Fusione tra Benchmark e Hatchbuck arrivano grandi novità!

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5 Hack Psicologici per Aumentare l’Impatto delle Tue Campagne Email

5 Hack Psicologici per Aumentare l’Impatto delle Tue Campagne Email

Strategie Email Marketing • marzo 30, 2017

Non è sempre possibile sedersi e pensare logicamente a ogni decisione che prendiamo, specialmente perché prendiamo centinaia di decisioni ogni giorno. Perciò, usiamo delle scorciatoie, ci affidiamo alle nostre emozioni per fare alcune scelte. Per esempio, nella tua posta in arrivo, leggi solo quelle mail che attirano la tua attenzione ed elimini il resto. Questa è una scelta emozionale. Questo è il motivo per cui capire la psicologia e il comportamento del consumatore è importante per il venditore. Dovresti sapere cosa attira la loro attenzione, cosa li scoraggia e cosa li tenta. Ecco alcuni di questi fenomeni psicologici che determinano le decisioni del consumatore: 1. Usare FOMO La maggior parte degli esseri umani ha avversione per le perdite; la loro FOMO (Fear of missing out – paura di perdere) li mette spesso in azione. Infatti, secondo uno studio, c’era una probabilità del 39% superiore che inglesi aprissero una mail quando si scatenava la propria paura di perdere. Per esempio, puoi dire nella tua mail uno ‘sconto speciale del 50% disponibile solo per te’, ora questo potrebbe sembrare allettante, ma non abbastanza per avere una risposta immediata. Se, invece, avessi scritto ‘Sconto speciale del 50% solo per te – scade tra un’ora’, ci sarebbe stata una probabilità più alta di ottenere una risposta istantanea. Questo è un principio che usano molto bene gli eCommerce della vendita al dettaglio. Se hai notato, sotto un prodotto in vendita, scrivono spesso ‘Solo un pezzo disponibile’. Questo innesca un senso di urgenza in te e ti spinge ad agire. Per cui, la scarsità e l’urgenza sono le chiavi per scatenare l’azione. La scarsità è anche un principio economico, ossia quando le provviste di un buon prodotto sono basse, la domanda è generalmente alta e lo fa sembrare più desiderabile. Puoi usare il FOMO includendo parole come ‘Scadere’ nella riga del titolo per aumentare il tasso di apertura. Usa il contenuto della mail per spiegare ulteriormente la scarsità e l’urgenza per aumentare il tasso di click. 2. Scegli il colore giusto per sollecitare la risposta giusta Gli psicologi del business stimano che il colore può determinare fino al 60% delle decisioni di accettazione o rifiuto di un prodotto o servizio. Il colore sollecita una risposta emotiva da parte del lettore, per cui scegli uno schema di colori a seconda della risposta emozionale che vuoi scatenare nel pubblico mentre legge la mail. Per esempio, il Rosso è conosciuto per infondere un senso di paura o urgenza nel pubblico e potrebbe far aumentare il battito cardiaco, mentre l’Arancione è associato all’aggressività e potrebbe spingere il lettore a cliccare sul CTA. Il Blu rappresenta la fiducia e perciò ti sarà molto utile quando parli di ‘sicurezza’. Sebbene ciascun colore sia conosciuto per innescare un’azione molto specifica, tieni a mente che il modo migliore per capire il colore che scatena la risposta migliore è attraverso prove ripetute. Inoltre, nella scelta dei colori, non è abbastanza prendere un colore a tema e scegliere a caso le altre componenti della mail. Secondo i Tre Respiri, il colore del CTA, per esempio, deve essere complementare alla mail per ottenere i migliori risultati. 3. Guida usando un’immagine Proprio come i colori, anche le immagini possono sollecitare una risposta da parte del lettore e questo è il motivo del detto, ‘Un’immagine vale più di mille parole’. La verità è che la maggior parte delle persone non si fermerà a leggere ogni singola parola della tua mail; più probabilmente darà una rapida occhiata per vedere se c’è qualcosa di interessante e passerà oltre. Qui è dove delle immagini potenti posso fermare la scansione automatica e cogliere la loro attenzione. Nello scegliere le immagini per le tue email, invece di prendere immagini personali, usa immagini di persone, specialmente persone felici. Queste immagini attrarranno la loro attenzione con successo. Puoi anche usare un’immagine per indirizzare il cliente in un posto particolare della tua email, per esempio, il posto in cui c’è la CTA. Usare una foto di una persona sorridente che indica verso il pulsante dell’iscrizione può essere abbastanza efficace. 4. Usa il contenuto per costruire una relazione profonda con il cliente Per la maggior parte delle aziende, lo scopo della personalizzazione non va al di là dell’inserimento del nome del destinatario all’inizio della mail. Devi capire che le ragioni che stanno dietro alla personalizzazione sono molto psicologiche. Secondo uno studio dell’Università del Texas, il nostro desiderio di esperienze personalizzate proviene da due ragioni – il nostro desiderio di controllo e il sovraccarico di informazioni. Anche se il cliente non ha un controllo letterale delle email, quando capisce che l’email è stata personalizzata per lui ed è unica, si illude di averne il controllo. In più, in quest’era di abbondanza di informazione, l’unico modo per attrarre l’attenzione del lettore e parlare di loro e non a loro! La personalizzazione è un modo che ti consente di stabilire un legame con il cliente, attraverso la comprensione di quello che vogliono e chi sono, per poi usare questi dati per comporre la mail. Puoi infondere un po’ di personalizzazione nelle tue campagne di email in molti modi. Per esempio, dici di essere una startup di consegna di generi alimentari, sai che sta piovendo molto dove vivono i tuoi clienti, puoi inviare una mail personalizzata traendo vantaggio da questa situazione e dicendo, ‘Hey, sei bloccato dalla pioggia? Lasciaci fare il lavoro per te!’ Usando fattori semplici per segmentare, come l’età, la posizione, il sesso può aiutare a costruire una personalizzazione efficiente. Se sei un piccolo business in crescita, non devi investire in strumenti di fascia alta per fare ciò; puoi usare strumenti come etichette di condivisione e filtri per segmentare i tuoi clienti in modo intelligente ed economico. 5. Aumenta la persuasione usando una prova tangibile L’influenza sociale è un altro fenomeno psicologico importante che influenza il comportamento del consumatore in quando guardano alle azioni degli altri clienti per prendere la propria decisione su un prodotto o servizio. Infatti, secondo uno studio, il 63% dei consumatori hanno confessato che acquistano con maggior probabilità se un sito ha recensioni e valutazioni del prodotto in vista. Possiamo dedurre da questi dati che una email che contiene un esempio tangibile sarà più efficace di una che non ne ha. Non devi includere pagine di testimoni per impressionare il pubblico; a volte una citazione o una riga di un cliente riguardo il tuo prodotto sarà più che sufficiente. Un’altra idea è includere un link dei tuoi testimoni e della sezione delle recensioni. Infatti, puoi essere molto creativo qui e trovare modi intelligenti per presentare delle prove concrete, senza essere troppo esplicito come condividere il numero di visualizzazioni dei tuoi video su youtube o il numero di consumatori felici ecc. Concludendo I dati sono certamente importanti quando prendi decisioni sulle email di marketing ma ricorda che il marketing e sia una scienza che un’arte. Devi capire la mente dei consumatori per creare delle campagne che siano veramente efficaci e a volte il modo migliore per farlo è sperimentare un po’ e immaginare cosa potrebbe funzionare; la lista vista sopra è un buon punto di inizio.


