Fusione tra Benchmark e Hatchbuck arrivano grandi novità!

Servizi Benchmark Email - Tempo di lettura: 2 Minuti

Fusione tra Benchmark e Hatchbuck arrivano grandi novità!

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Nuovo aggiornamento editor Drag & Drop

Nuovo aggiornamento editor Drag & Drop

Servizi Benchmark Email • gennaio 20, 2017

Ti abbiamo già introdotto al nostro percorso Lean che stiamo svolgendo qui in Benchmark. É il processo per eliminare lo spreco e migliorare continuamente. Nel 2017, il nostro obiettivo è di focalizzare questo processo sul nostro prodotto. Il primo di questi è il miglioramento del nostro editor Drag & Drop. Sarà più facile e più veloce che mai creare la tua prossima campagna email. Non temere, non abbiamo rimosso nessuno dei tuoi strumenti preferiti. Abbiamo semplicemente riorganizzato alcuni strumenti per migliorare il tuo flusso di lavoro. Navigazione Editor Per i nostri layouts, Blocchi e le tabs di Stile Globale, abbiamo sostituito le icone di navigazione con icone di testo. Un altro miglioramento per rendere le cose più semplici, facili da capire e molto più efficiente da usare. Il nostro UX team ha lavorato per con la mentalità da marketer e ci auguriamo che questi cambiamenti permetteranno a Benchmark di continuare ad essere la più semplice e migliore soluzione di marketing. Miglioramento dell’organizzazione del contenuto dei Blocchi Ogni blocco di contenimento adesso è stato diviso in due tabs: Impostazioni e Contenuto. La tabs di impostazione controlla tutte le opzioni esterne del blocco. Questo include colore dello sfondo, padding esterno, ed ogni altra cosa che è involucrata nel contenuto. La tab di contenuto riguarda tutto quello che è interno, o tutti i pezzi di questo contenitore e tutto ciò che lo riguarda. É la relazione di come gli elementi lavorano insieme nel tuo blocco. Per esempio, nel blocco Image Caption, dove l’immagine è a destra o sinistra del tuo testo verrà impostato nella tab di Contenuto. Aggiornamento della toolbar di modifica testo Abbiamo pulito la toolbar con un’occhio di riguardo per la forma e le funzioni e una migliore esperienza per i vari browser e dispositivi. Se stai utilizzando uno schermo piccolo la toolbar si dividerà in più menù. Questo ti permetterà di avere tutto a portata di mano grazie ad una toolbar più veloce e prestante.


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Tre Modi di Tornare Indietro e Suddividere le Tue Liste Email

Tre Modi di Tornare Indietro e Suddividere le Tue Liste Email

Strategie Email Marketing • gennaio 20, 2017

Uno dei motivi principali per cui le persone rimuovono l\'iscrizione dalle tue campagne email è dovuto all\'assenza di rilevanza. Chi si disiscrive viene spinto da una mancanza di contenuti mirati che fanno diventare insoddisfatti quelli che una volta erano degli iscritti felici e che ora vedono soltanto dello spam che non li riguarda. Il modo migliore di evitare degli iscritti scontenti è prevedere ciò che conta per loro. Per fare ciò, devi suddividere la tua lista di email. Idealmente, questa cosa va fatta nel momento in cui un tuo iscritto si unisce, ponendogli domande che creano un profilo adatto alla suddivisione. Tra le domande chiave da porre al momento, dovrebbero figurare nei seguenti punti: Età Sesso Località Attività Organizzazione Interessi [spuntare le caselle delle aree che riguardano la tua attività o organizzazione] Livello di istruzione Se non sei riuscito a porre queste domande durante l\'offset, allora c\'è ancora un modo per tornare indietro e creare liste suddivise personalizzate, specialmente se sei ancora agli inizi del gioco dell\'email marketing. Ci sono alcuni modi per farlo. Il primo modo (1) è di chiedere apertamente per mail ai tuoi iscritti di compilare un form con le domande chiave. Introduci questa email con il motivo per cui stai facendo questo proprio ora (in modo da poter creare contenuti personalizzati e far risultare loro tutto più rilevante). Unisci anche campagne email con gli altri nel giro di un paio di mesi così da aumentare la frequenza con cui quella email viene vista. Questa è una di quelle email amministrative, che chiedono a qualcuno di fare qualcosa - quindi dovrai dare una leggera spinta. Puoi anche collegare questo questionario di suddivisione sulle tue piattaforme social, incollando il link in alto sulla pagina su Facebook e Twitter. E puoi anche utilizzarlo nel tuo sito web, attraverso una pagina di benvenuto, un pop-up separato e con i banner del tuo sito. Ma poiché molta gente è impegnata e non è disposta a compilare un form solo perché glielo avete chiesto, è importante avere più di un approccio nel fare le cose. Il secondo modo (2) è quello di osservare i dati di cui disponi già per cominciare a suddividere almeno per sesso o per qualsiasi altra informazione hai per mano. Questo è il passo più semplice che inizia a farti pensare in termini di tipi di gruppo. E questo passo deve anche includere un cambio al tuo attuale form di iscrizione in modo che inizi a raccogliere dati con tutti i nuovi iscritti. Il terzo modo (3) è quello di vedere cosa puoi fare con i dati che hai già. Se la tua lista di email è abbastanza piccola o se hai qualche aiuto, invia un\'email personale a ciascun iscritto con le stesse informazioni presenti sulla campagna che hai appena avviato. Sarà molto più facile ottenere del feedback diretto in questo caso perché ti sei messo in contatto personalmente per creare una connessione. La terza opzione è la mia preferita perché ti avvicina al tuo pubblico e ti fa pensare in termini di diagramma di sovrapposizione di Venn. In altre parole, quali somiglianze noti? Cosa noti su ciò che prima non sapevi? Quanto differisce la realtà tra le cose che i tuoi iscritti vogliono e quelle che tu stai facendo attualmente? Per quanto divertente possa essere il terzo modo, è anche il più dispendioso in termini di tempo. Per velocizzare le cose, dividete i tre passi in elementi di azione basandovi su cosa può portarvi risultati più immediati. Secondo il mio punto di vista, questo significa lavorare a ritroso dal 3, al 2 e poi all\'1 La ragione per cui il numero 1 dovrebbe essere l\'ultimo è perché è probabile che sia il meno efficace nonostante sia il più rapido da impostare ed avviare. Ecco dove conta essere agili. L\'agilità non è soltanto risparmiare tempo, è massimizzare i risultati dei tuoi sforzi. Puoi prenderti cinque minuti per impostare la prima opzione ma se ti dà zero risultati e non continui questa campagna per i prossimi mesi, allora hai perso cinque minuti. Tuttavia, dar vita ad un dialogo e creare dei percorsi per i nuovi iscritti potrebbe richiedere più tempo, ma ti dà ciò che ti serve.


