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3 Cose Che Ogni Specialista di Marketing Dovrebbe Sapere

3 Cose Che Ogni Specialista di Marketing Dovrebbe Sapere

Strategie Email Marketing • maggio 30, 2017

Se state approfittando dell\'email marketing, istruendo un team, o provando ad assumere uno specialista, ecco delle competenze concrete che ogni specialista di email marketing dovrebbe avere. Siamo qui per aiutarvi a capire come dovrebbe essere questa lista, e come ottenere queste competenze. #1 Sapere Come Esaminare la Scena L\'email marketing non inizia con le vostre campagne email. Inizia quando comprendete le conversazioni intorno a voi. È il compito di ogni specialista furbo di email marketing è quello di esaminare la scena e capire le voci attorno a loro. Per far ciò, si comincia ascoltando. L\'ascolto in effetti è una delle cose più importanti che potete fare sui social media. Mentre molti marketer pensano che lo scopo dei social media sia quello di coinvolgere, l\'importante è soltanto tenere gli occhi e le orecchie aperte su ciò di cui la gente parla e sul modo in cui ne parlano. Esistono dei semplici modi per fare questo, includendo la creazione delle liste ed il controllo di queste ultime per vedere in che direzione va la conversazione. Ma per gli specialisti di email marketing più aggressivi, ci sono strumenti di ascolto per social media sia gratuiti che a pagamento. # 2 Capire Cosa Vuole il Vostro Pubblico Uno studio di “Science of Email” mostra che il 64% degli iscritti alle email preferisce campagne ricche di testo. Una volta compreso se il vostro demografico - e quale parte di esso - rientra in questa categoria, il passo successivo è capire cosa considera ricco. Mentre per me ricco può significare mille parole, ricco per altre persone potrebbe significare un buon 400 parole con un link ad una pagina di benvenuto se vogliono leggere o scoprire di più. Poi c\'è la questione del sapere che non tutti vogliono delle parole. Qui torniamo al vostro demografico. Alcuni lettori potrebbero essere interessati esclusivamente a dei contenuti visivi o a determinati tipi di contenuti come aggiornamenti trimestrali o controlli settimanali. Altri potrebbero preferire del materiale di approfondimento. Per capire cosa vuole il vostro pubblico, dovete chiedere. Il momento migliore per farlo è portandoli a definire le proprie preferenze quando si iscrivono alla vostra lista. #3 L\'Automazione Rende Più Semplice la Vostra Vita Le email che ricompensano le persone per essersi iscritte fanno qualcos\'altro: portano gente nel mondo del vostro brand. La prima email che inviate una volta che qualcuno si iscrive è la più importante. È quella che statisticamente ha una chance del 41% di essere aperta rispetto alle altre email che manderete in futuro, e ha un tasso di apertura da clic del 14%, molto alto se considerate che state osservando il 14% del 41%.. Essere uno specialista di email marketing rappresenta una posizione incompresa. A meno che non l\'abbiate fatto e abbiate capito cosa fare per avere successo (vedi sopra), la gente penserà che voi stiate lì seduti a riempire e leccare le buste - l\'equivalente in tempo reale di ciò che pensano sia l\'email marketing. Noi ne sappiamo di più. Sappiamo che avete apportato molte correzioni per capire come dovrebbe essere il messaggio, come costruirlo, e come riproporlo ad ogni pubblico segmentato. Ecco perché avete bisogno di usare l\'automazione il più possibile, specialmente per le email di ringraziamento per l\'iscrizione. Essere uno specialista dell\'email marketing significa essere furbi ed usare tutti gli strumenti a vostra disposizione per alimentare una macchina sempre accesa e ben oliata. Siete i proverbiali maghi dietro il sipario, tirate le leve e premete bottoni - e in qualche modo questo sembra funzionare dall\'altra parte. ma voi ed io sappiamo che accadono molte cose (e queste devono continuare) dietro le quinte. Ci sono altre cose che pensate che uno specialista di marketing debba sapere? Scrivete le vostre idee nei commenti!


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Come Tornare alla Lavagna per creare Ottime Newsletter

