Storia di una newsletter di successo

Strategie Email Marketing - Tempo di lettura: 2 Minuti

Storia di una newsletter di successo

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Come il disegno dell’email influisce nella deliverability

Come il disegno dell’email influisce nella deliverability

Tecniche Email Marketing • aprile 19, 2017

Se pensi che in questo articolo ti riveleremo le chiavi per un disegno ben preciso, puoi pure smettere di leggere. Non è il nostro obiettivo. Questo è il sesto articolo della nostra serie di deliverability scritto per spiegarti come fare un buon disegno per far si che possa superare i filtri di spam ed arrivare nella inbox principale. Quindi non ci concentreremo sul bello dell’email ma bensì della parte pratica. Cos’è che funziona meglio? Che l’email sia 100% testo. Letteralmente. Potremmo già aver concluso qui l’articolo, ma già sappiamo che non è quello che stai cercando. Ricorda, vogliamo esporti il tema dal punto di vista della deliverability pertanto noi ti spiegheremo il mondo ideale e tu deciderai come applicarlo. Di cosa tener conto nel momento in cui disegniamo una newsletter per far si che arrivi ai nostri subscribers Minimizza l’uso delle immagini Lo scenario migliore, come abbiamo accennato prima, è che l’email sia composta al 100% da testo. Già sappiamo che questo non ti piace, ma è così. Se vuoi aggiungere delle foto il rapporto migliore è del 70% testo ed il 30% di immagini, più ti allontani da questi parametri e più sarà difficile avere una buona deliverability. Disegna emails con una sola colonna Che noia, vero? bhe si ma… nella semplicità c’è il successo. Creare emails con tre, due o semplicemente “contorte” non ti aiuterà. Disegnare emails a una colonna ti permetterà due cose: chiarezza ed ordine nel contenuto, ma ancora più importante il disegno sarà responsivo e si adatterà a qualsiasi schermo. Semplicemente, migliori l’esperienza dei tuoi utenti. Attenzione ai colori I colori HEX che raccomandiamo sono: #FFFFFF per lo sfondo dell’email e #000000 per il colore dei caratteri. Hai un’idea di quali colori sono, vero? Bianco per lo sfondo e nero per i caratteri. Nuovamente questo è il mondo ideale. Capiamo che molte volte vuoi utilizzare i tuoi colori aziendali, ma attenzione, se vuoi farlo, ti raccomandiamo di non abusare con loro, cioè, non mettere come colore dello sfondo, il tuo colore aziendale. Ti raccomandiamo inoltre di non usare colori stravaganti, questo per rendere la lettura più comoda per l’utente. Tipo e formato dei caratteri Molte volte ci chiedete come mai abbiamo nel nostro editor, 17 tipi diversi di font. Il motivo è semplicemente perchè sono le uniche accettate e lette da tutti i client, cioè, che quando utilizzi uno di questi, il formato del font sarà uguale per tutti i client. Per questo, tramite l\'editor Drag & Drop, non è possibile utilizzare i font aziendali. Oltre a raccomandare nuovamente l’utilizzo di questi font, ti ricordiamo che più il disegno è semplice e meglio è. In pratica, un abuso dei caratteri in “grassetto” potrebbe consegnare la tua campagna in spam o semplicemente le lettere molto grandi DANNO LA SENSAZIONE CHE STIAMO GRIDANDO e produce lo stesso effetto menzionato prima con i colori poco abituali. L’importante non sei tu ed il disegno, ma la fruibilità e l’esperienza che offri al tuo utente tramite le tue email. Parole spam e simbologia Questo è un classico. Sicuramente sai già che devi prestare attenzione alle parole che utilizzi nelle tue campagne perchè se usi: “FREE, attenzione, urgente, immediatamente, amico, nascosto, per te, offerta, adesso, hot, soddisfazione, iscriviti ora, evita, sii il capo di te stesso, lavora da casa…” o un eccessivo utilizzo di simbologie, punti esclamativi, simboli di monete, asterischi o simboli rari, le probabilità che hai una scarsa deliverability è molto alta. Puoi utilizzare le emoticon ma senza esagerare. La stessa cosa succede con i link, assicurati che funzionano in maniera corretta e che portino alla pagina che desideri. Una mail con link falsi o mal funzionanti, è come una scatola vuota. Gestire le iscrizioni Forse quest’ultimo punto non te lo aspettavi, siccome nel nostro caso, forma parte del disegno nell’editor Drag & Drop, ci sembra conveniente darti i nostri consigli. All’interno di questo blocco, hai la possibilità di selezionare quali punti vuoi includere, nel nostro caso ti raccomandiamo e quasi ti obblighiamo ad includere sempre: Gestione iscrizioni Inoltra Email Cancella iscrizione Segnala Abuso Questi quattro link sorveglieranno la tua reputazione in maniera silenziosa. Non avere paura ad includerli ed offri sempre ai tuoi subscribers la trasparenza nel processo. Fino a qui l’articolo di oggi. Sono sei consigli basici ai quali devi prestare attenzione. Se ti sei perso qualcosa o vuoi leggere gli altri articoli, qui trovi il primo. Applica i consigli e condividi con noi i tuoi risultati, vogliamo sapere se come con noi, anche per te hanno funzionato. Condividilo nei social network se ti è piaciuto. O se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Automatizzare la tua Campagna di Onboarding

Automatizzare la tua Campagna di Onboarding

Strategie Email Marketing • aprile 13, 2017

Un venditore di malta e mattoni non considera il proprio business un successo se i passanti si affacciano solo alle sue vetrine. I loro livelli di successo iniziano quando qualcuno entra nel negozio, se fanno un acquisto e se ritornano di nuovo diventando, nel tempo, clienti fidati. Questo è esattamente l’approccio che devi avere quando consideri un gioco di marketing online. Non è abbastanza avere un sito web e una presenza sociale. Di certo è fantastico se qualcuno ti assume solo grazie a ciò ma, a meno che non facciano assunzioni a livello superficiale, è come guardare un negozio dalla vetrina; è praticamente senza senso. L’unico equivalente dell\'entrare nel negozio è far iscrivere qualcuno alla tua mailing list. Questo è quello che conta, falli entrare nel tuo mondo e preparali ad un’esposizione ripetuta, aumenta le transazioni del 66% e incoraggia la fedeltà al marchio. Questo è ciò che è chiamato campagna onboarding: il processo di convertire i visitatori di un sito in iscritti. È proprio come se tu non volessi che ci fosse qualcuno sull’uscio del negozio che invita la gente ad entrare – la finestra display e impostazioni dovrebbe farlo – allo stesso modo vuoi una certa automazione delle email di onboarding. Il modo più facile per farlo è aggiungere dei pop-up al sito. Questi pop-up possono comparire nel momento in cui qualche visitatore entra nel sito o possono comparire in alcuni punti della navigazione. L’idea è automatizzare, rendendo automatico il processo di reclutamento degli iscritti e ricordare ai visitatori che c’è un’altra strada di vendita, consigli o altri contenuti esclusivi. Un esempio perfetto di azienda che ottiene l’onboarding in un’unica industria che unisce i prodotti al servizio è Evernote. Evernote, il guru del prendere le note, sa che l’onboarding serve a portare gente al tuo prodotto più in fretta. La scorsa settimana, per esempio, abbiamo parlato di alcune delle migliori email di campagna di onboarding iniziali che puoi inviare. Il modo in cui imposti la mail può variare. Per esempio, sappiamo che il 70% degli iscritti apre la mail alla ricerca di affari e sconti. Evernote sa che tutti i suoi clienti provengono da strutture efficienti e organizzate. Per premere su questo interesse, Evernote ha creato una campagna di onboarding gocciolante che  mande email automatiche a distanza di alcuni giorni. Le campagne sono numerate in sequenza così che se gli iscritti vedono la mail numero 3, si accorgono che hanno perso le mail numero 1 e 2, il che aumenta la percentuale di apertura. Lo scopo dell’automazione onboarding di Evernote è far usare il prodotto ai clienti. Evernote non è solo contento se gli utenti comprano Evernote. Le loro campagne sono focalizzati sull’utilizzo del prodotto da parte dei clienti e sulla sua affidabilità. Dopo tutto, l’iscrizione si rinnoverà se non è diventata parte integrate della tua vita? Probabilmente no – e Evernote lo ha capito, perciò le loro campagne aggressive di onboarding puntano proprio a tenere impegnati i clienti. Rendi I Tuoi Lettori Parte del Tuo Ciclo di Automazione Onboarding Possiamo – e dovremmo – sempre trovare il modo di spingere i nostri obiettivi un po’ più in là. Ora che abbiamo capito come funzione l’automazione onboarding, la prossima cosa da considerare è come estenderne il ciclo di vita. L’ultima cosa a cui vuoi pensare quando progetti una email di onboarding è dare alle persone un preciso bottone di “condivisione” per far condividere la campagna sui social. Questo piccolo hack permette ai tuoi lettori di essere parte di un processo automatico di onboarding. Alcuni studi hanno mostrato che il 55% dei consumatori condivide i propri acquisti sui social – cosa molto popolare su Amazon. In aggiunta, sappiamo che il marketing passaparola, che è l’essenza di un social media, migliora l’impatto del marketing del 54%. Non c’è motivo per cui le tue campagne di email non possono essere considerate dei prodotti anche se non c’è alcuna transazione economica che interviene. Perciò, anche se tutto quello che stai condividendo è il contenuto, è ancora un prodotto del tuo marchio e qualcosa che bisogna incoraggiare nel condividere.