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Come dei buoni punti di contatto e un buon design dei dati può aiutarti con i tassi di apertura e click

Come dei buoni punti di contatto e un buon design dei dati può aiutarti con i tassi di apertura e click

Strategie Email Marketing • gennaio 20, 2017

A livello d’impresa, una campagna email media può prendere dalle due alle sei ore, a seconda della portata dell’email. Investi del tempo nel progettare e creare il contenuto dell’email, solo per spararla fuori nel cyberspazio con la speranza di una freccia alla cieca. Ad essere onesti, molti di noi sperano soltanto che qualcuno la apra. Questa, per definizione, è una cattiva pratica di email marketing. Sarebbe come affittare una barca per andare a pescare, scegliere il punto migliore, prendere l’esca migliore e dopo tutto quel lavoro andartene dalla canna da pesca dopo aver gettato l’amo nell’acqua. Fare tutto quel lavoro per poi non accertarsi del passaggio finale non è ciò che fa un’agenzia efficiente. Un’agenzia efficiente rimane attorno per vedere quanto pesce ha abboccato. Nel tuo caso, ogni campagna email che invii è come un’amo da pesca gettato in acqua. Parte del ciclo completo di email marketing è dare un’occhiata ai tuoi report di email marketing e vedere come sono i tuoi tassi di click e apertura. Capire i tassi di click e apertura—dall’intera email fino ai link all’interno delle email—è qualcosa di integrale al tuo successo. Farlo ritualmente dopo ogni campagna significa che capisci i tuoi dati. Con un senso reale di come sono i tuoi dati, puoi adattare le campagne future, cosicché i tuoi sforzi di marketing siano un investimento nella comunicazione del tuo brand che faccia crescere le vendite e la lealtà dell’audience. Una diagnosi dei dati che guardi ai punti di contatto chiave Capire i dati fu un punto chiave per Gen Next, un esclusivo gruppo per soli membri che aiuta gli imprenditori a compiere la transizione dall’essere di successo all’essere d’impatto, coinvolgendoli in conversazioni che cambiano il mondo. L’audience di Gen Next è composta da persone di potere con pochissimo tempo libero a disposizione. Ciò significa che, affinché leggano qualcosa, questo deve valere il loro tempo. Potresti pensare che il tono normale di una campagna email di successo per quest\'audience dovrebbe essere qualcosa di serio. Invece, questa strategia non fu veramente efficace e portò a tassi d’apertura incredibilmente bassi. Il loro team di marketing iniziò con la prima briciola di ogni campagna: il campo oggetto. Lo trasformarono da “roba” ad “interessante”, creando un senso di FOMO (“fear of missing out”) [paura di perdere qualcosa] che era l’elemento che veramente trainava le loro adesioni. I tassi di click ed apertura saltarono su nella prima settimana. La capacità di mettere in gioco il primo passo nell’incontro della tua audience con la tua campagna è qualcosa che inizia quando guardi ai tuoi dati. I dati ci permettono di uscire dalla natura trainata emotivamente del marketing e di guardare alle cose con l’obiettività di uno scienziato. In fin dei conti, non siamo scienziati. Non vogliamo venir travolti dai dati, che è il motivo per cui una buona pianificazione dati conta tanto quanto i dati stessi. Perché un buon design dei dati fa parte del lieto fine Il tuo modello email non è l’unica cosa che dovrebbe avere un design. Per la maggior parte dei team di marketing, le analytics sono una sfida incredibile. Portano via tempo per leggerle e—ad essere onesti—sono un po’ difficili da capire. Questo è il motivo per cui scegliere un provider di email marketing che può provvedere delle analytics con un buon design è qualcosa che dovresti prendere in considerazione. Benchmark, per esempio, offre un report di analytics pulito, con un design semplice che presenta le informazioni in due modi. In questo modo puoi dare una rapida occhiata per avere il quadro generale e un report più dettagliato che non porta via più di pochi secondi per essere capito. In confronto, famosi provider di email marketing offrono analytics più rudimentali che ti danno alcuni numeri ma non ti danno il quadro completo.


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Come può la trasparenza essere una forma di marketing?

Come può la trasparenza essere una forma di marketing?

Strategie Email Marketing • gennaio 4, 2017

La trasparenza è stata chiamata la nuova forma di marketing. Forse non è niente di nuovo. Le aziende hanno abbandonato i muri di mattoni a favore di muri di vetro per creare trasparenza fisica. Tuttavia, in uno spazio digitale, c’è un altro tipo di muro che sta venendo abbattuto. Sempre più aziende stanno condividendo il proprio marchio e la propria cultura con il pubblico generale. Che tu sia un cliente, un membro dell’audience, o il pubblico generale, puoi comunque dare una sbirciata dietro alle quinte sul come sia essere in una certa azienda. Ma la domanda è: come si può far ulteriore leva su questo, specialmente nelle campagne di email marketing? Data Dump La gente va matta per i dump di dati segreti. Guarda solo a Wikileaks, che ha avuto un’impennata di successo per aver portato la propria trasparenza all’estremo.  Non c’è bisogno che tu sia tanto estremo. Alcune compagnie di marketing, per esempio, trattano i propri dipendenti come soci, e hanno incontri finanziari mensili per rivelare quanto hanno fatto e quanto invece hanno speso. La loro ragione per questo è che ciò fa sì che tutti siano realistici sulla salute fiscale di una compagnia e su quel che ci vuole a far funzionare l’azienda giorno dopo giorno—praticamente, quel che c’è in gioco. Responsabilizza di più i dipendenti, e la trasparenza li fa sentire più rispettati. Non serve che tu faccia un dump di dati finanziari, ma puoi rilasciare informazioni di altra natura che possano essere utili alla tua audience. Per esempio, potresti condividere quali contenuti hanno avuto il maggior successo, il maggior coinvolgimento (condividendo un po’ del feedback chiave da quella conversazione), o il maggior numero di click. Quando prendi in considerazione tutti gli account sui social media dell’azienda, comincerai a mettere insieme queste informazioni, le quali creano un ottimo infografico o un report chiaro e diretto. Canali decisionali Un’altra forma di email marketing che supporta la trasparenza è condividere i canali decisionali. Un divario enorme tra il cliente e l’agenzia o l’istituzione è costituito dal “perché?”. Perché una certa linea di azione è preferita ad un’altra? Perché viene scelto una determinato percorso? La gente fa fatica a capirlo, ma condividere una campagna che mette in rilievo come come arrivi a delle decisioni in generale, o prendere dei casi esemplificativi per il mese in corso, è una visione da insider su come la pensa la tua azienda. E questo è il punto chiave, perché la trasparenza che costituisce il tuo marchio non riguarda solo cosa fai, riguarda ciò che sei. Uno sguardo dietro alle quinte: Se sei nel commercio, mostrare come conduci i tuoi affari è davvero un’ottima idea. Il marchio di abbigliamento outdoor Patagonia ha una brillante mappa interattiva che mostra ogni fabbrica/stabilimento tessile nella catena di fornitura del marchio. Puoi cliccare su qualsiasi punto mappa che abbia un pin ed ecco che si apre un campo pop-up che descrive la struttura: la sua storia, il numero di lavoratori e la proporzione di uguaglianza di genere, le lingue parlate e i beni là prodotti. Non potrebbe proprio essere più trasparente di così. Non solo è un grande lascito da condividere, ma fa anche connettere la gente al prodotto. L’abbigliamento non è qualcosa che i consumatori ricevono in una scatola, possono individuare da dove arriva. Questo livello di trasparenza umanizza il prodotto e il marchio. E questo è proprio il fine ultimo del marketing basato sulla trasparenza: umanizzarti per la tua audience.