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I 5 fattori che determinano la deliverability

I 5 fattori che determinano la deliverability

Tecniche Email Marketing • marzo 29, 2017

Passi ore e ore (tu o il tuo team di disegno) creando la newsletter perfetta, che contribuisca ad attirare nuovi clienti e che apporti benefici economici, ma per bene che sia pensata se questa non arriva ai clienti non raggiungi l\'obiettivo. Per questo la premessa principale è che le emails arrivino nella cartella primaria dell’utente e non nello spam. In questo consiste la deliverability dell’email marketing . Ma vediamolo dal lato contrario, che è più facile da capire. Se curi la deliverability e questa fallisce, la cosa più probabile è che gli utenti segnalano le tue emails come spam, con la conseguenza che questo porta: che ti segnalino come azienda che invia emails spazzatura. Questo non solo causa problemi a livello di marketing, ma puoi imbatterti in problemi legali ed essere inserito in lista nera o peggio che il tuo account sia bloccato in maniera permanente. Pertanto ignorare la deliverability e non controllarla è un errore che le imprese che scommettono sull’email marketing non si possono permettere in nessuna maniera. Gli agenti che intervengono nella deliverability Abbiamo un totale di 5 fattori che possono interferire nella deliverability di un messaggio. É importante tener conto di ognuno di essi, visto che se solo uno fallisce, la deliverability si potrebbe vedere pregiudicata: Responsabile É la persona che decide il contenuto che verrà inviato all’interno della campagna di email marketing. É la persona che ha la responsabilità di scegliere l’oggetto, la composizione del testo e le immagini… Ha anche la decisione finale nel numero di invii che si realizzeranno, ogni quanto tempo… Il responsabile si deve assicurare che la lista che si sta utilizzando sia aggiornata, verificata e non contiene indirizzi datati, che non esistono più, trappole spam o indirizzi generici. Mittente: dominio come mittente intendiamo l’insieme del nome, indirizzo e dominio che si utilizza per l’invio della campagna. Mentre il nome e l’indirizzo hanno un impatto maggiore sull’apertura delle emails, il dominio può essere decisivo per garantire una buona deliverability, visto che sarà la prima cosa che i diversi organismi e meccanismi di filtraggio analizzeranno per classificare la newsletter. La reputazione del dominio ed il fatto che non sia stata classificata come spam in precedenza è essenziale per l\'esito della campagna. Per norma generale è sconsigliato utilizzare domini pubblici come gmail, yahoo ecc, meglio un dominio proprio, meglio in dominio privato, che ovviamente non contenga al suo interno espressioni che possano ricondurre allo spam. Tanto meno che sia presente in liste nere o che in passato sia stato classificato come spam. Una buona pratica è configurare i registri SPF che ti forniamo, con questi ci autorizzi ad inviare le emails a nome tuo e quindi che le tue campagne arrivino nella cartella principale. Piattaforma di Email Marketing La scelta della piattaforma gioca un ruolo fondamentale nella deliverability, deve avere una buona infrastruttura e permetterti l’invio massivo di emails, che abbia statistiche sulle campagna: respinte, indirizzi inesistenti, segnalazioni… Questo permette l’ottimizzazione della base di dati per i prossimi invii. Inoltre è conveniente avere un buon servizio clienti, che ti dia una mano o che ti aiuti quando ti trovi in difficoltà. Destinatario La persona che riceve la tue email influisce in maniera rilevante nella tua deliverability, visto che ha il potere di configurare il filtro antispam nel suo account. Non solo la sua casella studierà il modo in cui interagisce con le tue email, e le sue abitudini, se apre o meno le tue emails, se le segnala come spam, in questo caso finirai nella cartella di spam e la casella filtrerà automaticamente tutte le tue campagne. Per questo è sempre bene raccomandare ai nostri destinatari di marcare la nostra email come abituale o che se per caso finisce nello spam di spostarla nella cartella principale, in questo modo la sua casella imparerà che il mittente è buono. Altra cosa molto importante è che l’utente interagisca con la tua email e riesci a raggiungere questo obiettivo solo se il tuo disegno e contenuto è di qualità e glielo permette. Ma non dimenticarti che prima che aprano la tua email devono leggere l’oggetto, e se questa non è buona, tutto il tuo sforzo messo nel contenuto non verrà valorato. Altra cosa che puoi usare è il nostro tool Campagne Mirate per creare segmenti di lista focalizzati sulle azioni dei tuoi clienti o l’inbox checker per verificare come viene visualizzata la tua email nei vari dispositivi mobili o caselle di posta, per evitare di trovarti brutte sorprese all’ora di aprire la campagna. Filtri di spam É chi decide se l’utente riceve o meno la tua campagna. Non abbiamo controllo in questo, ma analizzerà tutti i fattori di cui abbiamo parlato prima. Abbiamo visto quali sono i fattori del processo di email marketing che influiscono nella deliverability. Bisogno cercare di ottimizzare tutti questi punti per riuscire a raggiungere il successo con le nostre campagne di email marketing. Ti è piaciuto l’articolo? Se vuoi sapere come le segnalazioni di abuso influiscono sulle tue newsletter continua a seguirci e leggi il prossimo articolo. Condividilo nei social network se ti è piaciuto. O se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Il Customer Engagement è la Nuova Email

Il Customer Engagement è la Nuova Email

Strategie Email Marketing • marzo 28, 2017

Per molti, anche solo inviare un\'email agli iscritti significa non centrare il bersaglio. Esiste una persona dietro ciascun indirizzo email e questo è un fatto importante che non può essere dimenticato. L\'email marketing non è costituito da chi può trovare un ritorno degli investimenti a breve termine con bassi tassi di apertura, ma qualche grossa vendita. Il tasso di consegna potrebbe iniziare ad abbandonare quel marketer. È il gioco a lungo termine del creare un successo sostenibile avendo una comunicazione con i vostri iscritti. Andiamo a ritroso per un momento. Quando parlate con i Millennial, vi siete mai soffermati a contare il numero di account sui social media che usano, per non parlare del loro utilizzo attivo? Ascoltate più attentamente e vedrete come molte volte in conversazioni a caso dicono di non ricevere la notifica oppure che la notifica è stata sommersa da molte altre che si aggiungono da ogni punto di contatto della loro rete. Il fatto è che i Millennial sono strapieni di dati dei social media. L\'account email che possiedono, tuttavia, adesso rappresenta uno degli spazi più competitivi che potete trovare per attirare la loro attenzione e coinvolgerli. Difficilmente qualcun altro sarà in lizza per la loro attenzione. Per il resto di voi - le generazioni più anziane - le email sembrano superate a causa del modo in cui le vede questo gruppo. Le vedono come un lavoretto piuttosto che come l\'opportunità che sono: un momento diretto ed ininterrotto tra due persone in cui potete scrivere più di 120 caratteri. È lo spazio in cui una volta che si è cliccato, loro sono nel vostro mondo. Non ci sono commenti, pubblicità o barre laterali scorrevoli in competizione per la loro attenzione. Sono vostri. Qui è dove comincia il customer engagement. Inizia con la realizzazione che le email non sono un promemoria, un buco nero in cui i messaggi vanno in direzione di un vuoto abissale senza ritorno. Infatti, le email sono lo spazio digitale più immediato che utilizzerete, in cui VOI vi focalizzate sul vostro pubblico. Questo è un cambio di mentalità ed inizia eliminando la parola email e sostituendola con \" customer engagement \". Dunque, mentre la concorrenza è ancora alle prese con l\'email marketing, voi siete alla frontiera della comunicazione. State coinvolgendo. Questo non è un concetto completamente nuovo da dover chiedere a molti di voi di comprenderlo. Probabilmente, il vostro business è già nella fase di engagement. Vediamo se è questo il caso: siete appena riusciti a raggiungere il vostro pubblico per la stagione estiva. Forse avete programmato eventi in tempo reale per unire il brand e i clienti. Oppure parlate al telefono e ascoltate le ultime tendenze dei vostri iscritti e lettori. State già facendo engagement. Vi state soltanto sforzando per assicurarvi che la vostra campagna email rifletta lo stesso valore nel vostro brand diretto ai contatti degli utenti. La domanda a cui giungete inevitabilmente è: come misurare l’engagement? Si tratta del numero di click, tassi di apertura, o i follow through? Forse è una combinazione dei tre, ma per campagna, dipenderà dalla chiamata all\'azione desiderata. Quindi, per questo motivo, non fissatevi su delle regole difficili e veloci su come viene misurato l’engagement. È un obiettivo mobile. Detto ciò, customer engagement significa anche misurare il successo rispetto ai clienti coinvolti contro i numeri e le analisi. Per esempio, un tasso di apertura del 100% è eccezionale per qualsiasi impresa. Nonostante questo, anche con dei tassi di ritorno pazzeschi come questi, non potete garantire che vi sia stato del engagement. L’engagement potrebbe rappresentare circa il 35% del tasso di apertura insieme a 3 risposte dirette dei lettori e 2 condivisioni sui social media. Ecco come si misura il customer engagement. In parole povere, pensate di dare una festa per cena. Chiunque nella vostra lista degli ospiti partecipa, ma nessuno vi coinvolge. Nessuno ride, nessuno beve o racconta qualcosa. Quanto sarebbe più \'reale\' questo evento se soltanto 5 persone su 55 si fossero presentate ma tutte si fossero divertite molto e avessero parlato della vostra festa incredibile con il proprio brunch pronto per il giorno dopo? Ecco come dovrebbe essere il customer engagement. Non si tratta di chi è nella vostra lista o di chi bussa alla porta. Si tratta di chi è rimasto a giocare ed è andato via con un\'esperienza da condividere.