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Perchè mantenere il tuo database aggiornato salva la tua strategia di email marketing

Perchè mantenere il tuo database aggiornato salva la tua strategia di email marketing

Tecniche Email Marketing • aprile 12, 2017

Abbiamo già parlato di quanto è importante che i contatti vengano acquisiti direttamente da te, ma perché è importante mantenere la lista aggiornata? Vuoi che le tue campagne di email marketing raggiungano dei risultati migliori? Allora devi lavorare sulla tua lista contatti e aggiornarla. Probabilmente hai problemi di deliverability, questo presuppone che non stai raggiungendo l’esito sperato nella conversione, ma corri anche il rischio che il tuo indirizzo venga segnalato come spam. Come si gestisce una lista contatti per ottimizzare la deliverability? Il primo consiglio che ci sentiamo di darti è che tu stesso crei la tua lista contatti. Dimenticati di comprare liste con migliaia di contatti. Meglio iniziare da zero ed aggiungere poco a poco gli utenti alla lista, anziché comprare o cercare indirizzi in giro sul web. Molto meglio inviare 100 emails a persone che ti hanno dato il loro indirizzo piuttosto che inviare a persone che non sanno neanche della tua esistenza. Per creare una buona mailing list, devi riuscire a far si che i tuoi clienti e leads interessati nel tuo prodotto ti forniscono il loro indirizzo email. Per questo, devi sviluppare una serie di strategie  a seconda dei canali che vuoi utilizzare. Qui ti elenchiamo una serie di idee valide e pratiche: Pagina web: il modulo di contatto che i clienti utilizzano per contattarti e risolvere problemi deve essere visibile e facile da trovare. Inoltre, devi informare tutti quelli che inseriscono i loro dati in questo moduli che riceveranno comunicazioni da parte tua e danno il consenso per riceverle. Blog: sicuramente hai una pagina web e nella stessa scrivi un blog. Fai in maniera che quando i tuoi utenti arrivano alla pagina gli appare un pop up chiedendo l’iscrizione alla tua newsletter. Noi siamo dell’idea che per incentivare i tuoi utenti a darti i loro dati gli devi dare qualcosa in cambio, un ebook, uno sconto del 10%, un report… Crea gruppi con strumenti come Meetup, dove tutti i partecipanti sono uniti dallo stesso interesse e creano eventi presenziali. Corsi online, webinars dove per poter partecipare si devono registrare. Landing Pages dove richiedi la registrazione per poter scaricare ebook, manuali o checklist. Promozioni o sorteggi tramite i social network. Fiere o eventi dove scambi biglietti da visita. E nella stessa maniera fare sessioni di networking. Una volta che abbiamo la base dati, è molto importante creare un compromesso con questi leads e clienti, in maniera tale da poter instaurare con loro un rapporto che li porti all’apertura delle tue campagne e soprattutto che tornino da te (alla tua pagina web, aprire le tue emails, fare click, chiamarti). Uno strumento perfetto per raggiungere questo obiettivo è Automazioni Pro. É lo strumento ideale per raggiungere questo compromesso con i tuoi clienti giorno dopo giorno, visto che ti permette di creare percorsi personalizzati basati sull’interazione dei tuoi clienti con la tua pagina web o emails. Se il compromesso raggiunto con questi clienti o leads è alto, questo articolo non ti servirà, perchè sicuramente stai già applicando questi consigli. Ma se non sei soddisfatto della tua situazione attuale, ti conviene continuare con la lettura. Ogni volta che invii una campagna, devi prestare attenzione agli utenti che aprono o no i tuoi messaggi. Se non stanno aprendo le tue campagne, probabilmente l’utente non è più interessato al tuo prodotto o questo indirizzo non viene più utilizzato ed il provider identifica le tue emails come spam. Qui ti forniamo varie strategie: Con Benchmark hai la possibilità di fare “pulizia di contatti”: è importante che dopo 3 o 4 campagne inviate verifichi la qualità delle tue liste ed elimini le respinte confermate + le respinte hard. Se hai una percentuale alta di emails non aperte, puoi fare questo: Eliminali dalla lista: non hanno nessun interesse nelle tue comunicazioni, eliminandoli potresti scendere di piano, e quindi risparmiare denaro e soprattutto moltiplicare i tassi di apertura concentrandoti così nel tuo utente ideale. Separare i contatti in aperti e non aperti: se utilizzi questa pratica l’ideale sarebbe creare un sub-account dove inserire i non aperti. Applicando questa strategia manterrai una buona reputazione nel tuo account mastered ed utilizzerai il sub-account per riabilitare alcuni di questi contatti e riportarli tra quelli aperti. Qui sarebbe opportuno che l’informazione che invii ai non aperti sia differente rispetto a quella inviata agli aperti, visto che i non aperti vanno riattivati. Puoi invitare questi contatti a confermare l’iscrizione alla newsletter, può essere un buon metodo per coinvolgerli nuovamente. Se si invia una campagna con un buon oggetto centrerai l’obiettivo. Altra cosa interessante sarebbe creare dei segmenti. Sai già che più personalizzi l’invio e maggiore sarà il successo. Non ci rimane che dirti che all’interno del tuo account disponi di uno strumento chiamato Campagne Mirate, questo strumento ti permette di creare liste basate sui risultati delle tue campagne precedenti. Puoi creare liste in base a chi ha aperto, non aperto le ultime campagne o chi ha cliccato su qualsiasi link o anche in un link specifico. Per esempio, se sei interessato a capire l’interesse della tua base clienti su un determinato prodotto, ti basta inserire dei link nella tua campagna e attendere che facciano click. Una volta che lo hanno fatto, potresti creare due liste ed inviare delle campagne dirette a chi ha mostrato interesse. Ti è piaciuto l’articolo? Se ti interessa sapere come il disegno delle tue campagne influisce sulla deliverability, continua a seguirci nel prossimo articolo. Condividilo nei social network se ti è piaciuto. O se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Quando i social media muoiono, la tua lista di email sopravvive