Come Tornare alla Lavagna per creare Ottime Newsletter

Strategie Email Marketing • maggio 18, 2017

Sono stato nell\'ambito delle campagne di email marketing in diversi settori industriali. Sia che stiate cercando no-profit, gruppi di esperti, e-commerce, grandi brand di consumo, gruppi di networking, o blog, c\'è una cosa che unisce il meglio del meglio e il suo scopo. Ogni grande piano di email marketing — e notate che è un piano o una campagna, contro una singola mail — ha queste variabili in comune. Hanno tutti uno scopo comune dietro le campagne. Invocano emozioni, e quell\'emozione viene in parte trasportata dal design. C\'è coerenza nella capacità di consegna e c\'è una varietà dei tipi di campagne inviate nel tempo. Questi fattori sono ciò che creano la differenza tra le campagne mediocri e le migliori newsletter via email. Si riconduce tutto allo scopo. Se sapete perché entrerete da quella porta ogni mattina - se avete una missione - diventa molto più facile uscirne vincitori ogni giorno. Le migliori newsletter via email vengono tutte unificate nella loro dichiarazione della missione. Capiscono che quell\'email è profondamente diversa da qualunque altro contenuto o piattaforma di messaggistica. L\'email è la lancia che guida la freccia. Per far sì che abbia un senso, dovete sapere qual\'è il vostro scopo. Qui torniamo alla vostra consapevolezza organizzativa. Potreste sapere quale prodotto o servizio state vendendo, ma a meno che non sappiate perché contate (o cosa conta per voi), non avete davvero uno scopo. Potreste guardarvi indietro e pensare che sarebbe stato più facile fare le cose nel modo giusto all\'inizio della vostra attività invece di tornare alla lavagna. Non sono d\'accordo. Una volta che siete nel flusso e riflusso del vostro business, a volte avete una migliore idea della direzione nella quale state andando e cosa conta per voi in quel momento. Da lì, è sempre facile cambiare e riprogettare. 9 Regole per Tornare alla Lavagna Gli analisti del marketing McKinsey & Co. Leader mondiali hanno sviluppato delle fantastiche linee guida per la riprogettazione mirata. Stando agli esperti analisti che guidano crescita ed opportunità in alcune delle attività più redditizie al mondo, esistono nove step concreti per far ciò: Concentrarsi su obiettivi a lungo termine Studiare il panorama Pensare al progetto Pensare fuori dagli schemi Circondarsi delle persone giuste Guidare le persone a pensare in modo differente Impostare un segno di riferimento per le analitiche I capi dovrebbero parlarsi tra loro, sempre. Le cose non andranno sempre nel verso giusto, quindi gestite questi rischi. Le loro linee guida mostrano anche che le aziende che seguono sei o più regole hanno un tasso di miglioramento del 73% a differenza di quelle che ne seguono soltanto una o due. Queste ultime hanno un tasso di miglioramento del 12%. Chi segue tutte e nove le regole si è garantito un salto in avanti di un incredibile 86%. La Dichiarazione della Vostra Missione, Nel Caso Sceglieste di Accettarla Per ristabilire la dichiarazione dell\'obiettivo della vostra azienda, raggruppate il vostro team in una stanza e chiedete a tutti di scrivere una risposta a queste domande: Cosa pensano che faccia la vostra azienda ogni giorno? Come descriverebbero la vostra dichiarazione dell\'obiettivo in una frase o due? Cosa vorrebbero veder fare all\'azienda in merito a questo? Non lasciate più di 15 minuti al personale per scrivere le proprie risposte. Volete risposte reali e non fatte apposta per sembrare il meglio possibile. Potete fare la stessa cosa se gestite un\'azienda online o una piattaforma basata sui contenuti.


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Automazione: Lo Strumento Pratico per i Marketer

Automazione: Lo Strumento Pratico per i Marketer

Strategie Email Marketing • maggio 9, 2017

Ecco com\'è la vostra vita senza l\'automazione email:      Diffondete la vostra campagna email: ○      Notate di avere tre nuovi iscritti ○      Inviate una campagna separata per dar loro il benvenuto      Notate che qualcuno si è disiscritto: ○      Inviate separatamente una campagna di \"Ehi, perché sei andato via/sei tornato?\"      Notate che 5 persone non hanno completato il ciclo di conversione che avete creato: ○      Inviate una nuova campagna separata per indirizzarli nei canali di vendita      Notate qualche iscritto all\'email inattivo: ○      Lanciate una campagna separata mirata agli iscritti che non sembrano interessati. Quindi, approcciandovi al vostro email marketing con un solo compito in mente, siete finiti ad averne altri tre, sprecando circa un\'ora in più su altri compiti che sarebbero dovuti già essere automatizzati. L\'Automazione Vi Rende Un Marketer Nel Segno Dell\'Accuratezza Automatizzare ha senso. Da marketer che ha diversi ruoli, so che se devo accantonare il mio lavoro per svolgere dei compiti secondari come quelli menzionati poco fa - allora non sarò tanto bravo in ogni compito individuale che si presenta sulla mia lista. Ho pensato a queste necessità in anticipo, posso investire il mio tempo, la mia creatività e l\'attenzione ai dettagli che servono per perfezionare ogni campagna automatizzata. Questo mi impedisce di essere sciatto e fare errori. E questo intrattiene molto di più i vostri iscritti. Il punto è che il tempo medio di apertura di una mail è di 15-20 secondi. Questo significa che avete quella piccola finestra temporale per catturare qualcuno; e quindi inviate qualcosa per essere i migliori - e non andate di fretta tra una mail e l\'altra. Questo significa che potete andare avanti con altre faccende mentre il vostro email marketing funziona con il pilota automatico. In altre parole, pensate all\'automazione come la Tesla dell\'email marketing. Il vostro veicolo di coinvolgimento più efficace è in modalità pilota automatico mentre potete sbrigare altre questioni. L\'Automazione Vi Focalizza sul Vostro \"Vero\" Lavoro L\'idea dietro l\'automazione come soluzione pratica di business è questa: vi lascia le mani libere così potete tenere conto dei clienti e dei leads. Quindi, potendo prestare attenzione ai vostri clienti e sviluppare un nuovo business, le vostre campagne di marketing automatizzate sono:: Inviare campagne email personalizzate che imitino il coinvolgimento diretto senza che abbiate realmente bisogno di coinvolgere. Qualcosa di semplice come dire il nome di qualcuno crea una connessione emotiva che è il principio per la costruzione di un rapporto. Infatti, una riga del soggetto personalizzata aumenta il tasso di apertura del 22%. Potreste chiedervi perché fare una riga dell\'oggetto personalizzata quando l\'email è personalizzata. La risposta è questa: vi basta che l\'iscritto apra semplicemente la mail per prima cosa. Per fare ciò, affidatevi alle connessioni dirette tramite legame emotivo come il nome di una persona. Per approfondire, i tassi di clic sulle email personalizzate crescono del 14% e il tasso di conversione del 10%. Non È Soltanto Più Email Marketing. Si Tratta Di Te. Questo è il vero punto chiave dell\'automazione: non solo rende il vostro lavoro più facile e vi aiuta a succedere in altre aree liberandovi del tempo, ma massimizza anche i risultati. La sola generazione di lead vede un incremento del 450% quando le campagne di marketing sono personalizzate. E ovviamente, potete farlo voi stessi. Potete inviare con cautela ogni email e controllare ogni movimento all\'interno del ciclo della campagna per ogni utente che avete. Ma siamo sicuri che vi piacerebbe allontanarvi dalla vostra scrivania ogni tanto per godervi un pranzo con i colleghi. L\'automazione è molto più di riprendersi la propria vita. L\'automazione dell\'email marketing dà ordini e processi sequenziando l\'email marketing in una struttura di sistema. Considerate che il 64% dei capi ufficio di marketing non hanno processi che gestiscano l\'automazione del loro marketing, il che li rende in un ciclo di \'gestione\' perpetuo in cui devono occuparsi di tanti compiti differenti o stare al timone della nave come direttori del marketing. Quindi non solo l\'automazione migliora il vostro lavoro - si tratta anche di passare al livello successivo. Il vostro email marketing migliora, e in cambio ottenete spazio per crescere professionalmente.


