Strategie Email Marketing - Tempo di lettura: 2 Minuti

Storia di una newsletter di successo

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Mira al Target Giusto!

Strategie Email Marketing • settembre 29, 2016

Giovedì 22  Settembre alle ore 16.00 sì è svolto il primo appuntamento online, in ripresa  dopo la stagione estiva, che mi mette sempre molta carica ed entusiasmo, non solo per la mia passione all’insegnamento e alla condivisione, ma anche grazie alla grande e attiva partecipazione del pubblico che non mi delude mai. Mira al Target Giusto! è il webinar che ho scelto di preparare per il mese di Settembre e che ha riunito circa un centinaio di persone davanti il proprio monitor per capire come meglio creare la giusta audience per le campagne di email marketing. Partendo da Come Creare una Lista, il punto di partenza per ogni attività di email marketing, passando per la Segmentazione Lista, grazie alla quale possiamo iniziare a dividere i nostri contatti in base alle loro preferenze, siamo arrivati fino all’utilizzo dello strumento di Campagne Mirate, che permette di segmentare varie liste secondo criteri specifici. Nel caso non avessi potuto partecipare al webinar live o semplicemente desideri un report sulla lezione che hai appreso e assistito, ecco qui un riassunto dei vari punti trattati. Creare una Lista Il punto di partenza è sempre il Modulo di Iscrizione Può essere un modulo cartaceo compilato in fase di registrazione per uno dei tuoi servizi, un bigliettino da visita scambiato ad un incontro di networking, o molto più comunemente oggigiorno, un modulo di iscrizione online. Ce ne sono di vari tipi dentro la piattaforma di Benchmark Email, e se ancora non hai sperimentato l’ultimo arrivato Il Modulo Popup, dai un’occhiata, è sorprendente come ormai funzioni così avanzate siano semplici e alla portata di tutti, esperti e non… ma torniamo a noi. La cosa più importante è che il Modulo di Iscrizione lavori su un sistema di Double Opt-In, cioè che l’utente prima di entrare completamente nella tua lista verifichi il suo indirizzo di posta elettronica tramite un link inviato con una email automatica. Sicuramente starai già pensando che in questo modo la lista rischia di crescere troppo lentamente, che tanto gli utenti sono pigri e non controllano la loro Posta in Arrivo dopo la registrazione, e se lo fanno magari non trovano nulla perchè l’email è andata a finire in Spam. E allora, perchè usare un sistema Double Opt-in? Come ovviare questi ostacoli? Rispondo subito dicendoti che le tue perplessità non sono sbagliate, ma io ho la soluzione. :) Dopo aver compilato il modulo, l’utente atterra su una pagina di conferma iscrizione, in questa pagina completamente editable da parte tua, inserisci una frase che dica di controllare la posta elettronica per completare la registrazione, e di controllare anche la casella Spam e quella di Promozioni, per chi la usa. Nella Email per l’Opt-In, anche in questa scegli tu il testo, scrivi al tuo nuovo iscritto di aggiungere il tuo indirizzo email nella sua Rubrica, per assicurarti che le tue email saranno sempre recapitate in Posta In Arrivo. Nelle liste di Benchmark, non perdi le iscrizioni delle persone che non hanno fatto opt-in, perchè le troverai comunque all’interno della tua lista sotto la voce Not Opt- Yet, ed hai quindi la possibilità di rinviare l’email Opt-In o contattare personalmente i tuoi non ancora contatti. I vantaggi? La tua lista godrà di una ottima qualità, potrai inviare campagne in totale sicurezza, le tue email saranno sempre aperte garantendoti una buona deliverability, e grazie all’email opt-in stabilisci una comunicazione diretta con i tuoi contatti fin da subito. Segmentazione Lista 1° Modo - Prima dell’Iscrizione La segmentazione parte già dal modulo di iscrizione. Non limitarti a chiedere solo l’indirizzo email, aggiungi dei campi che ti facciano capire quali sono le preferenze dei tuoi nuovi iscritti, e crea il segmento secondo le opzioni di risposta che metti a disposizione. La tua audience è già pronta per ricevere ognuno la sua email personalizzata. 2° Modo - Dopo l’Invio delle Prime Campagne Dopo aver inviato la prima o alcune campagne email, analizza i tuoi report per vedere chi ha aperto e cliccato le tue email, non dimenticare di controllare anche la Mappa dei Click per capire dove c’è stato più interesse all’interno della tua email. Secondo la strategia che stai adottando, scegli di mirare al pubblico che ti segue o di riattivare i contatti che non stanno aprendo le tue email...ed è qui che entra in gioco lo strumento Campagne Mirate. Campagne Mirate Questo strumento ti permette di Segmentare le tue liste non secondo gli interessi iniziali dei tuoi contatti, ma secondo le loro azioni! Si sa che i gusti cambiano col tempo. Con le Campagne Mirate puoi scegliere di creare un nuovo Target al quale mirare, ad esempio creare una lista targetizzata in base ai click su uno o alcuni specifici link di una o più campagne email. Creando così un nuovo funnel di follower! Durante il webinar ho creato una lista di tutte le persone che hanno cliccato il link di partecipazione ai miei webinar e quelle che hanno cliccato sul canale Youtube dove pubblico le registrazioni di webinar e tutorial. I link appartenevano a campagne email distinte. In questo modo ho creato la mia audience di persone che mi seguono e che sono interessate a questo tipo di contenuto multimediale. Nella mia prossima campagna saprò mirare al target giusto per lanciare un nuovo video o un nuovo webinar. La lista è stata creata solo per dare un esempio di strategia. Questo è stato il percorso della lezione sulla segmentazione, ma se sei curioso di ascoltare gli altri consigli e vedere come si è svolto questo webinar molto divertente e  interattivo, clicca qui per vedere la registrazione. Come ascolterai nell’audio, ho formato un gruppo di appassionati di email marketing, se vuoi unirti a noi registrati al gruppo Email Marketing Lovers! Se hai dei dubbi o vuoi sapere di più su come Mirare al Target Giusto, lascia un commento sotto l’articolo per ricevere la mia risposta. E se non hai ancora creato un account con Benchmark, che aspetti? A presto al prossimo Webinar!


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Emailology: Increase ROI for Email Marketing

Come Incrementare il ROI con l’Email Marketing?