Quando i social media muoiono, la tua lista di email sopravvive

Strategie Email Marketing • aprile 11, 2017

La regola numero uno della progettazione del tuo sito web è tenere quanti più dati e meccanismi sotto il tuo ombrello. Ecco perché: Se stai costruendo un sito web che fa affidamento su app di terze parti per rimpolpare la lista, stai compromettendo la tua abilità di tenere il tuo sito e i tuoi dati intatti, dal momento che queste app e piattaforme muoiono naturalmente nel tempo. Diciamo che investi $5000 in un sito ma poi ti affidi a un’app di terze parti totalmente differente per costruire il forum della community – cosa farai se questo forum di proprietà di terze parti smette di funzionare? Cosa farai se lo venderanno ad un\'altra azienda e questa cambia prezzo e modello? Se accade una di queste situazioni, i tuoi asset digitali saranno completamente compromessi e fuori controllo. È usuale, anche per le app più popolari, tagliare fuori le app di proprietà di terze parti. Infatti, Snapchat ha fatto proprio questo di recente. Questo ci riporta a quale altro modo la stessa regola di sicurezza e dei dati si applica al nostro business – anche meno di ciò che sappiamo – in altri modi: le nostre piattaforme dei social media. Le app di terze parti non sono l’unico modo per morire. Pensa a tutte le piattaforme social che sono venute e se ne sono andate. Di certo non le hai usate tutte ma la maggior parte hanno provato MySpace – e cosa è accaduto quando MySpace è andata in disuso, ha cambiato la sua direzione per focalizzarsi di nuovo sulla musica, e/o scegli di lasciare Facebook? Cosa è accaduto a tutti i tuoi contatti quando hanno scelto di migrare altrove? Guardiamo alcuni dati riguardanti solo MySpace. Dopo il suo declino, MySpace ha fatto “sparire” gli utenti dei blog. Tutti quei contenuti guadagnati con la fatica e l’impegno sono scomparsi dalla sera alla mattina per alcune persone. Ha danneggiato, in particolare, gli utenti che non avevano salvato i propri contenuti altrove o si affidavano a MySpace come la loro piattaforma. Le piattaforme dei social media hanno spinto nella direzione di modernizzare le proprie piattaforme. Tutte le cronologie e le registrazioni degli utenti sono sparite con un battito di ciglia senza alcun avviso o possibilità di recuperare il contenuto. MySpace e LinkedIn sono state anche colpite dagli hacker, un attacco che ha compromesso le credenziali di login per milioni di utenti – che ha perciò compromesso i loro account. 427 milioni di account di MySPace sono stati hackerati e 100 milioni di account di LinkedIn sono stati attaccati, le loro informazioni sono state poi vendute al miglior offerente sul web. Il Data Breach Investigations Report del 2016 ha mostrato come la sicurezza cyber sia una delle maggiori minacce e costerà 2 trilioni di dollari nel 2019. I fatti restano: ogni piattaforma social è un bersaglio. Più grande è la piattaforma, più grande diventa il bersaglio. Lo stesso vale per quelle piattaforme social che possono essere attaccate per motivi politici quando si tratta di censura. E seppure hanno messo in sicurezza le loro mura da questi attacchi, non si può assicurare ancora niente sul fatto che l’azienda non cambierà i propri metodi di fare business o la venderà ad un’altra azienda. La speculazione riguarda soprattutto Twitter e Facebook, dal momento che diventano più trincerati in relazioni politiche attraverso la gestione degli interessi e degli interessi degli investitori. Il punto è che non puoi controllare la direzione che prenderanno le tue piattaforme nel futuro, ma puoi minimizzare i danni. LinkedIn è un ottimo posto dove iniziare. LinkedIn, la più grande piattaforma di social business che esista, permette ai suoi utenti di esportare le proprie liste di contatti e integrarle nelle liste di mail. Alla fine, la tua lista di mail è l’unico asset tangibile che hai – l’unica cosa che resta con te mentre le piattaforme nascono e muoiono. Avere una lista di iscritti impegnata – specialmente iscritti che hai curato dai social media in caso di fallimento di una piattaforma – vale oro. Questa è una nicchia di persone che sono rimaste con te anche se il panorama digitale è cambiato. Con Automazione Pro, puoi impostare un percorso per ottimizzare le liste e aumentare l’engagement degli iscritti. Alla fine, non è solo questione di avere una lista; è come usi questa lista e come mantieni la sua integrità.


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Come influiscono le segnalazioni di abuso nella deliverability della newsletter?

Come influiscono le segnalazioni di abuso nella deliverability della newsletter?

Tecniche Email Marketing • aprile 5, 2017

Abbiamo già parlato negli articoli precedenti delle trappole spam, deliverability ed i vantaggi di avere un IP dedicato. Questa volta vogliamo concentrarci su qualcosa a cui delle volte non prestiamo attenzione ma danneggia la nostra reputazione e di conseguenza la deliverability. Che siano trappole spam o che i nostri utenti ci segnalano come spam, questo ci danneggia allo stesso modo. Cos’è una lamentela di abuso? Se usi Benchmark la lamentela di abuso può derivare da due punti: Quando il cliente segnala come spam la tua email all’interno della sua casella di posta. Questa è la cosa più grave che ci possa succedere, perchè sono direttamente Gmail, Hotmail, Yahoo ecc, che ricevono queste lamentele e prendono provvedimenti contro il dominio. Benchmark mette a disposizione l’opzione “segnala abuso” all’interno dell’email, così se il cliente clicca lì direttamente, non verrà segnalato a Gmail, Hotmail ecc ma bensì direttamente a noi, mettendoci in condizione di poter risolvere prima che sia tardi. Questo non significa che noi di Benchmark facciamo orecchie da mercanti, prendiamo dei provvedimenti anche noi, e se il cliente ha un tasso del 0.5% il suo account verrà terminato, senza poterlo riattivare. Per rendere l’idea permettiamo solo una lamentela ogni 2000 invii. Perchè le mie email vengono segnalate come spam? Questa è una bella domanda, e può succedere per vari motivi: La tua base dati ormai è vecchia e le informazioni che gli invii non sono più rilevanti come prima o non si ricordano di aver sottoscritto la tua newsletter. Gli invii contenuto senza alcun valore per i tuoi subscribers e decidono di segnalarti come spam anzi che cancellarsi, come uno ci si aspetta. Fai troppi invii e la tua audience è stanca di te. Fermati e rifletti! Invii emails a persone che non ti hanno dato il permesso. Questo non solo è un cattiva pratica di email marketing, ma infrange le leggi sulla protezione dei dati, creando problemi più gravi rispetto ai risultati delle campagne. Invii del contenuto indesiderato a persone che ti avevano dato il consenso per ricevere altro tipo di informazioni. Per esempio, sei un’impresa che vende mobili online e fai una webinar sul design. I partecipanti a questa webinar sono più interessati a ricevere informazioni sulle decorazione, e non offerte commerciali di altro tipo. O semplicemente l’utente aveva una giornata storta e ha fatto prima a segnalarti come spam che cancellarsi. Succede di rado, ma se succede continua a leggere te lo spieghiamo più giù. Come vedi i motivi sono molti e siamo sicuri che alcuni ci sono sfuggiti, ma una cosa è chiara questo tasso di abuso può essere controllato da te. Con Benchmark, se qualcuno ti segnala come abuso, lo puoi verificare dai report: Ricorda che queste lamentele di abuso le puoi controllare solo se inserisci il link alla fine dell’email “Segnala Abuso”: Se non inserisci questa opzione, allora l’utente si lamenterà direttamente nella sua casella di posta, danneggiando gravemente la tua reputazione. Come evito che mi segnalano come spam? Abbiamo già visto i motivi per i quali gli utenti possono segnalarci come spam, ora vediamo quali soluzioni adottare: Se la tua lista è vecchia, lascia solo i contatti che aprono le tue emails. Perchè pagare per un piano più ampio senza trarne i benefici? Molte volte crediamo che le informazioni che inviamo sono rilevanti ed interessanti per i nostri subscribers. Sei sicuro di questo? Vedi un attimo le ultime emails e verifica il tasso di click. Sei soddisfatto? Se non lo sei, devi modificare il contenuto con qualcosa che attiri realmente i tuoi subscribers. Una cosa che ti può aiutare in questo è la mappa dei click nei report. Crea una strategia attorno agli invii. Fallo nei giorni ed orari migliori. Non inviare sempre lo stesso contenuto più volte a settimana. Ricorda meno è meglio. Non fare spam. Tutti i tuoi contatti devono averti dato il consenso per l’invio. Segmenta i tuoi utenti a seconda del contenuto che desiderano ricevere. In questo modo saranno coinvolti nelle tue campagne. Se un utente ti segnala come abuso, vai ai report e contattalo di forma personale, indaga sul motivo. Ultimi consigli Assicurati di aggiungere sempre nelle tue emails la possibilità di “Segnalare Abuso”. Non smettere di dare attenzione ai report Ascolta la tua audience ed impara da loro. Nel prossimo articolo ti parleremo di Perché è importante mantenere le liste aggiornate, non perderlo! Se il nostro articolo ti è piaciuto condividilo nei social network, e permetti agli altri di imparare di più sull’email marketing. O se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Approfondimenti su Spamhaus e SpamCop