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Cosa devo fare se il mio IP finisce in una lista nera?

Cosa devo fare se il mio IP finisce in una lista nera?

Tecniche Email Marketing • gennaio 4, 2017

Diciamo che hai mandato un’email e che hai ricevuto un tasso di email respinte veramente alto, o che molte delle tue email siano state rifiutate. Se invii email dal tuo client di posta elettronica, puoi vedere che è stata respinta perché ti torna indietro. Se invii da altri provider di servizi, puoi richiedere i log. Sei giunto però alla conclusione di essere stato inserito in una lista nera. E adesso cosa fai? In breve, cos’è una lista nera, e chi la produce? Una lista nera è una lista virtuale di mittenti etichettati come spammer. Chi crea queste liste sono delle organizzazioni impegnate a combattere lo spam in internet. Organizzazioni come Spamhaus sono ampiamente riconosciute come leader nella lotta allo spam. Anche i provider di servizi hanno le proprie liste nere, ma i provider di servizi possono anche abbonarsi a Spamhaus per bloccare ancora più spammer. Non è ben chiaro che cosa ti faccia finire su una lista nera, ma può finirci chiunque, ma finché segui le buone prassi dell\'Email Marketing, lo puoi evitare completamente. Tuttavia, il modo più comune di finire su una lista nera è mandare spam! Scherzi a parte, il modo più innocente di finire su una lista nera è la negligenza. Non pulire la tua lista, togliere i link di annulla iscrizione, avere o ricevere continuamente  reclami sullo spam farà finire il tuo indirizzo IP su una lista nera, e nessuno riceverà le tue email. La domanda sorge quindi spontanea, come posso togliermi da una lista nera? Per toglierti da una lista nera, prima di tutto devi scoprire in che lista nera ti trovi. Spamhaus usa una lista largamente diffusa, ma non è l’unica lista. Puoi controllare su che lista nera si trova il tuo indirizzo IP usando strumenti come MXtoolbox o MultieRBL. Questi strumenti controlleranno le liste nere che supportano e ti diranno su quale lista ti trovi. Una volta che hai identificato su quale lista sei, puoi ora fare richiesta di delisting. Dovrai visitare il sito dell’organizzazione (se ne hanno uno) e vedere dove accettano le richieste di delisting. Qualche volta l’organizzazione chiede solo l’indirizzo IP, altre volte può chiedere maggiori informazioni, come il nome dell’azienda e la ragione della richiesta. Ora arriva il gioco d’attesa, l’organizzazione esaminerà la tua richiesta e farà ciò che ritiene opportuno. Dalla mia esperienza concedono davvero il delisting dell’indirizzo, non mi è mai stato negato. Per evitare di finire in una lista nera, segui le best practice di email marketing. Pulisci le tue liste, rispetta le richieste di cancellazione, e usa il doppio opt-in.


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A Quali Parametri delle Email Dovrei Prestare Attenzione?

A Quali Parametri delle Email Dovrei Prestare Attenzione?

Tecniche Email Marketing • dicembre 28, 2016

Ci sono numerosi parametri da tenere in considerazione durante l’invio di email ai tuoi contatti. Quelle verso cui dovresti prestare maggiore attenzione sono: Ritorno di Investimento (ROI) Tasso di Conversione Click Through Rate (CTR) Disiscrizioni Email non aperte Un parametro su cui tutti si focalizzano e che non è presente in questa lista è quello delle email aperte. Sebbene l’apertura sia importante, in quanto ci permette di sapere chi ha aperto l’email, non necessariamente ci fornirà dati circa la reale efficacia della campagna. In pratica, ci dice soltanto chi ha aperto l’email. I parametri che tratteremo, invece, hanno diversi significati. Non forniranno solamente delle informazioni, ma ci daranno un’idea sulle azioni da intraprendere in seguito. Ritorno di Investimento Molti ESP non indicano il ROI, ma è un parametro importante che dovrebbe essere preso in considerazione. Anche in questo caso, il canale che genera il maggiore ritorno per ogni dollaro investito è l’email marketing. Nello State of Email Report di Litmus, il ROI per l’email marketing nel 2015 è stato di 38-1. Comunque, avere un alto ROI non garantisce che la tua campagna di email sia efficace. Ciò che ti interessa è vedere nel tuo Parametro ROI che il ritorno è in crescita di campagna in campagna. Se investi lo stesso numero e il tuo ritorno aumenta, significa che stai utilizzando una campagna e una strategia molto efficace. Ai primi segni di diminuzione del ROI, saprai che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe e che sono necessari cambiamenti. Tasso di Conversione Quando si parla di conversione? Stando all’ Ultimate Email Glossary di Marketing Sherpa, la conversione si ha quando il destinatario dell’email effettua l’azione desiderata dal venditore. Queste azioni spaziano dalla semplice apertura dell’email, al cliccare il link per visitare il sito in questione o persino effettuare un acquisto sul tuo sito. Qualunque sia l’azione prevista, il parametro del tasso di conversione ti mostra quanto sia potente la tua lista. A differenza del ROI, che misura quanto la campagna/strategia di email marketing sia efficace, il Tasso di Conversione permette di vedere quanto i clienti nella lista siano leali e legati al tuo business. Ricorda di non fossilizzarti sulle email aperte e regola il tuo parametro di conversione per mostrare le azioni rilevanti dei tuoi clienti. Click Through Rate Io personalmente faccio sempre riferimento al Click Through Rate quando parlo con gli email marketer, perché credo sia davvero importante… In particolare se ti occupi di vendita al dettaglio. Le percentuali di click e click through sono informazioni di immenso valore per vedere il livello di interesse nei confronti di un prodotto. Per la vendita al dettaglio, è consigliabile inserire più prodotti da presentare in una singola email sperando nella conversione dei clienti che guardano il prodotto e decidono di comprarlo sul tuo sito. Puoi misurare il livello di interesse in ogni prodotto che inserisci nell’email. Dal momento che ogni link è associato a un prodotto, è possibile vedere quanto le persone siano interessate dal numero di volte che un determinato link viene cliccato. La tecnologia è disponibile per service provider per sapere quante volte viene cliccato un link. Quando hai un elevato tasso di click through e, soprattutto, di click ripetuti da parte di una determinata persona, puoi affermare con sicurezza che a tale persona sia fortemente interessata al tuo prodotto. Disiscrizioni I marketer non desiderano vedere contatti che si disiscrivono. In particolare nell’email marketing, dove tutti i tuoi contatti dovrebbero voler ricevere le tue email. In realtà, l’essere umano è molto selettivo e le persone fanno cose per svariati motivi. Bisogna aspettarsi di vedere qualche disiscrizione qua e là. Cosa potresti ricavare dall’analisi di chi si disiscrive? Quando i tuoi contatti si iscrivono alla tua lista, una grande domanda da porsi è perché abbiano deciso di iscriversi. Era in corso una promozione per attirare nuovi iscritti? Le iscrizioni sono avvenute sul tuo sito? Quando le persone decidono di disiscriversi è perché non hanno più motivo di rimanere. Perciò, quando noti che il numero di disiscrizioni aumenta, dovresti fermarti un attimo e dare uno sguardo alle tue email per vedere cosa possa provocare un tasso così alto di disiscrizioni. In sostanza, le disiscrizioni ci permettono di vedere le cause e gli effetti. Email non aperte Invece di guarda le email aperte, è meglio concentrarsi su quelle non aperte, perché puoi prendere decisioni dirette per migliorare l’efficacia della tua email marketing e rafforzare la tua lista. Le email non aperte appartengono ai clienti non legati al tuo business e rappresentano soltanto una perdita di tempo e di denaro. Quindi, se un gran numero di email che invii non viene aperto, dovresti decisamente ripulire tua lista. Ciò non significa necessariamente eliminarli dalla lista, ma potresti semplicemente inserire i contatti in questione in una lista inattiva. Email non aperte che restano a lungo nella posta in arrivo diventano un problema, non pericoloso come quello delle spam. Comunque, intasano la casella di posta in arrivo e diventano un problema agli occhi di alcuni provider. Sta diventando un problema talmente serio che ha persino ricevuto un nome: Grey Mail. Queste email “grigie” possono diminuire l’efficacia della tua campagna di email marketing se ne invii troppe. Per questo motivo, se ti accorgi che molte email restano non aperte, dovresti procedere con una pulizia dei tuoi contatti.