Tecniche Email Marketing • settembre 21, 2016

In molti sostengono che il Ritorno sull’Investimento previsto nell’email marketing, sia di $40 per $1 speso. Sebbene io adori queste statistiche, e creda che in molti possano ottenere ancora di più, è importante capire che tipo di promotore sei, prima di fissare delle aspettative. Di seguito sono riportati alcuni esempi relativi a come l’email marketing può essere utilizzato per i tuoi affari, e su cosa concentrarsi quando si vuole incrementare il ROI per il tuo email marketing. Per le vendite Quando si tratta di vendite o di ideare email promozionali i numeri sono abbastanza chiari, giusto? A quanto ammonta la differenza tra il costo della creazione e dell’invio dell’email e i guadagni ottenuti? Se si trattasse di un’azienda che promuove offerte giornaliere, allora sì che potrebbe essere così semplice. Tuttavia, quando rigurda le abitudini dei consumatori di oggi, questa visione in bianco e nero ha bisogno di qualche sfumatura di grigio...ma qui non si tratta di nessuna cintura di pelle (a meno che non sia ciò che vendi). Ecco alcune cose cui prestare attenzione quando si cerca di incrementare il ROI atteso per le tue prossime promozioni: Stai inviando alle persone giuste? Molte aziende sono prive di segmentazione nelle proprie strategie di email marketing. Se cerchi di inviare a chiunque, i risultati potrebbero scoraggiarti, dal momento che è importante sapere che i tuoi iscritti non sono (ANCORA) tutti clienti. Con questo intendo dire che alcune persone potrebbero non aver bisogno del tuo prodotto in quel momento, o possono aver effettuato l’iscrizione alle tue email solo perchè hai un blog eccezionale e gli piacerebbe ricevere gli aggiornamenti dei tuoi post. È importante cercare di segmentare i tuoi iscritti in funzione delle loro abitudini e del motivo della loro iscrizione. Ad esempio, sarebbe bene che dividessi in liste separate gli utenti iscritti dal tuo blog e quelli iscritti dalla tua pagina prezzi. Credo che questo sia il primo passo per impostare la tua prossima email promozionale: Segmenta le tue liste. Non si tratta di barare! Per quanto riguarda gli utenti che non fanno parte della tua categoria di clienti, puoi inviare loro più di una email “di riscaldamento” per indurli ad entrare in quella categoria. Quali sono gli argomenti di vendita? L’altro giorno parlavo con un amico che aveva dei problemi con un prodotto che stavano cercando di promuovere. Avevano segmentato le loro liste e creato una sequenza di 3 email per promuovere il loro nuovo prodotto. Tutte le email contenevano le stesse informazioni, e conducevano tutte alla stessa pagina. Il problema in questione è la ridondanza. Se hai intenzione di impostare una sequenza di email, spero davvero tu abbia una ragione per farlo. Le persone ricevono molte email. Inviarne troppe, con le stesse informazioni, sortirà il solo effetto di deludere i tuoi iscritti. Quando si cerca di promuovere un prodotto, se intendi utilizzare una sequenza di email, assicurati di trovare delle valide ragioni per inviarle. Ti stai concentrando su diversi argomenti di vendita? È il momento di arrivare al nocciolo? Se la prima email non ha dato i risultati sperati, in cosa posso perfezionare la prossima? Questa è anche un’ottima opportunità per conoscere meglio i tuoi iscritti. Avere diversi argomenti di vendita può darti un’idea riguardo a ciò cui sono più interessati i tuoi iscritti. Per esempio: se stai vendendo dei computer, potresti avere 3 diverse email che riguardano Giochi, Scuola o Lavoro. Questo ti aiuterà a segmentare più approfonditamente i tuoi iscritti, in modo tale da incrementare poi, il tuo tasso di coinvolgimento. Fornisci un processo d’acquisto fluido? È semplice per i tuoi iscritti comprendere ed acquistare il prodotto o il servizio che stai promovendo? Ho visto casi di compagnie con regole complicate o che semplicemente non permettono di acquistare in maniera facile e fluida. Riguardo a quest’ultimo caso, l’errore più comune cui mi capita di assistere, sta in una email che promuove qualcosa, ma la call to action scarica semplicemente l’iscritto sulla home page. È importante utilizzare delle landing page per mantenere il flusso di vendite. L’utilizzo delle landing page ti permette di focalizzarti sull’aspetto promozionale ed ottenere specifici feedback per perfezionare la tua prossima promozione. Se ti limiti a portare gli iscritti sulla tua home page, potrebbero distrarsi in altre aree del sito e scostarsi del tutto dal motivo per il quale vi erano giunti. Riguardo al fornire facili step da seguire per riscattare la promozione, assicurati di utilizzare i tuoi canali in maniera adeguata. Spesso le compagnie cercano di includere qualsiasi cosa nelle loro email. Ricorda, hai meno di 3 secondi da sfruttare per colpire il cliente con le email. La promozione deve farmi restare A BOCCA APERTA ed indurmi a cliccare la call to action. Una volta riuscito a portarmi sulla landing page, avrai più spazio per spiegarmi gli step da seguire ed i requisiti. Pensa alla tua email come la porta verso la promozione, non come la promozione stessa. Misurarsi. Qual è l’obiettivo? Per quest’ultimo punto, vorrei ricordare ad ogni promotore di valutare ciò che si fa. È facile perdersi nell’idea di inviare semplicemente email e spingere le persone su landing page. Se i tuoi risultati si concentrano semplicemente sul numero di vendite, non saprai mai perchè le tue vendite fanno su e giù...Se i tuoi sforzi di marketing implicano strategie su più canali, assicurati di prefissarti delle specifiche tappe ed obiettivi generici da raggiungere, che riguardino esclusivamente i tuoi sforzi via email, e, ovviamente, fai lo stesso per tutti gli altri mezzi coinvolti, ma assicurati di tenerli ben separati. Così facendo ti sarà più facile comprendere il vero valore dell’email marketing. Se l’obiettivo non viene raggiunto, le tappe dovrebbero aiutarti a capire come perfezionare la tua prossima campagna. Punti Salienti? Dividi e Conquista. Questi sono consigli che ogni promotore può seguire ed integrare nelle proprie strategie. Oggi, i clienti scoprono e si iscrivono a molti dei tuoi canali: Il tuo sito web, le email, i social, ecc. Assicurati di stabilire dei pecorsi chiari per ognuno di essi, valuta gradualmente e resta concentrato! Fare tutto insieme ti manderà solo al manicomio e scoraggerà te e il tuo team.


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What are good tests to do on my campaigns before I send to my subscribers?

Quali Test È Meglio Effettuare Sulla Mia Campagna Prima Di Inviarla?