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Benchmark è fiera della certificazione TRUSTe

Benchmark è fiera della certificazione TRUSTe

Strategie Email Marketing • marzo 22, 2017

Ci sono delle emails che ti cambiano la giornata. Questa è una di quelle: Congratulazioni! Dopo una verifica approfondita rispetto alla richiesta per la certificazione standard TRUSTe, siamo lieti di comunicarle che TRUSTe ha certificato l’informativa sulla privacy di Benchmark Internet Group. Non è stato una cosa semplice da ottenere e siamo lieti di leggere queste parole. Cos’è TRUSTe? Per quelli che non lo sanno, TRUSTe è un servizio che aiuta le aziende ad aderire alle migliori pratiche per quanto riguarda la privacy e la raccolta e l\'utilizzo dei dati personali.  La sicurezza dei tuoi dati è prioritario per noi. É per questo che ci vanteremo della nostra certificazione TRUSTe ogni volta che sarà possibile. Durante il processo di valutazione TRUSTe ha rivisto la nostra Policy sulla Privacy ed il metodo di acquisizione dei dati. Ci hanno controllato anche se avevamo messo i puntini sulle i. Ora sarà in grado di dimostrare in modo chiaro e con orgoglio il vostro impegno per la privacy. Se insisti. :)


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Deliverability nell’email marketing: criteri generali

Deliverability nell’email marketing: criteri generali

Strategie Email Marketing • marzo 15, 2017

Con questo primo articolo inauguriamo una serie di post dedicati all’importanza della deliverability nell’Email Marketing. In Benchmark Email ci compromettiamo con i nostri clienti e vogliamo orientarli verso il successo utilizzando la nostra piattaforma. Oggi iniziamo con un articolo generico per introdurre l’argomento ed il concetto di deliverability e quali sono gli indicatori che dovresti seguire. L’email marketing come canale principale del marketing online Il modo migliore per introdurre il termine deliverability è attraverso un caso fittizio, che però siamo certi che si avvicina alla realtà. Mettiamo il caso che un’azienda nelle sue campagne di email marketing non presta attenzione agli avvisi che la piattaforma le invia. Il Direttore Marketing della nostra impresa fittizia, consulta i report che il team di Marketing gli ha inviato. La campagna prometteva un buon prodotto, un messaggio chiaro e incentrato nel suo target, un piano di diffusione con un disegno curato e con timings perfetti. Che c’è di sbagliato? Si chiede. Quasi tutti i canali multimediali hanno funzionato secondo le aspettative… tranne l’email marketing. I Leads generati attraverso questo canale si sono ridotti continuamente negli ultimi sei mesi quando invece era il canale di punta, la chiave è nel funnel di vendita. Questo non può andare avanti così. Analizzare la deliverability dei messaggi Bisogno trovare una soluzione subito, prima che il problema cresca e distrugge il lavoro di anni. Per fortuna, in uno dei report, uno dei membri del team ha apportato delle idee interessanti che possono riportare l’impresa nel giusto sentiero per raggiungere il successo. Si tratta di proposte relazionate alla deliverability dei messaggi che si inviano con l’email marketing. La deliverability è un concetto semplice ma complesso (ed appassionante) da lavorare. In cosa consiste? Si tratta di come ottimizzare il tasso di consegna delle campagne di email nell\'inbox di entrata di tutti i providers di posta elettronica del nostro pubblico. Nella nostra impresa immaginaria, negli ultimi mesi non si sono presi in considerazione gli indici di lamentele di spam, le liste non sono sufficientemente ottimizzate e le respinte sono eccessivamente alte. La conseguenza di tutto questo è una cattiva reputazione che danneggia i risultati. Fattore chiave 1: La tua reputazione come mittente La reputazione di una marca come mittente è intrinsecamente legata all’autorità del dominio sal quale si lavora. In questo modo, ogni ISP salva nella sua memoria uno storico delle attività del mittente. Per questo bisogna chiedersi. Ho molte o poche lamentele sul contenuto che viene catalogato come spam? Quale tasso di apertura media e storica ho? L’utente reagisce positivamente al contenuto?   Rifletti su questo prima di procedere. E non solo rifletti ma controlla questi dati per agire. Fattore chiave 2: Una lista di subscribers sana A poco conta programmare le campagne se nelle nostre liste ci sono indirizzi che presentano errori di scrittura, se non si eliminano i contatti disiscritti o gli indirizzi scaduti (respinte hard). Per questo è vitale utilizzare il sistema di doppio opt-in che certificano la veridicità degli indirizzi acquisiti. A questo dobbiamo aggiungere una segmentazione adeguata che nasce da un appropriato studio del tasso di aperture e respinte, per poter differenziare al meglio la nostra base dati a seconda dell’engagement di ogni utente; per esempio,  gli utenti che aprono sempre e leggono le tue emails saranno quelli con maggior engagement per le nostre campagne promozionali. Solo così il contenuto rilevante che abbiamo pianificato per ogni target raggiungerà lo scopo prefissato, ottenendo così il ritorno sperato. Fattore chiave 3: Un software di Email Marketing di qualità Fino ad ora abbiamo analizzato i risultati che dipendono direttamente dall’intervento del team di marketing. Non sarà servito a nulla tutto questo se non scegliamo una buona piattaforma per l’invio delle comunicazioni, per la  nostra strategia di email marketing di qualità. Come scegliere al meglio? Prima di tutto è necessario che il tuo provider di email marketing ti assicuri una struttura adeguata. Questo significa che il sistema di invio e gestione delle metriche che influiscono nella tua reputazione come mittente siano affidabili e aggiornate. Con queste basi nel tuo team, accompagnate da un contenuto di qualità e liste di subscribers sane, il successo della vostra strategia di email marketing è garantito. Con Benchmark Email ti garantiamo una infrastruttura adeguata per raggiungere il successo nelle tue campagne di Email Marketing. Rispettiamo le migliori pratiche per assicurare la miglior percentuale di deliverability, verifichiamo liste, clienti, controlliamo le campagne. Tutto questo per mantenere alto il livello di reputazione come mittenti e permettere che le tue email arrivino sempre a destinazione. Prova tu stesso apri un account con noi e conosci la nostra piattaforma! Questo è il primo articolo della serie di deliverability.  Nel prossimo articolo parleremo dei Vantaggi di utilizzare una IP Dedicata nell’Email Marketing, non te lo perdere! Se il nostro contenuto ti è piaciuto condividilo nei social network per far si che più gente impari sull’email marketing. E se vuoi che chiariamo un tuo dubbio, lasciaci un commento alla fine dell’articolo. Impara e fruisci dai consigli di Benchmark Email!


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Realizzare l’Esclusività: Trasforma il tuo Email Marketing in una Destinazione per VIP

Realizzare l’Esclusività: Trasforma il tuo Email Marketing in una Destinazione per VIP

