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Strategie Email Marketing - Tempo di lettura: 2 Minuti

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Bilancio dell’Anno: Gli Sviluppi più Importanti delle Email di Marketing del 2016

Bilancio dell’Anno: Gli Sviluppi più Importanti delle Email di Marketing del 2016

Strategie Email Marketing • dicembre 19, 2016

Questo è stato un anno rilevante per gli email marketer. È un anno che ha visto le piattaforme di email marketing crescere a dismisura. Dall’altro lato, abbiamo modi più dinamici per essere marketer e, allo stesso tempo, non abbiamo bisogno di così tanti fornelli in cucina per creare qualcosa che abbia un impatto e sia impressionante. Ti abbiamo già parlato dell’aggiornamento di Gmail per CSS che permettono alle tue campagne di essere più interattive. Ecco qui i due cambiamenti più importanti che hanno mutato il paesaggio dell’email marketing. Sono anche le due cose da cui puoi partire per dare subito un calcio al 2017. Sviluppo #1: Dimentica il “Salve a Tutti” Perché è importante: Diverse volte nel corso degli anni vi abbiamo consigliato di piantare in asso le mail di massa tutte in un istante e puntare sulla personalizzazione. Infatti, l’anno scorso ho parlato dei benefici delle liste email targettizzate, offrendovi quattro passi chiave per introdurvi alla materia. E, anni prima, raccomandavo di creare un profilo personalizzato per aiutarvi con quello che più tardi ha portato alla segmentazione. Tuttavia alcuni marketer stanno ora suggerendo ti piantare in asso completamente le campagne email di massa per nessun\'altra ragione eccetto che queste non colpiscono il cuore dell’individuo. C’è ora un nuovo nome a questo processo: iper-personalizzazione. Sul bisogno della personalizzazione, Business 2 Community’s Keval Padia scrive, “I destinatari delle Email sono ora interessati a messaggi che si riferiscano ai propri gusti personali, preferenze e si focalizzino su aree piuttosto che solo sul loro nome. La ragion d’essere di questa grande interazione. Quando sei capace di personalizzare, puoi connetterti meglio con il destinatario. Padia aggiunge, “Le email che smuovono l’interazione del destinatario immagazzinano già più coinvolgimento da parte dell’utente. Assicurando l’interazione dell’utente con la mail, i marketer possono assicurarsi un tasso di click molto più alto, traffico per il sito web corrispondente e conversione del lavoro.” Come si applica: Vi starete chiedendo: Come mettere in pratica tutto ciò? Comincia guardando da entrambe le estremità del telescopio in modo da poter parlare. Approfitta del fatto che siamo alla fine dell’anno. Guarda tutte le champagne che hai fatto quest’anno e inizia a cambiarle – il loro pubblico, i temi, ecc. Qui puoi trovare un’idea di quali sono le tue mancanze maggiori in termini di campagne e temi. In seguito dai uno sguardo alla tua lista di iscritti e vai sul profilo degli iscritti se non l\'hai ancora fatto. Ti garantisco che questo è quello che stanno facendo i tuoi concorrenti. Chiediti che tipi sono i tuoi iscritti; qual è il loro genere, il loro stile di vita, lavoro, i loro interessi? Se hai tempo, fai un’analisi più dettagliata dei loro interessi. Comincerai a vedere punti di intersezione che potevano non essere visibili prima. E alla fine di tutto, puoi iniziare a vedere quali campagne di mail possono essere personalizzate per ciascun gruppo. E anche se ora hai ancora email di massa che deve inviare, puoi inviarle basandoti niente di meno che sui fusi orari, assicurandoti che le tue campagne arrivino ad un orario opportuno per il destinatario. Gli addetti del settore prevedono che nei prossimi cinque anni, la personalizzazione sarà lo standard dell’industria. Quando chiedono, “Quale sarà il cambiamento più grande dell’email marketing nei prossimi cinque anni,” un sondaggio di Econsultancy ha mostrato che il 76% delle persone intervistate ha citato l’iper-personalizzazione come l’attributo chiave su cui ci si muoverà nei prossimi anni, mentre il 24% considerano ancora le mail rilevanti. Per i marketer, questo significa rafforzare il gioco di email nel 2017 e indossare le vesti della personalizzazione per trattenere e far crescere gli iscritti. Sviluppo #2: Gli Email Marketer Vogliono Anche una Grande Personalizzazione Perché è importante: L’iper-personalizzazione non è solo limitata agli iscritti. I clienti che usano i software di email marketing e le piattaforme si aspettano lo stesso dagli strumenti che usano. L’automazione del marketing si è evoluto dal design drag-and-drop che è ora un tratto comune della maggior parte delle piattaforme e si sta muovendo verso qualcosa di più avanzato. Il 2016 è l’anno in cui i marketer hanno iniziato a prendere coscienza di questa domanda che gli ha permesso di personalizzare di più. Ma sono anche divenuti coscienti che questo è un incredibile potenzialità di cui tenere traccia. Stanno ora indirizzando la loro attenzione verso qualcosa che possa aiutarli in questo senso. L’utente del marketing che capisce le email è qualcosa di più di una semplice campagna una tantum, sa che avranno bisogno di qualcosa che fungerà da guida in un ciclo di comunicazione. Ne abbiamo già parlato prima delle campagne a goccia o delle campagne automatizzate innescate da nuovi iscritti con un’iniziazione del carrello che non era è stata completata con l’acquisto. Ma nel passato queste automazioni richiedevano all’intelletto umano la fatica di tenerne traccia e seguirle. Non è stato automatizzato fino ad oggi. Come si applica: Poche piattaforme di email marketing hanno aumentato le proprie potenzialità. Benchmark è una di loro, sviluppando un sistema di automazione nel 2016. Chiamato Automazione Pro, al momento è nella fase beta dal 1 Dicembre 2016 al 31 Gennaio 2017. Pensa ad Automazione Pro come ad uno strumento che trasforma le tue goffe piattaforme di email marketing in un Transformer che può automatizzare e cambiare forma senza che tu debba manualmente cercare e riallineare le parti per trasformare la tua piattaforma di email in una nuova forma capace di fare qualcos’altro. Per esempio, se devi mandare una campagna di benvenuto ad un nuovo iscritto, rilasciare la campagna in un giorno speciale, devi scavare nel back-end, creare e mandare manualmente queste campagne. Automazione Pro – un piano di risposta che ha capito i più grandi cambiamenti dell’industria del 2016 – lo fa per te. Più significativamente, Automazione Pro anticipa anche dove i marketer del 2017 sono diretti. Il piano supporta una funzione di risposta “Automazione del Coinvolgimento” che manda automaticamente una email quando un iscritto manda una mail, clicca su un link specifico. Puoi scoprire di più su Automazione Pro a questo link.


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Come faccio a sapere se mando troppe email?

Come faccio a sapere se mando troppe email?