Tecniche Email Marketing • settembre 19, 2016

Test come quello A/B possono risultare preziosissimi per gli email marketer. Ad ogni modo, il Test A/B costituisce un termine generale per indicare il testing di diversi elementi contenuti nelle email al fine di confrontarli e capire quale restituisce i risultati migliori. Ma ci sono molte cose che è possibile testare nelle email. Ecco alcuni ottimi test da poter effettuare prima di inviare la tua campagna email. Riga dell’oggetto Momento della giornata Test Posta in Arrivo Riga dell’Oggetto La riga dell’oggetto è molto importante. Non solo viene controllata dai filtri per verificare eventuale spam, ma serve a descrivere il contenuto dell’email ed induce l’iscritto ad aprirla. Quindi, formulare la riga dell’oggetto perfetta può risultare difficile. Effettuando un test A/B per testare i diversi oggetti ipotizzati, l’email che darà i migliori risultati verrà inviata alla maggior parte degli iscritti della tua lista, così da ottenere un ottimo tasso di apertura. Dunque quale apriresti, una email con “Aggiornamenti mensili Benchmark Email” oppure “Nuove Funzionalità e Aggiornamenti Benchmark Email”? Momento della giornata Una domanda che ci viene spesso fatta è: Quando inviare le email? Beh, questo dipende soprattutto dai tuoi contatti e le relative preferenze, informazioni utili posso essere il loro impiego e l’ubicazione della loro azienda. A seconda del contenuto, potrebbe essere conveniente inviare un’email di prima mattina, quando le persone controllano la posta relativa agli affari o al lavoro. Oppure inviare dei cataloghi a ora di pranzo o durante il pomeriggio, per un rapido sguardo alle offerte e qualche acquisto veloce. Dato che la scelta del momento giusto dipende prevalentemente dal tipo e dal contenuto delle email, effettua dei test relativi all’invio durante diverse ore del giorno, o persino in diversi giorni della settimana. In ogni caso, è molto importante prestare attenzione prima di iniziare a testare all’impazzata. Buona norma prevede che se stabilisci un invio quitidiano, settimanale, o annuale, devi sempre rimanere fedele a quel regime. Provare a trovare il momento migliore del giorno o della settimana, non ti impedisce di farlo. Test Posta in Arrivo Questo test è oggi molto inflazionato, ma ho pensato di doverne parlare perchè ci sono molti modi di effettuarlo. Alcuni di noi sono consapevoli che tutti i vari browser e software utilizzati per controllare la posta possono alterare l’email, per adattarle al meglio. Tuttavia ciò, a volte, causa dei problemi, in particolar modo nel caso di Microsoft Outlook, che utilizza il motore di elaborazione di Word per il rendering delle email. È molto importante investire del tempo a provare come le tue email potranno apparire almeno attraverso quelli che sono i client più comuni, come: Gmail Yahoo AOL Hotmail Outlook Questi sono i 5 client di posta elettronica più comunemente utilizzati. Possedendo un account per ognuno di essi, sarai in grado di coprire i domini pubblici di fondamentale considerazione. Un altro metodo per testare come appariranno le email è utilizzare lo strumento Inbox Checker di Benchmark Email. Questo strumento permette all’utente di testare l’email su qualsiasi sistema operativo, browser e client. Gli utenti possono anche effettuare sulle email una prova di tipo passa-non passa. La questione di fondo di questi test è: in quanto mittente, come si può megliorare il  coinvolgimento del cliente o ricevere maggior visiblità? Lo scopo della riga dell’oggetto è di catturare l’attenzione dell’iscritto. Ci sono inoltre momenti della giornata in cui sappiamo che gli utenti almeno sono svegli nel momento in cui ricevono le email. Infine, dobbiamo assicurarci che l’email abbiamo un buon aspetto per quell’utente in funzione del client che sta utilizzando. È impossibile testare e avere la certezza di tutte le email, ma proviamo decisamente a fare il meglio.


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Things to Check Before Clicking “Send Campaign”

Cose da controllare prima di cliccare il pulsante “invia”

Strategie Email Marketing • settembre 15, 2016

Di fretta. Precipitoso. Frenetico. Queste tre parole descrivono lo stato del moderno manager marketing, oberato da responsabilità e scadenze. È uno stato comune che dipende da dirigenti che si aspettano risultati e fanno promesse esagerate sulle aspettative, senza capire la quantità di dettaglio e pianificazione che va nel marketing. Ti ritrovi quindi con un team di marketing iperattivo che tende a fare degli errori. Alcuni di questi errori possono essere scovati e corretti—altri invece, non proprio. Dico sempre che il peggior errore che puoi fare è quello che le persone hanno visto. Questo è il motivo per cui, prima di cliccare “pubblica,” devi sempre prenderti il tempo di controllare due volte. Tuttavia, controllare due volte qualcosa come contenuto a stampa, un blog post, o un contenuto artistico è una cosa. In tale scenario, è meno probabile che tu compia multipli errori. Dove tendono ad esserci errori multipli o una più alta probabilità di sbagli è nella campagna email. Ci sono così tante parti di una campagna email che chiunque sia di fretta non può realisticamente investire la diligenza necessaria ad assicurarsi che tutto sia pronto all’invio. Questo è il motivo per cui è di aiuto avere delle schede di controllo per il marketing, inclusa questa lista di ciò che che devi controllare prima di cliccare il pulsante “invia”. Campo oggetto. Un errore comune che le persone compiono è confondere il campo oggetto con l’identificatore email che viene usato per scopi interni. Quando invii un’email di prova, assicurati di fare attenzione a come il campo oggetto appare al lettore. Teaser in alto. Alcune piattaforme email hanno un riga teaser in cima all’email che è diversa dalla linea oggetto. È veramente facile non farci caso, perché è letteralmente il dettaglio più piccolo dopo il piè di pagina dell’email. I link. Hai messo forse qualche hyperlink? Se sì, porta alla pagina giusta? Gli hyperlink devono anche essere disposti in modo da aprirsi in una nuova cartella, in modo che non conducano fuori dalla tua campagna email. Immagini. Innanzitutto, controlla la dimensione e la risoluzione per accertarti che le immagini non siano in conflitto con il layout o lo schema di base. In realtà, c’è solo un modo per controllare questo, ed è con un’email di prova. L’email di prova. OK, è stato menzionato già due volte, quindi dovresti sapere che devi mandare un’email di prova. Ma quando la invii, assicurati di controllare come appare sia sullo smartphone che sul desktop. A volte un errore compare solo sul layout mobile. Altre volte, è più facile vedere le cose sullo smartphone, a causa del modo in cui i nostri occhi leggono il contenuto quando è scritto con poche parole per riga.   Analytics. Ogni campagna email ha un’opzione per come vuoi controllare le analytics. Assicurati di averla attivata e impostata per raccogliere i dati che ti servono. Ogni piattaforma è diversa, ma siccome questa è una serie di opzioni che puoi selezionare, viene spesso ignorata a favore del produrre la campagna stessa. Ma ciò è importante, quindi, non trascurarlo. La Call to Action. Ogni campagna deve avere uno scopo chiaro. In altre parole, cosa vuoi che le persone facciano con l’informazione che presenti loro? Assicurati, che la Call to Action sia assolutamente chiaro. Più spesso di quando non credi, non esiste nemmeno.