Approfondimenti su Spamhaus e SpamCop

Strategie Email Marketing • aprile 4, 2017

Nei post precedenti, abbiamo discusso i tipi di trappole spam e come un marketer di email può starne alla larga. In questo articolo, parleremo dei servivi di blacklist Spamhaus e Spamcop. Spamhaus Spamhaus è un’organizzazione internazionale no-profit che aiuta la maggior parte dei Fornitori di Servizi Internet, ESP, corporazioni e altri venditori di sicurezza nel tracciare gli spammer e bloccare la maggior parte dello spam e dei malware che si trovano nella rete. Fornisce diverse blacklist tra cui SBL, XBL, PBL, DBL e ZEN, che possono essere usate dai fornitori dei servizi mail per proteggere dalle attività di spam. SLB – La Block List di Spamhaus è una raccolta di indirizzi IP da cui Spamhaus raccomanda di non ricevere email. È aggiornata da un team devoto di investigatori diffusi in più di 10 nazioni. XBL – Exploits Block List è un data base in tempo reale di indirizzi IP di PC infetti dirottati da terze parti, inclusi proxi aperti (http, socks, AnalogX, Wingate, ecc), worm/virus con congegni spammosi o altri tipi di sfruttamenti di trojan. PLB – La Polici Block List è un database DNSBL degli intervalli di indirizzi IP degli utenti finali a cui non si dovrebbe inviare email SMTM non autenticate da alcun server di mail, eccetto quelli dotati di un ISP specifico per l’uso del cliente. Il PBL aiuta la rete a rafforzare la propria Politica di Accettabilità per gli intervalli di indirizzi IP dei clienti dinamici e non MTA. DBL – La Domain Block List è un database di domini in tempo reale (di solito domini di siti web) trovati in messaggi di spam. Un software del server delle mail capace di fare una scansione del contenuto dei testi dei messaggi per gli URI, può usare DBL per identificare, classificare e respingere lo spam contenente domini elencati nella DBL. ZEN – Questa è l’ultima lista di Spamhaus che combina tutte le zone di blocklist. È la più raccomandata, dal momento che integra le caratteristiche di SBL, XBL, PBL. Piuttosto, dovresti usare solo zen.spamhaus.org nella tua configurazione della blocklist di IP. Non usare mai ZEN in combinazione con altre blocklist di IP di Spamhaus dal momento che ti farà solo perdere DNS e rallenterà la coda delle mail. SpamCop Spamcop è il servizio premium per la segnalazione dello spam e crea le sue liste sondando il web e dalle segnalazioni degli utenti. Spamcop scopre la genesi delle email indesiderate e avverte il Fornitore dei Servizi Internet pertinente. Il suo servizio di segnalazione è gratis e puoi iniziare cliccando su questo link: https://www.spamcop.net/anonsignup.shtml. Cos’è la Blocking List di Spamcop (SCBL)? La Blocking List di Spamcop (SCBL) è uno strumento combattivo per l’eliminazione dello spam che indicizza gli indirizzi IP che hanno trasmesso email segnalate agli utenti di Spamcop. SCBL è una lista di siti veloce e automatica che invia email segnalate, con fonti multiple di segnalazione, inclusi report automatici e le sottomissioni degli utenti di Spamcop. SCBL elimina dalle liste velocemente e automaticamente anche quei siti in cui la segnalazione cessa. Puoi leggere le regole di funzionamento di SCBL e la sua implementazione qui: https://www.spamcop.net/fom-serve/cache/297.html. Cosa fare se sei in una blacklist di Spamhaus o Spamcop? Agisci prontamente: Per sapere se sei in una lista di Spamhaus, inserisci il tuo indirizzo IP o il tuo dominio qui: https://www.spamhaus.org/lookup/. Se sei bloccato su Spamhaus, farti eliminare dalla lista deve essere la tua prima preoccupazione dal momento che andrà ad intaccare la tua affidabilità. Rivedi le tue email recenti per trovare la possibile causa che ti ha portato nella blacklist. Cerca nella tua lista delle respinte o ID di email non attivi. Risolvi la questione: Per essere eliminato da una lista di Spamhaus, devi sistemare il problema che ha causato il tuo ingresso nella blacklist. Il tuo supporto tecnico ti guiderà nel processo. Alcuni dei punti che dovresti controllare sono: Rivedere il procacciamento della lista – Indaga in tutte le fonti di acquisizione della tua lista e smettila di inviare email a liste prestate o comprate. Segui tutte le componenti coinvolte per mantenere la qualità della tua lista, come la validazione degli indirizzi mail e l’implementazione di un doppio opt-in. Rimuovi ID inattivi o respinte: Gli utenti inattivi sono vulnerabili alle trappole per lo spam. Questi sono utenti non impegnati nelle tue campagne per cui deve essere messa in atto una politica di segmentazione per filtrare questi contatti. Il fornitore della mailbox invierà un codice utente sconosciuto un anno prima di trasformarsi in una trappola per spam. È importante che tu identifichi le respinte e che rimuova i contatti identificati sul loop di feedback. Quando hai terminato le operazioni sopra indicate, segui il procedimento di delisting qui: https://www.spamhaus.org/lookup/. Nel completare il modulo di delisting, informali brevemente che hai sistemato la questione. Una volta rimosso da una blacklist, assicurati di monitorare parametri come il tasso di lamentela, tasso di utenti sconosciuti e che le trappole per lo spam funzionino propriamente.


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Benchmark alla scoperta de LINVISIBILE

Benchmark alla scoperta de LINVISIBILE

Strategie Email Marketing • marzo 31, 2017

Con questo nostro primo blog inauguriamo lo spazio che vogliamo dedicare ai nostri clienti, per conoscere meglio il loro mondo e quali sono le strategie che applicano per raggiungere il successo nel loro marketing e sopratutto nel Email Marketing. Oggi mi trovo nella sede de LINVISIBILE accompagnato da Silvia Felletti Marketing Manager, e posso dire con piacere, finalmente ci conosciamo di persona dopo tante volte che ci siamo parlati per email e telefono. Mi accoglie molto calorosamente e con molto entusiasmo iniziamo il tour dell’azienda. Partiamo dalla zona di produzione, dove mi mostra i processi che vengono seguiti per realizzare le porte invisibili, il robot che gli permette di creare il tutto con molta facilità, e non solo, ci tiene molto a precisare come il loro processo di controllo qualistà sia uno dei punti di forza della loro azieda. Mentre caminiamo per la fabrica mi spiega com’è nata l’idea e la necessità di creare LINVISIBILE, come storia nasce all’inizio degli anni ottanta in una piccola rivendita di infissi in centro a Bologna, ma LINVISIBILE come tale prende vita all’inizio degli anni novanta da un’intuizione che sembra banale ma in realtà è geniale. I soci fondatori capiscono la necessità che gli architetti gli espongono continuamente nei cantieri, e cioè non vogliono vedere la parte brutta della porta. Fino ad allora per ovviare a questa necessità ci si rivolgeva ad un falegname per un lavoro di artigianato, ed è stato qui che hanno raccolto le loro idee ed hanno deciso di partire con questo progetto, eliminado cosi le parti brutte della porta e capendo il modo di montare il telaio direttamente dentro la parete, diventando cosi invisibile, un po’ come le segrete di una volta. Continuando il nostro giro parliamo di com\'è stato il 2016 per loro, scopriamo come LINVISIBILE per far fronte ad un periodo di crisi affrontato negli anni precedenti, ha deciso di aprire il suo mercato verso l’estero sviluppando un sito web in ben 11 lingue, e non si limitano solo al sito, viene applicato anche all’email marketing, agevolato anche dalla nostra piattaforma multilingua. Arriviamo nell\'ufficio marketing, qui è dove Silvia ed il suo team, composto da altre 3 persone, elaborano i contenuti delle newsletter e social network. Mi racconta di come all\'inizio non aveva un team ma era sola nel reparto Marketing, ma con l’inversione di marcia che ha avuto l’azienda si è deciso di potenziare questo reparto che ora è diventato uno dei punti importante per l’azienda. La nuova direzione crede molto nel potenziale dell’email marketing e del web marketing, e con le necessità di mettersi in contatto con molteplici interlocutori contemporaneamente, l’evoluzione verso questo tipo di marketing è stato un passaggio praticamente automatico, abbandonando quasi del tutto il cartaceo. L’evoluzione che ha deciso di intraprendere LINVISIBILE è un poco come quella che anche noi di Benchmark abbiamo deciso di fare, con cambio di logo e mentalità, con l’obiettivo di rimanere sempre aggiornati e trovare la perfezione. Parlando dell’email marketing mi viene naturale chiedergli cosa gli ha spinti a scegliere Benchmark, Silvia mi spiega come in realtà è stato un processo non facile vista la varietà di opzioni che offriva il mercato. La cosa che gli è piaciuto di più è stata la sezione reportistica, che aiuta il suo team a capire come migliorare le proprie campagne, cercando come in tutto tra l’altro la perfezione. Mi spiega anche di come in passato hanno deciso di acquistare delle liste per ampliare il proprio database, ma questa in realtà è stata una scelta sbagliata, che ha inquinato la loro lista, senza portare alcun beneficio come sperato. Hanno visto che anche il loro sito funziona molto bene ampliando ogni mese il loro database, in maniera più lenta ma con una qualità maggiore, meglio pochi ma buoni! Arrivati a questo punto si è fatta ora di pranzo e Silvia ed una delle sue collaboratrici mi invitano nel ristorante dove solitamente passano la loro pausa pranzo, e dopo un pranzo rapido ma molto gustoso si riparte verso il lavoro, dove ci salutiamo e riprendiamo il nostro lavoro. Ci vediamo al prossimo appuntamento.