Tecniche Email Marketing • dicembre 9, 2016

La risposta a questa domanda è una questione di azioni che dicono più delle parole, ma potresti avere dei subscriber che ti dicono, \"smettila di mandare così tante email!\" È più facile quando te lo dicono, ma non capita spesso. Lo scenario più probabile è che i contatti scontenti nella tua lista clicchino il pulsante per disiscriversi, e tu non sentirai più parlare di loro. Quindi, come fai a saperlo? Un subscriber che decide di tirarsi fuori dalle tue campagne email non è solamente un\'indicazione che stai mandando troppo spesso. Forse il contenuto non li interessa più. Forse stanno solo cercando di ricevere meno email. Oppure, se non hai inviato abbastanza frequentemente, possono proprio essersi dimenticati di essersi iscritti con te. Capire quanto spesso puoi inviare, e se è diventato troppo spesso, è una questione di prova ed errore. Fa\' un test sulla frequenza dei tuoi invii. Come aumenti la frequenza degli invii, alla fine vedrai un aumento nelle dis-iscrizioni. Sono i tuoi subscriber che ti parlano attraverso le azioni. Fa\' attenzione, e alla fine troverai il punto giusto della frequenza. Questa, comunque, non è la fine della storia. Ad alcuni subscriber può andar bene di sentire da te più spesso. Ma, quando inizi ad aumentare la frequenza e i subscriber cominciano ad avviarsi verso l\'uscita, è possibile acciuffarli mentre si avviano verso la proverbiale porta. Con l\'utilizzo di un centro preferenze, quelli che stavano per uscire completamente possono decidere che una volta al mese è una quantità accettabile per ricevere tue notizie. O forse è una volta a trimestre, una volta alla settimana, o qualsiasi altro lasso di tempo che funzioni per te e per i tuoi subscriber. Dare loro la possibilità di stabilire la frequenza degli invii ti salverà alcuni subscriber… e forse ti informerà meglio su quanto spesso dovresti inviare in generale.


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L’arte dei video “come…” per le tue campagne di email marketing

L’arte dei video “come…” per le tue campagne di email marketing

Strategie Email Marketing • novembre 30, 2016

È un fatto comunemente risaputo che la gente a malapena legge ancora. Se vuoi ottenere l’attenzione di qualcuno, dovrai buttarci dentro delle immagini, avvolgere la cosa in un bel design, o presentare un video. Non c’è competizione su quale di queste forme abbia più potere quando si tratta di aumentare i follower, la conversione, o generare fedeltà al marchio: i video. Com’era una volta creare i video Quando debuttai nel marketing, gli smartphone non c’erano nemmeno. I video erano grosse produzioni maldestre che consumavano troppo tempo per eseguirli e rifinirli, e richiedevano delle conoscenze di base sull’illuminazione e la messa in scena. Devi sapere ancora come mettere in scena il tuo prodotto o persona, che è semplice, perché tutto ciò di cui hai bisogno è un’area pulita senza ingombri. Anche se è un posto creativo e celebrato con un sacco di arte (per esempio) o libri, non deve essere ingombro. L’altra questione è l’illuminazione. Assicurati che la luce cada direttamente sul prodotto o la persona. Tuttavia, la maggior parte delle app per editare i video hanno delle funzioni che editano il video facilmente. Inoltre, gli smartphone stessi sono di qualità molto più alta, riprendendo ciò di cui hai bisogno praticamente in maniera perfetta a meno che tu non stia riprendendo al buio. Il mito prevalente dei video di marketing La ragione per cui ti dico questo è che la paura della produzione o l’idea che tu abbia bisogno di qualche conoscenza speciale è un atteggiamento mentale debilitante che ti trattiene dal dedicarti ai video. Invece, c’è un’altra cosa che dovresti sfruttare, e questa è il concetto di Facebook Live. Facebook Live è una funzione di ripresa “live” che permette ai tuoi follower di vederti e coinvolgersi con te in tempo reale. La gente vuole vedere il tuo autentico sé. Quindi, afferra il tuo telefonino, impostalo sulla ripresa, ed esplora la roulette di queste idee vincenti. Azzecca i tuoi video “come…” La più popolare fra queste è il video “come…”. Questo tipo di video non ha bisogno di un approccio clinico. Non hai bisogno di procedere passo a passo per scomporre un argomento. Infatti, fare ciò è abbastanza noioso e va contro all’idea originaria di essere te stesso, in maniera organica. Quindi, se fornisci istruzioni passo a passo, mantieni un ritmo naturale nel video e mantieni i passi nel limite di tre o quattro punti chiave. Se sei nel settore vendite, un “come…” potrebbe anche essere semplicemente mostrare alla gente come abbinare i prodotti o cambiare le cose. Se questa è la strada che imbocchi, per favore non trattare la gente come se fosse stupida. La maggior parte di questi video sullo stile mostrano poco rispetto per l’audience aggiungendo musica melensa o mostrano cambiamenti semplicistici in una sola mossa, ma atteggiandosi come se avessero scoperto un nuovo elemento nella tavola periodica. Tieni onesta la cosa. Magari aggiungi la tua storia di come hai faticato con una transizione, o magari rimescola un po’ la storia. La maggior parte della gente che va in ufficio al lavoro è già in buona parte vestita. Ma che ne dire di coloro che lavorano da casa e non sono abituati ad investire un’ora nel prepararsi come la gente che lavora in ufficio investe regolarmente ogni mattina? Che tipo di video puoi mostrare loro? Che ne dici di un come prepararsi in quindici minuti e mostrare magari 3 o 5 pezzi diversi che possono usare per far sì che ciò accada? Puoi sempre sfruttare i video “come…” anche se non sei nelle vendite. I video “come..” sono ottimi inizi di conversazione. Possono essere usati per offrire guide che inviano ad una pagina di destinazione, un webinar che entri in un argomento in maggior dettaglio. I “come…” sono anche fantastici per affrontare argomenti difficili che richiedono una conversazione reale con le persone, specialmente dove non c’è sempre un’opportunità pronta per avere tale conversazione. I video “come…” ti permettono di creare una porta d’accesso a quella chiacchierata. E ancora, un’altra fantastica idea sul “come…” è risolvere un problema, specialmente quando inserisci il tuo marchio o servizi nell’equazione. Puoi fare vedere uno studio su come la tua compagnia ha superato una sfida, all’interno o per la campagna di un cliente, e invece di produrre un infografico complicato o scrivere il tuo studio noioso, puoi semplicemente parlarne. Avrai più occhi puntati su di questo, più gente nel tuo angolo, e sarà più facile da produrre, specialmente se non ti preoccupi di elaborarlo.


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Vendite e assistenza: abbiamo trovato il nostro uomo