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Ecco qui i nuovi strumenti & caratteristiche che abbiamo portato questo 2016

Ecco qui i nuovi strumenti & caratteristiche che abbiamo portato questo 2016

Strategie Email Marketing • dicembre 19, 2016

È stato davvero un anno molto impegnativo per tutti noi di Benchmark (e siamo sicuri che anche per te lo è stato). A volte dobbiamo ripensare a tutte le cose che abbiamo fatto, vedere quanto siamo riusciti ad arrivare lontano. Perciò, questo è proprio quello che faremo. Email Benchmark Ufficialmente Disponibile in Francia: Oui Oui! Ora le vostre esigenze di marketing potranno essere trattate allo stesso modo delle patatine fritte e dei toast. Miglioramenti del Code Editor: Auto-Salvataggio & Live Preview: Ora se balli mentre ascolti musica metal e programmi, non rischi di perdere il lavoro fatto quando scuoti il tuo computer un po’ troppo forte e si chiude. In più puoi vedere il tuo lavoro mentre procedi. Nuove Integrazioni per i Template degli Eventi di Etsy, Pinterest, LinkedIn, eBay, Twitter e Facebook: Integra facilmente il marketing e la pubblicità fatta su altre piattaforme con le tue email di marketing. Questi template tratterranno i tuoi dati e vi permetteranno di aumentare la portata dei vostri sforzi. Nuove Integrazioni per Wufoo, CRM e eCommerce: Importa automaticamente i dati dai tuoi moduli, dal negozio CRM ed eCommerce con queste integrazioni. Questo ti lascerà molto più tempo per imparare il francese e usare il sito di Benchmark in questa lingua per fare un po’ di pratica! Nuove Automazioni: Puoi creare un’atmosfera più personalizzata per i tuoi iscritti con automazioni basate sul coinvolgimento. Manda follow automatici in base a se essi aprono una mail o cliccano su link specifici. Popup Modulo di Registrazione: Ora puoi connetterti con un potenziale iscritto nel momento esatto in cui è più probabile che sia collegato. Usa il nostro nuovo semplice e altamente personalizzabile modulo di registrazione e guarda crescere la tua lista. Automazione Pro: Finalmente è qui! Il nostro strumento più potente fino ad oggi. Usa una tela digitale per creare agevolmente viaggi personalizzati automatici. Manda automaticamente follow basati sul coinvolgimento, sposta gli iscritti da una lista ad un’altra.


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Bilancio dell’Anno: Gli Sviluppi più Importanti delle Email di Marketing del 2016

Bilancio dell’Anno: Gli Sviluppi più Importanti delle Email di Marketing del 2016