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Quando i social media muoiono, la tua lista di email sopravvive

Quando i social media muoiono, la tua lista di email sopravvive

Strategie Email Marketing • aprile 11, 2017

La regola numero uno della progettazione del tuo sito web è tenere quanti più dati e meccanismi sotto il tuo ombrello. Ecco perché: Se stai costruendo un sito web che fa affidamento su app di terze parti per rimpolpare la lista, stai compromettendo la tua abilità di tenere il tuo sito e i tuoi dati intatti, dal momento che queste app e piattaforme muoiono naturalmente nel tempo. Diciamo che investi $5000 in un sito ma poi ti affidi a un’app di terze parti totalmente differente per costruire il forum della community – cosa farai se questo forum di proprietà di terze parti smette di funzionare? Cosa farai se lo venderanno ad un\'altra azienda e questa cambia prezzo e modello? Se accade una di queste situazioni, i tuoi asset digitali saranno completamente compromessi e fuori controllo. È usuale, anche per le app più popolari, tagliare fuori le app di proprietà di terze parti. Infatti, Snapchat ha fatto proprio questo di recente. Questo ci riporta a quale altro modo la stessa regola di sicurezza e dei dati si applica al nostro business – anche meno di ciò che sappiamo – in altri modi: le nostre piattaforme dei social media. Le app di terze parti non sono l’unico modo per morire. Pensa a tutte le piattaforme social che sono venute e se ne sono andate. Di certo non le hai usate tutte ma la maggior parte hanno provato MySpace – e cosa è accaduto quando MySpace è andata in disuso, ha cambiato la sua direzione per focalizzarsi di nuovo sulla musica, e/o scegli di lasciare Facebook? Cosa è accaduto a tutti i tuoi contatti quando hanno scelto di migrare altrove? Guardiamo alcuni dati riguardanti solo MySpace. Dopo il suo declino, MySpace ha fatto “sparire” gli utenti dei blog. Tutti quei contenuti guadagnati con la fatica e l’impegno sono scomparsi dalla sera alla mattina per alcune persone. Ha danneggiato, in particolare, gli utenti che non avevano salvato i propri contenuti altrove o si affidavano a MySpace come la loro piattaforma. Le piattaforme dei social media hanno spinto nella direzione di modernizzare le proprie piattaforme. Tutte le cronologie e le registrazioni degli utenti sono sparite con un battito di ciglia senza alcun avviso o possibilità di recuperare il contenuto. MySpace e LinkedIn sono state anche colpite dagli hacker, un attacco che ha compromesso le credenziali di login per milioni di utenti – che ha perciò compromesso i loro account. 427 milioni di account di MySPace sono stati hackerati e 100 milioni di account di LinkedIn sono stati attaccati, le loro informazioni sono state poi vendute al miglior offerente sul web. Il Data Breach Investigations Report del 2016 ha mostrato come la sicurezza cyber sia una delle maggiori minacce e costerà 2 trilioni di dollari nel 2019. I fatti restano: ogni piattaforma social è un bersaglio. Più grande è la piattaforma, più grande diventa il bersaglio. Lo stesso vale per quelle piattaforme social che possono essere attaccate per motivi politici quando si tratta di censura. E seppure hanno messo in sicurezza le loro mura da questi attacchi, non si può assicurare ancora niente sul fatto che l’azienda non cambierà i propri metodi di fare business o la venderà ad un’altra azienda. La speculazione riguarda soprattutto Twitter e Facebook, dal momento che diventano più trincerati in relazioni politiche attraverso la gestione degli interessi e degli interessi degli investitori. Il punto è che non puoi controllare la direzione che prenderanno le tue piattaforme nel futuro, ma puoi minimizzare i danni. LinkedIn è un ottimo posto dove iniziare. LinkedIn, la più grande piattaforma di social business che esista, permette ai suoi utenti di esportare le proprie liste di contatti e integrarle nelle liste di mail. Alla fine, la tua lista di mail è l’unico asset tangibile che hai – l’unica cosa che resta con te mentre le piattaforme nascono e muoiono. Avere una lista di iscritti impegnata – specialmente iscritti che hai curato dai social media in caso di fallimento di una piattaforma – vale oro. Questa è una nicchia di persone che sono rimaste con te anche se il panorama digitale è cambiato. Con Automazione Pro, puoi impostare un percorso per ottimizzare le liste e aumentare l’engagement degli iscritti. Alla fine, non è solo questione di avere una lista; è come usi questa lista e come mantieni la sua integrità.