Strategie Email Marketing • marzo 9, 2017

La sempre brillante rivista Jacobin, auto-annunciatasi come Reason in Revolt, ha pubblicato un pezzo creativo che osserva l\'esclusività demografica. Intitolato “Twenty-First Century Victorians”, lo scrittore Jason Tebbe esamina i gruppi di nicchia di una società che vive indossando pantaloni da yoga e fa la spesa in negozi con cibo sano. Proprio come la cultura moralmente superiore dell\'era vittoriana, questo nuovo gruppo sembra distinguersi grazie a ciò che reputa delle scelte per uno stile di vita superiore che rispecchiano i propri valori. Questa è un\'osservazione particolarmente interessante da una prospettiva di marketing poiché va contro il branding che vi dice di attrarre tutti, di dare il meglio per un livello di uniformità nella speranza di raggiungere un gruppo netto più ampio. Diamo un\'occhiata alle lezioni di spinning e alle diete senza glutine, per esempio. Mentre queste cose sono per tutti, vanno oltre per altri. Crescono fino a diventare uno stile di vita per alcuni. E grazie a ciò, i consumatori ricavano la propria identità. Ripetiamolo. Non state creando un brand che vada incontro alla gente. State creando un brand in cui la gente possa ritrovarsi, in cui possa identificarsi. Mentre Tebbe osserva il tutto da un ampio punto di vista del consumatore, noi possiamo osservarlo negli altri modi in cui l\'esclusività è venuta a galla ed applicarla all\'email marketing. Potete vedere l\'esclusività nelle etichette di marca e nelle scuole Ivy League. L\'avete vista nell\'arte di Andy Warhol e tra le mura dello Studio 54. L\'avete vista anche negli artisti iconici scomparsi lo scorso anno, tra cui David Bowie, Prince e George Michael per citarne alcuni. Questi sono tutti concetti, luoghi e persone che mostrano qualcosa che non tutti hanno - e questo li rende ambiti. L\'esclusività funziona perché si affida alla psicologia di base. Per qualcuno, indica rarità. Non tutti la hanno o possono averla, e ciò significa che deve essere eccezionale. E viceversa, una volta creato quel valore, sopraggiunge la scarsità euristica che mostra che è più difficile acquisire qualcosa maggiore è il suo valore. Un post del blog di Nir and Far riassume molto bene questa cosa mostrandoci che il concetto di qualcosa conta tanto come quel qualcosa stesso. Considerate quanto accaduto quando il violinista di fama mondiale Joshua Bell ha deciso di tenere un concerto improvvisato nella metropolitana di Washington, DC. Normalmente Bell fa il tutto esaurito per luoghi come il Kennedy Center e il Carnegie Hall, a migliaia di dollari per biglietto. Ma inserito nel contesto della metropolitana di DC, la sua musica ha colpito gli orecchi sordi. Quasi nessuno sapeva di star camminando accanto ad uno dei musicisti più talentuosi del mondo. Quando Bell ha tenuto gratuitamente il suo concerto, alcuni si sono fermati ad ascoltarlo, ma quando chiede un mucchio di soldi diventa una merce rara e migliaia di persone pagano. Per voi, questo non significa chiedere denaro per le vostre campagne di email marketing. Vuol dire offrire contenuti esclusivi solo per le vostre campagne email, siano essi video, narrativa con immagini o contenuti esclusivi - e poi creare un brusio attorno a questa esclusività, rilasciando piccoli teaser sui social media, sul vostro sito web e nei circuiti dei media e della stampa. Riuscire a tirar fuori il meglio da questo e collocando il vostro email marketing come una destinazione VIP esclusiva è qualcosa che potete fare soltanto grazie alla costruzione del vostro brand e spargendo la voce riguardo la leadership che potete offrire nel vostro settore.


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Analisi del Presunto Comportamento per Guidare l’Email Marketing nel 2017

Analisi del Presunto Comportamento per Guidare l’Email Marketing nel 2017

Strategie Email Marketing • marzo 3, 2017

Se avete seguito il nostro consiglio di un anno fa, dovreste già disporre di un sistema di campagne di email marketing ben configurato e suddiviso per trimestri. Ogni tre mesi, le tue campagne e le tue indicazioni vengono dettate dagli obiettivi principali di quel trimestre. Oltre a questo, dovreste già avere un sistema di misurazione, in altre parole, per trimestre e per campagna, quali sono gli obiettivi della campagna e come misurate questi dati? Come definite il successo? Nuovi Punti di Riferimento per il Successo In parte una risposta alle singole limitazioni dell\'automazione delle email e al bisogno che le capacità progettuali di marketing vadano incontro alle esigenze del futuro, Benchmark svela la sua idea per il 2017: Automatomazioni Pro. Durante l\'anno, potete ridefinire il successo utilizzando la nuovissima funzionalità di Benchmark. Usando Automazioni Pro, il successo non è soltanto il rapporto clicca-apri ma l\'esperienza  del percorso di ogni subscriber con il tuo brand attraverso le campagne di email marketing. Ma questo percorso non agisce solo da funnel - ridefinisce anche l\'obiettivo. Una delle tendenze chiave del 2017 sarà il targeting. Il targeting prende nota di fattori comportamentali variabili come i dati sul profilo demografico, lo stile di vita e le preferenze/opinioni. Pensateci come una piramide che ha i suoi fattori nell\'analisi comportamentale nel vostro marketing. Una potente analisi comportamentale predittoria applicata (ABA) non solo può aiutarvi a capire le scelte che hanno fatto i vostri iscritti, ma anche quelle che ci si potrebbe aspettare che compiano. Attraverso lo Specchio delle Analisi Comportamentali Gli scienziati sociali stanno esplorando il marketing poiché l\'industria ha realizzato che la scienza ha aiutato a comprendere e a sostenere dei comportamenti, e ciò può essere usato per predirli. Alcuni studi mostrano che \"... la collaborazione tra gli analisti del comportamento e gli psicologi ambientali che studiano la correlazione tra l\'interesse per l\'ambiente degli individui con le loro caratteristiche attitudinali, demografiche e della personalità... [rimpiazzano] le poltrone con la ricerca interdisciplinare e quella ambientale basata sull\'intervento.\" ABA potrebbe sembrarvi nuova, ma è, difatti, una delle scienze in maggiore crescita. Una semplice ricerca di \"ABA\" o di “analisi comportamentali applicate” su Google, mostra più di 16,500,000 risultati. La ragione per cui i marketer amano ABA è la sua pratica basata sulle prove - quindi non soltanto una teoria di cosa funzionerà, ma su cosa funziona effettivamente. È uno dei metodi più basati sui dati, oltre ai dati che si ottengono dalle analisi. Tuttavia, ABA offre una comprensione del comportamento più approfondita; non vedrete mai un numero da solo come capita nelle analisi; potrete vedere il motivo per cui accade qualcosa e come modificare quel comportamento. In altre parole, i marketer possono lavorare con gli analisti comportamentali non solo per interpretare e predire il comportamento ma anche per modificarlo. Nel 2017, potete usare ABA per perfezionare ulteriormente l\'esperienza dei vostri iscritti con Automazioni Pro. Cambiare Marcia con  \"Engagement\" Questa è un\'altra cosa che cambia nel 2017: stiamo cambiando il nostro modo di pensare. Invece di basarci sulle classificazioni cliniche e di transazione come \"email marketing\", passeremo al \"customer engagement\" e vi spingeremo a ragionare in questi termini. L\'email marketing è qualcosa che accade. I’ Engagement dei clienti invece lo fate voi. Il customer engagement significa realizzare che le email non sono dei promemoria, un buco nero in cui i messaggi vanno nella direzione di un vuoto abissale senza ritorno. In realtà, l\'email è lo spazio in tempo reale per eccellenza che utilizzerete, in cui VOI vi focalizzate sul vostro pubblico. Ma c\'è un altro tipo di engagement, anch\'esso prevalente nel 2017. Tirando fuori l\'uso virale di gif e video, ci aspettiamo che il 2017 sia più piacevole alla vista. Le campagne email si basano sull\'apparenza, sembrano quasi delle pubblicità invitanti, devono essere grandi. Se Twitter, per esempio, serve a comunicare in 140 caratteri, allora la gente è già preposta (pensate ad ABA) ad una comunicazione breve e veloce. Ecco perché le GIF sono così potenti, e perché i video di 30 secondi o 2 minuti sono stumenti tanto efficaci per comunicare i vostri messaggi. Date un\'occhiata alla campagna email di Kate Spade, che è un perfetto esempio di come la vista veicola messaggi. La loro campagna di email marketing usava i propri prodotti per introdurre una nuova linea per un nuovo pubblico - senza mai mostrare immagini del pubblico stesso. La campagna è diretta da viste creative in coppia per creare una nuova visuale: il mercato obiettivo. Non solo coinvolge, ma intrattiene. Un sondaggio Gallup mostra che i clienti che vogliono spendere denaro, vogliono spenderlo per qualcosa per cui si sentono a proprio agio. Gallup - re della predizione dei comportamenti - ha anche basato il proprio modello di customer engagement sulla \"scienza emergente dell\'economia comportamentale, che sostiene che la vasta maggioranza della fedeltà dei clienti e delle decisioni di acquisto sono influenzate dalle impressioni così come da fattori razionali.” Engagement significa in parte ‘corteggiare\' il cliente.’ Questo è vero specialmente per i Millennial ma è un attributo valido per tutti i clienti - o subscribers. Quindi, passando al customer engagement, pensate a cosa influenzerà il comportamento per questo pubblico segmentato. Cosa lo fa sentire bene? Sembra che il 2017 sarà pieno di domande sul come conoscere meglio i vostri iscritti.