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5 Hack Psicologici per Aumentare l’Impatto delle Tue Campagne Email

5 Hack Psicologici per Aumentare l’Impatto delle Tue Campagne Email

Strategie Email Marketing • marzo 30, 2017

Non è sempre possibile sedersi e pensare logicamente a ogni decisione che prendiamo, specialmente perché prendiamo centinaia di decisioni ogni giorno. Perciò, usiamo delle scorciatoie, ci affidiamo alle nostre emozioni per fare alcune scelte. Per esempio, nella tua posta in arrivo, leggi solo quelle mail che attirano la tua attenzione ed elimini il resto. Questa è una scelta emozionale. Questo è il motivo per cui capire la psicologia e il comportamento del consumatore è importante per il venditore. Dovresti sapere cosa attira la loro attenzione, cosa li scoraggia e cosa li tenta. Ecco alcuni di questi fenomeni psicologici che determinano le decisioni del consumatore: 1. Usare FOMO La maggior parte degli esseri umani ha avversione per le perdite; la loro FOMO (Fear of missing out – paura di perdere) li mette spesso in azione. Infatti, secondo uno studio, c’era una probabilità del 39% superiore che inglesi aprissero una mail quando si scatenava la propria paura di perdere. Per esempio, puoi dire nella tua mail uno ‘sconto speciale del 50% disponibile solo per te’, ora questo potrebbe sembrare allettante, ma non abbastanza per avere una risposta immediata. Se, invece, avessi scritto ‘Sconto speciale del 50% solo per te – scade tra un’ora’, ci sarebbe stata una probabilità più alta di ottenere una risposta istantanea. Questo è un principio che usano molto bene gli eCommerce della vendita al dettaglio. Se hai notato, sotto un prodotto in vendita, scrivono spesso ‘Solo un pezzo disponibile’. Questo innesca un senso di urgenza in te e ti spinge ad agire. Per cui, la scarsità e l’urgenza sono le chiavi per scatenare l’azione. La scarsità è anche un principio economico, ossia quando le provviste di un buon prodotto sono basse, la domanda è generalmente alta e lo fa sembrare più desiderabile. Puoi usare il FOMO includendo parole come ‘Scadere’ nella riga del titolo per aumentare il tasso di apertura. Usa il contenuto della mail per spiegare ulteriormente la scarsità e l’urgenza per aumentare il tasso di click. 2. Scegli il colore giusto per sollecitare la risposta giusta Gli psicologi del business stimano che il colore può determinare fino al 60% delle decisioni di accettazione o rifiuto di un prodotto o servizio. Il colore sollecita una risposta emotiva da parte del lettore, per cui scegli uno schema di colori a seconda della risposta emozionale che vuoi scatenare nel pubblico mentre legge la mail. Per esempio, il Rosso è conosciuto per infondere un senso di paura o urgenza nel pubblico e potrebbe far aumentare il battito cardiaco, mentre l’Arancione è associato all’aggressività e potrebbe spingere il lettore a cliccare sul CTA. Il Blu rappresenta la fiducia e perciò ti sarà molto utile quando parli di ‘sicurezza’. Sebbene ciascun colore sia conosciuto per innescare un’azione molto specifica, tieni a mente che il modo migliore per capire il colore che scatena la risposta migliore è attraverso prove ripetute. Inoltre, nella scelta dei colori, non è abbastanza prendere un colore a tema e scegliere a caso le altre componenti della mail. Secondo i Tre Respiri, il colore del CTA, per esempio, deve essere complementare alla mail per ottenere i migliori risultati. 3. Guida usando un’immagine Proprio come i colori, anche le immagini possono sollecitare una risposta da parte del lettore e questo è il motivo del detto, ‘Un’immagine vale più di mille parole’. La verità è che la maggior parte delle persone non si fermerà a leggere ogni singola parola della tua mail; più probabilmente darà una rapida occhiata per vedere se c’è qualcosa di interessante e passerà oltre. Qui è dove delle immagini potenti posso fermare la scansione automatica e cogliere la loro attenzione. Nello scegliere le immagini per le tue email, invece di prendere immagini personali, usa immagini di persone, specialmente persone felici. Queste immagini attrarranno la loro attenzione con successo. Puoi anche usare un’immagine per indirizzare il cliente in un posto particolare della tua email, per esempio, il posto in cui c’è la CTA. Usare una foto di una persona sorridente che indica verso il pulsante dell’iscrizione può essere abbastanza efficace. 4. Usa il contenuto per costruire una relazione profonda con il cliente Per la maggior parte delle aziende, lo scopo della personalizzazione non va al di là dell’inserimento del nome del destinatario all’inizio della mail. Devi capire che le ragioni che stanno dietro alla personalizzazione sono molto psicologiche. Secondo uno studio dell’Università del Texas, il nostro desiderio di esperienze personalizzate proviene da due ragioni – il nostro desiderio di controllo e il sovraccarico di informazioni. Anche se il cliente non ha un controllo letterale delle email, quando capisce che l’email è stata personalizzata per lui ed è unica, si illude di averne il controllo. In più, in quest’era di abbondanza di informazione, l’unico modo per attrarre l’attenzione del lettore e parlare di loro e non a loro! La personalizzazione è un modo che ti consente di stabilire un legame con il cliente, attraverso la comprensione di quello che vogliono e chi sono, per poi usare questi dati per comporre la mail. Puoi infondere un po’ di personalizzazione nelle tue campagne di email in molti modi. Per esempio, dici di essere una startup di consegna di generi alimentari, sai che sta piovendo molto dove vivono i tuoi clienti, puoi inviare una mail personalizzata traendo vantaggio da questa situazione e dicendo, ‘Hey, sei bloccato dalla pioggia? Lasciaci fare il lavoro per te!’ Usando fattori semplici per segmentare, come l’età, la posizione, il sesso può aiutare a costruire una personalizzazione efficiente. Se sei un piccolo business in crescita, non devi investire in strumenti di fascia alta per fare ciò; puoi usare strumenti come etichette di condivisione e filtri per segmentare i tuoi clienti in modo intelligente ed economico. 5. Aumenta la persuasione usando una prova tangibile L’influenza sociale è un altro fenomeno psicologico importante che influenza il comportamento del consumatore in quando guardano alle azioni degli altri clienti per prendere la propria decisione su un prodotto o servizio. Infatti, secondo uno studio, il 63% dei consumatori hanno confessato che acquistano con maggior probabilità se un sito ha recensioni e valutazioni del prodotto in vista. Possiamo dedurre da questi dati che una email che contiene un esempio tangibile sarà più efficace di una che non ne ha. Non devi includere pagine di testimoni per impressionare il pubblico; a volte una citazione o una riga di un cliente riguardo il tuo prodotto sarà più che sufficiente. Un’altra idea è includere un link dei tuoi testimoni e della sezione delle recensioni. Infatti, puoi essere molto creativo qui e trovare modi intelligenti per presentare delle prove concrete, senza essere troppo esplicito come condividere il numero di visualizzazioni dei tuoi video su youtube o il numero di consumatori felici ecc. Concludendo I dati sono certamente importanti quando prendi decisioni sulle email di marketing ma ricorda che il marketing e sia una scienza che un’arte. Devi capire la mente dei consumatori per creare delle campagne che siano veramente efficaci e a volte il modo migliore per farlo è sperimentare un po’ e immaginare cosa potrebbe funzionare; la lista vista sopra è un buon punto di inizio.