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Il Customer Engagement è la Nuova Email

Il Customer Engagement è la Nuova Email

Strategie Email Marketing • marzo 28, 2017

Per molti, anche solo inviare un\'email agli iscritti significa non centrare il bersaglio. Esiste una persona dietro ciascun indirizzo email e questo è un fatto importante che non può essere dimenticato. L\'email marketing non è costituito da chi può trovare un ritorno degli investimenti a breve termine con bassi tassi di apertura, ma qualche grossa vendita. Il tasso di consegna potrebbe iniziare ad abbandonare quel marketer. È il gioco a lungo termine del creare un successo sostenibile avendo una comunicazione con i vostri iscritti. Andiamo a ritroso per un momento. Quando parlate con i Millennial, vi siete mai soffermati a contare il numero di account sui social media che usano, per non parlare del loro utilizzo attivo? Ascoltate più attentamente e vedrete come molte volte in conversazioni a caso dicono di non ricevere la notifica oppure che la notifica è stata sommersa da molte altre che si aggiungono da ogni punto di contatto della loro rete. Il fatto è che i Millennial sono strapieni di dati dei social media. L\'account email che possiedono, tuttavia, adesso rappresenta uno degli spazi più competitivi che potete trovare per attirare la loro attenzione e coinvolgerli. Difficilmente qualcun altro sarà in lizza per la loro attenzione. Per il resto di voi - le generazioni più anziane - le email sembrano superate a causa del modo in cui le vede questo gruppo. Le vedono come un lavoretto piuttosto che come l\'opportunità che sono: un momento diretto ed ininterrotto tra due persone in cui potete scrivere più di 120 caratteri. È lo spazio in cui una volta che si è cliccato, loro sono nel vostro mondo. Non ci sono commenti, pubblicità o barre laterali scorrevoli in competizione per la loro attenzione. Sono vostri. Qui è dove comincia il customer engagement. Inizia con la realizzazione che le email non sono un promemoria, un buco nero in cui i messaggi vanno in direzione di un vuoto abissale senza ritorno. Infatti, le email sono lo spazio digitale più immediato che utilizzerete, in cui VOI vi focalizzate sul vostro pubblico. Questo è un cambio di mentalità ed inizia eliminando la parola email e sostituendola con \" customer engagement \". Dunque, mentre la concorrenza è ancora alle prese con l\'email marketing, voi siete alla frontiera della comunicazione. State coinvolgendo. Questo non è un concetto completamente nuovo da dover chiedere a molti di voi di comprenderlo. Probabilmente, il vostro business è già nella fase di engagement. Vediamo se è questo il caso: siete appena riusciti a raggiungere il vostro pubblico per la stagione estiva. Forse avete programmato eventi in tempo reale per unire il brand e i clienti. Oppure parlate al telefono e ascoltate le ultime tendenze dei vostri iscritti e lettori. State già facendo engagement. Vi state soltanto sforzando per assicurarvi che la vostra campagna email rifletta lo stesso valore nel vostro brand diretto ai contatti degli utenti. La domanda a cui giungete inevitabilmente è: come misurare l’engagement? Si tratta del numero di click, tassi di apertura, o i follow through? Forse è una combinazione dei tre, ma per campagna, dipenderà dalla chiamata all\'azione desiderata. Quindi, per questo motivo, non fissatevi su delle regole difficili e veloci su come viene misurato l’engagement. È un obiettivo mobile. Detto ciò, customer engagement significa anche misurare il successo rispetto ai clienti coinvolti contro i numeri e le analisi. Per esempio, un tasso di apertura del 100% è eccezionale per qualsiasi impresa. Nonostante questo, anche con dei tassi di ritorno pazzeschi come questi, non potete garantire che vi sia stato del engagement. L’engagement potrebbe rappresentare circa il 35% del tasso di apertura insieme a 3 risposte dirette dei lettori e 2 condivisioni sui social media. Ecco come si misura il customer engagement. In parole povere, pensate di dare una festa per cena. Chiunque nella vostra lista degli ospiti partecipa, ma nessuno vi coinvolge. Nessuno ride, nessuno beve o racconta qualcosa. Quanto sarebbe più \'reale\' questo evento se soltanto 5 persone su 55 si fossero presentate ma tutte si fossero divertite molto e avessero parlato della vostra festa incredibile con il proprio brunch pronto per il giorno dopo? Ecco come dovrebbe essere il customer engagement. Non si tratta di chi è nella vostra lista o di chi bussa alla porta. Si tratta di chi è rimasto a giocare ed è andato via con un\'esperienza da condividere.