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Going Global

Oltre Gli Orizzonti Con Benchmark

Corporate Benchmark Email • settembre 14, 2016

Ho deciso di scrivere un blog mensile sulla storia della nostra compagnia e sulle sfide e i vantaggi nell’avere uffici internazionali. Questa idea è venuta fuori durante i meeting con i nostri Leader. Gli altri membri del gruppo stavano raccontando di come avevano imparato delle cose di notevole utilità per migliorare il proprio lavoro consultando i blog di altre compagnie, e di come hanno superato ogni sfida. Possiamo perfezionarci apprendendo nuovi concetti e facendo uso di strumenti di cui non avremmo mai sentito parlare, se non attraverso questi blog. Spero che i lettori dei miei post possano raccogliere qualche spunto che sia d’aiuto per il successo dei loro affari, specialmente se intendono crescere sotto il profilo internazionale. Com’è nato Benchmark? Nel 2003-2004 ero appena uscito dal settore dei servizi finanziari ed in cerca di nuove sfide. Nei 10 anni precedenti all’arrivo di Benchmark, avevo avviato un paio di compagnie diverse, per lo più incentrate su desktop publishing e stampa. Avevo un discreto successo in tali settori, ma stavo rapidamente perdendo interesse e avevo intenzione di buttarmi nelle opportunità e tecnologie che in quegli anni erano in via di sviluppo. Dopo qualche mese di ricerca, sogni ed esperimenti ho optato per il settore di email marketing e registrato il dominio benchmarkemail.com. Mi piaceva il nome Benchmark per ovvi motivi. Sognavo un prodotto che costituisse lo standard nel settore industriale. Il sostegno, il punto di riferimento, attraverso il quale i nostri clienti valutassero l’email marketing. In più, sono un tipo molto competitivo, quindi il nome calzava a pennello con la mia indole...dunque decisi per benchmarkemail.com Ecco a quel punto presentarsi la sfida nel realizzare questo servizio (a quei tempi neanche lo definivo un servizio...per me era più un sito con forti strumenti e funzionalità) di email marketing. Dove potrei ingaggiare designer e programmatori? Da dove arriverebbe il denaro? Dovrei coinvolgere la mia famiglia e i miei amici, o forse un investitore formale? Decisi di farmi carico dell’intera operazione. Esclusi l’ipotesi di un finanziatore esterno, in quanto preferivo andare avanti con i miei tempi e senza pressioni. Sia io che mia moglie, Denise, preferimmo non dover mai spiegare ad amici e famiglia, le ragioni per cui le cose talvolta non andavano per il verso giusto. Gli insuccessi, significavano solo perdita di tempo e denaro! L’obiettivo principale dell’azienda, era cercare di costituire il mio team oltreoceano, dal momento che sapevo che negli USA i costi sarebbero stati elevati. Scelsi l’India, come luogo in cui cercare persone di talento. C’erano un paio di ragioni per questo. Una, era l’alto livello tecnologico raggiunto dagli sviluppatori in quel Paese; l’altra aveva più a che fare con il fattore fiducia e moralità della cultura Hindu. Credo di essere stato in qualche modo, inconsciamente influenzato dal film Ghandi, con il grande Ben Kingsley. Sentivo che l’India era la scelta giusta. [caption id=\"attachment_1820\" align=\"aligncenter\" width=\"1024\"] Il cartello originale appeso fuori il nostro ufficio a Guargon, India.[/caption] [caption id=\"attachment_1822\" align=\"aligncenter\" width=\"1024\"] Durante il nostro primo viaggio di famiglia in India. Quale modo migliore di capire quanto sia potuta arrivare lontano la nostra compagnia se non quello di vedere quanto è piccolo mio figlio in questa foto?![/caption] Al tempo, aiutavo mia moglie con una piccola tipografia, e c’erano alcuni prodotti di desktop publishing che stavamo vendendo online. Questo ci ha permesso di guadagnare qualcosa mentre davamo a Benchmark una chance di crescere. Eravamo situati presso una struttura sanitaria (il nostro primo ufficio, era una stanza all’interno di uno studio) al fianco di dentisti, oculisti e podologi, ma l’affitto era conveniente e questo ci ha permesso di investire nel prodotto. Durante il primo anno di operatività, avevamo una sola persona per il supporto in India (Delhi), quattro sviluppatori (Mumbai) e poi c’ero io. Abbozzavo dei disegni ed elencavo dei concetti su un foglio a quadretti, facevo uno scan e inviavo tutto al nostro team a Mumbai. Questo è tutto! Molto spartano se paragonato agli standard odierni, ma allora era molto efficace. I miei orari lavorativi erano abbastanza lunghi. Una giornata intera in ufficio, poi di solito almeno 2-3 ore durante 3-5 notti, quando in India era giorno. A quei tempi ero un po’ più giovane e adoravo mettermi alla prova con questa nuova idea. Come puoi vedere, Benchmark è nata come una compagnia internazionale. Nei prossimi post, mi soffermerò maggiormente su questi primi cinque anni e sulle specifiche sfide ed i successi che abbiamo vissuto.


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Introduzione Ai Moduli Di Iscrizione Pop-Up