Vendite e assistenza: abbiamo trovato il nostro uomo

Corporate Benchmark Email • novembre 28, 2016

Nei primi tempi, le domande sulla vendita e assistenza, e su chi le gestiva, necessitavano di una risposta. Sapevo che non sarebbe stato facile. Per fortuna, sono riuscito a trovare la persona giusta per il lavoro. L’assistenza, il primo anno, consisteva di email e supporto in chat. Virender era il nostro solo agente assistenza. Lo trovammo per caso, dopo aver provato con risultati miserabili alcune altre scelte. Possedeva le qualità che stavamo cercando, l’onestà, l’integrità, con una fortissima etica del lavoro e, certamente, le capacità comunicative che erano richieste. Si è rivelato essere una delle cose più intelligenti che avessimo mai fatto a Benchmark. Lavorava instancabilmente 12 ore al giorno, sei giorni a settimana, rispondendo a email e chat. Tutte le telefonate erano gestite in modo locale, ma alla fine gestì anche quelle. Nel 2006-2007, assistemmo ad ancora di più di tutto ciò. Alla fine, aprimmo un ufficio a Gurgaon. Di nuovo, volevo mantenerlo economico. Il nostro primo ufficio non aveva aria condizionata. Se sei mai stato nell’area di Delhi/Gurgaon, sai tutto sul caldo e sulla secchezza implacabili… finché non arrivano le tanto attese piogge, che hanno continuato ad arrivare sempre più tardi nell’anno e a durare sempre meno. Aggiungemmo l’aria condizionata in un tempo relativamente breve per mantenere la salute mentale e la pace. Tuttavia, ora dovemmo avere a che fare con interruzioni di corrente che duravano molte ore alla volta (qualche volta più di otto ore). Dopodiché, prendemmo un sistema di batterie di backup, ma poi le nostre batterie si consumavano. I ragazzi del nostro ufficio correvano giù a comprare carburante per riempire i nostri generatori, gestendo al tempo stesso le faccende quotidiane con tutte le altre esigenze del provare a far crescere e gestire un ufficio in India. Alla fine, naturalmente, ci siamo spostati ad una struttura più moderna e costosa, dove venivano fornite queste necessità di base. Un domanda che potresti chiedere è: come si svilupparono le vendite in India? Credo che nei primi 3-5 anni, non provammo nemmeno a vendere i nostri servizi in India, in quanto eravamo così concentrati sull’assistenza negli Stati Uniti. Inoltre, seguire le best practice di email marketing non era ampiamente diffuso in India. La verità è che non era ampiamente diffuso neanche negli Stati Uniti. Ma l’India fu un po’ più selvaggia in termini del compilare o acquistare liste, e dovemmo stare attenti. Da allora, sta andando molto meglio, ma dobbiamo ancora stare all’erta [caption id=\"attachment_3055\" align=\"aligncenter\" width=\"1024\"] Alcune delle questioni di assistenza sulla nuova tecnologia che dovemmo risolvere includevano come e se avremmo fornito supporto telefonico dall’India. Due problemi che affrontammo qui erano il[/caption] Il fatto che Virender fu la nostra sola persona di supporto per un po’ è una prova del suo duro lavoro e affidabilità. La differenza di fuso orario tra Delhi e la California varia tra le 12 e le 13 ore e mezza a seconda del Daylight Savings Time. Ciò causò molto stress a Virender, che in pratica lavorava dalle 6:00 di sera alle 6:00 di mattina, sei giorni alla settimana. Una faccenda non facile. Alla fine, abbiamo aggiunto più persone per aiutare Virender. Come menzionato prima, una delle ragioni per cui decidemmo di condurre assistenza e sviluppo dall’India fu il costo. Nel 2005-2009, potevamo assumere dei laureati che parlavano e scrivevano un buon inglese per $200-$400 al mese (wow!). Questi risparmi ci consentivano di aver un profitto fin dall’inizio. Alcune delle questioni di assistenza sulla nuova tecnologia che dovemmo risolvere includevano come e se avremmo fornito supporto telefonico dall’India. Due problemi che affrontammo qui erano il forte accento e il fare voice over attraverso l’IP, che all’epoca non era ben sviluppato. Ricevemmo delle lamentele, ma credo che furono bilanciate dalla professionalità ed estrema cortesia che i nostri rappresentanti fornirono ai clienti. Un cosa della cultura Hindu è che per le persone è un piacere fare un buon lavoro servendo i propri clienti, specialmente se sono occidentali. Nel mio prossimo blog, identificherò delle ulteriori sfide e parlerò dello spostamento ad una compagnia più globale.


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Trappole per Spam Honey Pot

Strategie Email Marketing • novembre 28, 2016

‘Trappola per spam Honey Pot’, un termine che probabilmente ti farà pensare a una tecnica per intrappolare gli spammer. È un sistema usato dagli Internet Service Providers (ISP) e dalle autorità anti-spamming per identificare e penalizzare gli spammer. Il cosiddetto ‘honey pot’ per uno spammer è, ovviamente, costituito da dettagli di contatto o, più precisamente, indirizzi email. Gli spammer si servono di software di raccolta per ottenere indirizzi email casuali dal web, utilizzati dagli utenti nei vari forum e siti. I database contenenti questi indirizzi email sono poi venduti a innocenti commercianti (quelli pigri), che sono in cerca di nuove possibilità per le loro campagne di email marketing. Infine, questi indirizzi email sono bombardati da email di marketing, che i clienti non hanno mai sottoscritto e che non reputano rilevanti. Perciò, la prossima volta che trovi la tua posta in arrivo piena di email promozionali, saprai di essere vittima di uno spamming. Persino le migliori offerte non serviranno a placare i clienti che ricevono spam nella loro posta in arrivo. Comunque, lo spamming colpirà il commerciante in maniera di gran lunga superiore rispetto al cliente. Le organizzazioni anti-spam, incessantemente impegnate nella lotta allo spamming, creano e diffondono indirizzi email per tutto il web in modo da essere raccolti dagli spammer e coglierli, così, con le mani nel sacco. Se invii un’email a questi indirizzi, non importa se sei d’accordo o no, sarai segnalato come spammer. Stai attento perché questi honey pot potrebbero lasciarti con l’amaro in bocca. Questa tecnica è chiamata “trappola per spam Honey Pot”. Progetto Honey Pot: Il Progetto Honey Pot è una brutta notizia per gli spammer. Gli spammer hanno deriso l’intero ciberspazio e celebrato il loro giorno di raccolta. Ciò colpiva l’industria dell’email marketing e le persone iniziavano a odiare queste email promozionali che, in realtà, sono ed erano il metodo più efficace per recapitare i tuoi messaggi di marketing. Matt Prince e i suoi combattenti anti-spam di Unspam sono entrati in scena con questo geniale network basato su web chiamato Honey Pot, per identificare gli spammer e gli spambot che utilizzano per raccogliere gli indirizzi dai siti web. Questo è il Progetto Honey Pot (PHP). Oggi il PHP è utilizzato da diversi governi e forze dell’ordine per combattere e ridurre lo spamming. Il software PHP installa indirizzi email sul tuo sito, associati in modo casuale all’ora e all’IP di un visitatore (anche se è un bot). Se questi indirizzi iniziano a ricevere messaggi, si tratterà chiaramente di un caso di spamming. Saremo anche in grado di tracciare il momento esatto in cui questi indirizzi sono stati raccolti e gli IP responsabili. Detto in parole povere, il PHP includerà indirizzi email sul tuo sito, invisibili all’occhio umano (display: nessuna regola di CSS), ma rintracciabili dai bot. Ogni indirizzo email invisibile è unico e indirizza lo spammer nella trappola per spam. Oggi il Progetto Honey Pot primeggia nella lotta contro gli spam. Infatti, ha persino diversificato i suoi sforzi per la difesa da diversi tipi di spamming. Il PHP ha intrapreso ulteriori iniziative in campo di prevenzione da spamming nei commenti e da attacchi a dizionario. Il Progetto Honey Pot ha, inoltre, promosso servizi che sfruttano i dati per permettere agli amministratori dei siti di tenere alla larga pericolosi robot del web. Le statistiche confermano l’efficacia dell’organizzazione nella lotta agli spam. Il Progetto Honey Pot finora: Statistiche del Progetto (a partire dall’11 giugno 2016) Tempo dalla Raccolta al Primo Spam Il più lento: 3 anni, 4 mesi, 2 settimane, 3 giorni, 21 ore, 1 minuti, 31 secondi Il più veloce: 1 secondo Media: 2 settimane, 5 giorni, 11 ore, 49 minuti, 41 secondi Traffico di Raccolta 1.55% dei visitatori dell’intero honey pot sono di raccolta Spam Inviati 951.9 messaggi in media agli indirizzi della trappola per spam 1,700,752 messaggi inviati alla trappola più mirata Server di Spam per la Raccolta 414.4 server di spam per la raccolta Monitoraggio 123,004,531 IP 228,934,209 trappole per spam Identificati 256,773 dispositivi di raccolta 375,028 motori di ricerca 106,406,578 server di spam 1,280,557 spammer di commenti 27,580,502 attacchi a dizionario 30,896 trasgressori 382,951 web hosting pericolosi Attivi (Questa Settimana) 3,116 dispositivi di raccolta 137,139 server di spam 5,149 spammer di commenti 34,760 attacchi a dizionario 111 trasgressori Ricevuti 2,839,586,684 messaggi spam unici 5,677,168 messaggi unici questa settimana Capacità di Monitoraggio 618,345,000,000 trappole per spam I 5 Paesi con le Maggiori Raccolte Cina (32.5%) Spagna (12.2%) Stati Uniti (8.7%) Romania (4.4%) Germania (3.2%) I 5 Paesi con Maggiore Invio Spam Cina (9.3%) Brasile (8.5%) Russia (6.8%) Stati Uniti (6.4%) India (6.0%) I 5 Paesi con Maggiori Attacchi a Dizionario India (10.9%) Brasile (8.4%) Russia (7.1%) Cina (6.2%) Vietnam (5.9%) I 5 Paesi con Maggiori Spamming nei Commenti Cina (31.2%) Stati Uniti (15.9%) Russia (10.0%) Ucraina (5.5%) Brasile (3.8 %) Sorgente: https://www.projecthoneypot.org/statistics.php Anche tu puoi partecipare agli sforzi nella lotta agli spam. Inserisci i tuoi dati sul sito del PHP, fornendo il consenso alle loro politiche e accordi. Questo è un procedimento necessario per iscrivere il tuo sito al Progetto Honey Pot. Più siti conterranno il software PHP, maggiore sarà l’efficacia della lotta agli spam. In sostanza, il PHP è uno sforzo collettivo di un gruppo di individui che collaborano per contrastare gli spam. Com’è possibile cadere nella lista spam di Honey Pot: È sempre raccomandato agli email marketer di utilizzare servizi come ProjectHoneyPot.org, Smart Network Data Services di Windows e lo strumento di Sender Score di Return Path per assicurare la pulizia della lista. Potresti ritrovarti accidentalmente incastrato in una trappola per spam nei seguenti casi: Stai riutilizzando un IP precedentemente inserito in una trappola per spam. Il tuo ISP non è riuscito a prevenire gli spam e a rispettare le migliori procedure per impedire lo spamming nel server email che condividi o di cui fai parte. In questi casi, si tratta di una lista della durata di 24 ore e puoi richiedere di essere reinserito nella lista bianca. Il tuo indirizzo IP è stato coinvolto nell’attività senza volerlo e senza il tuo consenso. I bot di spamming/malware sono in grado di infettare il sistema senza farsi scoprire dall’utente. Se il tuo è un caso differente dai sopracitati, devi controllare le tue procedure di email marketing perché, quasi sicuramente, sono state coinvolte nello spamming in maniera diretta o indiretta. Un honey pot è un sistema automatico e non ha nulla a che fare con te a livello personale. Dal momento che è possibile cadere inconsapevolmente in un elenco dell’honey pot durante le operazioni di email marketing, potrai affidarti ai seguenti rimedi: Puoi inviare una richiesta per inserire il tuo IP nella lista bianca. Il tuo indirizzo IP potrà essere reinserito nella lista bianca nel giro di 24 ore. Gli IP nella lista bianca saranno automaticamente eliminati dall’elenco in caso di attività dannose, successive alla data di inserimento nella lista bianca. Ciò provocherà un ritardo nella seguente richiesta di inserimento nella lista bianca. Rimuovi dalla tua lista tutti quegli indirizzi email che non hanno mai cliccato o aperto le tue email per un periodo di 6 mesi (è una misura preventiva che ti impedirà di cadere più volte nella stessa trappola) Se sei un email marketer da molto tempo, saprai che è proprio il canale del marketing a garantire il più alto livello di ROI rispetto agli altri canali digitali. Le email sono comunicazioni personali verso un cliente, esasperato dallo spamming. Per essere marketer responsabili, dovremmo preservare e sostenere il canale e partecipare alla lotta contro lo spam. Buona email marketing!