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Realizzare l’Esclusività: Trasforma il tuo Email Marketing in una Destinazione per VIP

Realizzare l’Esclusività: Trasforma il tuo Email Marketing in una Destinazione per VIP

Strategie Email Marketing • marzo 9, 2017

La sempre brillante rivista Jacobin, auto-annunciatasi come Reason in Revolt, ha pubblicato un pezzo creativo che osserva l\'esclusività demografica. Intitolato “Twenty-First Century Victorians”, lo scrittore Jason Tebbe esamina i gruppi di nicchia di una società che vive indossando pantaloni da yoga e fa la spesa in negozi con cibo sano. Proprio come la cultura moralmente superiore dell\'era vittoriana, questo nuovo gruppo sembra distinguersi grazie a ciò che reputa delle scelte per uno stile di vita superiore che rispecchiano i propri valori. Questa è un\'osservazione particolarmente interessante da una prospettiva di marketing poiché va contro il branding che vi dice di attrarre tutti, di dare il meglio per un livello di uniformità nella speranza di raggiungere un gruppo netto più ampio. Diamo un\'occhiata alle lezioni di spinning e alle diete senza glutine, per esempio. Mentre queste cose sono per tutti, vanno oltre per altri. Crescono fino a diventare uno stile di vita per alcuni. E grazie a ciò, i consumatori ricavano la propria identità. Ripetiamolo. Non state creando un brand che vada incontro alla gente. State creando un brand in cui la gente possa ritrovarsi, in cui possa identificarsi. Mentre Tebbe osserva il tutto da un ampio punto di vista del consumatore, noi possiamo osservarlo negli altri modi in cui l\'esclusività è venuta a galla ed applicarla all\'email marketing. Potete vedere l\'esclusività nelle etichette di marca e nelle scuole Ivy League. L\'avete vista nell\'arte di Andy Warhol e tra le mura dello Studio 54. L\'avete vista anche negli artisti iconici scomparsi lo scorso anno, tra cui David Bowie, Prince e George Michael per citarne alcuni. Questi sono tutti concetti, luoghi e persone che mostrano qualcosa che non tutti hanno - e questo li rende ambiti. L\'esclusività funziona perché si affida alla psicologia di base. Per qualcuno, indica rarità. Non tutti la hanno o possono averla, e ciò significa che deve essere eccezionale. E viceversa, una volta creato quel valore, sopraggiunge la scarsità euristica che mostra che è più difficile acquisire qualcosa maggiore è il suo valore. Un post del blog di Nir and Far riassume molto bene questa cosa mostrandoci che il concetto di qualcosa conta tanto come quel qualcosa stesso. Considerate quanto accaduto quando il violinista di fama mondiale Joshua Bell ha deciso di tenere un concerto improvvisato nella metropolitana di Washington, DC. Normalmente Bell fa il tutto esaurito per luoghi come il Kennedy Center e il Carnegie Hall, a migliaia di dollari per biglietto. Ma inserito nel contesto della metropolitana di DC, la sua musica ha colpito gli orecchi sordi. Quasi nessuno sapeva di star camminando accanto ad uno dei musicisti più talentuosi del mondo. Quando Bell ha tenuto gratuitamente il suo concerto, alcuni si sono fermati ad ascoltarlo, ma quando chiede un mucchio di soldi diventa una merce rara e migliaia di persone pagano. Per voi, questo non significa chiedere denaro per le vostre campagne di email marketing. Vuol dire offrire contenuti esclusivi solo per le vostre campagne email, siano essi video, narrativa con immagini o contenuti esclusivi - e poi creare un brusio attorno a questa esclusività, rilasciando piccoli teaser sui social media, sul vostro sito web e nei circuiti dei media e della stampa. Riuscire a tirar fuori il meglio da questo e collocando il vostro email marketing come una destinazione VIP esclusiva è qualcosa che potete fare soltanto grazie alla costruzione del vostro brand e spargendo la voce riguardo la leadership che potete offrire nel vostro settore.


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Analisi del Presunto Comportamento per Guidare l’Email Marketing nel 2017