Strategie Email Marketing • dicembre 19, 2016

Questo è stato un anno rilevante per gli email marketer. È un anno che ha visto le piattaforme di email marketing crescere a dismisura. Dall’altro lato, abbiamo modi più dinamici per essere marketer e, allo stesso tempo, non abbiamo bisogno di così tanti fornelli in cucina per creare qualcosa che abbia un impatto e sia impressionante. Ti abbiamo già parlato dell’aggiornamento di Gmail per CSS che permettono alle tue campagne di essere più interattive. Ecco qui i due cambiamenti più importanti che hanno mutato il paesaggio dell’email marketing. Sono anche le due cose da cui puoi partire per dare subito un calcio al 2017. Sviluppo #1: Dimentica il “Salve a Tutti” Perché è importante: Diverse volte nel corso degli anni vi abbiamo consigliato di piantare in asso le mail di massa tutte in un istante e puntare sulla personalizzazione. Infatti, l’anno scorso ho parlato dei benefici delle liste email targettizzate, offrendovi quattro passi chiave per introdurvi alla materia. E, anni prima, raccomandavo di creare un profilo personalizzato per aiutarvi con quello che più tardi ha portato alla segmentazione. Tuttavia alcuni marketer stanno ora suggerendo ti piantare in asso completamente le campagne email di massa per nessun\'altra ragione eccetto che queste non colpiscono il cuore dell’individuo. C’è ora un nuovo nome a questo processo: iper-personalizzazione. Sul bisogno della personalizzazione, Business 2 Community’s Keval Padia scrive, “I destinatari delle Email sono ora interessati a messaggi che si riferiscano ai propri gusti personali, preferenze e si focalizzino su aree piuttosto che solo sul loro nome. La ragion d’essere di questa grande interazione. Quando sei capace di personalizzare, puoi connetterti meglio con il destinatario. Padia aggiunge, “Le email che smuovono l’interazione del destinatario immagazzinano già più coinvolgimento da parte dell’utente. Assicurando l’interazione dell’utente con la mail, i marketer possono assicurarsi un tasso di click molto più alto, traffico per il sito web corrispondente e conversione del lavoro.” Come si applica: Vi starete chiedendo: Come mettere in pratica tutto ciò? Comincia guardando da entrambe le estremità del telescopio in modo da poter parlare. Approfitta del fatto che siamo alla fine dell’anno. Guarda tutte le champagne che hai fatto quest’anno e inizia a cambiarle – il loro pubblico, i temi, ecc. Qui puoi trovare un’idea di quali sono le tue mancanze maggiori in termini di campagne e temi. In seguito dai uno sguardo alla tua lista di iscritti e vai sul profilo degli iscritti se non l\'hai ancora fatto. Ti garantisco che questo è quello che stanno facendo i tuoi concorrenti. Chiediti che tipi sono i tuoi iscritti; qual è il loro genere, il loro stile di vita, lavoro, i loro interessi? Se hai tempo, fai un’analisi più dettagliata dei loro interessi. Comincerai a vedere punti di intersezione che potevano non essere visibili prima. E alla fine di tutto, puoi iniziare a vedere quali campagne di mail possono essere personalizzate per ciascun gruppo. E anche se ora hai ancora email di massa che deve inviare, puoi inviarle basandoti niente di meno che sui fusi orari, assicurandoti che le tue campagne arrivino ad un orario opportuno per il destinatario. Gli addetti del settore prevedono che nei prossimi cinque anni, la personalizzazione sarà lo standard dell’industria. Quando chiedono, “Quale sarà il cambiamento più grande dell’email marketing nei prossimi cinque anni,” un sondaggio di Econsultancy ha mostrato che il 76% delle persone intervistate ha citato l’iper-personalizzazione come l’attributo chiave su cui ci si muoverà nei prossimi anni, mentre il 24% considerano ancora le mail rilevanti. Per i marketer, questo significa rafforzare il gioco di email nel 2017 e indossare le vesti della personalizzazione per trattenere e far crescere gli iscritti. Sviluppo #2: Gli Email Marketer Vogliono Anche una Grande Personalizzazione Perché è importante: L’iper-personalizzazione non è solo limitata agli iscritti. I clienti che usano i software di email marketing e le piattaforme si aspettano lo stesso dagli strumenti che usano. L’automazione del marketing si è evoluto dal design drag-and-drop che è ora un tratto comune della maggior parte delle piattaforme e si sta muovendo verso qualcosa di più avanzato. Il 2016 è l’anno in cui i marketer hanno iniziato a prendere coscienza di questa domanda che gli ha permesso di personalizzare di più. Ma sono anche divenuti coscienti che questo è un incredibile potenzialità di cui tenere traccia. Stanno ora indirizzando la loro attenzione verso qualcosa che possa aiutarli in questo senso. L’utente del marketing che capisce le email è qualcosa di più di una semplice campagna una tantum, sa che avranno bisogno di qualcosa che fungerà da guida in un ciclo di comunicazione. Ne abbiamo già parlato prima delle campagne a goccia o delle campagne automatizzate innescate da nuovi iscritti con un’iniziazione del carrello che non era è stata completata con l’acquisto. Ma nel passato queste automazioni richiedevano all’intelletto umano la fatica di tenerne traccia e seguirle. Non è stato automatizzato fino ad oggi. Come si applica: Poche piattaforme di email marketing hanno aumentato le proprie potenzialità. Benchmark è una di loro, sviluppando un sistema di automazione nel 2016. Chiamato Automazione Pro, al momento è nella fase beta dal 1 Dicembre 2016 al 31 Gennaio 2017. Pensa ad Automazione Pro come ad uno strumento che trasforma le tue goffe piattaforme di email marketing in un Transformer che può automatizzare e cambiare forma senza che tu debba manualmente cercare e riallineare le parti per trasformare la tua piattaforma di email in una nuova forma capace di fare qualcos’altro. Per esempio, se devi mandare una campagna di benvenuto ad un nuovo iscritto, rilasciare la campagna in un giorno speciale, devi scavare nel back-end, creare e mandare manualmente queste campagne. Automazione Pro – un piano di risposta che ha capito i più grandi cambiamenti dell’industria del 2016 – lo fa per te. Più significativamente, Automazione Pro anticipa anche dove i marketer del 2017 sono diretti. Il piano supporta una funzione di risposta “Automazione del Coinvolgimento” che manda automaticamente una email quando un iscritto manda una mail, clicca su un link specifico. Puoi scoprire di più su Automazione Pro a questo link.


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Introduzione ad Automazione Pro

