La mia ultima campagna ha avuto un Tasso di email Respinte pauroso. Cosa devo fare?

Tempo di lettura: 3 Minuti Tecniche Email Marketing

Avere un alto tasso di email respinte nella tua campagna fa davvero paura. È il segno che c’è qualcosa di seriamente sbagliato con quell’ultima campagna e che molte persone non ricevono le loro email al momento giusto. È come quella scena del film dove una persona sparisce improvvisamente e nessuno sa perché. La paura viene dal non sapere esattamente cosa sia successo che ha creato il problema. In questo caso, un alto tasso di respinte. Come in tutti i film di paura, quel che dobbiamo fare è investigare e capire cos’è successo. Potrebbe rivelarsi più pauroso di quel che pensavi.

Controlla i tuoi contatti

La prima cosa da fare è guardare tutte le email respinte per vedere se ci sia uno schema ricorrente negli indirizzi email che non hanno ricevuto l’email. Provengono tutti dallo stesso dominio? Sono tutte respinte hard? Le respinte hard sono indirizzi email ai quali il mittente ha provato ad inviare una email, ma l’indirizzo del destinatario non esiste più. L’altro tipo, la respinta soft, è l’opposto: l’indirizzo esiste ed è là, ma è pieno, oppure non può ricevere posta per qualche altra ragione tecnica. Se c’è uno schema ricorrente questo ci indicherà la direzione giusta in cui guardare. Qualche volta non c’è nessuno schema ricorrente, ma non fa male controllare, almeno non ancora.

I Log delle Respinte

Con ogni email che viene inviata ad un indirizzo email, c’è un log che viene generato e re-inviato al mittente. Conosciuto come bounce log, o SMTP log, questo dice al mittente se l’email è stata inviata con successo o se ha rimbalzato. Non dice se è una respinta hard o una respinta soft, ma ci dà un codice. Da quel codice, possiamo identificare se sia l’uno o l’altro. Se controllare i tuoi contatti secondo uno schema ricorrente è un indizio, i log delle respinte sono, in un certo senso, le prove. Le prove possono essere conclusive e condurre ad un’azione, o possono aver bisogno di altre prove per aver un quadro più chiaro di quel che sta succedendo.

Controlla le blacklist

Cercare il tuo nome in queste liste create per segnalare gli spammer è snervante. Siti web come MXtoolbox.com o MultiRBL cercano attraverso un indice di domini e indirizzi IP per trovare il tuo. Se sei su una qualunque di queste liste, potresti non essere in grado di mandare email a persone che usano queste liste. Il lato positivo è che la maggior parte delle blacklist non sono per sempre. Normalmente c’è un modulo o qualche tipo di procedura che ti permetterà di richiedere di essere rimosso. Se vieni rimosso dalla lista, è come accendere le luci in una stanza buia e paurosa.

Rallenta!

Spesso, gli email marketer possono pensare che spedire il più velocemente possibile le email sia la miglior cosa da fare. Ma accelerare una macchina a 200 km all’ora non è proprio sicuro, fa paura in un altro senso. Quindi, mandare a più gente possibile, il più velocemente possibile, potrebbe essere un problema. Provider di servizi come Gmail e Yahoo hanno un limite su quante email accettano in un dato lasso di tempo. Se invii troppo, le tue email saranno differite. Ricordi quei log delle respinte di cui ti parlavo? Questo status è così speciale che non ha nemmeno un codice, il log ci dice semplicemente “differito”. Significa che stai inviando troppo velocemente e che il server non accetta altre email al momento. Qua entra in gioco l’anti-eroe che salva la situazione: il moderatore della velocità.. Abbassare la velocità delle tue email potrebbe essere il modo migliore di ridurre le tue respinte ed arrivare all’inbox. Sì, rallenta le tue email, ma questo non è un male. Se tutto va bene, non ti troverai in questa situazione. Tutto quel che devi fare è seguire la strada migliore e non prendere alcuna scorciatoia. Prendere una scorciatoia potrebbe condurti ad un incubo da cui ti sarà difficile, ma non impossibile, uscire. Se ti trovi in una situazione da incubo con alti tassi di respinte, questi suggerimenti possono aiutarti a sopravvivere e a mandare email un altro giorno.

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