Analisi del Presunto Comportamento per Guidare l’Email Marketing nel 2017

Strategie Email Marketing • marzo 3, 2017

Se avete seguito il nostro consiglio di un anno fa, dovreste già disporre di un sistema di campagne di email marketing ben configurato e suddiviso per trimestri. Ogni tre mesi, le tue campagne e le tue indicazioni vengono dettate dagli obiettivi principali di quel trimestre. Oltre a questo, dovreste già avere un sistema di misurazione, in altre parole, per trimestre e per campagna, quali sono gli obiettivi della campagna e come misurate questi dati? Come definite il successo? Nuovi Punti di Riferimento per il Successo In parte una risposta alle singole limitazioni dell\'automazione delle email e al bisogno che le capacità progettuali di marketing vadano incontro alle esigenze del futuro, Benchmark svela la sua idea per il 2017: Automatomazioni Pro. Durante l\'anno, potete ridefinire il successo utilizzando la nuovissima funzionalità di Benchmark. Usando Automazioni Pro, il successo non è soltanto il rapporto clicca-apri ma l\'esperienza  del percorso di ogni subscriber con il tuo brand attraverso le campagne di email marketing. Ma questo percorso non agisce solo da funnel - ridefinisce anche l\'obiettivo. Una delle tendenze chiave del 2017 sarà il targeting. Il targeting prende nota di fattori comportamentali variabili come i dati sul profilo demografico, lo stile di vita e le preferenze/opinioni. Pensateci come una piramide che ha i suoi fattori nell\'analisi comportamentale nel vostro marketing. Una potente analisi comportamentale predittoria applicata (ABA) non solo può aiutarvi a capire le scelte che hanno fatto i vostri iscritti, ma anche quelle che ci si potrebbe aspettare che compiano. Attraverso lo Specchio delle Analisi Comportamentali Gli scienziati sociali stanno esplorando il marketing poiché l\'industria ha realizzato che la scienza ha aiutato a comprendere e a sostenere dei comportamenti, e ciò può essere usato per predirli. Alcuni studi mostrano che \"... la collaborazione tra gli analisti del comportamento e gli psicologi ambientali che studiano la correlazione tra l\'interesse per l\'ambiente degli individui con le loro caratteristiche attitudinali, demografiche e della personalità... [rimpiazzano] le poltrone con la ricerca interdisciplinare e quella ambientale basata sull\'intervento.\" ABA potrebbe sembrarvi nuova, ma è, difatti, una delle scienze in maggiore crescita. Una semplice ricerca di \"ABA\" o di “analisi comportamentali applicate” su Google, mostra più di 16,500,000 risultati. La ragione per cui i marketer amano ABA è la sua pratica basata sulle prove - quindi non soltanto una teoria di cosa funzionerà, ma su cosa funziona effettivamente. È uno dei metodi più basati sui dati, oltre ai dati che si ottengono dalle analisi. Tuttavia, ABA offre una comprensione del comportamento più approfondita; non vedrete mai un numero da solo come capita nelle analisi; potrete vedere il motivo per cui accade qualcosa e come modificare quel comportamento. In altre parole, i marketer possono lavorare con gli analisti comportamentali non solo per interpretare e predire il comportamento ma anche per modificarlo. Nel 2017, potete usare ABA per perfezionare ulteriormente l\'esperienza dei vostri iscritti con Automazioni Pro. Cambiare Marcia con  \"Engagement\" Questa è un\'altra cosa che cambia nel 2017: stiamo cambiando il nostro modo di pensare. Invece di basarci sulle classificazioni cliniche e di transazione come \"email marketing\", passeremo al \"customer engagement\" e vi spingeremo a ragionare in questi termini. L\'email marketing è qualcosa che accade. I’ Engagement dei clienti invece lo fate voi. Il customer engagement significa realizzare che le email non sono dei promemoria, un buco nero in cui i messaggi vanno nella direzione di un vuoto abissale senza ritorno. In realtà, l\'email è lo spazio in tempo reale per eccellenza che utilizzerete, in cui VOI vi focalizzate sul vostro pubblico. Ma c\'è un altro tipo di engagement, anch\'esso prevalente nel 2017. Tirando fuori l\'uso virale di gif e video, ci aspettiamo che il 2017 sia più piacevole alla vista. Le campagne email si basano sull\'apparenza, sembrano quasi delle pubblicità invitanti, devono essere grandi. Se Twitter, per esempio, serve a comunicare in 140 caratteri, allora la gente è già preposta (pensate ad ABA) ad una comunicazione breve e veloce. Ecco perché le GIF sono così potenti, e perché i video di 30 secondi o 2 minuti sono stumenti tanto efficaci per comunicare i vostri messaggi. Date un\'occhiata alla campagna email di Kate Spade, che è un perfetto esempio di come la vista veicola messaggi. La loro campagna di email marketing usava i propri prodotti per introdurre una nuova linea per un nuovo pubblico - senza mai mostrare immagini del pubblico stesso. La campagna è diretta da viste creative in coppia per creare una nuova visuale: il mercato obiettivo. Non solo coinvolge, ma intrattiene. Un sondaggio Gallup mostra che i clienti che vogliono spendere denaro, vogliono spenderlo per qualcosa per cui si sentono a proprio agio. Gallup - re della predizione dei comportamenti - ha anche basato il proprio modello di customer engagement sulla \"scienza emergente dell\'economia comportamentale, che sostiene che la vasta maggioranza della fedeltà dei clienti e delle decisioni di acquisto sono influenzate dalle impressioni così come da fattori razionali.” Engagement significa in parte ‘corteggiare\' il cliente.’ Questo è vero specialmente per i Millennial ma è un attributo valido per tutti i clienti - o subscribers. Quindi, passando al customer engagement, pensate a cosa influenzerà il comportamento per questo pubblico segmentato. Cosa lo fa sentire bene? Sembra che il 2017 sarà pieno di domande sul come conoscere meglio i vostri iscritti.


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La Libertà del Personal Branding per il Bene dell’Azienda