Strategie Email Marketing • settembre 13, 2016

Il tempismo è tutto. Per accrescere la tua lista contatti e vedere incrementare i tuoi iscritti di base, hai bisogno di raggiungere i potenziali iscritti nel momento in cui è più probabile che possano registrarsi. Usa quindi i moduli di iscrizione popup. Con il modulo di iscrizione popup, puoi attirare l’attenzione sulla tua registrazione, facendo sì che essa spunti esattamente al momento più opportuno. Gli usi di questa funzione sono numerosi. Mettiamo che tu abbia attirato dei potenziali clienti sul tuo sito attraverso una pubblicità PPC o tramite un annuncio sponsorizzato su Facebook. Li porti sulla tua homepage e gli dai il benvenuto tramite un modulo di iscrizione popup offrendo uno sconto sul loro primo acquisto. Hai portato a termine il tuo funnel di marketing! Forse possiedi un blog e ti piacerebbe che le persone si iscrivessero in modo tale da tornare a visitarlo. Puoi far sì che un modulo di iscrizione appaia non appena un lettore avrà scorso la pagina del tuo blog in una certa percentuale. Così facendo, li avrai già attirati e saranno entusiasti di iscriversi. Ecco le varie cose che puoi fare per ottenere il giusto tempismo/piazzamento Fai attenzione quando inserisci un modulo popup su una pagina di destinazione o una homepage. I nuovi visitatori non avranno ancora avuto l’opportunità di dare uno sguardo al tuo sito web, quindi non c’è molto da convincerli a lasciare il proprio indirizzo email...a meno che tu non abbia, in un primo momento, già fatto un ottimo lavoro per condurli lì o abbia realizzato un modulo di iscrizione impeccabile. Lascia che i moduli popup appaiano in fondo al post del blog o del tuo negozio eCommerce, cosicché i visitatori abbiano la possibilità di dargli uno sguardo. I moduli di iscrizione possono risultare un po’ invadenti, se non realizzati correttamente. Dare la possibilità ai visitatori di leggere ed acquistare un po’, può aiutare a far scorrere le cose in maniera naturale. Mantieniti sulla semplicità. Non devi far sì che i tuoi visitatori impieghino troppo tempo a compilare un modulo, o che vengano scoraggiati da uno complicato. Per ultimo, ma non meno importante, fai apparire i tuoi moduli popup solo ogni tanto! È invitante avere molteplici moduli popup per segmentare la tua lista e mirare ad una cerchia  di utenti, ma impostare un modulo popup ogni singolo minuto può risultare fastidioso. Con Benchmark Email, ecco come creare un modulo popup: 1.Accedi al tuo account Benchmark Email. 2.Vai alla voce Moduli di Iscrizione dalla sezione Contatti 3.Quindi fai click su Crea Modulo Iscrizione 4.Clicca su Modulo Iscrizione Popup 5.Dai un nome al tuo modulo e seleziona una lista 6.Personalizza il tuo modulo iscrizione a.Consiglio: Non dimenticare la Pagina Conferma! b. 7.Fai click su Salva in alto a destra quando hai finito 8.Quindi seleziona Pubblica per ottenere il codice del tuo modulo iscrizione Ecco come integrare un modulo iscrizione popup sul tuo sito web, blog, ecc. : Con un modulo popup, non hai bisogno di preoccuparti del posizionamento, quindi il livello di difficoltà è considerevolmente basso! Per prima cosa devi scoprire se la piattaforma del tuo sito permette input HTML o Javascript. Ti basterà dare una rapida occhiata alle FAQ del tuo provider o effettuare una chiamata di assistenza. Una volta capito dove posizionare il codice, devi semplicemente copiarlo e incollarlo dove vuoi. Dal momento che è un modulo popup, il posizionamento non è un problema. Se hai un webmaster o qualcuno che ti assiste con il tuo sito web, questi saprà meglio adoperare il codice. Sebbene per fare ciò non sia necessario un professionista, ma solo eseguire l’accesso, il tuo webmaster potrebbe aver bisogno di qualche suggerimento o input riguardo a come integrarlo al tuo specifico sito.


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Diversifying Email Personalities: The Weekly vs. The Digest

Diversificazione Delle Newsletter: Settimanale Vs. Periodica

Strategie Email Marketing • settembre 9, 2016

I grandi del marketing sostengono che ci vogliono sette incontri prima che un lead si converta a cliente. Discorso analogo per una campagna email: sono necessarie più interazioni con il lettore affinchè salga a bordo. “Salire a bordo” ha un diverso significato in questo contesto. Nel mondo dell’email marketing, vuol dire essere a conoscenza dell’esistenza del tuo brand ed impegnarsi volentieri a conoscerlo più a fondo, magari persino concedendogli fiducia per eventuali investimenti in futuro. Questa è la chiave. Devi far sì che le persone ti seguano, affinchè siano coinvolte in ciò che hai da dire. È così che ti costruisci un pubblico, il tuo brand, scateni il passaparola, e fai sì che le persone acquistino qualsiasi cosa tu stia cercando di vendere. La prossima sfida è l’approccio faccia a faccia con i tuoi lettori. Sarebbe bene che evitassi di comportarti come uno di quei fanatici promotori che inviano troppe campagne email. [Confessione: questa è una tattica MOLTO utilizzata tra i nuovi marketer che vendono servizi digitali o consulenze e detto molto francamente, è il modo più veloce per perdere iscritti. Diciamo la verità, nessuno è sempre così entusiasta e nessuno è talmente interessato al tuo prodotto. Aggiungici poi le pratiche poco raccomandabili messe in atto, come ad esempio usare una riga dell’ oggetto informale, così che la campagna sembri arrivare da un amico piuttosto che da un brand o una compagnia.] Quindi, la domanda è: come si può essere delle persone normali che inviano sani contenuti, che suscitano l’interesse degli iscritti, senza risultare fastidiosi? Facile. Diversifica le tue campagne email. Se invii già una campagna giornaliera, allora aggiungi un’ulteriore campagna settimanale. Se gestisci già una campagna settimanale, allora aggiungine una mensile o una raccolta trimestrale. La campagna email giornaliera può riguardare tutto ciò che accade in quel momento. Può trattarsi di offerte speciali solo per quel giorno o di call to action con un tempo di scadenza. Quella settimanale deve solo costituire un aggiornamento riguardo alle novità della settimana appena conclusa e di quella imminente. Deve essere priva di contenuti eccessivi, ed essere caratterizzata da elenchi puntati o da piccoli periodi scorrevoli e diretti che forniscono un quadro generale di ciò che proponi e ciò per cui le persone possano seguirti. La raccolta è un po’ più difficoltosa, e il modo di approcciarvisi non è tanto diverso da settore a settore. Deve essere vista come il risultato di una ricerca approfondita di tutto ciò che potrà suscitare l’interesse dei tuoi lettori. Pensa alla raccolta periodica come una rivista curata con ottimi contenuti, illustrati o sulla base di soli dati, che non avrai voglia di gettare via. Se hai intenzione di prendere in considerazione una di queste tre tipologie di email per il tuo sito, come strumento per attirare un maggior numero di lettori, allora la raccolta periodica è l’ideale. Inoltre, ricorda che non tutti I lettori vengono raggiunti da ogni singola email, il che significa che è del tutto accettabile la ripetizione delle informazioni, fintanto che la copia viene resa in modo diverso. Se un utente legge nuovamente la stessa cosa, perchè è solito aprire ogni email, almeno avrà ricevuto la stessa informazione ma sotto una nuova forma. Interagire con i lettori attraverso informazioni ripetute non è un’idea terribile; ti assicura che il messaggio venga recepito.