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I 5 fattori che determinano la deliverability

I 5 fattori che determinano la deliverability

Tecniche Email Marketing • marzo 29, 2017

Passi ore e ore (tu o il tuo team di disegno) creando la newsletter perfetta, che contribuisca ad attirare nuovi clienti e che apporti benefici economici, ma per bene che sia pensata se questa non arriva ai clienti non raggiungi l\'obiettivo. Per questo la premessa principale è che le emails arrivino nella cartella primaria dell’utente e non nello spam. In questo consiste la deliverability dell’email marketing . Ma vediamolo dal lato contrario, che è più facile da capire. Se curi la deliverability e questa fallisce, la cosa più probabile è che gli utenti segnalano le tue emails come spam, con la conseguenza che questo porta: che ti segnalino come azienda che invia emails spazzatura. Questo non solo causa problemi a livello di marketing, ma puoi imbatterti in problemi legali ed essere inserito in lista nera o peggio che il tuo account sia bloccato in maniera permanente. Pertanto ignorare la deliverability e non controllarla è un errore che le imprese che scommettono sull’email marketing non si possono permettere in nessuna maniera. Gli agenti che intervengono nella deliverability Abbiamo un totale di 5 fattori che possono interferire nella deliverability di un messaggio. É importante tener conto di ognuno di essi, visto che se solo uno fallisce, la deliverability si potrebbe vedere pregiudicata: Responsabile É la persona che decide il contenuto che verrà inviato all’interno della campagna di email marketing. É la persona che ha la responsabilità di scegliere l’oggetto, la composizione del testo e le immagini… Ha anche la decisione finale nel numero di invii che si realizzeranno, ogni quanto tempo… Il responsabile si deve assicurare che la lista che si sta utilizzando sia aggiornata, verificata e non contiene indirizzi datati, che non esistono più, trappole spam o indirizzi generici. Mittente: dominio come mittente intendiamo l’insieme del nome, indirizzo e dominio che si utilizza per l’invio della campagna. Mentre il nome e l’indirizzo hanno un impatto maggiore sull’apertura delle emails, il dominio può essere decisivo per garantire una buona deliverability, visto che sarà la prima cosa che i diversi organismi e meccanismi di filtraggio analizzeranno per classificare la newsletter. La reputazione del dominio ed il fatto che non sia stata classificata come spam in precedenza è essenziale per l\'esito della campagna. Per norma generale è sconsigliato utilizzare domini pubblici come gmail, yahoo ecc, meglio un dominio proprio, meglio in dominio privato, che ovviamente non contenga al suo interno espressioni che possano ricondurre allo spam. Tanto meno che sia presente in liste nere o che in passato sia stato classificato come spam. Una buona pratica è configurare i registri SPF che ti forniamo, con questi ci autorizzi ad inviare le emails a nome tuo e quindi che le tue campagne arrivino nella cartella principale. Piattaforma di Email Marketing La scelta della piattaforma gioca un ruolo fondamentale nella deliverability, deve avere una buona infrastruttura e permetterti l’invio massivo di emails, che abbia statistiche sulle campagna: respinte, indirizzi inesistenti, segnalazioni… Questo permette l’ottimizzazione della base di dati per i prossimi invii. Inoltre è conveniente avere un buon servizio clienti, che ti dia una mano o che ti aiuti quando ti trovi in difficoltà. Destinatario La persona che riceve la tue email influisce in maniera rilevante nella tua deliverability, visto che ha il potere di configurare il filtro antispam nel suo account. Non solo la sua casella studierà il modo in cui interagisce con le tue email, e le sue abitudini, se apre o meno le tue emails, se le segnala come spam, in questo caso finirai nella cartella di spam e la casella filtrerà automaticamente tutte le tue campagne. Per questo è sempre bene raccomandare ai nostri destinatari di marcare la nostra email come abituale o che se per caso finisce nello spam di spostarla nella cartella principale, in questo modo la sua casella imparerà che il mittente è buono. Altra cosa molto importante è che l’utente interagisca con la tua email e riesci a raggiungere questo obiettivo solo se il tuo disegno e contenuto è di qualità e glielo permette. Ma non dimenticarti che prima che aprano la tua email devono leggere l’oggetto, e se questa non è buona, tutto il tuo sforzo messo nel contenuto non verrà valorato. Altra cosa che puoi usare è il nostro tool Campagne Mirate per creare segmenti di lista focalizzati sulle azioni dei tuoi clienti o l’inbox checker per verificare come viene visualizzata la tua email nei vari dispositivi mobili o caselle di posta, per evitare di trovarti brutte sorprese all’ora di aprire la campagna. Filtri di spam É chi decide se l’utente riceve o meno la tua campagna. Non abbiamo controllo in questo, ma analizzerà tutti i fattori di cui abbiamo parlato prima. Abbiamo visto quali sono i fattori del processo di email marketing che influiscono nella deliverability. Bisogno cercare di ottimizzare tutti questi punti per riuscire a raggiungere il successo con le nostre campagne di email marketing. Ti è piaciuto l’articolo? Se vuoi sapere come le segnalazioni di abuso influiscono sulle tue newsletter continua a seguirci e leggi il prossimo articolo. Condividilo nei social network se ti è piaciuto. O se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Il Customer Engagement è la Nuova Email

Il Customer Engagement è la Nuova Email

Strategie Email Marketing • marzo 28, 2017

Per molti, anche solo inviare un\'email agli iscritti significa non centrare il bersaglio. Esiste una persona dietro ciascun indirizzo email e questo è un fatto importante che non può essere dimenticato. L\'email marketing non è costituito da chi può trovare un ritorno degli investimenti a breve termine con bassi tassi di apertura, ma qualche grossa vendita. Il tasso di consegna potrebbe iniziare ad abbandonare quel marketer. È il gioco a lungo termine del creare un successo sostenibile avendo una comunicazione con i vostri iscritti. Andiamo a ritroso per un momento. Quando parlate con i Millennial, vi siete mai soffermati a contare il numero di account sui social media che usano, per non parlare del loro utilizzo attivo? Ascoltate più attentamente e vedrete come molte volte in conversazioni a caso dicono di non ricevere la notifica oppure che la notifica è stata sommersa da molte altre che si aggiungono da ogni punto di contatto della loro rete. Il fatto è che i Millennial sono strapieni di dati dei social media. L\'account email che possiedono, tuttavia, adesso rappresenta uno degli spazi più competitivi che potete trovare per attirare la loro attenzione e coinvolgerli. Difficilmente qualcun altro sarà in lizza per la loro attenzione. Per il resto di voi - le generazioni più anziane - le email sembrano superate a causa del modo in cui le vede questo gruppo. Le vedono come un lavoretto piuttosto che come l\'opportunità che sono: un momento diretto ed ininterrotto tra due persone in cui potete scrivere più di 120 caratteri. È lo spazio in cui una volta che si è cliccato, loro sono nel vostro mondo. Non ci sono commenti, pubblicità o barre laterali scorrevoli in competizione per la loro attenzione. Sono vostri. Qui è dove comincia il customer engagement. Inizia con la realizzazione che le email non sono un promemoria, un buco nero in cui i messaggi vanno in direzione di un vuoto abissale senza ritorno. Infatti, le email sono lo spazio digitale più immediato che utilizzerete, in cui VOI vi focalizzate sul vostro pubblico. Questo è un cambio di mentalità ed inizia eliminando la parola email e sostituendola con \" customer engagement \". Dunque, mentre la concorrenza è ancora alle prese con l\'email marketing, voi siete alla frontiera della comunicazione. State coinvolgendo. Questo non è un concetto completamente nuovo da dover chiedere a molti di voi di comprenderlo. Probabilmente, il vostro business è già nella fase di engagement. Vediamo se è questo il caso: siete appena riusciti a raggiungere il vostro pubblico per la stagione estiva. Forse avete programmato eventi in tempo reale per unire il brand e i clienti. Oppure parlate al telefono e ascoltate le ultime tendenze dei vostri iscritti e lettori. State già facendo engagement. Vi state soltanto sforzando per assicurarvi che la vostra campagna email rifletta lo stesso valore nel vostro brand diretto ai contatti degli utenti. La domanda a cui giungete inevitabilmente è: come misurare l’engagement? Si tratta del numero di click, tassi di apertura, o i follow through? Forse è una combinazione dei tre, ma per campagna, dipenderà dalla chiamata all\'azione desiderata. Quindi, per questo motivo, non fissatevi su delle regole difficili e veloci su come viene misurato l’engagement. È un obiettivo mobile. Detto ciò, customer engagement significa anche misurare il successo rispetto ai clienti coinvolti contro i numeri e le analisi. Per esempio, un tasso di apertura del 100% è eccezionale per qualsiasi impresa. Nonostante questo, anche con dei tassi di ritorno pazzeschi come questi, non potete garantire che vi sia stato del engagement. L’engagement potrebbe rappresentare circa il 35% del tasso di apertura insieme a 3 risposte dirette dei lettori e 2 condivisioni sui social media. Ecco come si misura il customer engagement. In parole povere, pensate di dare una festa per cena. Chiunque nella vostra lista degli ospiti partecipa, ma nessuno vi coinvolge. Nessuno ride, nessuno beve o racconta qualcosa. Quanto sarebbe più \'reale\' questo evento se soltanto 5 persone su 55 si fossero presentate ma tutte si fossero divertite molto e avessero parlato della vostra festa incredibile con il proprio brunch pronto per il giorno dopo? Ecco come dovrebbe essere il customer engagement. Non si tratta di chi è nella vostra lista o di chi bussa alla porta. Si tratta di chi è rimasto a giocare ed è andato via con un\'esperienza da condividere.