La Libertà del Personal Branding per il Bene dell’Azienda

Strategie Email Marketing • febbraio 21, 2017

Il personal branding ha subito un grande sviluppo in tempi recenti, come conseguenza della maggiore presenza del brand sui media digitali, ma è un concetto che circola da molto più tempo. Ti ricorderai di Dear Abby, una vecchia inserzione di un quotidiano. Per molti versi, si è trattato del primo esempio di personal branding – ed è stato un notevole successo. Oggi molte aziende sono scettiche nei confronti del personal branding e preferiscono piuttosto optare per la promozione del brand dell’intera azienda. In altri casi, dove il brand non è per niente promosso, è sempre stata riscontrata una sorta di nascosto “canale di ritorno” del personal branding. Solitamente questo avveniva nel dipartimento di marketing, attraverso sforzi in link building, blog e social media. Il fatto è che, per realizzare uno di questi tre aspetto - link building, blog e social media – deve esserci naturalmente una qualche voce che sorga in superficie. Se il tuo obiettivo è il link building, c’è bisogno di una persona della tua azienda che raggiunga altri siti e crei connessioni. Quindi si può dire che sia già presente un elemento di personal branding positivo per l’azienda. Il personal branding garantisce altri benefici e inizia con il riconoscere le motivazioni del proprietario dell’azienda. Non tutti i proprietari vogliono essere il volto dell’azienda ma, in un ambiente che richiede trasparenza negli affari, il problema è che i tuoi clienti vogliono sapere chi sei. Il personal branding dona un volto – o un punto di riferimento – alla tua azienda, utile per i tuoi clienti e brand followers. Si tratta dell’ultima frontiera della “parete di vetro” che ti permette non solo di vedere chi si trova dall’altra parte ma anche di legarti direttamente a loro come cliente. L’importanza di coltivare un personal brand è il motivo per cui i canali dei social media sono diventati così potenti, persino per chi non aveva intenzione di diventare un brand ma che, attraverso la propria voce, ha finito per costruirne uno. Il personal branding costruisce la fiducia della community e ottiene un following. Il following è una preziosa moneta sociale che eleva l’azienda, portandola dall’avere un semplice brand ad essere un’autorità fidata. Diamo un’occhiata al valore di un brand che vada oltre il semplice punto di vista del cliente. Se il tuo obiettivo è costruire partnership con colleghi o creare una rete da usare a proprio vantaggio, allora avrai bisogno di una persona di riferimento che sia visibile online. Supponiamo che tu stia cercando di creare alleanze per lanciare una nuova iniziativa e che tu abbia aperto un dialogo con una persona nel Gruppo A. Tale persona avrà uno o più contatti con cui creare un legame. Quando tale persona parlerà di te ai suoi colleghi, sarà impegnativo comunicare la tua azienda nella sua interezza. È molto più facile fare riferimento a una singola persona all’interno dell’azienda, con cui la persona nel Gruppo B possa creare un legame con più facilità. È molto più difficile creare un legame con un’azienda intera rispetto a una singola persona. È anche più facile per influencers esterni sapere chi raggiungere, in particolare se designi diversi personal brand basati sui diversi interessi dei clienti o aree di target. È come se fossero dei sales manager regionali – una buona idea per il mercato nazionale anche dal punto di vista del proprietario dell’azienda – ma ora si tratta di ideation managers, basati su aree in cui agisci come thought leader.


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Automatizzare la tua Campagna di Onboarding

Automatizzare la tua Campagna di Onboarding

Strategie Email Marketing • febbraio 8, 2017

Un venditore di malta e mattoni non considera il proprio business un successo se i passanti si affacciano solo alle sue vetrine. I loro livelli di successo iniziano quando qualcuno entra nel negozio, se fanno un acquisto e se ritornano di nuovo diventando, nel tempo, clienti fidati. Questo è esattamente l’approccio che devi avere quando consideri un gioco di marketing online. Non è abbastanza avere un sito web e una presenza sociale. Di certo è fantastico se qualcuno ti assume solo grazie a ciò ma, a meno che non facciano assunzioni a livello superficiale, è come guardare un negozio dalla vetrina; è praticamente senza senso. L’unico equivalente dell\'entrare nel negozio è far iscrivere qualcuno alla tua mailing list. Questo è quello che conta, falli entrare nel tuo mondo e preparali ad un’esposizione ripetuta, aumenta le transazioni del 66% e incoraggia la fedeltà al marchio. Questo è ciò che è chiamato campagna onboarding: il processo di convertire i visitatori di un sito in iscritti. È proprio come se tu non volessi che ci fosse qualcuno sull’uscio del negozio che invita la gente ad entrare – la finestra display e impostazioni dovrebbe farlo – allo stesso modo vuoi una certa automazione delle email di onboarding. Il modo più facile per farlo è aggiungere dei pop-up al sito. Questi pop-up possono comparire nel momento in cui qualche visitatore entra nel sito o possono comparire in alcuni punti della navigazione. L’idea è automatizzare, rendendo automatico il processo di reclutamento degli iscritti e ricordare ai visitatori che c’è un’altra strada di vendita, consigli o altri contenuti esclusivi. Un esempio perfetto di azienda che ottiene l’onboarding in un’unica industria che unisce i prodotti al servizio è Evernote. Evernote, il guru del prendere le note, sa che l’onboarding serve a portare gente al tuo prodotto più in fretta. La scorsa settimana, per esempio, abbiamo parlato di alcune delle migliori email di campagna di onboarding iniziali che puoi inviare. Il modo in cui imposti la mail può variare. Per esempio, sappiamo che il 70% degli iscritti apre la mail alla ricerca di affari e sconti. Evernote sa che tutti i suoi clienti provengono da strutture efficienti e organizzate. Per premere su questo interesse, Evernote ha creato una campagna di onboarding gocciolante che  mande email automatiche a distanza di alcuni giorni. Le campagne sono numerate in sequenza così che se gli iscritti vedono la mail numero 3, si accorgono che hanno perso le mail numero 1 e 2, il che aumenta la percentuale di apertura. Lo scopo dell’automazione onboarding di Evernote è far usare il prodotto ai clienti. Evernote non è solo contento se gli utenti comprano Evernote. Le loro campagne sono focalizzati sull’utilizzo del prodotto da parte dei clienti e sulla sua affidabilità. Dopo tutto, l’iscrizione si rinnoverà se non è diventata parte integrate della tua vita? Probabilmente no – e Evernote lo ha capito, perciò le loro campagne aggressive di onboarding puntano proprio a tenere impegnati i clienti. Rendi I Tuoi Lettori Parte del Tuo Ciclo di Automazione Onboarding Possiamo – e dovremmo – sempre trovare il modo di spingere i nostri obiettivi un po’ più in là. Ora che abbiamo capito come funzione l’automazione onboarding, la prossima cosa da considerare è come estenderne il ciclo di vita. L’ultima cosa a cui vuoi pensare quando progetti una email di onboarding è dare alle persone un preciso bottone di “condivisione” per far condividere la campagna sui social. Questo piccolo hack permette ai tuoi lettori di essere parte di un processo automatico di onboarding. Alcuni studi hanno mostrato che il 55% dei consumatori condivide i propri acquisti sui social – cosa molto popolare su Amazon. In aggiunta, sappiamo che il marketing passaparola, che è l’essenza di un social media, migliora l’impatto del marketing del 54%. Non c’è motivo per cui le tue campagne di email non possono essere considerate dei prodotti anche se non c’è alcuna transazione economica che interviene. Perciò, anche se tutto quello che stai condividendo è il contenuto, è ancora un prodotto del tuo marchio e qualcosa che bisogna incoraggiare nel condividere.