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Perchè Abbiamo Bisogno Di Un Sistema Di Email Design

Servizi Benchmark Email • agosto 30, 2016

Fino a poco tempo fa, abbiamo avuto, a Benchmark, un solo team di design che si occupava di tutto. Ciò vuol dire che il gruppo cui era affidata l’ideazione e lo sviluppo dei prodotti e funzionalità, era lo stesso che si occupava del design per il reparto marketing e di creare e mantenere le linee guida per il nostro brand. Ricordo una volta in cui il nostro team stava ideando un’email per la promozione di una nuova funzione che stavamo per rilasciare. Non possedendo un sistema definito per lo stile delle nostre email e volendo comunque cercare una qualche forma di coerenza, passammo più di un’ora a cercare tra le nostre vecchie email, il corretto valore esadecimale di grigio che avevamo usato in precedenza. Era palese che avevamo un problema. In ogni caso, impegnarsi alla ricerca di una soluzione non ci è mai pesato fino a quando sei mesi fa abbiamo deciso di suddividere le responsabilità del nostro singolo team di design, per un team di marketing design appena formato. In passato, con un unico team di design, ideare i template delle email per la nostra società risultava complicato. Per ogni specifico scopo o necessità di ogni reparto, il nostro team si ritrovava a partire da zero. Se il settore marketing richiedeva un’email all’ultimo momento, non ci sarebbe stato tempo a sufficienza per idearne una di alcuna qualità. Come puoi immaginare, abbiamo sprecato del tempo nel cercare di mantenere una certa coerenza nel design senza possedere un apposito sistema standardizzato, e ci siamo spesso sentiti confusi e frustrati. Queste stesse incoerenze si andavano a moltiplicare per i nostri uffici internazionali, con email inviate in nove lingue diverse dagli uffici Benchmark in tutto il mondo. Con la scelta di avere un team di design pienamente dedicato al marketing, che si prendesse cura dei template delle email, abbiamo realizzato che andava messo in atto un sistema. Se così non fosse stato, la nostra esperienza fatta di frustrazioni, mancanza di tempestività, comunicazione del brand poco chiara, e di dover rielaborare le vecchie email in cerca di qualche forma di coerenza, sarebbe non solo andata avanti, ma si sarebbe anche amplificato. Partendo da queste problematiche, abbiamo voluto ideare un sistema di design modulare che ci aiutasse a risolvere i nostri problemi di incoerenza e mancanza di tempestività. Abbiamo fatto l’inventario di tutte le email inviate lo scorso anno dai nostri team Benchmark, incluse quelle provenienti dai nostri uffici internazionali, e le abbiamo ordinate per lingua e obiettivo, per capire quali necessità ogni ufficio doveva affrontare e che tipo di email ogni ufficio inviava. Alcune regioni si concentravano maggiormente sull’educazione, mentre altre si focalizzavano più su eventi e partnership. Le necessità nel marketing variano di zona in zona. È importante ideare delle soluzioni che tengano conto di tutti i nostri uffici, e non dare per scontato che le necessità di una singola zona siano le stesse altrove. Abbiamo preso appunti su tutte queste email, per darci un’idea su cosa ci servisse, ad esempio le newsletter settimanali e mensili, promozioni, inviti ai webinar, annunci di nuovi strumenti, email automatiche, ed anche quelle inviate personalmente dai proprietari dell’azienda. Poi, abbiamo studiato la struttura di ognuna di queste email secondo i contenuti. Abbiamo così scoperto che adottavamo differenti stili per gli header, blocchi contenuto, social media, pulsanti, recapiti e immagini, solo per citare alcuni. Una volta documentato tutto, siamo stati capaci di scegliere degli stili comuni, tenendo in considerazione il nostro attuale branding, le esigenze di ogni lingua, stili per i telefoni cellulari, leggibilità ed estetica. Abbiamo setacciato tutto il nostro operato fino a quel momento per creare uno standard adatto sia ai nostri clienti sia ai nostri canoni estetici. Un’altra cosa di cui ci siamo occupati è stata quella di trovare una strategia di immagini, perché queste possono cambiare drasticamente l’aspetto di una email. Per mantenere coerenza, abbiamo creato un documento di linee guida da passare ai team di design e marketing, colaborando con quest’ultimo per assicurarci che eravamo tutti uniti e sulla stessa retta via. L’ultima sfida è stata quella di istruire tutti a saper utilizzare il nuovo sistema. Ce l’abbiamo fatta con poco sforzo, usando la nostra stessa piattaforma di email marketing. Per il team di design è stato creato un account Master, e sfruttando la funzione di Condivisione con i Sub-account, ogni regione ha il materiale su cui elaborare i propri contenuti in tempi brevissimi. Ora avendo tutti sotto un account, tutti hanno accesso ai template e questo ci permette di mantenere quella coerenza nel design che cercavamo da tanto di ottenere. Ho imparato che è più facile pensare a ogni cosa nella sua globalità e creare e gestire un sistema unico per tutti, invece di disegnare secondo ogni necessità individuale. Il segreto, ad ogni modo, non è quello di creare qualcosa e poi dimenticarsene, ma è quello di studiarlo per apportare delle modifiche e creare dei documenti da aggiornare per mantenere standard e coerenza. Questo ancora non ci è chiaro come svilupparlo, ma è un processo in continua evoluzione. Abbiamo sempre usato il nostro editor per creare le email per rendere più facile e gestire i contenuti per i nostri manager internazionali. Idealmente, avremmo preferito crearle con il codice per avere più controllo e per aggiornare i nostri standard più velocemente. Per adesso, usare il nostro email designer è stato più semplice e ci da l’opportunità di lavorare con il nostro prodotto. Queste informazioni sono molto utili e spero di averti dato un’accurata soluzione prima di esserti imbarcato in un progetto del genere. Per noi ha fatto davvero la differenza. È stato un po’ faticoso e ci è voluto molto tempo per trovarla. Ho ritenuto importante condividere il nostro processo con voi, perché questa soluzione possa essere di vostro aiuto.


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Punta Su Lean o Lascia Perdere