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Diversificazione Delle Newsletter: Settimanale Vs. Periodica

Diversificazione Delle Newsletter: Settimanale Vs. Periodica

Strategie Email Marketing • novembre 25, 2016

I grandi del marketing sostengono che ci vogliono sette incontri prima che un lead si converta a cliente. Discorso analogo per una campagna email: sono necessarie più interazioni con il lettore affinchè salga a bordo. “Salire a bordo” ha un diverso significato in questo contesto. Nel mondo dell’email marketing, vuol dire essere a conoscenza dell’esistenza del tuo brand ed impegnarsi volentieri a conoscerlo più a fondo, magari persino concedendogli fiducia per eventuali investimenti in futuro. Questa è la chiave. Devi far sì che le persone ti seguano, affinchè siano coinvolte in ciò che hai da dire. È così che ti costruisci un pubblico, il tuo brand, scateni il passaparola, e fai sì che le persone acquistino qualsiasi cosa tu stia cercando di vendere. La prossima sfida è l’approccio faccia a faccia con i tuoi lettori. Sarebbe bene che evitassi di comportarti come uno di quei fanatici promotori che inviano troppe campagne email. [Confessione: questa è una tattica MOLTO utilizzata tra i nuovi marketer che vendono servizi digitali o consulenze e detto molto francamente, è il modo più veloce per perdere iscritti. Diciamo la verità, nessuno è sempre così entusiasta e nessuno è talmente interessato al tuo prodotto. Aggiungici poi le pratiche poco raccomandabili messe in atto, come ad esempio usare una riga dell’ oggetto informale, così che la campagna sembri arrivare da un amico piuttosto che da un brand o una compagnia.] Quindi, la domanda è: come si può essere delle persone normali che inviano sani contenuti, che suscitano l’interesse degli iscritti, senza risultare fastidiosi? Facile. Diversifica le tue campagne email. Se invii già una campagna giornaliera, allora aggiungi un’ulteriore campagna settimanale. Se gestisci già una campagna settimanale, allora aggiungine una mensile o una raccolta trimestrale. La campagna email giornaliera può riguardare tutto ciò che accade in quel momento. Può trattarsi di offerte speciali solo per quel giorno o di call to action con un tempo di scadenza. Quella settimanale deve solo costituire un aggiornamento riguardo alle novità della settimana appena conclusa e di quella imminente. Deve essere priva di contenuti eccessivi, ed essere caratterizzata da elenchi puntati o da piccoli periodi scorrevoli e diretti che forniscono un quadro generale di ciò che proponi e ciò per cui le persone possano seguirti. La raccolta è un po’ più difficoltosa, e il modo di approcciarvisi non è tanto diverso da settore a settore. Deve essere vista come il risultato di una ricerca approfondita di tutto ciò che potrà suscitare l’interesse dei tuoi lettori. Pensa alla raccolta periodica come una rivista curata con ottimi contenuti, illustrati o sulla base di soli dati, che non avrai voglia di gettare via. Se hai intenzione di prendere in considerazione una di queste tre tipologie di email per il tuo sito, come strumento per attirare un maggior numero di lettori, allora la raccolta periodica è l’ideale. Inoltre, ricorda che non tutti I lettori vengono raggiunti da ogni singola email, il che significa che è del tutto accettabile la ripetizione delle informazioni, fintanto che la copia viene resa in modo diverso. Se un utente legge nuovamente la stessa cosa, perchè è solito aprire ogni email, almeno avrà ricevuto la stessa informazione ma sotto una nuova forma. Interagire con i lettori attraverso informazioni ripetute non è un’idea terribile; ti assicura che il messaggio venga recepito.


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Quanto spesso devo rivedere la mia strategia di marketing?

Quanto spesso devo rivedere la mia strategia di marketing?