Introduzione ad Automazione Pro

Strategie Email Marketing • dicembre 15, 2016

Diventa sempre più difficile raggiungere i nostri clienti nel inbox principale attraverso le nostre campagne di email marketing. Tutti i marketer vogliono che le loro campagne siano al di sopra di tutte le altre. E non solo questo, ogni volta forniamo maggiori informazioni per rendere questo possibile. Come diciamo sempre, l\'unico modo per eccellere in questo ambiente è quello di fornire un valore a ciascuno dei vostri subscriber. In pratica, farli sentire che capite le sue necessità e prestate attenzione a quello che chiedono Senza dubbio, attuare tutte queste idee è complicato, data la quantità di impegni che uno ha, tra i quali: vendite, marketing o supporto al cliente. Quale soluzione dovremmo trovare o applicare per dedicare più tempo ai nostri impegni giornalieri ed inoltre creare campagne email che siano di valore per i tuoi subscriber e soddisfare le loro necessità? Fortunatamente adesso abbiamo Automazioni Pro. Con Automazioni Pro, puoi creare dei percorsi automatizzati, che ti permettono di creare un follow up  per i tuoi subscriber secondo la loro interazione con le tue campagne o pagina web. Crea percorsi per i tuoi contatti per darti la possibilità di inviare email secondo le loro azioni. Le azioni possono innescare email o anche spostare i subscriber in altre liste, permettendoti così che il tuo marketing sia più efficace nel convertire subscriber in potenziali clienti e vendite in clienti fidelizzati. Costruendo con Automazioni Pro Entrata Ogni automatizzazione inizia con un\'entrata. L’entrata definisce il modo in cui i subscriber entreranno nell’automazione. Questo è il punto di partenza per raggiungere il target prefissato con l’automazione. Qui trovi alcuni esempi su come utilizzare queste entrate: Aggiungere a una lista. Un’automazione che inizia con questa entrata potrebbe iniziare con un’email di benvenuto per chi si è appena aggiunto alla tua lista. Se hai un eCommerce, potrebbe essere una campagna per convertire un nuovo leads in una vendita. Puoi creare un modulo iscrizione ed offrire uno sconto per chi si registra, per poi inviare una serie di emails e convincerli a comprare il tuo prodotto. Azioni sul sito web. Se selezioni questa entrata, è perchè desideri adattare il tuo marketing secondo l’interesse dei tuoi subscriber. Se un subscriber ha visitato la tua pagina ed è interessato ad alcuni articoli o servizi, puoi creare un follow up basato su queste informazioni. Supponiamo che ha dimostrato il suo interesse per una macchina fotografica di 20 mpx. Grazie a questa informazione puoi creare un follow up per informarlo sulle funzioni di questa macchinetta fotografica, condividere feedback di altri clienti o anche promuovere accessori. Fai click qui per avere maggiori informazioni su come configurare la tua pagina web per creare il follow up per i tuoi subscriber. Data e ora. Supponiamo che hai un evento programmato e vuoi inviare emails basate sulla data di questo evento. Questa entrata ti permette di inviare campagne basata sulla data e ora, per creare nei tuoi iscritti l’interesse per i tuoi eventi, al momento giusto. Azioni e Condizioni Nel secondo passo puoi aggiungere azioni o condizioni. Le azioni eseguono le attività mentre le condizioni ti permettono di inviare ai subscriber nelle diverse parti del percorso. Per esempio, inviare email di follow up a seconda delle aperture o spostare quel cliente in una lista differente. Questo include anche le azioni sul sito web. Qui hai alcuni esempi di Azioni: Tempo di attesa. Questa azione ti permette di configurare il ritmo del percorso. Senza di questo, tutte le nostre email verrebbero inviate tutte nello stesso tempo. Per esempio, se vuoi attivare un’email basata su apertura e click, puoi dare un po’ di tempo di attesa per evitare che la seguente email non sia inviata giusto quando hanno aperto o fatto click. In questa maniera crei un lasso di tempo che ti permette di non opprimere troppo il tuo subscriber. Puoi configurare il tempo in minuti, ore, giorni, settimane o anche mesi. Invia Email. Come indica il nome, con questa azione puoi inviare un’email. Fai in modo che ognuno conti! Aggiungi a lista.   Ti permette di muovere subscriber da una lista all’altra, in base a come hai strutturato la strategia all’interno dell’automazione. Per esempio, spostare un lead che ha comprato qualcosa e quindi non è più un lead ma un cliente. Rimuovi da lista. Continuano con l’esempio precedente, sarebbe eliminare un subscriber dalla lista leads una volta che si è convertito. Qui trovi alcuni esempi di Condizioni: É presente nella lista. Ti permette di inviare informazioni solamente a chi è presente nella lista. Se per esempio tuo è un negozio per animali, e vuoi una promozione dedicata ai proprietari di gatti e non di cani. Attività nel sito. Non tutte le visite possono essere considerate uguali. Magari chi ha visitato la pagina dei prezzi deve essere considerato come un cliente potenziale. Fargli un follow up deve essere prioritario e questa condizione te lo rende facile. Email di Engagement. Questa condizione ti permette di sapere come hanno interagito con le tue email ed in funzione di questo, fare il follow up. Supponiamo che organizzi un webinar, quindi invii una prima email a tutti per promuoverla. Quelli che si sono registrati dopo questa email non necessitano più di ricevere questi inviti. Senza dubbio, chi non ha aperto l’email o chi non ha fatto sul link di registrazione, necessità di ricevere altri promemoria. Nel caso in cui. Questa opzione ti permette di personalizzare in maniera più completa il percorso automatizzato. Determina quali fattori attiveranno la sequenza di email. Si tratta di una combinazione delle condizioni menzionate precedentemente, che ti permette di muovere i tuoi subscriber attraverso specifici passi del percorso. Per esempio, se è presente nella lista A ed ha partecipato a cinque email, si deve inciare l’email Z, altrimenti nulla. Attivando l’automazione La tua automazione sarà pronta per essere attivata una volta che hai definito il comportamente delle entrate, azioni e condizioni. Questo significa che ogni passo è stato costruito scrupolosamente per raggiungere l\'obiettivo della tua automazione. Set di template Benchmark ha creato una serie di template che ti mostrano alcune delle strategie che puoi sviluppare tramite Automazioni Pro. Seleziona il template che meglio si adatta al tuo obiettivo e completa i dettagli. Fai click in ogni entrata, azione e condizione per definire il loro comportamento. Alcuni di questi template, ti daranno idee su come attrarre subscriber o su come creare un percorso che ti permetta di convertire subscriber in clienti e farli tornare nel tuo sito web.


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Come faccio a sapere se mando troppe email?

Come faccio a sapere se mando troppe email?

Tecniche Email Marketing • dicembre 9, 2016

La risposta a questa domanda è una questione di azioni che dicono più delle parole, ma potresti avere dei subscriber che ti dicono, \"smettila di mandare così tante email!\" È più facile quando te lo dicono, ma non capita spesso. Lo scenario più probabile è che i contatti scontenti nella tua lista clicchino il pulsante per disiscriversi, e tu non sentirai più parlare di loro. Quindi, come fai a saperlo? Un subscriber che decide di tirarsi fuori dalle tue campagne email non è solamente un\'indicazione che stai mandando troppo spesso. Forse il contenuto non li interessa più. Forse stanno solo cercando di ricevere meno email. Oppure, se non hai inviato abbastanza frequentemente, possono proprio essersi dimenticati di essersi iscritti con te. Capire quanto spesso puoi inviare, e se è diventato troppo spesso, è una questione di prova ed errore. Fa\' un test sulla frequenza dei tuoi invii. Come aumenti la frequenza degli invii, alla fine vedrai un aumento nelle dis-iscrizioni. Sono i tuoi subscriber che ti parlano attraverso le azioni. Fa\' attenzione, e alla fine troverai il punto giusto della frequenza. Questa, comunque, non è la fine della storia. Ad alcuni subscriber può andar bene di sentire da te più spesso. Ma, quando inizi ad aumentare la frequenza e i subscriber cominciano ad avviarsi verso l\'uscita, è possibile acciuffarli mentre si avviano verso la proverbiale porta. Con l\'utilizzo di un centro preferenze, quelli che stavano per uscire completamente possono decidere che una volta al mese è una quantità accettabile per ricevere tue notizie. O forse è una volta a trimestre, una volta alla settimana, o qualsiasi altro lasso di tempo che funzioni per te e per i tuoi subscriber. Dare loro la possibilità di stabilire la frequenza degli invii ti salverà alcuni subscriber… e forse ti informerà meglio su quanto spesso dovresti inviare in generale.