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Benchmark è fiera della certificazione TRUSTe

Benchmark è fiera della certificazione TRUSTe

Strategie Email Marketing • marzo 22, 2017

Ci sono delle emails che ti cambiano la giornata. Questa è una di quelle: Congratulazioni! Dopo una verifica approfondita rispetto alla richiesta per la certificazione standard TRUSTe, siamo lieti di comunicarle che TRUSTe ha certificato l’informativa sulla privacy di Benchmark Internet Group. Non è stato una cosa semplice da ottenere e siamo lieti di leggere queste parole. Cos’è TRUSTe? Per quelli che non lo sanno, TRUSTe è un servizio che aiuta le aziende ad aderire alle migliori pratiche per quanto riguarda la privacy e la raccolta e l\'utilizzo dei dati personali.  La sicurezza dei tuoi dati è prioritario per noi. É per questo che ci vanteremo della nostra certificazione TRUSTe ogni volta che sarà possibile. Durante il processo di valutazione TRUSTe ha rivisto la nostra Policy sulla Privacy ed il metodo di acquisizione dei dati. Ci hanno controllato anche se avevamo messo i puntini sulle i. Ora sarà in grado di dimostrare in modo chiaro e con orgoglio il vostro impegno per la privacy. Se insisti. :)


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I vantaggi di usare un IP Dedicato nell’ Email Marketing

I vantaggi di usare un IP Dedicato nell’ Email Marketing

Tecniche Email Marketing • marzo 22, 2017

In questo secondo articolo della serie di deliverability vogliamo parlare dell’importanza di avere un IP Dedicato. Il nostro proposito con questa serie è di fornirvi le conoscenze teoriche e pratiche per far si che le vostre emails arrivino nella cartella principale dei vostri utenti. Cominciamo? Mettiti alla prova leggendo questo articolo e indaga su cosa devi migliorare o implementare. Tutti coloro che hanno un’attività ed utilizzano le strategie di email marketing sperano di raggiungere i propri destinatari senza problemi. La cosa più importante è che queste non arrivino direttamente nella posta indesiderata, vanificando tutte le intenzioni di comunicare con i propri clienti. Per assicurarci che questo accada nel minimo dei casi possibili è importante utilizzare un IP Dedicato. Questo è uno dei vantaggi dell’utilizzo di un IP Dedicato nell’email marketing. Andiamo a vedere quali altre. In cosa consiste un IP Dedicato Cos\'è un indirizzo IP? immagina che un indirizzo IP è come un’autostrada, dove viaggi, anziché con l’automobile, con gli indirizzi di posta elettronica di tutti gli utenti che stanno in questa autostrada. Un IP Dedicato è un’autostrada riservata dove viaggiano solo gli indirizzi del suo proprietario. Per questo gli invii di un IP Dedicato viaggiano più veloce e non vengono influenzati dagli “incidenti” degli altri utenti. Un IP Dedicato è a tuo uso esclusivo, non condivisa con altri, non ti devi preoccupare della qualità o quantità degli invii che gli altri fanno e che possono danneggiare. Per esempio, se uno degli utenti di un IP condivisa fa invii di tipo spam tutti quelli presenti in questa IP possono essere classificati come spammers. Con un IP Dedicato influiscono solo le tue azioni, visto che sei l’unico utente. Noi di Benchmark, che siamo specialisti in email marketing, garantiamo una buona deliverability anche a chi non vuole comprare un IP Dedicato, applichiamo un protocollo di qualità, che ci permette di raggruppare i clienti in base alla reputazione pubblica. Per darti un esempio questo protocollo qualifica i clienti in buoni, cattivi e regolari. Se le tue liste non hanno una buona qualità, ma applichi le pratiche corrette dell’email marketing, allora farai parte del gruppo di clienti regolari. Questo lo monitoriamo costantemente e tu stesso potrai spostarti nel gruppo di clienti buono applicando le migliori pratiche. Devi sapere che i diversi ISPs (come Gmail, Yahoo, Hotmail, ecc) hanno una lista di IPs chiamata “Black List”, in pratica, “Lista Nera” che utilizzano per ridurre lo spam. Queste liste contengono le IPs che vengono utilizzate solitamente per inviare posta indesiderata, e sono usate per filtrare gli invii a seconda dall’IP di provenienza, e catalogarlo come spam o no. Alcuni esempi di organizzazioni che raccolgono Liste Nere e aiutano a combattere lo spam sono: SPAMHAUS, Trend Micro e spamcop.net Chiaramente, avere un IP Dedicato implica utilizzare le migliori pratiche di email marketing per mantenere la buona reputazione di questa IP ed evitare di finire in “Black List” come menzionato prima. Alcuni consigli per portare a termine queste suddette pratiche di email marketing possono essere: Buona qualità delle liste di invio: devi contare su buoni contatti prima di procedere con l’invio. Minimizza le lamentele per spam: più i tuoi utenti ti segnalano come spam e più scende la tua reputazione. Evita di usare indirizzi con dominio pubblico come Gmail, Hotmail, ecc come mittente: non solo hai un effetto migliore sul destinatario, eviti di ridurre la reputazione della tua IP se utilizzi il dominio della tua impresa, come: negozio@mio_dominio.com. Crea la tua lista destinatari in maniera legittima: non comprare contatti per fare email marketing, non usare contatti di terzi e assolutamente non andare in giro per il web a copiare indirizzi pubblici. Altri vantaggi delle IP Dedicate Inoltre, ti offre la sicurezza dell’invio in caso per esempio, hai delle offerte a scadenza, promozioni a 24h ecc. Questi invii che richiedono un’attenzione speciale sono quelli che beneficiano di più da un IP Dedicato, assicuri la sua consegna in tempo. Se sei un cliente con alti volumi, ti consigliamo l’acquisto di più IP Dedicate, oltre a quelle che già noi ti configuriamo, per aumentare la velocità di invio. Se sei un cliente piccolo, o con meno contatti, ti consigliamo lo stesso un IP Dedicato, per darti la possibilità di essere tu stesso l’artefice della tue reputazione grazie alle tue azioni. In Benchmark, quando configuriamo un cliente con alti volumi, gli viene permesso solo l’invio di campagne di 20.000 in 20.000 questo per le prime 5 campagne. Perché? Questo perché agli ISP non gli piace ricevere all’improvviso un volume alto di emails da un IP che non ha uno storico e li metterebbe direttamente nella cartella spam o semplicemente non le consegna. Cosa succede con gli IP dei piani che non sono di alto volume? In questo caso in Benchmark ci siamo già assicurati di aver “riscaldato” un po’ l’IP e dipenderà solo da te utilizzare le migliori pratiche per raggiungere il 100% della reputazione. Difatti puoi controllare la tua reputazione qui https://senderscore.org/ tramite il numero dell’IP che ti abbiamo fornito. Ricorda in Benchmark possiamo configurarti un IP Dedicato per 28.95$ al mese. Se sei un cliente di alto volume, mettiti in contatto con noi per sapere quante IP dedicate già sono configurate in maniera gratuita. Il processo dura circa 24h ma una volta configurata tu sarai l’unico proprietario della tua reputazione. Lavora sempre per ottenere il 100% della reputazione! Ti è piaciuto l’articolo? Vuoi sapere di più sulle buone pratiche per migliorare la reputazione del tuo IP, continua leggendo i prossimi articoli. Condividilo nei social network se ti è piaciuto. O se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Deliverability nell’email marketing: criteri generali