Strategie Email Marketing • novembre 23, 2016

Molte aziende controllano il proprio lavoro di marketing su base mensile, quadrimestrale, biennale, o anche annuale. È una pratica normale, e potresti anche avere dei meeting programmati intorno a queste tempistiche, ma ci sono molti altri scenari che potrebbero spingerti a rivedere le tue strategie di email marketing. La stagione lo richiede Se sei un punto vendita e i tuoi affari sono influenzati dalle vacanze o dalle stagioni, è importante controllare i tuoi sforzi di marketing intorno a queste date. Suggerisco di creare delle date di apertura e chiusura per ciascun ciclo di marketing. Durante un ciclo, il tuo marketing funziona a pieno regime. Tra queste date dovresti cambiare le cose solo raramente. L’idea è quella di creare un piano, eseguirlo, e poi esaminare i risultati per apportare dei miglioramenti. Se provi a fare dei cambiamenti mentre il tuo piano viene eseguito, potrebbe essere difficile individuare che cosa ha fatto funzionare veramente il tuo piano. Sii paziente e prova a creare dei piani che puoi eseguire dall’inizio alla fine. Se sei nuovo all’email marketing, comincia con piccole campagne da una o due email e poi espanditi con altre quando hai preso la mano. Quando pianifichi una stagione, ti suggerisco di pianificare tutto almeno 1 o 3 mesi prima, a seconda della dimensione della tua compagnia e delle persone coinvolte. Le compagnie più grandi avranno bisogno di più tempo. Non suggerisco però di pianificare troppo in anticipo, perché la tua strategia deve essere il più attinente possibile. Quando rivedi una campagna dopo la chiusura di una stagione, è estremamente importante cercare dei miglioramenti da usare quando quella stagione ritorna, o delle modifiche da attuare sulla tua campagna della prossima stagione. Cambiamenti importanti all’interno della tua azienda Diciamo che hai appena aggiunto un nuovo prodotto o un servizio. È il momento perfetto per rivedere il tuo impegno di marketing. Vuoi assicurarti che questo nuovo prodotto o servizio riceva il risalto che si merita. Se ti trovi nel mezzo di un ciclo esistente mentre viene eseguito, magari puoi includere una singola email per annunciare l’ultima aggiunta e, dopo, pianificare come incorporare questo nuovo prodotto o servizio nella strategia di marketing in corso. Cambiamenti importanti al di fuori della tua azienda Per quanto riguarda il tuo settore, che cosa è cambiato al di fuori della tua azienda? È importante adattarsi rapidamente a questi cambiamenti per essere sempre in testa alla concorrenza. Alcuni cambiamenti potrebbero non riguardare direttamente le tue strategie di marketing, ma, se le riguardano, puoi ottenere un vantaggio enorme sui tuoi competitori. Per esempio, se sei un consulente web e sai che Google sta apportando dei cambiamenti ai suoi algoritmi, puoi preparare un’email introduttiva per informare i tuoi subscriber dei potenziali aggiornamenti di cui potrebbero aver bisogno sul loro sito per delle prassi e performance ottimali. Assicurarti di essere sempre aggiornato e al passo con gli sviluppi degli standard di settore darà ai tuoi subscriber la tranquillità dell’aver preso la decisione giusta a scegliere te per il servizio di cui hanno bisogno. La fine del ciclo di marketing Se non hai stagioni o vacanze da seguire, createle tu! Puoi creare dei cicli di marketing a breve e a lungo termine su cui condurre controlli. Questo è normale per provider di servizi, consulenti, e freelancer. Diciamo che hai appena condotto un webinar. Manderai delle email prima e dopo quel webinar, vero? Beh, prima di far partire il tuo prossimo webinar, assicurati di controllare le statistiche e la strategia complessiva per assicurarti di migliorare quanto più possibile. Una volta, mi sono iscritto ad alcuni webinar condotti dalla stessa azienda. Alla fine di ciascun webinar, avevano una serie di email programmate per essere spedite ai partecipanti. Per risparmiare tempo, ho visto che usavano la stessa sequenza, che va bene… ma avrebbero potuto sistemare i refusi e gli errori di battitura se avessero controllato completamente le campagne prima e dopo ciascun webinar. Invece, hanno fatto solo una campagna e l’hanno usata per tutte le loro serie webinar. È importante controllare quali miglioramenti generali possano essere attuati nel tuo messaggio e nei tuoi inviti ad agire, ma soprattutto, accertarsi che il contenuto e la grammatica siano corretti. Tutti possiamo fare degli errori, ma se fai lo stesso errore più volte, una dopo l’altra, dimostri scarsa attenzione per i tuoi subscriber. Quando crei la tua strategia di email marketing, a prescindere da quanto lungo sia sia il tuo ciclo di marketing, vuoi pianificare, eseguire, imparare, e aggiornare. È importante stabilire una strategia e avere la pazienza di rivedere i risultati. Se hai una campagna più lunga, prova a dividerla in sezioni stabilendo traguardi e obiettivi. In questo modo, non devi aspettare fino alla fine dell’intero ciclo per aggiornare o apportare modifiche alle tue email. Ho delineato qui alcune aree principali che puoi esaminare quando rivedi il tuo lavoro di email marketing: Processo di acquisizione Come si registrano le persone per cominciare a ricevere le tue email? Il processo di registrazione è chiaro e semplice da trovare? Se hai una pagina lunga, prova ad avere opzioni di registrazione in diverse aree, invece che solo in cima o in fondo. Il subscriber può capire rapidamente per cosa si sta registrando? Per esempio: Registrati per i nostri aggiornamenti blog mensili. Fa’ in modo che i tuoi subscriber sappiano cosa manderai loro, “aggiornamenti blog”. E quanto frequentemente, “mensili.” Il processo di registrazione è facile da seguire? Nessun passaggio complicato, solo i passaggi necessari. Chiedi informazioni sufficienti? Quali sono le informazioni di cui hai bisogno da parte dei tuoi subscriber per segmentare e organizzare meglio la tua lista? Troppe informazioni? Chiedere troppo potrebbe spaventare potenziali subscriber. Chiediti: di che informazioni hai bisogno per metterli nella lista o nel segmento giusti? Ricorda, puoi anche imparare dai tuoi subscriber in base a come si comportano, in seguito, per segmentare ulteriormente le loro preferenze. L’efficacia di ciascuna email e di ciascun passo Qual’è il tuo tasso di apertura? Questo sarà in stretta relazione al tuo campo oggetto. Se noti un tasso di apertura basso, prova a cambiare alcuni dei tuoi campi oggetto. Per email che presentano problemi, prova a creare dei test A/B per provare vari campi oggetto, in modo da includere il migliore. Qual’è il tuo tasso di coinvolgimento o di click? Assicurati che la tua email porti il messaggio che ha promesso e assicurati che i tuoi inviti ad agire siano ben visibili. Evita di avere troppi inviti diversi, ma sentiti libero di avere vari pulsanti che fanno riferimento allo stesso invito. Come sono le statistiche analitiche sulla tua pagina? Quando qualcuno clicca su un invito ad agire dall’email, è inviato alla pagina giusta? La pagina è in linea con il messaggio nell’email? Il subscriber può capire e navigare facilmente al passaggio successivo? Integrazione con altre strategie di marketing Come si integra l’email marketing con i tuoi altri canali di marketing? L’email marketing è uno dei canali di marketing più potenti che ci siano, ma se stai usando altri canali in parallelo, è importante sincronizzarli tutti per evitare di mandare lo stesso identico messaggio a tutti i canali contemporaneamente. È normale che tu abbia una sovrapposizione di persone che si registrano per le tue email e che ti seguono anche sugli altri canali. Scegli i punti forti e le prospettive a seconda del canale, e immagina che sia tu a ricevere tutti i tuoi messaggi… hanno senso? O sembrano un’esplosione ridondante? Hai un flusso facile? Come menzionato brevemente nel punto sopra, assicurati che i tuoi altri canali di marketing lavorino gli uni con gli altri. Registrati al tuo proprio flusso e mettiti in vari scenari. E se tu fossi sottoscritto solo alle email? Ricevi abbastanza informazioni? E se sei registrato a tutto? È troppo? Se non hai ancora segmentato bene le tue liste, fare questo esercizio ti aiuterà a organizzarti meglio in futuro. Spero che queste informazioni ti aiutino ad identificare quanto spesso dovresti controllare la tua strategia di email marketing. Se hai altri suggerimenti, ci piacerebbe sentirli nei commenti qui sotto!