Il Progetto Lean • agosto 30, 2016

Circa 4 mesi fa, svolgevo  il mio allenamento mattutino in palestra sul tapis roulant, una cosa che detesto. A differenza di mio marito Curt, che è un tipo atletico, in forma e competitivo, io non lo sono affatto e vedo l’esercizio fisico come un sacrificio necessario (spero, un giorno, di essere sufficientemente in salute per festeggiare il mio 90esimo compleanno, come abbiamo appena fatto per mio padre). [caption id=\"\" align=\"alignnone\" width=\"1199\"] La nostra famiglia ha viaggiato in lungo e in largo per festeggiare il 90esimo compleanno di mio padre Frank.[/caption] L’unico modo per farcela durante questi 45 minuti di agonia è avere una distrazione interessante, così guardo una serie di video incentrati sul business e sullo sviluppo personale, marciando al livello 5 d’inclinazione. Una mattina di queste, quattro mesi fa, ho guardato un video di presentazione del Growth Institute, di Paul Akers, intitolato 2-Second-Lean. Ero assolutamente sbalordita dalla semplicità di ciò che aveva da dire. Lean, di cui Toyota è stato un precursore, significa semplicemente: eliminare gli sprechi e focalizzarsi su un continuo perfezionamento. 2-Second-Lean è un metodo secondo cui, ancor più semplicemente, ogni membro di un gruppo deve impegnarsi in un miglioramento quotidiano di 2 secondi. Citando le parole di Paul: “Datemi un solo miglioramento di 2 secondi al giorno. Solo questo. Solo questo vi chiedo. Un miglioramento di 2 secondi. Non esiste una persona sulla Terra che non sia capace di migliorare qualcosa di 2 secondi\" Lungo la strada verso casa, ho detto a Curt che avevo appena guardato il video più incredibile in assoluto, e che doveva assolutamente vederlo anche lui. Dopo aver dovuto seriamente insistere, sono riuscita a convincerlo a guardarlo con me a pranzo. Era molto preso, e credetemi, non è un tipo che si lascia trasportare molto facilmente. Il prossimo passo era quello di condividere il video al nostro meeting settimanale con i Leader della nostrà società. Anche il team di Leadership apprezzò molto ciò che Paul aveva da dire, e sosteneva che Benchmark avrebbe potuto trarre beneficio dall’implemenentazione del pensiero Lean. In ogni caso, dovevamo ancora ottenere l’approvazione da un ulteriore gruppo molto importante, e cioè i nostri Manager Internazionali. Dovevamo assicurarci che il concetto Lean si rivelasse efficace attraverso nove lingue, nove uffici e varie culture. Abbiamo mostrato il video di 2-Second-Lean durante il nostro Meeting Internazionale con i manager che si svolge a metà anno nei nostri uffici della sede centrale di Los Alamitos, ottenendo una nettissima approvazione da tutti loro. [embed]https://youtu.be/hlYvmkYvA8A[/embed] Ho letto il libro di Paul, 2-Second-Lean, e anche questo l’ho mostrato al team di Leadership. Più ne parlavamo, più ci sentivamo sicuri e pronti ad avventurarci nel percorso di Lean, a Benchmark. Questo post, è il primo di una nuova serie che racconterà questo procedimento. Condividerò i successi e le sfide con l’obiettivo di aiutare qualsiasi organizzazione che voglia adottare il pensiero Lean, che siano società SaaS come la nostra, no-profit o una persona in start-up . Una volta un amico definì il mio motto come: “Punta in alto o lascia perdere”. Sembra sia arrivato il momento di un nuovo slogan!


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How to Reach Out To Unsubscribers Without Sounding Like a Sad Ex

Come Comunicare con i Disiscritti Senza Sembrare Un Triste Ex

Strategie Email Marketing • agosto 29, 2016

Senza dubbio, la più triste sensazione al mondo è notare che qualcuno ha annullato la propria iscrizione alla tua newsletter. Prima di iniziare a personalizzare le campagne email, mi accadeva con quasi ognuna di esse. Il primo passo è capire una cosa ovvia. Ciò che dovrebbe essere ovvio è non aspettare che passino molti mesi dall’arrivo di un nuovo iscritto, prima di inviargli effettivamente qualcosa. A quel punto, non si ricorderebbe neanche più di te. Il segreto sta nell’adescare nuovi iscritti e far sì che essi siano interessati alle tue comunicazioni. Il passo successivo è fare uno sforzo e mettersi in contatto con loro. E questo è ciò che ho fatto: L’ultima volta che ho ricevuto l’annullamento di un’iscrizione, ho contattato il ragazzo (avevo già il suo indirizzo) con una rapida sollecitazione, dicendo di essere dispiaciuta per averlo visto andar via, e chiedendogli se ciò fosse accaduto perché il contenuto non rispettava le sue aspettative. Ecco perché questo è un approccio semplice e di successo: Ci è voluto appena un secondo per far sì che si creasse un’interazione personale che mi permettesse di andare oltre il marketing via email, rendendomi ai suoi occhi più reale e forse persino sfidandolo un po’ per l’avermi abbandonato. E così ho ottenuto informazioni preziose. Questo contatto neanche si era accorto di aver annullato l’iscrizione (il che mi ha indotto a pensare: a quante altre persone succede la stessa cosa? E inoltre, c’è un problema di posizionamento del pulsante di annullamento, che lo rende forse troppo facile?). Queste sono le domande cruciali che ti aiuteranno a tenere in piedi il tuo gioco di email. La seconda parte delle preziose informazioni che ho ottenuto, riguardava cosa egli pensava del brand. E il motivo per cui lo adorava. Siamo finiti ad intrattenere una piccola conversazione riguardo a come aveva scoperto il brand e cosa avesse trovato di valido, ed io credo che questo sia straordinario. Ciò amplia largamente la mia prospettiva, e mi aiuta ad evidenziare ciò che faccio nel modo giusto, in modo tale da continuare su quella strada. Il segreto per aprire un dialogo con i disiscritti èquello di non sembrare un triste e disperato ex. L’intenzione è solo quella di sollecitarli amichevolmente, appena una piccola esortazione e nient’altro. Forse rispondono, forse no. In ogni caso, hai fatto la tua parte e vai avanti. Sii casual, a cuor leggero e magari persino scherzoso. Daii modo alle persone di vedere cosa si perderebbero se ti abbandonassero e ciò vuol dire anche non legarsi troppo a loro. Ovviamente, dovrai dare anche l’opportunità, in quella prima email, di ritornare sui propri passi. Fornisci dunque un link in quell’esortazione iniziale, dato che potrebbero tornare indietro, ma senza necessariamente voler aprire un dialogo con te. Ma nella maggior parte dei casi, da quando ho iniziato a fare questo, le persone rispondono con un paio di messaggi, il che ti aiuta anche a comprendere maggiormente il tuo pubblico. In un contesto aziendale, questo è il tipo di lavoro più indicato per un responsabile della comunicazione, potenzialmente alle prese con delle piattaforme social.


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Introduzione al Nostro Nuovo Strumento Automazioni