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15 Modi Per  Ampliare La Tua  Lista Email Nel  2017

15 Modi Per Ampliare La Tua Lista Email Nel 2017

Tecniche Email Marketing • febbraio 24, 2017

Nel 2017, come ogni anno precedente, la tua lista è la linfa vitale del tuo impegno con l’email marketing. Nonostante la tua lista non sia un gioco di numeri, la qualità vince sempre sulla quantità, la crescita è una parte importante. Tutti abbiamo visto dei form di iscrizione su molti dei siti web che frequentiamo. Molti di noi hanno la casella di posta in arrivo piena di email indesiderate o, che al massimo, non aprono. Questo può essere evitato se aggiungi gli iscritti alla tua lista nel modo corretto e segui le migliori tecniche per far crescere le liste. Ecco dei fattori da considerare per far crescere la tua lista nel 2017. Punti Di Contatto Dirti di inserire un form di iscrizione sulla tua homepage non è un consiglio innovativo. Dovresti considerare anche qualsiasi altra area che un potenziale iscritto potrebbe visitare. Hai un blog? Inseriscine uno lì per far ricevere ai tuoi iscritti i tuoi post più recenti nella propria casella di posta in arrivo. Aggiunge anche una varietà alle forme di comunicazione che utilizzi. Anche la tua pagina Facebook dovrebbe contenere un form di iscrizione. Pur non avendo bisogno di spiegarti quanto sia imponente Facebook in termini di utenti attivi, gestione del traffico e altro, esistono alcuni modi in cui puoi massimizzare i tuoi sforzi. Promuovi il tuo form di iscrizione su Facebook. Stando al blog Bit.ly, l\'ora di punta su Facebook avviene fra le 13 e le 15, ma il traffico potrebbe essere maggiore durante la sera. Inoltre, il giovedì e il venerdì registrano un aumento del 18% rispetto al resto della settimana. Ottieni il massimo guadagno e attiva le pubblicità in quei momenti per massimizzare la visibilità. Se hai un’assistenza telefonica o sei sempre al telefono con i clienti, puoi semplicemente chiedere. Anche solo con un po\' di educazione, in molti acconsentiranno ad essere aggiunti alla tua lista se glielo chiedi mentre sono al telefono con te. Lo stesso si applica alle chat. Per le imprese che hanno clienti di brick and mortar, ci sono due opzioni per ottenere nuovi iscritti. Se il tuo sistema POS ti consente di aggiungere iscritti alla tua lista, puoi offrirlo mentre fai una chiamata ad un cliente. Puoi anche inserire un computer o un tablet in un posto facile da raggiungere per i clienti e configurare un punto di accesso lì. Le imprese hanno anche utilizzato gli SMS in modo efficace in questo caso. Posiziona un cartello nel tuo negozio che dica ai clienti di digitare un numero con il loro indirizzo email per essere aggiunti alla lista. Perché è così importante farlo in quel momento? Stando ad eMarketer, l\'81% degli acquirenti online che hanno ricevuto una campagna email basata su precedenti abitudini d\'acquisto sono stati più inclini ad acquistare nuovamente dopo aver ricevuto una campagna di email mirata. Gli eventi costituiscono un\'altra grande opportunità di crescita per la lista. Resta connesso con i partecipanti del tuo stand o con le persone del tuo network aggiungendoli alla tua lista email. Assicurati di chiedere o di usare un altro metodo che consenta loro di iscriversi. Tempistica Come molte cose nella vita, la tempistica è tutto quando fai crescere la tua lista. Vuoi che un potenziale iscritto noti il form di iscrizione nell\'esatto momento in cui è molto più probabile che si iscriva. Crea un form di iscrizione popup che compaia all\'ingresso sulla homepage o su un blog. Hai mai cliccato su un annuncio per un prodotto o servizio su Facebook, e subito dopo ti sei ritrovato sulla relativa homepage contenente un form di iscrizione popup che ti proponeva dei vantaggi per l\'iscrizione? È efficace perché eri già intrigato dal prodotto. Ottenere uno sconto potrebbe rendere il tuo acquisto ancora più probabile. Stando ad un caso di studio riportato dal blog Crazy Egg, i popup fanno affluire il 1375% di iscritti in più rispetto a quelli di una barra laterale. Un exit-intent popup è una forma nuova e più silenziosa di attirare iscritti. Funge anche da ultima spiaggia. La partita è quasi finita e ti resta un ultima chance. Esistono degli strumenti capaci di creare un form di iscrizione popup quando il visitatore di un sito sposta il cursore per non visualizzare il tuo elemento. Se stanno già andando via, un\'ultima chance potrebbe essere efficace se pensata nel modo giusto. Non sembrare un disperato, ma considera il motivo del loro abbandono. Al momento potrebbero non voler cambiare idea, ma attraverso delle campagne email potrebbero cambiare idea. Posizione. Posizione. Posizione. Il posizionamento è tutto sul tuo sito. Per i form di iscrizione, la tempistica è tutto. Considera ogni situazione in cui possono imbattersi i visitatori del tuo sito quando crei un form. Sul tuo blog, potrebbe essere quando questi hanno letto la maggior parte del tuo post e si trovano nel tuo contenuto. Potrebbe trovarsi sulla tua pagina dei Contatti perché vorrebbero tenersi in contatto con te e avere un dialogo. Mettiti nei panni del cliente e non dimenticarti di chi legge dal cellulare. Copia Tanto importante quanto al come e al quando qualcuno si imbatte in uno dei tuoi form di iscrizione, è cosa viene detto. Fai sentire la tua voce attraverso i tuoi form di iscrizione. Le tue comunicazioni via email faranno una lunga strada per portare la voce del tuo marchio ai tuoi iscritti, ma si inizia con il form di iscrizione. Eccone una che utilizziamo sul Benchmark Blog: Poco fa ho accennato a questo, ma offrire una promozione, una risorsa educativa esclusiva o un altro incentivo per spingere una persona ad iscriversi rappresenta una tattica molto efficace. Assicurati tuttavia, che sia qualcosa che abbia senso per il tuo brand. Non svalutarti e non fare offerte che attirano il tipo di clienti che non vuoi. Il trucchetto sarà anche quello di tenerli nella tua lista non appena avranno riscosso il tuo incentivo, e questo ci porta al prossimo punto… Mantieni la tua promessa. Qualunque cosa tu scriva sulla copia del tuo form di iscrizione, è importante che venga coperta dalle tue campagne email. Per cui scrivi ciò che potrebbe essere interessante per un potenziale iscritto e poi assicurati che sia tutto migliore rispetto a ciò che si sarebbero potuti aspettare. Questo significa che se affermi che si tratta di una newsletter mensile, non dovrai inviare più di una mail al mese. Se hai detto che lo fai per aggiungere risorse educative, non saltar fuori con dei suggerimenti per la vendita. Se farai così, ridurrai la defezione della tua lista, la quale crescerà di conseguenza. Segmentazione La segmentazione della lista non è tanto un trucchetto per farla crescere, quanto per ridurne la defezione, ma favorirà comunque la sua crescita. Offrire dei contenuti mirati e personalizzati ti assicurerà degli iscritti soddisfatti. Il form di iscrizione sulla tua homepage potrebbe essere diverso da quello sul tuo blog. Questo consente ai visitatori del tuo sito di decidere che tipo di contenuto vogliono ricevere. Puoi perfino consentire loro di spuntare una casella per la lista a cui vogliono iscriversi, inserendola proprio nel form di iscrizione. Se ricevono i tipi di comunicazione email che desiderano, resteranno con te. Crea un Centro di Preferenza. Quando qualcuno si disiscrive, può essere indirizzato ad un Centro di Preferenza. Puoi intercettarli prima che escano completamente dalla porta. Lì possono scegliere di ricevere tipi specifici di contenuto o anche la frequenza con la quale vogliono novità da te. Potrebbero non voler ricevere email giornaliere o settimanali, ma una volta al mese dovrebbe bastare a tenerli con te. Pulizia Della Lista Come per la segmentazione, la pulizia della lista funziona a lungo termine. Non causerà una crescita immediata della lista. Infatti, all\'inizio, sarà quasi l\'opposto. Pulire la lista da bounces e non-aperture seriali aiuterà la tua lista a crescere nel lungo termine. Ti aiuterà ad avere buone valutazioni ISP e a darti un buon tasso di consegna. Questi sono fattori chiave in attività di email marketing di successo. Ciò significa che i tuoi iscritti attivi lo saranno per più tempo e aiuteranno la tua lista a crescere a lungo termine. Per esempio, prova ad eliminare gli iscritti che non hanno aperto la tua newsletter mensile nei 6 mesi passati. Dopo tutto questo tempo, probabilmente non lo faranno più. Puoi anche provare ad avviare una campagna di nuova fidelizzazione, dopo aver ripulito la tua lista. Potresti riuscire a riattivare quegli iscritti inattivi. Una tattica che spesso funziona è quella di dire loro che stai per rimuoverli dalla lista, a meno che non tornino a ricevere le tue campagne. Tutti vogliono ciò che non possono avere!