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L’arte dei video “come…” per le tue campagne di email marketing

L’arte dei video “come…” per le tue campagne di email marketing

Strategie Email Marketing • novembre 30, 2016

È un fatto comunemente risaputo che la gente a malapena legge ancora. Se vuoi ottenere l’attenzione di qualcuno, dovrai buttarci dentro delle immagini, avvolgere la cosa in un bel design, o presentare un video. Non c’è competizione su quale di queste forme abbia più potere quando si tratta di aumentare i follower, la conversione, o generare fedeltà al marchio: i video. Com’era una volta creare i video Quando debuttai nel marketing, gli smartphone non c’erano nemmeno. I video erano grosse produzioni maldestre che consumavano troppo tempo per eseguirli e rifinirli, e richiedevano delle conoscenze di base sull’illuminazione e la messa in scena. Devi sapere ancora come mettere in scena il tuo prodotto o persona, che è semplice, perché tutto ciò di cui hai bisogno è un’area pulita senza ingombri. Anche se è un posto creativo e celebrato con un sacco di arte (per esempio) o libri, non deve essere ingombro. L’altra questione è l’illuminazione. Assicurati che la luce cada direttamente sul prodotto o la persona. Tuttavia, la maggior parte delle app per editare i video hanno delle funzioni che editano il video facilmente. Inoltre, gli smartphone stessi sono di qualità molto più alta, riprendendo ciò di cui hai bisogno praticamente in maniera perfetta a meno che tu non stia riprendendo al buio. Il mito prevalente dei video di marketing La ragione per cui ti dico questo è che la paura della produzione o l’idea che tu abbia bisogno di qualche conoscenza speciale è un atteggiamento mentale debilitante che ti trattiene dal dedicarti ai video. Invece, c’è un’altra cosa che dovresti sfruttare, e questa è il concetto di Facebook Live. Facebook Live è una funzione di ripresa “live” che permette ai tuoi follower di vederti e coinvolgersi con te in tempo reale. La gente vuole vedere il tuo autentico sé. Quindi, afferra il tuo telefonino, impostalo sulla ripresa, ed esplora la roulette di queste idee vincenti. Azzecca i tuoi video “come…” La più popolare fra queste è il video “come…”. Questo tipo di video non ha bisogno di un approccio clinico. Non hai bisogno di procedere passo a passo per scomporre un argomento. Infatti, fare ciò è abbastanza noioso e va contro all’idea originaria di essere te stesso, in maniera organica. Quindi, se fornisci istruzioni passo a passo, mantieni un ritmo naturale nel video e mantieni i passi nel limite di tre o quattro punti chiave. Se sei nel settore vendite, un “come…” potrebbe anche essere semplicemente mostrare alla gente come abbinare i prodotti o cambiare le cose. Se questa è la strada che imbocchi, per favore non trattare la gente come se fosse stupida. La maggior parte di questi video sullo stile mostrano poco rispetto per l’audience aggiungendo musica melensa o mostrano cambiamenti semplicistici in una sola mossa, ma atteggiandosi come se avessero scoperto un nuovo elemento nella tavola periodica. Tieni onesta la cosa. Magari aggiungi la tua storia di come hai faticato con una transizione, o magari rimescola un po’ la storia. La maggior parte della gente che va in ufficio al lavoro è già in buona parte vestita. Ma che ne dire di coloro che lavorano da casa e non sono abituati ad investire un’ora nel prepararsi come la gente che lavora in ufficio investe regolarmente ogni mattina? Che tipo di video puoi mostrare loro? Che ne dici di un come prepararsi in quindici minuti e mostrare magari 3 o 5 pezzi diversi che possono usare per far sì che ciò accada? Puoi sempre sfruttare i video “come…” anche se non sei nelle vendite. I video “come..” sono ottimi inizi di conversazione. Possono essere usati per offrire guide che inviano ad una pagina di destinazione, un webinar che entri in un argomento in maggior dettaglio. I “come…” sono anche fantastici per affrontare argomenti difficili che richiedono una conversazione reale con le persone, specialmente dove non c’è sempre un’opportunità pronta per avere tale conversazione. I video “come…” ti permettono di creare una porta d’accesso a quella chiacchierata. E ancora, un’altra fantastica idea sul “come…” è risolvere un problema, specialmente quando inserisci il tuo marchio o servizi nell’equazione. Puoi fare vedere uno studio su come la tua compagnia ha superato una sfida, all’interno o per la campagna di un cliente, e invece di produrre un infografico complicato o scrivere il tuo studio noioso, puoi semplicemente parlarne. Avrai più occhi puntati su di questo, più gente nel tuo angolo, e sarà più facile da produrre, specialmente se non ti preoccupi di elaborarlo.


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Vendite e assistenza: abbiamo trovato il nostro uomo