Servizi Benchmark Email • agosto 26, 2016

Siamo lieti di presentarti il nostro ultimo strumento! Come utente Benchmark, avrai già familiarità con la nostra attuale funzione di Autorisponditore. Questo strumento ti permette di inviare una sequenza di email sulla base di 3 diversi trigger: ●     Iscrizione di un nuovo contatto ●     Ricorrenza di una data relativa ad un iscritto, come ad esempio il suo compleanno o un anniversario ●     Una data specifica relativa ad un iscritto Se non hai ancora testato questa funzione, l’utilizzo del criterio “Nuovo Iscritto” è uno dei processi automatici più funzionali ed essenziali. Invia automaticamente un flusso di email ai nuovi utenti in seguito alla loro iscrizione. L’Autorisponditore è un tipo di strumento automatico potente e determinante, che rimarrà nell’armamentario dei nostri utenti con un nuovo nome, “Automazione per Lista Contatti”. Questa funzione è, e sarà sempre gratuita. Imparare Ad Utilizzare il Nuovo Strumento Impegnandoci a fornire agli utenti più opzioni per l’automazione delle mail, abbiamo spostato gli strumenti di Autoresponder sotto la voce “Automazioni”. Esplorando la nuova sezione di automazione, noterai che la prima aggiunta si basa sull’interazione con l’email, ed è costituita da tre trigger: Il destinatario apre l’email Il destinatario clicca qualsiasi link dell’email Il destinatario clicca uno specifico link Diamo uno sguardo a come potremmo utilizzare alcuni di questi trigger per segmentare gli iscritti. Ad esempio, se possedessi un’azienda nel settore nautico, potresti impostare un’automazione per segmentare gli utenti in due gruppi: quello degli interessati alle barche a vela, e quello degli interessati alle barche a motore. Una volta suddivisi nei due gruppi, gli iscritti potranno ricevere automaticamente contenuti accurati, sulla base dei propri interessi. A tale scopo, per prima cosa invierei un’email il cui contenuto includa informazioni relative a entrambe le tipologie di barca. Ovvero cose come ad esempio: manuali d’uso, un articolo dettagliato, statistiche evinte da ricerche, o uno sconto su un prodotto. Ad ogni contenuto delle email, legherei una URL per indirizzare i miei iscritti. Sceglierei quindi il trigger “Il destinatario clicca uno specifico link” per avviare due processi automatici: uno per inviare le email agli utenti interessati alle barche a vela, e l’altro per inviarle a quelli interessati alle barche a motore. Per iniziare ad inviare contenuti su misura per ogni gruppo, andrei a selezionare l’email che ho inviato originariamente, e l’URL relativo allo specifico gruppo. La funzione provvederebbe poi ad inviare l’apposito contenuto ad ogni componente delle due liste. Qualcosa di più semplice? Ecco un altro esempio di utilizzo del trigger “Il destinatario apre l’email”. Mettiamo che io abbia una clientela di base e voglia che i miei iscritti maggiormente coinvolti comprino attraverso una promozione. Dal menu a tendina, posso selezionare una delle recenti campagne comunicate a tutti i miei iscritti. Il trigger prima selezionato, d’ora in poi invierà le email da me impostate per essere ricevute solo dagli iscritti che hanno seguito la campagna precedente. È utile notare che anche il nostro strumento di Campagne Mirate possiede la capacità di segmentare gli iscritti. La differenza sta nel fatto che vengono salvati in liste, piuttosto che aggiunti a gruppi di email automatiche. Siamo abbastanza entusiasti riguardo alle nostre nuove funzioni di automatizzazione in arrivo, e non vediamo l’ora di condividerle con te quest’anno! Fino ad allora, speriamo tu possa goderti il nostro ultimo aggiornamento, con l’intenzione di vedere come verrà utilizzato.


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La Nostra Esperienza al Web Marketing Festival

Tecniche Email Marketing • luglio 27, 2016

Questo mese Benchmark Email ha partecipato al Web Marketing Festival e voglio raccontarvi cosa ha significato per noi, dal mio punto di vista. L’aria che si respirava al Palacongressi di Rimini era differente rispetto a tutti gli altri eventi e fiere, dove in genere si vedono flotte di persone passare tra le viuzze degli stand cercando di capire a cosa sono interessati, con lo sguardo un po’ interrogatorio sui servizi che offre una azienda o un’altra. Al Web Marketing Festival, le persone erano tutte sorridenti, tanti giovani che si avvicinavano o che erano entrati da qualche anno nel mondo del digitale e tanti CEO entusiasti di essere lì a scoprire le novità che il Festival era lì ad offrire. Trampolieri, dj, rock band erano tutti lì ad allietare un momento di apprendimento e di ricerca di opportunità, ed è per questo che il Festival è ben riuscito. Abbinare il lavoro al divertimento è la chiave. Ciò che più mi ha fatto riflettere è come il web marketing abbia creato un settore di attività molto speciale per i giovani d’oggi. Sì, perchè nel marketing digitale c’è spazio per tutti: dai più creativi con idee su nuove strategie, nuovi design e nuovi progetti di startup, ai più amanti di numeri, statistiche e dati. Noi eravamo lì e condividevamo la gioia del nostro e del loro lavoro, dei loro successi e a volte insuccessi e siamo orgogliosi di poter dire che abbiamo conosciuto tante persone fantastiche con le quali ora siamo in contatto, anche solo per scambiare un saluto e augurarsi una buona giornata. Con altri abbiamo intrapreso dei progetti di lavoro importanti, ad altri abbiamo sgomberato la strada dagli ostacoli che avevano incontrato nell’ email marketing, alcuni clienti che sono passati a salutarci e a conoscerci di persona. E con i più audaci… ci siamo divertiti con un Photo Contest che abbiamo lanciato durante il Festival! Ecco qui gli scatti dei nostri partecipanti ed il nostro vincitore più cliccato! Conclusione? Il Web Marketing Festival s’ha da rifare!


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Infografica: Uomini VS Donne

Strategie Email Marketing • luglio 25, 2016

Un contenuto mirato e rilevante è essenziale in tutti i settori del marketing, e con l’email marketing è ancora più facile arrivare alla giusta audience. Segmentare le liste è fondamentale per fare in modo che ogni persona percepisca ogni campagna email strettamente dedicata ai propri gusti ed esigenze. Una delle segmentazioni più facili da effettuare è proprio quella tra Uomini e Donne, per la quale non serve raccogliere molti dati, basta il nome. Per questo abbiamo preparato per voi una infografica che vi mostra le differenze comportamentali nei confronti degli acquisti online tra Uomini e Donne.


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Web Marketing Festival 2016… Benchmark Email, presente!

Strategie Email Marketing • luglio 5, 2016

Siamo pronti, mancano pochi giorni all’inizio dell’evento più atteso dagli appassionati e professionisti del settore del Marketing Digitale. Freelance, direttori marketing e amministratori delegati, studenti, blogger, agenzie, grandi aziende così come startup, giornalisti e organizzazioni no profit si riuniranno tutti per condividere momenti di apprendimento, innovazione e aggiornamento su temi quali email marketing, social advertising, mobile marketing, video marketing e tanto altro… e poi perché no, anche divertimento. Il Web Marketing Festival si svolgerà al Palacongressi di Rimini l’8 ed il 9 Luglio con 26 sale tematiche, più di 160 relatori italiani e internazionali e una sala plenaria. Tante sono le iniziative che presentano i ragazzi di GT Idea che hanno organizzato il Festival in tutti i suoi dettagli come ad esempio la Startup Competition, che vedrà sfidarsi 6 startup con un pitch di tre minuti o il Digital Job Match, durante il quale aziende e professionisti si incontreranno per conoscersi e far nascere nuove opportunità lavorative. Noi di Benchmark Email ci troveremo allo stand 31 e se volete riservare un incontro con il nostro staff per trattare un argomento di vostro interesse o conoscere più a fondo i nostri strumenti, potete farlo cliccando su Calendario Benchmark Email, atrimenti passate anche solo per un saluto, vi aspettiamo!


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