviato al mittente. Conosciuto come bounce log, o SMTP log, questo dice al mittente se l’email è stata inviata con successo o se ha rimbalzato. Non dice se è una respinta hard o una respinta soft, ma ci dà un codice. Da quel codice, possiamo identificare se sia l’uno o l’altro. Se controllare i tuoi contatti secondo uno schema ricorrente è un indizio, i log delle respinte sono, in un certo senso, le prove. Le prove possono essere conclusive e condurre ad un’azione, o possono aver bisogno di altre prove per aver un quadro più chiaro di quel che sta succedendo. Controlla le blacklist Cercare il tuo nome in queste liste create per segnalare gli spammer è snervante. Siti web come MXtoolbox.com o MultiRBL cercano attraverso un indice di domini e indirizzi IP per trovare il tuo. Se sei su una qualunque di queste liste, potresti non essere in grado di mandare email a persone che usano queste liste. Il lato positivo è che la maggior parte delle blacklist non sono per sempre. Normalmente c’è un modulo o qualche tipo di procedura che ti permetterà di richiedere di essere rimosso. Se vieni rimosso dalla lista, è come accendere le luci in una stanza buia e paurosa. Rallenta! Spesso, gli email marketer possono pensare che spedire il più velocemente possibile le email sia la miglior cosa da fare. Ma accelerare una macchina a 200 km all’ora non è proprio sicuro, fa paura in un altro senso. Quindi, mandare a più gente possibile, il più velocemente possibile, potrebbe essere un problema. Provider di servizi come Gmail e Yahoo hanno un limite su quante email accettano in un dato lasso di tempo. Se invii troppo, le tue email saranno differite. Ricordi quei log delle respinte di cui ti parlavo? Questo status è così speciale che non ha nemmeno un codice, il log ci dice semplicemente “differito”. Significa che stai inviando troppo velocemente e che il server non accetta altre email al momento. Qua entra in gioco l’anti-eroe che salva la situazione: il moderatore della velocità.. Abbassare la velocità delle tue email potrebbe essere il modo migliore di ridurre le tue respinte ed arrivare all’inbox. Sì, rallenta le tue email, ma questo non è un male. Se tutto va bene, non ti troverai in questa situazione. Tutto quel che devi fare è seguire la strada migliore e non prendere alcuna scorciatoia. Prendere una scorciatoia potrebbe condurti ad un incubo da cui ti sarà difficile, ma non impossibile, uscire. Se ti trovi in una situazione da incubo con alti tassi di respinte, questi suggerimenti possono aiutarti a sopravvivere e a mandare email un altro giorno.


Leggi
Quali Test È Meglio Effettuare Sulla Mia Campagna Prima Di Inviarla?

Quali Test È Meglio Effettuare Sulla Mia Campagna Prima Di Inviarla?

Tecniche Email Marketing • settembre 19, 2016

Test come quello A/B possono risultare preziosissimi per gli email marketer. Ad ogni modo, il Test A/B costituisce un termine generale per indicare il testing di diversi elementi contenuti nelle email al fine di confrontarli e capire quale restituisce i risultati migliori. Ma ci sono molte cose che è possibile testare nelle email. Ecco alcuni ottimi test da poter effettuare prima di inviare la tua campagna email. Riga dell’oggetto Momento della giornata Test Posta in Arrivo Riga dell’Oggetto La riga dell’oggetto è molto importante. Non solo viene controllata dai filtri per verificare eventuale spam, ma serve a descrivere il contenuto dell’email ed induce l’iscritto ad aprirla. Quindi, formulare la riga dell’oggetto perfetta può risultare difficile. Effettuando un test A/B per testare i diversi oggetti ipotizzati, l’email che darà i migliori risultati verrà inviata alla maggior parte degli iscritti della tua lista, così da ottenere un ottimo tasso di apertura. Dunque quale apriresti, una email con “Aggiornamenti mensili Benchmark Email” oppure “Nuove Funzionalità e Aggiornamenti Benchmark Email”? Momento della giornata Una domanda che ci viene spesso fatta è: Quando inviare le email? Beh, questo dipende soprattutto dai tuoi contatti e le relative preferenze, informazioni utili posso essere il loro impiego e l’ubicazione della loro azienda. A seconda del contenuto, potrebbe essere conveniente inviare un’email di prima mattina, quando le persone controllano la posta relativa agli affari o al lavoro. Oppure inviare dei cataloghi a ora di pranzo o durante il pomeriggio, per un rapido sguardo alle offerte e qualche acquisto veloce. Dato che la scelta del momento giusto dipende prevalentemente dal tipo e dal contenuto delle email, effettua dei test relativi all’invio durante diverse ore del giorno, o persino in diversi giorni della settimana. In ogni caso, è molto importante prestare attenzione prima di iniziare a testare all’impazzata. Buona norma prevede che se stabilisci un invio quitidiano, settimanale, o annuale, devi sempre rimanere fedele a quel regime. Provare a trovare il momento migliore del giorno o della settimana, non ti impedisce di farlo. Test Posta in Arrivo Questo test è oggi molto inflazionato, ma ho pensato di doverne parlare perchè ci sono molti modi di effettuarlo. Alcuni di noi sono consapevoli che tutti i vari browser e software utilizzati per controllare la posta possono alterare l’email, per adattarle al meglio. Tuttavia ciò, a volte, causa dei problemi, in particolar modo nel caso di Microsoft Outlook, che utilizza il motore di elaborazione di Word per il rendering delle email. È molto importante investire del tempo a provare come le tue email potranno apparire almeno attraverso quelli che sono i client più comuni, come: Gmail Yahoo AOL Hotmail Outlook Questi sono i 5 client di posta elettronica più comunemente utilizzati. Possedendo un account per ognuno di essi, sarai in grado di coprire i domini pubblici di fondamentale considerazione. Un altro metodo per testare come appariranno le email è utilizzare lo strumento Inbox Checker di Benchmark Email. Questo strumento permette all’utente di testare l’email su qualsiasi sistema operativo, browser e client. Gli utenti possono anche effettuare sulle email una prova di tipo passa-non passa. La questione di fondo di questi test è: in quanto mittente, come si può megliorare il  coinvolgimento del cliente o ricevere maggior visiblità? Lo scopo della riga dell’oggetto è di catturare l’attenzione dell’iscritto. Ci sono inoltre momenti della giornata in cui sappiamo che gli utenti almeno sono svegli nel momento in cui ricevono le email. Infine, dobbiamo assicurarci che l’email abbiamo un buon aspetto per quell’utente in funzione del client che sta utilizzando. È impossibile testare e avere la certezza di tutte le email, ma proviamo decisamente a fare il meglio.


Leggi