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Strategie pratiche per Automazioni Pro: sito web Engagement

Strategie pratiche per Automazioni Pro: sito web Engagement

Tecniche Email Marketing • febbraio 23, 2017

L\'obiettivo per ogni marketer dovrebbe essere l’interazione con i propri subscribers. Dovrebbe essere focalizzato sul cliente e basato sulla qualità di engagement. Molti email marketers si focalizzano sulla mail e perdono di vista dove vanno i subscribers una volta che hanno fatto click verso il sito web o landing page. Come il subscribers interagisce con il tuo sito è molto importante. Come detto dal brillante Flint McGlaughlin nel MarketingSherpa Summit: Puoi solo vedere un click in una mail. La vendita effettiva accade sul tuo sito web. Comunque, non sempre accade in questa prima visita. Delle volte ci vogliono molteplici interazioni con un lead prima che divenga cliente. Automazioni Pro ti permette di creare un follow up, con chi visita il tuo sito web dalle tue campagne email, basato sull’interesse del singolo subscriber. Dopo tutto, secondo la società di software e-commerce Monetate, i visitatori provenienti da una campagna di email marketing compreranno qualcosa il 4,24% delle volte, contro i visitatori provenienti da motori di ricerca (2,49%) o social media (0,59%). Perchè usare le automazioni porta a questo beneficio? Secondo uno studio fatto dell’istituto Email Epsilon le campagne automatizzate funzionano meglio di quelle standard, affermando che queste raggiungono tassi di apertura del 70.5% in più e con l’incremento del tasso di click del 152% Secondo la DMA (associazione di Marketing&Dati) più del 75% delle entrate arrivano da email automatizzate, rivelandosi più produttivo rispetto ad inviare una mail promozionale a tutta la propria base dati Secondo eConsultancy il 74% dei marketers affermano che le email personalizzate fanno crescere l’interesse e l’interazione da parte dei clienti. Come creare un percorso di Website Engagement con Automazioni Pro La prima cosa da fare è inserire il codice di tracciamento che trovi in Automazioni Pro nelle pagine del tuo sito che vuoi tracciare. FAQ: Come installo il mio codice di tracciamento dentro la mia pagina web? Adesso il prossimo passo da fare è creare un percorso dove la prima email ha un link al tuo sito web e magari anche dei link a delle pagine specifiche che possano tracciare e segmentare il follow up basato su questi link. Facciamo l’esempio che sei un marchio di abbigliamento e stai lanciando una nuova linea per la prossima stagione. Se un subscriber fa click su un articolo da uomo o da donna, puoi decidere di segmentare la lista per diversificare uomo e donna e separare le liste o semplicemente per pianificare un follow up dedicato. In queste follow up potresti inviare informazioni aggiuntive sul prodotto, foto, commenti positivi dei clienti ecc. Qualunque tipo di azienda tu sia, se qualcuno ha visitato la tua pagina dei prezzi vuol dire che questa persona è più interessata al tuo prodotto o servizio di chi non l’ha fatto. Puoi inviare un follow up più aggressivo per convertire quel lead caldo e non perdere la possibile vendita, oppure a un lead freddo, che non ha visitato la tua pagina dei prezzi, puoi dargli maggiori informazioni sul tuo brand, sulla tua azienda, anche attraverso la tua pagina di “about us” dando le informazioni giuste e creando un rapporto di fiducia e interesse. L\'obiettivo è convincere i lead che il tuo prodotto è quello che stanno cercando e di cui hanno bisogno. Con questo tipo di automazione installata avrai la possibilità di mantenere i tuoi subscribers attratti dalla tua pagina web, segmentati ed aiutarti con le vendite. Daccordo con quanto detto da eMarketer, l’invio di campagne basate sulle abitudini degli acquirenti fa si che i compratori online siano più propensi a comprare nuovamente, aumentando le probabilità di un 81%. Creare un funnel che ti permette di fare dei follow ups basati  sul punto in cui il subscribers è arrivato nel processo di vendita e seguendo i loro interessi, fa si che i subscribers sentano che il tuo brand capisce le loro necessità e bisogni. Inoltre questo ti mette in una posizione di vantaggio, convertendo leads in clienti e poi in clienti fedeli e promotori del tuo brand.


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Come Dovrei Segmentare le mie Liste Mail?

Come Dovrei Segmentare le mie Liste Mail?

Tecniche Email Marketing • febbraio 23, 2017

La segmentazione delle liste è un must per consegnare il contenuto più rilevante nella posta in arrivo dei tuoi subscribers. E’ il modo migliore per creare un senso di faccia a faccia nelle tue campagne di marketing. Allora, come si può raggiungere una segmentazione di successo? Ci sono molti modi per farlo, ma noi divideremo i modi in cui puoi raggiungere una buona lista di segmentazione prima e dopo la registrazione. Prima della Registrazione Segmentare la tua lista dall’inizio è il modo migliore. In questo modo, i tuoi subscribers riceveranno contenuti mirati dalla prima mail che ricevono. Puoi segmentare le tue liste usando moduli iscrizione in due modi molto efficaci. Il primo modo è usare campi di dati nel tuo modulo di iscrizione. Questo può essere per industria, luogo, sesso o molte altre opzioni. Queste informazioni aiuteranno a suddividere i nuovi iscritti e ti permetteranno di mandare contenuti ottimi e rilevanti ad ogni segmento. Se sei un’azienda di vestiti, puoi mandare le nuove linee di uomo e donna al giusto sesso. Quando segmenti il luogo, puoi anche programmare le campagne per mandarle al momento che vuoi tu, come ad esempio alle nove del mattino di ogni fuso orario. L’altro modo per segmentare prima della registrazione è permettere ai singoli di selezionare a quale lista vogliono unirsi. Il modo migliore per spiegarlo è con una newsletter Settimanale o Mensile. Alcuni iscritti potrebbero volervi sentire solo una volta al mese. Altri saranno eccitati di sentirvi settimanalmente. I vostri fan più accaniti potranno scegliere entrambi! Dopo la Registrazione Non raggiungiamo sempre il risultato voluto al primo tentativo (ovvero prima della registrazione). Alcuni potrebbero essere eccitati di andare avanti col proprio Email Marketing tanto da non pianificarlo per segmentazione di liste. Anche questo va bene. Per questo gruppo, i report sono specialmente importanti. I vostri report vi diranno di tutto riguardo le preferenze dei vostri subscribers. Prestando attenzioni ai tipi di link che i vostri subscribers cliccano, potete avere un’idea dei tipi di articoli o il contenuto che attira maggiormente la loro attenzione. Puoi allora segmentare le tue liste in base a quelle informazioni. Usando i report, puoi anche segmentare i livelli di coinvolgimento. Puoi suddividere gli individui che aprono tutte le campagne, alcune delle vostre campagne e nessuna delle vostre campagne. Facendo così, potete variare la strategia per ogni gruppo. Puoi provare una campagna per coinvolgere nuovamente quelli che non aprono le vostre mail. Il modo migliore per fare ciò è semplicemente dire a quegli iscritti che non gli manderete più mail. Tutti vogliono quello che non possono avere. Bonus: Disiscritti Quando qualcuno decide di disiscriversi dalla tua campagna via mail, hanno già un piede fuori la porta. Prima di chiuderla, puoi indirizzarli ad un centro preferenziale. Lì, possono disiscriversi se è questo quello che vogliono. Comunque, come sul modulo di registrazione, puoi permettere a questi individui di cambiare la frequenza con cui sono mandate le mail o i tipi di liste di cui fanno parte. Potete salvare più disiscritti e addirittura convertirli da subscribers infelici in subscribers felici.