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Gmail ha un aggiornamento design interattivo che cambia le regole del gioco

Gmail ha un aggiornamento design interattivo che cambia le regole del gioco

Strategie Email Marketing • novembre 21, 2016

Il mese scorso, Gmail ha presentato delle nuove caratteristiche email che includono caratteri, stili e accessibilità CSS, complete con un team di supporto per aiutare ad integrare gli utenti. Può sembrare molto linguaggio tecnico, ma la cosa da capire veramente è che Gmail ha aggiornato il suo sistema email ad un sistema che è più interattivo. Fatemi spiegare - e facciamolo tornando indietro nel tempo. Quando i social media raggiunsero l’apice, la gente pensò che l’email fosse morta. Non lo era. Con le piattaforme di social media alle stelle, questo fece sì che un utente si sentisse disconnesso, combattuto fra troppe piattaforme in lotta per la sua attenzione. Dirai che Facebook e Twitter dominano ancora, insieme ad Instagram, ma guardiamo a questo, super-rapidamente. Facebook si trova di fronte ad una controversia (persino ad un’insurrezione tra le sue stesse file) per censurare sempre più contenuti e profili. Twitter ha appena attraversato una serie di hack globali solo la settimana scorsa, i quali hanno limitato l’accesso degli utenti, e Instagram è solo una bella faccia per fotografie senza possibilità di contenuto serio. Questo lascia solo le email, che riaffiorano di nuovo in superficie sia per importanza che per applicabilità. La stessa cosa sta succedendo nuovamente con le app dello smartphone. Ci sono semplicemente troppe app mobili che stanno percorrendo la stessa strada dei social media. Ce ne può essere solo una - sembra - ed è, di nuovo, l’email. Infatti, l’email attraverso il cellulare è il metodo di comunicazione preferito, anche più dei portali email sul desktop. Dave Bailey di Medium definisce le email il durevole “cavallo nero”, proprio perché di fronte a metodi di uso tecnico che cambiano, l’email domina ancora. Cioè, possiedi la tua email (il che non si può dire per piattaforme di social media o app mobili). Bailey commenta anche sulle aumentate capacità interattive delle email, sottolineando, innanzitutto, il mito. MITO: “Siccome le email non hanno alcun JavaScript, il linguaggio di programmazione dietro alla maggior parte di interazioni web, tendiamo a pensare alle email come ad un canale univoco, di “sola lettura,” che va bene per condividere inviti all’azione che riportano la gente al tuo sito web.” REALTÀ: “Quello che molta gente non capisce è che CSS3 non permette interazioni di base, come cambiare tab, senza alcun JavaScript. Mark Robbins di ReberMail descrive una tecnica chiamata “Punch Card Coding” che utilizza il solo CSS per permettere agli utenti di cliccare pulsanti che cambiano ciò che vedono sullo schermo, essenzialmente con ogni permutazione come una “tab” diversa. Se questo ti sembra ancora completamente estraneo, guarda l’esempio che Bailey ha condiviso riguardo a come i dati sullo schermo e le immagini possano cambiare in tempo reale senza che i tuoi utenti debbano cliccare un pulsante ed essere reinviati ad un’altra pagina. Se consideri che ci sono 1 miliardo di utenti Gmail a febbraio 2016—e 90.7 milioni di essi usano l’app di Gmail—stai assistendo ad un modo di vendere che cambia completamente le regole del gioco.


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Cose da controllare prima di cliccare il pulsante “invia”

Cose da controllare prima di cliccare il pulsante “invia”

Strategie Email Marketing • novembre 21, 2016

Di fretta. Precipitoso. Frenetico. Queste tre parole descrivono lo stato del moderno manager marketing, oberato da responsabilità e scadenze. È uno stato comune che dipende da dirigenti che si aspettano risultati e fanno promesse esagerate sulle aspettative, senza capire la quantità di dettaglio e pianificazione che va nel marketing. Ti ritrovi quindi con un team di marketing iperattivo che tende a fare degli errori. Alcuni di questi errori possono essere scovati e corretti—altri invece, non proprio. Dico sempre che il peggior errore che puoi fare è quello che le persone hanno visto. Questo è il motivo per cui, prima di cliccare “pubblica,” devi sempre prenderti il tempo di controllare due volte. Tuttavia, controllare due volte qualcosa come contenuto a stampa, un blog post, o un contenuto artistico è una cosa. In tale scenario, è meno probabile che tu compia multipli errori. Dove tendono ad esserci errori multipli o una più alta probabilità di sbagli è nella campagna email. Ci sono così tante parti di una campagna email che chiunque sia di fretta non può realisticamente investire la diligenza necessaria ad assicurarsi che tutto sia pronto all’invio. Questo è il motivo per cui è di aiuto avere delle schede di controllo per il marketing, inclusa questa lista di ciò che che devi controllare prima di cliccare il pulsante “invia”. Campo oggetto. Un errore comune che le persone compiono è confondere il campo oggetto con l’identificatore email che viene usato per scopi interni. Quando invii un’email di prova, assicurati di fare attenzione a come il campo oggetto appare al lettore. Teaser in alto. Alcune piattaforme email hanno un riga teaser in cima all’email che è diversa dalla linea oggetto. È veramente facile non farci caso, perché è letteralmente il dettaglio più piccolo dopo il piè di pagina dell’email. I link. Hai messo forse qualche hyperlink? Se sì, porta alla pagina giusta? Gli hyperlink devono anche essere disposti in modo da aprirsi in una nuova cartella, in modo che non conducano fuori dalla tua campagna email. Immagini. Innanzitutto, controlla la dimensione e la risoluzione per accertarti che le immagini non siano in conflitto con il layout o lo schema di base. In realtà, c’è solo un modo per controllare questo, ed è con un’email di prova. L’email di prova. OK, è stato menzionato già due volte, quindi dovresti sapere che devi mandare un’email di prova. Ma quando la invii, assicurati di controllare come appare sia sullo smartphone che sul desktop. A volte un errore compare solo sul layout mobile. Altre volte, è più facile vedere le cose sullo smartphone, a causa del modo in cui i nostri occhi leggono il contenuto quando è scritto con poche parole per riga.   Analytics. Ogni campagna email ha un’opzione per come vuoi controllare le analytics. Assicurati di averla attivata e impostata per raccogliere i dati che ti servono. Ogni piattaforma è diversa, ma siccome questa è una serie di opzioni che puoi selezionare, viene spesso ignorata a favore del produrre la campagna stessa. Ma ciò è importante, quindi, non trascurarlo. La Call to Action. Ogni campagna deve avere uno scopo chiaro. In altre parole, cosa vuoi che le persone facciano con l’informazione che presenti loro? Assicurati, che la Call to Action sia assolutamente chiaro. Più spesso di quando non credi, non esiste nemmeno.