Deliverability nell’email marketing: criteri generali

Strategie Email Marketing • marzo 15, 2017

Con questo primo articolo inauguriamo una serie di post dedicati all’importanza della deliverability nell’Email Marketing. In Benchmark Email ci compromettiamo con i nostri clienti e vogliamo orientarli verso il successo utilizzando la nostra piattaforma. Oggi iniziamo con un articolo generico per introdurre l’argomento ed il concetto di deliverability e quali sono gli indicatori che dovresti seguire. L’email marketing come canale principale del marketing online Il modo migliore per introdurre il termine deliverability è attraverso un caso fittizio, che però siamo certi che si avvicina alla realtà. Mettiamo il caso che un’azienda nelle sue campagne di email marketing non presta attenzione agli avvisi che la piattaforma le invia. Il Direttore Marketing della nostra impresa fittizia, consulta i report che il team di Marketing gli ha inviato. La campagna prometteva un buon prodotto, un messaggio chiaro e incentrato nel suo target, un piano di diffusione con un disegno curato e con timings perfetti. Che c’è di sbagliato? Si chiede. Quasi tutti i canali multimediali hanno funzionato secondo le aspettative… tranne l’email marketing. I Leads generati attraverso questo canale si sono ridotti continuamente negli ultimi sei mesi quando invece era il canale di punta, la chiave è nel funnel di vendita. Questo non può andare avanti così. Analizzare la deliverability dei messaggi Bisogno trovare una soluzione subito, prima che il problema cresca e distrugge il lavoro di anni. Per fortuna, in uno dei report, uno dei membri del team ha apportato delle idee interessanti che possono riportare l’impresa nel giusto sentiero per raggiungere il successo. Si tratta di proposte relazionate alla deliverability dei messaggi che si inviano con l’email marketing. La deliverability è un concetto semplice ma complesso (ed appassionante) da lavorare. In cosa consiste? Si tratta di come ottimizzare il tasso di consegna delle campagne di email nell\'inbox di entrata di tutti i providers di posta elettronica del nostro pubblico. Nella nostra impresa immaginaria, negli ultimi mesi non si sono presi in considerazione gli indici di lamentele di spam, le liste non sono sufficientemente ottimizzate e le respinte sono eccessivamente alte. La conseguenza di tutto questo è una cattiva reputazione che danneggia i risultati. Fattore chiave 1: La tua reputazione come mittente La reputazione di una marca come mittente è intrinsecamente legata all’autorità del dominio sal quale si lavora. In questo modo, ogni ISP salva nella sua memoria uno storico delle attività del mittente. Per questo bisogna chiedersi. Ho molte o poche lamentele sul contenuto che viene catalogato come spam? Quale tasso di apertura media e storica ho? L’utente reagisce positivamente al contenuto?   Rifletti su questo prima di procedere. E non solo rifletti ma controlla questi dati per agire. Fattore chiave 2: Una lista di subscribers sana A poco conta programmare le campagne se nelle nostre liste ci sono indirizzi che presentano errori di scrittura, se non si eliminano i contatti disiscritti o gli indirizzi scaduti (respinte hard). Per questo è vitale utilizzare il sistema di doppio opt-in che certificano la veridicità degli indirizzi acquisiti. A questo dobbiamo aggiungere una segmentazione adeguata che nasce da un appropriato studio del tasso di aperture e respinte, per poter differenziare al meglio la nostra base dati a seconda dell’engagement di ogni utente; per esempio,  gli utenti che aprono sempre e leggono le tue emails saranno quelli con maggior engagement per le nostre campagne promozionali. Solo così il contenuto rilevante che abbiamo pianificato per ogni target raggiungerà lo scopo prefissato, ottenendo così il ritorno sperato. Fattore chiave 3: Un software di Email Marketing di qualità Fino ad ora abbiamo analizzato i risultati che dipendono direttamente dall’intervento del team di marketing. Non sarà servito a nulla tutto questo se non scegliamo una buona piattaforma per l’invio delle comunicazioni, per la  nostra strategia di email marketing di qualità. Come scegliere al meglio? Prima di tutto è necessario che il tuo provider di email marketing ti assicuri una struttura adeguata. Questo significa che il sistema di invio e gestione delle metriche che influiscono nella tua reputazione come mittente siano affidabili e aggiornate. Con queste basi nel tuo team, accompagnate da un contenuto di qualità e liste di subscribers sane, il successo della vostra strategia di email marketing è garantito. Con Benchmark Email ti garantiamo una infrastruttura adeguata per raggiungere il successo nelle tue campagne di Email Marketing. Rispettiamo le migliori pratiche per assicurare la miglior percentuale di deliverability, verifichiamo liste, clienti, controlliamo le campagne. Tutto questo per mantenere alto il livello di reputazione come mittenti e permettere che le tue email arrivino sempre a destinazione. Prova tu stesso apri un account con noi e conosci la nostra piattaforma! Questo è il primo articolo della serie di deliverability.  Nel prossimo articolo parleremo dei Vantaggi di utilizzare una IP Dedicata nell’Email Marketing, non te lo perdere! Se il nostro contenuto ti è piaciuto condividilo nei social network per far si che più gente impari sull’email marketing. E se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Realizzare l’Esclusività: Trasforma il tuo Email Marketing in una Destinazione per VIP

Realizzare l’Esclusività: Trasforma il tuo Email Marketing in una Destinazione per VIP

Strategie Email Marketing • marzo 9, 2017

La sempre brillante rivista Jacobin, auto-annunciatasi come Reason in Revolt, ha pubblicato un pezzo creativo che osserva l\'esclusività demografica. Intitolato “Twenty-First Century Victorians”, lo scrittore Jason Tebbe esamina i gruppi di nicchia di una società che vive indossando pantaloni da yoga e fa la spesa in negozi con cibo sano. Proprio come la cultura moralmente superiore dell\'era vittoriana, questo nuovo gruppo sembra distinguersi grazie a ciò che reputa delle scelte per uno stile di vita superiore che rispecchiano i propri valori. Questa è un\'osservazione particolarmente interessante da una prospettiva di marketing poiché va contro il branding che vi dice di attrarre tutti, di dare il meglio per un livello di uniformità nella speranza di raggiungere un gruppo netto più ampio. Diamo un\'occhiata alle lezioni di spinning e alle diete senza glutine, per esempio. Mentre queste cose sono per tutti, vanno oltre per altri. Crescono fino a diventare uno stile di vita per alcuni. E grazie a ciò, i consumatori ricavano la propria identità. Ripetiamolo. Non state creando un brand che vada incontro alla gente. State creando un brand in cui la gente possa ritrovarsi, in cui possa identificarsi. Mentre Tebbe osserva il tutto da un ampio punto di vista del consumatore, noi possiamo osservarlo negli altri modi in cui l\'esclusività è venuta a galla ed applicarla all\'email marketing. Potete vedere l\'esclusività nelle etichette di marca e nelle scuole Ivy League. L\'avete vista nell\'arte di Andy Warhol e tra le mura dello Studio 54. L\'avete vista anche negli artisti iconici scomparsi lo scorso anno, tra cui David Bowie, Prince e George Michael per citarne alcuni. Questi sono tutti concetti, luoghi e persone che mostrano qualcosa che non tutti hanno - e questo li rende ambiti. L\'esclusività funziona perché si affida alla psicologia di base. Per qualcuno, indica rarità. Non tutti la hanno o possono averla, e ciò significa che deve essere eccezionale. E viceversa, una volta creato quel valore, sopraggiunge la scarsità euristica che mostra che è più difficile acquisire qualcosa maggiore è il suo valore. Un post del blog di Nir and Far riassume molto bene questa cosa mostrandoci che il concetto di qualcosa conta tanto come quel qualcosa stesso. Considerate quanto accaduto quando il violinista di fama mondiale Joshua Bell ha deciso di tenere un concerto improvvisato nella metropolitana di Washington, DC. Normalmente Bell fa il tutto esaurito per luoghi come il Kennedy Center e il Carnegie Hall, a migliaia di dollari per biglietto. Ma inserito nel contesto della metropolitana di DC, la sua musica ha colpito gli orecchi sordi. Quasi nessuno sapeva di star camminando accanto ad uno dei musicisti più talentuosi del mondo. Quando Bell ha tenuto gratuitamente il suo concerto, alcuni si sono fermati ad ascoltarlo, ma quando chiede un mucchio di soldi diventa una merce rara e migliaia di persone pagano. Per voi, questo non significa chiedere denaro per le vostre campagne di email marketing. Vuol dire offrire contenuti esclusivi solo per le vostre campagne email, siano essi video, narrativa con immagini o contenuti esclusivi - e poi creare un brusio attorno a questa esclusività, rilasciando piccoli teaser sui social media, sul vostro sito web e nei circuiti dei media e della stampa. Riuscire a tirar fuori il meglio da questo e collocando il vostro email marketing come una destinazione VIP esclusiva è qualcosa che potete fare soltanto grazie alla costruzione del vostro brand e spargendo la voce riguardo la leadership che potete offrire nel vostro settore.


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