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Benchmark: Una delle poche piattaforme certificate Privacy Shield

Benchmark: Una delle poche piattaforme certificate Privacy Shield

• febbraio 21, 2017

La trasparenza e la protezione dei tuoi dati è sempre stata di massima importanza per noi. Anche prima che la Privacy Shield fosse certificata, ci siamo assicurati di essere certificati da TRUSTe e che le liste che carichi sulla nostra piattaforma sono solo tue. Non useremo, affitteremo o venderemo la tua lista clienti. Detto questo, siamo molto lieti di annunciare che ora siamo una delle pochissime aziende che hanno dimostrato di rispettare i requisiti di protezione dei dati di Privacy Shield. Sono sicuro che hai un sacco di domande su cosa significa questo, perciò ho deciso di rispondere a cinque delle domande che i nostri clienti ci fanno più frequentemente su Privacy Shield. Se hai altre domande, sentiti libero di scriverci un commento o contattarci a questo indirizzo support@benchmarkemail.com, oggetto: Privacy Shield. Cos’è la Privacy Shield? Privacy Shield impone dei forti obblighi nei confronti delle compagnie USA per proteggere i dati degli Europei. L\'accordo obbliga le aziende coinvolte ad imporre una maggiore trasparenza e ci sono diverse possibilità di ricorso. Inoltre, per la prima volta, include delle restrizioni sull’accesso che gli enti pubblici USA hanno su questi dati. Cosa significa questo? Questo significa che i tuoi dati personali possono essere trasferiti da UE ad una compagnia negli Stati Uniti finché l’azienda “processa (ad esempio usare, immagazzinare e trasferire) i tuoi dati personali in base a una serie di regole di protezione dei dati e misure di salvaguardia. La protezione viene data indipendentemente dal fatto che tua sia un cittadino europeo o no”. Come funziona? Qualsiasi compagnia che vuole essere riconosciuta e soddisfare i requisiti della Privacy Shield deve ottenere la certificazione. Inoltre, questa certificazione viene rinnovata su base annua. Se una società non rinnova, non saranno in grado di ricevere e utilizzare i dati provenienti dall\'UE in questo quadro particolare. Come posso sapere se una compagnia è certificata da Privacy Shield? In maniera molto semplice. Puoi controllare cercando la pagina ufficiale di Privacy Shield. Qui c’è il link: https://www.privacyshield.gov/list. Se la compagnia che hai cercato è certificata da Privacy Shield, apparirà tra i risultati attivi come questo: Quali sono i diritti e gli obblighi definiti nel contratto? Troverai una spiegazione completa di Privacy Shield con tutti i diritti e obblighi nel seguente link: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/document/citizens-guide_en.pdf. Alcuni punti chiave includono: Hai il diritto di avere informazioni generali. Che si tratti di sapere come e perché vengono utilizzati i tuoi dati, come accedervi o come fare un reclamo Adesso ci sono delle limitazioni su come possono essere utilizzati i tuoi dati per altri propositi La società ha l\'obbligo di ridurre al minimo i dati che ha su di te e mantenerli solo per il tempo che dimostra necessario La compagnia deve mantenere i tuoi dati in sicurezza In caso sia necessario trasferire i tuoi dati ad un\'altra compagnia, Privacy Shield deve proteggerli Hai il diritto di accedere e correggere i tuoi dati Hai il diritto di reclamare e ricevere una soluzione. Ci sono diversi modi per fare un reclamo Hai diritto ad un risarcimento in caso le pubbliche autorità USA accedo ai tuoi dati C’è nient\'altro da sapere? Si, ed è molto importante. Abbiamo sentito da alcuni clienti che girava voce che ogni azienda statunitense che vuole lavorare con i dati europei avrebbe dovuto avere i server in Europa. Questo è totalmente falso. L\'unico requisito è che le imprese con sede negli Stati Uniti sono conformi alla Privacy Shield e l’abbiamo fatto. I tuoi dati sono al sicuro con noi. Se non sei ancora un cliente di Benchmark, ma vuoi sapere se il provider di email marketing è conforme alla normativa vigente, accedi al link che abbiamo fornito sopra e fai la tua ricerca. Se non appaiono, vuol dire che non sono certificati quindi i dati e le informazioni possono essere a rischio. Vuoi sapere di più? Dai un’occhiata ai due documenti ufficiali di Privacy Shield o rimani in contatto tramite supporto@benchmarkemail.com Scheda Informativa: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/files/factsheets/factsheet_eu-us_privacy_shield_en.pdf Guida a EU-U.S. Privacy Shield: http://ec.europa.eu/justice/data-protection/document/citizens-guide_en.pdf


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La Libertà del Personal Branding per il Bene dell’Azienda

La Libertà del Personal Branding per il Bene dell’Azienda

Strategie Email Marketing • febbraio 21, 2017

Il personal branding ha subito un grande sviluppo in tempi recenti, come conseguenza della maggiore presenza del brand sui media digitali, ma è un concetto che circola da molto più tempo. Ti ricorderai di Dear Abby, una vecchia inserzione di un quotidiano. Per molti versi, si è trattato del primo esempio di personal branding – ed è stato un notevole successo. Oggi molte aziende sono scettiche nei confronti del personal branding e preferiscono piuttosto optare per la promozione del brand dell’intera azienda. In altri casi, dove il brand non è per niente promosso, è sempre stata riscontrata una sorta di nascosto “canale di ritorno” del personal branding. Solitamente questo avveniva nel dipartimento di marketing, attraverso sforzi in link building, blog e social media. Il fatto è che, per realizzare uno di questi tre aspetto - link building, blog e social media – deve esserci naturalmente una qualche voce che sorga in superficie. Se il tuo obiettivo è il link building, c’è bisogno di una persona della tua azienda che raggiunga altri siti e crei connessioni. Quindi si può dire che sia già presente un elemento di personal branding positivo per l’azienda. Il personal branding garantisce altri benefici e inizia con il riconoscere le motivazioni del proprietario dell’azienda. Non tutti i proprietari vogliono essere il volto dell’azienda ma, in un ambiente che richiede trasparenza negli affari, il problema è che i tuoi clienti vogliono sapere chi sei. Il personal branding dona un volto – o un punto di riferimento – alla tua azienda, utile per i tuoi clienti e brand followers. Si tratta dell’ultima frontiera della “parete di vetro” che ti permette non solo di vedere chi si trova dall’altra parte ma anche di legarti direttamente a loro come cliente. L’importanza di coltivare un personal brand è il motivo per cui i canali dei social media sono diventati così potenti, persino per chi non aveva intenzione di diventare un brand ma che, attraverso la propria voce, ha finito per costruirne uno. Il personal branding costruisce la fiducia della community e ottiene un following. Il following è una preziosa moneta sociale che eleva l’azienda, portandola dall’avere un semplice brand ad essere un’autorità fidata. Diamo un’occhiata al valore di un brand che vada oltre il semplice punto di vista del cliente. Se il tuo obiettivo è costruire partnership con colleghi o creare una rete da usare a proprio vantaggio, allora avrai bisogno di una persona di riferimento che sia visibile online. Supponiamo che tu stia cercando di creare alleanze per lanciare una nuova iniziativa e che tu abbia aperto un dialogo con una persona nel Gruppo A. Tale persona avrà uno o più contatti con cui creare un legame. Quando tale persona parlerà di te ai suoi colleghi, sarà impegnativo comunicare la tua azienda nella sua interezza. È molto più facile fare riferimento a una singola persona all’interno dell’azienda, con cui la persona nel Gruppo B possa creare un legame con più facilità. È molto più difficile creare un legame con un’azienda intera rispetto a una singola persona. È anche più facile per influencers esterni sapere chi raggiungere, in particolare se designi diversi personal brand basati sui diversi interessi dei clienti o aree di target. È come se fossero dei sales manager regionali – una buona idea per il mercato nazionale anche dal punto di vista del proprietario dell’azienda – ma ora si tratta di ideation managers, basati su aree in cui agisci come thought leader.


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Automatizzare la tua Campagna di Onboarding