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Perché l’email di benvenuto è un momento importante per dire grazie

Perché l’email di benvenuto è un momento importante per dire grazie

Tecniche Email Marketing • novembre 17, 2016

Perché l’email di benvenuto è un momento importante per dire grazie La prima campagna email vera e propria non dovrebbe mai essere la prima impressione che dai ad un subscriber. Dopo tutto, perché si tratti di email marketing su base opt-in e non di spam, uno deve aver fatto richiesta di ricevere la tua campagna, o attraverso un modulo o in persona. Comunque sia, è la prima volta che uno si coinvolge e interagisce con una qualsiasi delle tue email. La forma più popolare di prima campagna è l’email di benvenuto, una campagna che può essere facilmente eseguita con delle automazioni. I subscriber sono l’ancora di salvezza dei tuoi sforzi di email marketing ed è importante farli sentire apprezzati. Quindi, ringrazia. Ecco come: Dillo La tua email di benvenuto è probabilmente una delle campagne email più aperte che invii. È quando la tua campagna è più fresca nella mente dei tuoi subscriber. Il soggetto dell’email può anche essere: Grazie per esserti sottoscritto. Dillo subito e spesso. Poi dillo di nuovo. Intendilo Costruire la propria lista è una missione di qualità sopra alla quantità. Hai bisogno di subscriber che vogliono sentire da parte tua. Quando si iscrivono, devi usare azioni, invece che parole, per dimostrare che li apprezzi. Questo può essere un coupon o un’offerta speciale per i tuoi subscriber. Da’ loro qualcosa di valore per essersi iscritti, fin dall’inizio. Continua a mostrarlo Di’ a tuoi subscriber cosa dovrebbero aspettarsi dalle campagne email future nella tua email di benvenuto. In questo modo, possono sentirsi apprezzati fin dall’inizio e continueranno ad aspettare con piacere di ricevere email da parte tua. Ciò ti ricompenserà con ciascuna apertura futura delle tue campagne email. Ti preparerai per il successo andando avanti, solo dicendo e mostrando quanto grato sei dall’inizio della tua campagna email.


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Come posso aumentare la mia Deliverability?

Come posso aumentare la mia Deliverability?

Tecniche Email Marketing • novembre 11, 2016

Quando ti registri per un servizio di email marketing, elimini molto del lato tecnico dell’inviare email ai tuoi subscriber. A prescindere dal servizio per cui ti registri, nessuno ti può garantire una consegna al 100%. Poiché esistono così tante variabili sia dal lato tecnico che da quello del mittente, una consegna al 100% è quasi impossibile. Quindi, una grossa domanda che viene quasi sempre chiesta è: come posso aumentare la mia consegna email? La consegna email è un processo difficile, che richiede molto controllo e sperimentazione da parte del mittente. Quando ti registri per un servizio come Benchmark Email, o servizi simili, i servizi stessi si prendono cura di alcuni degli aspetti tecnici dell’invio. Cose come il punteggio mittente, l’autenticazione, il feedback loop, e altro. Ci sono molte cose dalla parte del mittente che possono aumentare la consegna email. Controllare il tuo punteggio di invio è importante. Lo so che è ho già menzionato come i servizi controllino questo per te, e ciò resta vero. I servizi di base ti forniranno indirizzi IP che potrebbero essere condivisi con altri utenti dello stesso livello di servizio, e il punteggio è gestito dal servizio. Indirizzi IP dedicati, o mittenti che usano la propria tecnologia, dovrebbero controllarlo regolarmente. Puoi controllare la tua Reputazione Mittente con Return Path, che misura i punteggi sulla tua cronologia email. È fondamentale che la tua email funzioni bene per la tua reputazione mittente, il che ci porta al nostro prossimo argomento, cioè la tua lista. La tua lista contatti è la risorsa più importante nell’email marketing. Non conta solo quanti contatti hai, quel che conta veramente è il coinvolgimento dei tuoi contatti. Sappiamo che il tuo punteggio dipende dal fatto che le tue email funzionino bene, quindi ha senso partire dai subscriber. Avere dei contatti che respingono l’email costantemente o semplicemente non aprono le tue email è come un cancro per la tua lista. Dopo aver ripulito quei contatti, devi poi cominciare a filtrare i contatti in entrata che rimangano fermi. I metodi di doppio opt-in per i moduli di registrazione sono molto raccomandati, perché eliminano quei contatti che sono là solo per il concorso o per il premio. Dovresti anche inviare qualcosa ai tuoi contatti con regolarità, niente di più, niente di meno. Quindi, segmentare i tuoi contatti in subscriber quotidiani, settimanali, e mensili è importante. A proposito di segmentazione, dovresti anche segmentare a seconda di qualunque informazione tu abbia sui tuoi contatti. Per quegli utenti esperti che hanno le idee chiare su quel che stanno facendo e acquistano indirizzi IP dedicati, o persino usano la loro tecnologia interna per mandare email, questo suggerimento è per voi. Cioè, quando comprate o cominciate un nuovo indirizzo IP, è importante farlo riscaldare e aumentare gli invii gradualmente. Questo è un passaggio importante perché i nuovi indirizzi IP non hanno una reputazione. Proprio come per  correre, dovrai fare delle sessioni di pratica prima del giro vero e proprio. Fa’ partire le tue email ed effettua invii ai tuoi clienti lentamente, per costruirti una reputazione. Una volta che ti sei fatto una reputazione, puoi allora cominciare a inviare a tutta forza. Se cominci a ricevere respinte soft, devi rallentare: i server stanno respingendo le tue email perché sono troppo veloci. Questo può essere visto nel report Email Respinte. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è quello di utilizzare il Sender Policy Framework, anche descritto come pubblicare un protocollo SPF. In parole semplici, ciò che fa un protocollo SPF è dichiarare che un tale server di email o indirizzo IP invierà delle email da questo dominio. Ciò è di grande aiuto se usi un servizio per mandare le tue email. Alcuni servizi potrebbero non menzionarlo, mentre altri servizi lo richiedono. È difficile da completare perché coinvolge il tuo sito web e il server DNS. Facendo così, autorizzi i server del tuo servizio ad inviare a nome del tuo dominio, o da qualunque altro dominio su cui sia il tuo indirizzo email. Se hai difficoltà a pubblicare un protocollo SPF, parlane con il tuo webmaster o con il servizio di hosting del tuo sito web, come GoDaddy.


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Come posso usare l’Email Marketing per Promuovere i miei Webinar?

Come posso usare l’Email Marketing per Promuovere i miei Webinar?

Tecniche Email Marketing • novembre 9, 2016

Quando qualcuno si registra per uno dei tuoi webinar è importante mantenerlo coinvolto e interessato così che il giorno in questione sia qualcosa che aspetta con gioia. In altre parole, è molto importante come promuovi il tuo webinar. La gente tende ad iscriversi ad un webinar con settimane di anticipo, ma se ne dimentica quando arriva il momento. Le email di promemoria sono eccellenti, perché sono versatili e, meglio di tutto, le più vantaggiose economicamente. È cosa comune cominciare a promuovere il tuo webinar due settimane prima dell’evento. Quindi avrebbe senso mandare anche un promemoria una settimana prima, poi tre giorni prima. Ciò che abbiamo fatto qui a Benchmark è che a volte mandiamo i nostri promemoria il giorno stesso, e ciò ha mostrato un aumento del nostro tasso di partecipazione. Quel che é importante è tenere al corrente coloro che si sono registrati. Mandando loro degli aggiornamenti o anche delle informazioni su quel fichissimo invitato speciale che vi parteciperà. Qualcosa da includere in quelle email è anche il pulsante per aggiungere l’evento al loro calendario elettronico personale. Gmail di Google a volte può pescare l’evento da dentro l’email e metterlo automaticamente nel loro calendario Google.  Ma non tutti usano Google; a qualcun’altro piace usare calendari Microsoft o Mac. Aggiungere questo pulsante permette loro di impostare dei promemoria con un solo click. Altri potrebbero essere meno propensi ad aggiungerlo al proprio calendario manualmente. Ora, non abbiamo ancora finito. Dopo il webinar, è meglio ringraziare coloro che si sono registrati e fornire loro una registrazione del webinar da salvare e a cui fare riferimento. Le discussioni e interazioni che avvengono durante il webinar sono informazioni preziosissime, e dare loro un souvenir dà grande valore ai tuoi webinar futuri, sempre che tu mantenga questo standard. Ora abbiamo visto, praticamente dall’inizio alla fine, come dovrebbe essere una  promozione di email marketing per un webinar. Ricorda che se vuoi coinvolgere la tua audience, assicurati che abbia la possibilità tecnica di salvare la data, e tenerla in anticipazione dell’evento. Nessuno vuole condurre un webinar per una stanza vuota.