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3 Punti del Brand da Comunicare con i Nuovi Subscribers

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Strategie Email Marketing • gennaio 23, 2017

Una delle principali domande sull’email marketing su Quora riguarda il tipo di campagna email che si dovrebbe mandare ai nuovi subscribers. Non dovresti pensare a una singola email ma, al contrario, dovresti avere campagne di email marketing già pronte da inviare automaticamente a ogni nuovo subscriber. Questo significa che, oltre a impostare quella trigger email, potrai eliminare questa domanda dalla lista da qui a un anno, quando aggiornerai tale campagna email. Quindi la vera domanda è: quale tipo di automation campaigns dovrebbero ricevere i nuovi subscribers? La risposta è una campagna email sul brand. Comunicare il tuo brand nell’email automatizzata di un nuovo subscriber sarà assolutamente vitale. Essenzialmente, stai inviando una campagna email a qualcuno che ha scelto e, in molti casi, sceglie di vedere tutto ciò che ti riguarda. Qualcuno che opta per una campagna email è come se avesse messo un piede in casa tua e avesse preso un posto a tavola. Una prima campagna email opt-in indica un primo avvicinamento verso casa tua, sbirciando dalla finestra. La prima email ricevuta riguarda ciò che andranno a vedere una volta entrati in casa. Quindi la prossima domanda sarà: quali punti del brand dovranno essere comunicati? I punti del brand devono realmente riflettere il tuo brand e cosa rende unica la tua voce e la tua visione. Per farla breve, si tratta di questi tre identificatori: Struttura Il primo è la struttura. La struttura è un’altra parola per indicare il template, ma include molto più della cornice della tua campagna email. Una struttura indica che il design e il layout di informazione devono seguire il processo del pensiero che il visitatore sperimenta quando prova il tuo sito. Ciò significa che tu sei la tua stessa campagna email, che può essere sempre convertita in un URL e dovrebbe saltare fuori dal tuo sito come landing page. Molte aziende non capiscono l’importanza di questo aspetto. La grafica non rispecchia il sito e anche il tono è un discorso completamente diverso. Questo non è il branding. Branding significa consistenza. Questi errori spesso sono commessi per il fallimento del design. Le aziende investono molti mesi per curare il design dei siti ma non trascorrono altrettanto tempo a curare il design delle email o a creare una grafica personalizzata per le email – tutte parti essenziali della struttura di una qualsiasi campagna. Linguaggio Chiave & Phrasing L’aspetto successivo da considerare è il linguaggio chiave e il phrasing, che dovrebbero essere diffusi durante tutta la campagna. Tutto, dalla didascalia agli articoli correlati o alle caratteristiche principali con titoli in grassetto, dovrebbero riflettere le idee chiave che il tuo brand promuove. Potrebbe sembrare facile perché spesso capita che la prima campagna per i nuovi subscribers consista in un breve messaggio introduttivo e una serie di articoli correlati con potente grafica – ma ciò che decidi di condividere deve raccontare una storia. Devi davvero pensare a cosa hai intenzione di condividere e assicurarti che siano promossi i valori che la tua azienda e il tuo brand rispecchiano. A questo punto devono essere fatte alcune chiamate difficili. Autorità L’ultimo identificatore è l’autorità. Trasmettere autorità del brand è molto più facile di quel che sembra, ma spesso è un aspetto trascurato. L’autorità si fonda sulla fiducia e sul far sapere al nuovo subscriber che può fidarsi di te. Per i negozianti, questo significa far sapere al cliente che gli acquisti online saranno effettuati in sicurezza. Per aziende basate sui dati che si affidano a un servizio o alla diffusione di informazioni, si tratta di far sapere ai subscriber che altri si fidano di te. Queste informazioni possono essere incluse nel footer. Infatti, si tratta di un principio fondamentale di conversione euristica: calmare l’ansia in una prospettiva, in modo da incoraggiare la conversione. Per le campagne di email marketing che non solo comportano minori unsubscribes; ma anche maggiori possibilità di conversione.


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