Automatizzare la tua Campagna di Onboarding

Strategie Email Marketing • febbraio 8, 2017

Un venditore di malta e mattoni non considera il proprio business un successo se i passanti si affacciano solo alle sue vetrine. I loro livelli di successo iniziano quando qualcuno entra nel negozio, se fanno un acquisto e se ritornano di nuovo diventando, nel tempo, clienti fidati. Questo è esattamente l’approccio che devi avere quando consideri un gioco di marketing online. Non è abbastanza avere un sito web e una presenza sociale. Di certo è fantastico se qualcuno ti assume solo grazie a ciò ma, a meno che non facciano assunzioni a livello superficiale, è come guardare un negozio dalla vetrina; è praticamente senza senso. L’unico equivalente dell\'entrare nel negozio è far iscrivere qualcuno alla tua mailing list. Questo è quello che conta, falli entrare nel tuo mondo e preparali ad un’esposizione ripetuta, aumenta le transazioni del 66% e incoraggia la fedeltà al marchio. Questo è ciò che è chiamato campagna onboarding: il processo di convertire i visitatori di un sito in iscritti. È proprio come se tu non volessi che ci fosse qualcuno sull’uscio del negozio che invita la gente ad entrare – la finestra display e impostazioni dovrebbe farlo – allo stesso modo vuoi una certa automazione delle email di onboarding. Il modo più facile per farlo è aggiungere dei pop-up al sito. Questi pop-up possono comparire nel momento in cui qualche visitatore entra nel sito o possono comparire in alcuni punti della navigazione. L’idea è automatizzare, rendendo automatico il processo di reclutamento degli iscritti e ricordare ai visitatori che c’è un’altra strada di vendita, consigli o altri contenuti esclusivi. Un esempio perfetto di azienda che ottiene l’onboarding in un’unica industria che unisce i prodotti al servizio è Evernote. Evernote, il guru del prendere le note, sa che l’onboarding serve a portare gente al tuo prodotto più in fretta. La scorsa settimana, per esempio, abbiamo parlato di alcune delle migliori email di campagna di onboarding iniziali che puoi inviare. Il modo in cui imposti la mail può variare. Per esempio, sappiamo che il 70% degli iscritti apre la mail alla ricerca di affari e sconti. Evernote sa che tutti i suoi clienti provengono da strutture efficienti e organizzate. Per premere su questo interesse, Evernote ha creato una campagna di onboarding gocciolante che  mande email automatiche a distanza di alcuni giorni. Le campagne sono numerate in sequenza così che se gli iscritti vedono la mail numero 3, si accorgono che hanno perso le mail numero 1 e 2, il che aumenta la percentuale di apertura. Lo scopo dell’automazione onboarding di Evernote è far usare il prodotto ai clienti. Evernote non è solo contento se gli utenti comprano Evernote. Le loro campagne sono focalizzati sull’utilizzo del prodotto da parte dei clienti e sulla sua affidabilità. Dopo tutto, l’iscrizione si rinnoverà se non è diventata parte integrate della tua vita? Probabilmente no – e Evernote lo ha capito, perciò le loro campagne aggressive di onboarding puntano proprio a tenere impegnati i clienti. Rendi I Tuoi Lettori Parte del Tuo Ciclo di Automazione Onboarding Possiamo – e dovremmo – sempre trovare il modo di spingere i nostri obiettivi un po’ più in là. Ora che abbiamo capito come funzione l’automazione onboarding, la prossima cosa da considerare è come estenderne il ciclo di vita. L’ultima cosa a cui vuoi pensare quando progetti una email di onboarding è dare alle persone un preciso bottone di “condivisione” per far condividere la campagna sui social. Questo piccolo hack permette ai tuoi lettori di essere parte di un processo automatico di onboarding. Alcuni studi hanno mostrato che il 55% dei consumatori condivide i propri acquisti sui social – cosa molto popolare su Amazon. In aggiunta, sappiamo che il marketing passaparola, che è l’essenza di un social media, migliora l’impatto del marketing del 54%. Non c’è motivo per cui le tue campagne di email non possono essere considerate dei prodotti anche se non c’è alcuna transazione economica che interviene. Perciò, anche se tutto quello che stai condividendo è il contenuto, è ancora un prodotto del tuo marchio e qualcosa che bisogna incoraggiare nel condividere.


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Domande per Kenneth Keller

Domande per Kenneth Keller

Strategie Email Marketing • gennaio 25, 2017

Questo inverno Kenneth Keller è stato ospite di Benchmark per seguire un tirocinio di alcune settimane e fare esperienza nei team di vendite e marketing, i quali hanno molto gradito la sua presenza e i contributi forniti al loro lavoro. Abbiamo chiesto al tirocinante di condividere con noi i suoi pensieri su questa esperienza, pensando potesse essere un buon metodo per sbirciare all’interno dell’azienda Benchmark. Cosa speravi di ottenere da questo tirocinio? Quando ho iniziato il tirocinio speravo di acquisire una comprensione profonda delle funzioni di Benchmark e di capire quali fossero le caratteristiche che rendono questa azienda un potente concorrente nell’ambiente dell’email marketing. Come studente di economia, desideravo anche assimilare quanto più possibile e cercare di comprendere a fondo il funzionamento di un business di livello globale. Dal momento che sono anche un atleta universitario, è stato molto difficile cercare un tirocinio che combaciasse con i miei vincoli di orario, quindi sono molto grato di aver ricevuto questa opportunità. Credi di aver raggiunto i tuoi obiettivi? Questo tirocinio ha soddisfatto tutte le mie aspettative e anche di più. Le riunioni a cui ho assistito e tutte le persone con cui ho parlato mi hanno permesso di avere una visione profonda della cultura di Benchmark e di vedere come tutti i dipartimenti, da quello delle vendite a quello del design, collaborano nel loro lavoro. Qual è la lezione più importante che hai imparato? L’aspetto più importante è stato vedere quanti elementi sono coinvolti nella gestione di un’azienda. Prima del tirocinio, pensavo che Benchmark fosse una piccola e semplice azienda di email marketing. Nonostante possa davvero sembrare una piccola realtà che usa un semplice prodotto, dietro le quinte c’è un grande movimento. Ho capito quanto siano importanti la comunicazione interfunzionale e l’ascolto tra i diversi dipartimenti. Qual è stato l’aspetto che ti ha sorpreso di più? L’aspetto più sorprendente è stata la grande collaborazione tra gli impiegati. Sono un atleta ormai da tanti anni e in diverse squadre, quindi capisco quanto possa essere difficile per le persone collaborare e raggiungere obiettivi comuni. Far parte di un team è molto impegnativo e le discussioni che sorgono rischiano di creare seri problemi. Comunque, qui in Benchmark gli impiegati riescono a comunicare tra loro in modo professionale e i diversi dipartimenti si aiutano a vicenda per affrontare determinati problemi. Ho avuto la possibilità di assistere a diverse discussioni sorte durante alcuni meeting, risolte sempre trovando un risvolto positivo. Quale nuovo aspetto hai imparato su Benchmark? Ho imparato molto su Benchmark, ma il dipartimento che credo di aver compreso più a fondo è quello delle vendite. Ho avuto la possibilità di fare qualche chiamata di vendite iniziali ad alcuni clienti di Benchmark, che mi hanno permesso di avere un quadro generale sulla considerazione delle persone nei confronti dell’azienda. Due sono gli aspetti principali che ho riscontrato. Il primo è che i clienti apprezzano molto la semplicità e il piano gratuito offerto da Benchmark. Il secondo è il loro piacere nell’essere contattati. L’obiettivo principale delle mie chiamate era capire quanto Benchmark fosse efficiente per i suoi clienti e se ci fosse bisogno di qualche aiuto. Le risposte sono state sempre cordiali e in molti casi mi ringraziavano di averli contattati. Quale nuovo aspetto hai imparato sull’email marketing? Quando ho iniziato questo tirocinio non sapevo esattamente in cosa consistesse l’email marketing. Ora, invece, sono in grado di spiegare i suoi elementi principali e alcuni passi fondamentali per aprire un conto con Benchmark. Dal mio punto di vista, l’aspetto più importante dell’email marketing è l’importanza della deliverability. Su di essa si concentra la maggior parte dei clienti in cerca del servizio di email marketing più adatto a loro, in quanto determina l’effettiva ricezione delle email inviate. Perché consiglieresti questo tirocinio a qualcuno? Il tirocinio è stata un’esperienza meravigliosa. Mi ha permesso di comprendere a fondo il funzionamento dell’azienda e quali siano gli elementi necessari all’interno e all’esterno per gestire un’azienda florida e innovativa. Nulla di ciò che ho imparato sull’azienda durante questa opportunità mi era stato insegnato a lezione. So che in alcuni tirocini si corre soltanto da una parte all’altra per fare commissioni e lavori inutili, ma questo non è il caso di Benchmark. Se sei una persona che desidera capire come lavora una piccola azienda a livello mondiale e, al tempo stesso, dare una mano, ti suggerisco senza ombra di dubbio Benchmark.   Che consiglio daresti a chi desidera intraprendere un tirocinio? Ricerca e networking. Questi due concetti sono essenziali per un tirocinio di successo. Se stai cercando un tirocinio, è importante che tu faccia tante ricerche e che sappia quale genere di azienda cercare. Ancora più importante è il concetto di networking. Si tratta di ciò che sai e cosa puoi fare per aiutare il business di tale azienda. Qualcuno potrebbe avere un curriculum migliore del tuo, ma più importante del curriculum è conoscere persone all’interno dell’azienda per cui fai richiesta di tirocinio. Se non hai molte conoscenze, inizia a presentarti e cerca di stringere relazioni con le persone appartenenti al campo di tuo interesse. Qualche altro pensiero? Imparare è stato anche molto divertente durante questo tirocinio ed è stata un’esperienza che, se potessi, ripeterei subito!


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