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Come posso integrare i social media con le mie email?

Come posso integrare i social media con le mie email?

Tecniche Email Marketing • novembre 9, 2016

Al giorno d’oggi, quando parliamo di marketing—digitale e fisico—sappiamo che il contenuto è un componente chiave per ottenere risultati che ci aiutino a raggiungere i nostri obiettivi. In termini di tattiche, sappiamo che l’email marketing ha un rendimento di $40 per ogni $1 investito e che i social media sono un’arma potente quando hai bisogno di far distribuire il tuo contenuto. Un’altra chiave per tale successo è avere un orientamento di Esperienza Cliente, che significa: creare un ambiente che permetta ai tuoi clienti, e a coloro che non lo sono, di avere la stessa esperienza ogni volta che entrano in contatto con il tuo marchio, a prescindere dal canale. Per ottenere questo, devi combinare diversi canali di comunicazione e media in una maniera efficace e creativa che massimizzi i tuoi risultati. Ma, come cominciare? 1. Definisci dove ti trovi Questo è l’anno 2016 (no, veramente!), a questo punto del gioco dovresti sapere che le tue campagne email dovrebbero contenere almeno dei link ai tuoi profili sui social e che dovrebbe esserci un’integrazione per far sì che le persone si si iscrivano alla tua newsletter dalla tua Facebook Fan Page. Se non stai facendo nessuna di queste cose, chiediti: dove vuoi cominciare? e cosa ti serve per proseguire? Alcune idee per farti partire dalle cose base potrebbero essere: inserisci le icone dei tuoi canali sui social media aggiungi un modulo iscrizioni sulla tua Facebook fan page definisci gli obiettivi di social media che le email ti possono aiutare a raggiungere, e viceversa definisci che parti di contenuto funzionano meglio su uno di questi canali 2. Il pulsante Facebook “mi piace”  integrato nelle tue email Invita i tuoi subscriber a cliccare il pulsante Facebook “mi piace” per il tuo contenuto, senza che debbano lasciare la tua campagna email. Questo rende loro più facile: condividere contenuti, riferirti a nuovi clienti potenziali, e persino iniziare dei concorsi sulla base del numero totale di “mi piace” e “condividi” per il contenuto che hai mandato loro. 3. Carica le tue liste a Linkedin, Facebook e Twitter Un metodo molto potente, non solo per entrare in contatto con i tuoi subscriber, ma anche per capirli e ottenere di più da loro, è caricare le tue liste su diversi canali di social media. Linkedin, Facebook, Twitter, e altri, ti permettono di caricare le tue liste email. E le possibilità di ciò che puoi ottenere sono infinite come la tua creatività, alcune idee che puoi provare: crea campagne pubblicità mirate a persone che sono già interessate al tuo marchio crea gruppi o liste di persone per mandare messaggi mirati e offerte speciali connettiti con i tuoi clienti e capisci il loro comportamento online, in modo da continuare a migliorare la loro Esperienza Cliente. 4. Integra le tue email con i tuoi canali social media Anche se ci sono integrazioni che twittano automaticamente o postano le tue email sui tuoi canali social quando le invii, ci sono modelli di integrazioni che prendono i tuoi ultimi post e dati dai tuoi profili sociali, rendendo più facile per i tuoi  follower aggiornarsi sulle tue attività di social media direttamente dalla loro casella di posta. Per concludere Quindi, ecco qua, che tu sia un marketer esperto o qualcuno che sta appena cominciando, dovresti sapere che le possibilità sono infinite, specialmente nel mondo digitale. Mi piacerebbe sentire le tue idee e come hai integrato i social e le email, o altre domande che potresti avere.


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Come portare traffico alla tua landing page per le tue iscrizioni email

Come portare traffico alla tua landing page per le tue iscrizioni email

Strategie Email Marketing • novembre 7, 2016

Adesso che hai progettato e scritto la landing page delle tue iscrizioni email, il passo successivo è scoprire come portare traffico a questa landing page. Questa è la parte facile. Partiremo con il luogo più ovvio: il tuo sito web. Vuoi una barra di cioccolata (grafico lungo rettangolare) piazzata sul tuo sito web, o in cima, o in mezzo al sito, o magari anche in fondo, dopo che il lettore ha finito di leggere il contenuto. Questo dovrebbe essere un bel grafico che cattura l’attenzione e rimane all’interno dello stile del tuo marchio. Se sei una piccola start-up, o una soluzione aziendale con un budget limitato, puoi adottare un approccio snello e usare un’app smartphone poco costosa, come OVER, per creare un bel grafico personalizzato con un’immagine a tua scelta e del testo personalizzabile. È davvero importante assicurarsi che la grafica sia accattivante, e non un tentativo amatoriale, o qualcosa che sembra spam o pubblicità. Se hai una grafica “call to action”, o dei banner vistosi in altri punti della tua pagina, questa è una grafica che dovrebbe abbinarsi in modo naturale a quello stile. Se scegli di mettere quella grafica in più punti nel tuo sito web, ecco cosa suggerisco. Mantieni una grafica collegata alla tua landing page in posti coerenti, come in fondo alla pagina, dopo che il contenuto è stato letto. Tuttavia, e specialmente se il tuo sito non è troppo carico di contenuto, dovresti mantenere un paio di opzioni alternative in cima alla tua pagina. Io scelgo la cima, il mezzo ed il fondo della pagina perché è dove cade l’occhio del lettore. Gli occhi cadono raramente a lato, che è il motivo per cui il design dei siti web si è evoluto. Non si vedono più dei siti web con molti pulsanti o grafici a lato, a meno che non siano pubblicità. Invece che piattaforme in stile blogger, vedi pagine chiare e semplici con call to action dirette. Meno è meglio, quindi mantieni il tutto pulito con grafica strategica che attirino la tua audience e la conducano a dove ti serve che sia. Ti raccomando anche di mettere dei link alla landing page sul sito web, a meno che tu non stia conducendo una campagna con un click-esca per vedere quale strategia funziona meglio. Le campagne con click-esca funzionano meglio per le vendite, ma se sei più focalizzato sull’audience ed i lettori, allora ti serve una landing page visibilmente collegata che sia presente ovunque, come un faro; è visibile e richiama l’attenzione. Altri posti da collegare alla tua landing page personalizzata includono la tua firma email. Una firma email è davvero un ottimo pezzo di proprietà immobiliare e viene spesso completamente dimenticata dalle persone. Ma tu rendila interessante. Se puoi mettere un link ad un grafico, usa un grafico. Tuttavia, non tutti possono visualizzare il grafico, specialmente se usano outlook. E se vuoi fare affidamento solo sul testo, allora fa qualcosa di più creativo che un “iscriviti alla newsletter.” Di nuovo, un linguaggio come questo è chiedere alla gente di fare qualcosa, e nessuno vuole interrompere ciò che sta facendo solo per farti un favore. Invece, proprio come la tua landing page è strutturata per creare il desiderio di restare connessi, anche il tuo testo con hyperlink deve creare un po’ di fermento che conduca la gente a cliccare. Fa’ una domanda, o un’affermazione—qualsiasi cosa tu faccia, rendila interessante. Oltre al tuo sito web e alla tua firma email, metti un link su tutte le piattaforme di social media. L’idea è massimizzare la visibilità, così da ottenere il massimo numero di persone ridirette alla tua pagina di atterraggio, il che non solo vende le tue campagne email, ma mette anche il luce un marchio competitivo.


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