Vendite e assistenza: abbiamo trovato il nostro uomo

Corporate Benchmark Email • novembre 28, 2016

Nei primi tempi, le domande sulla vendita e assistenza, e su chi le gestiva, necessitavano di una risposta. Sapevo che non sarebbe stato facile. Per fortuna, sono riuscito a trovare la persona giusta per il lavoro. L’assistenza, il primo anno, consisteva di email e supporto in chat. Virender era il nostro solo agente assistenza. Lo trovammo per caso, dopo aver provato con risultati miserabili alcune altre scelte. Possedeva le qualità che stavamo cercando, l’onestà, l’integrità, con una fortissima etica del lavoro e, certamente, le capacità comunicative che erano richieste. Si è rivelato essere una delle cose più intelligenti che avessimo mai fatto a Benchmark. Lavorava instancabilmente 12 ore al giorno, sei giorni a settimana, rispondendo a email e chat. Tutte le telefonate erano gestite in modo locale, ma alla fine gestì anche quelle. Nel 2006-2007, assistemmo ad ancora di più di tutto ciò. Alla fine, aprimmo un ufficio a Gurgaon. Di nuovo, volevo mantenerlo economico. Il nostro primo ufficio non aveva aria condizionata. Se sei mai stato nell’area di Delhi/Gurgaon, sai tutto sul caldo e sulla secchezza implacabili… finché non arrivano le tanto attese piogge, che hanno continuato ad arrivare sempre più tardi nell’anno e a durare sempre meno. Aggiungemmo l’aria condizionata in un tempo relativamente breve per mantenere la salute mentale e la pace. Tuttavia, ora dovemmo avere a che fare con interruzioni di corrente che duravano molte ore alla volta (qualche volta più di otto ore). Dopodiché, prendemmo un sistema di batterie di backup, ma poi le nostre batterie si consumavano. I ragazzi del nostro ufficio correvano giù a comprare carburante per riempire i nostri generatori, gestendo al tempo stesso le faccende quotidiane con tutte le altre esigenze del provare a far crescere e gestire un ufficio in India. Alla fine, naturalmente, ci siamo spostati ad una struttura più moderna e costosa, dove venivano fornite queste necessità di base. Un domanda che potresti chiedere è: come si svilupparono le vendite in India? Credo che nei primi 3-5 anni, non provammo nemmeno a vendere i nostri servizi in India, in quanto eravamo così concentrati sull’assistenza negli Stati Uniti. Inoltre, seguire le best practice di email marketing non era ampiamente diffuso in India. La verità è che non era ampiamente diffuso neanche negli Stati Uniti. Ma l’India fu un po’ più selvaggia in termini del compilare o acquistare liste, e dovemmo stare attenti. Da allora, sta andando molto meglio, ma dobbiamo ancora stare all’erta [caption id=\"attachment_3055\" align=\"aligncenter\" width=\"1024\"] Alcune delle questioni di assistenza sulla nuova tecnologia che dovemmo risolvere includevano come e se avremmo fornito supporto telefonico dall’India. Due problemi che affrontammo qui erano il[/caption] Il fatto che Virender fu la nostra sola persona di supporto per un po’ è una prova del suo duro lavoro e affidabilità. La differenza di fuso orario tra Delhi e la California varia tra le 12 e le 13 ore e mezza a seconda del Daylight Savings Time. Ciò causò molto stress a Virender, che in pratica lavorava dalle 6:00 di sera alle 6:00 di mattina, sei giorni alla settimana. Una faccenda non facile. Alla fine, abbiamo aggiunto più persone per aiutare Virender. Come menzionato prima, una delle ragioni per cui decidemmo di condurre assistenza e sviluppo dall’India fu il costo. Nel 2005-2009, potevamo assumere dei laureati che parlavano e scrivevano un buon inglese per $200-$400 al mese (wow!). Questi risparmi ci consentivano di aver un profitto fin dall’inizio. Alcune delle questioni di assistenza sulla nuova tecnologia che dovemmo risolvere includevano come e se avremmo fornito supporto telefonico dall’India. Due problemi che affrontammo qui erano il forte accento e il fare voice over attraverso l’IP, che all’epoca non era ben sviluppato. Ricevemmo delle lamentele, ma credo che furono bilanciate dalla professionalità ed estrema cortesia che i nostri rappresentanti fornirono ai clienti. Un cosa della cultura Hindu è che per le persone è un piacere fare un buon lavoro servendo i propri clienti, specialmente se sono occidentali. Nel mio prossimo blog, identificherò delle ulteriori sfide e parlerò dello spostamento ad una compagnia più globale.


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Trappole per Spam Honey Pot

Strategie Email Marketing • novembre 28, 2016

‘Trappola per spam Honey Pot’, un termine che probabilmente ti farà pensare a una tecnica per intrappolare gli spammer. È un sistema usato dagli Internet Service Providers (ISP) e dalle autorità anti-spamming per identificare e penalizzare gli spammer. Il cosiddetto ‘honey pot’ per uno spammer è, ovviamente, costituito da dettagli di contatto o, più precisamente, indirizzi email. Gli spammer si servono di software di raccolta per ottenere indirizzi email casuali dal web, utilizzati dagli utenti nei vari forum e siti. I database contenenti questi indirizzi email sono poi venduti a innocenti commercianti (quelli pigri), che sono in cerca di nuove possibilità per le loro campagne di email marketing. Infine, questi indirizzi email sono bombardati da email di marketing, che i clienti non hanno mai sottoscritto e che non reputano rilevanti. Perciò, la prossima volta che trovi la tua posta in arrivo piena di email promozionali, saprai di essere vittima di uno spamming. Persino le migliori offerte non serviranno a placare i clienti che ricevono spam nella loro posta in arrivo. Comunque, lo spamming colpirà il commerciante in maniera di gran lunga superiore rispetto al cliente. Le organizzazioni anti-spam, incessantemente impegnate nella lotta allo spamming, creano e diffondono indirizzi email per tutto il web in modo da essere raccolti dagli spammer e coglierli, così, con le mani nel sacco. Se invii un’email a questi indirizzi, non importa se sei d’accordo o no, sarai segnalato come spammer. Stai attento perché questi honey pot potrebbero lasciarti con l’amaro in bocca. Questa tecnica è chiamata “trappola per spam Honey Pot”. Progetto Honey Pot: Il Progetto Honey Pot è una brutta notizia per gli spammer. Gli spammer hanno deriso l’intero ciberspazio e celebrato il loro giorno di raccolta. Ciò colpiva l’industria dell’email marketing e le persone iniziavano a odiare queste email promozionali che, in realtà, sono ed erano il metodo più efficace per recapitare i tuoi messaggi di marketing. Matt Prince e i suoi combattenti anti-spam di Unspam sono entrati in scena con questo geniale network basato su web chiamato Honey Pot, per identificare gli spammer e gli spambot che utilizzano per raccogliere gli indirizzi dai siti web. Questo è il Progetto Honey Pot (PHP). Oggi il PHP è utilizzato da diversi governi e forze dell’ordine per combattere e ridurre lo spamming. Il software PHP installa indirizzi email sul tuo sito, associati in modo casuale all’ora e all’IP di un visitatore (anche se è un bot). Se questi indirizzi iniziano a ricevere messaggi, si tratterà chiaramente di un caso di spamming. Saremo anche in grado di tracciare il momento esatto in cui questi indirizzi sono stati raccolti e gli IP responsabili. Detto in parole povere, il PHP includerà indirizzi email sul tuo sito, invisibili all’occhio umano (display: nessuna regola di CSS), ma rintracciabili dai bot. Ogni indirizzo email invisibile è unico e indirizza lo spammer nella trappola per spam. Oggi il Progetto Honey Pot primeggia nella lotta contro gli spam. Infatti, ha persino diversificato i suoi sforzi per la difesa da diversi tipi di spamming. Il PHP ha intrapreso ulteriori iniziative in campo di prevenzione da spamming nei commenti e da attacchi a dizionario. Il Progetto Honey Pot ha, inoltre, promosso servizi che sfruttano i dati per permettere agli amministratori dei siti di tenere alla larga pericolosi robot del web. Le statistiche confermano l’efficacia dell’organizzazione nella lotta agli spam. Il Progetto Honey Pot finora: Statistiche del Progetto (a partire dall’11 giugno 2016) Tempo dalla Raccolta al Primo Spam Il più lento: 3 anni, 4 mesi, 2 settimane, 3 giorni, 21 ore, 1 minuti, 31 secondi Il più veloce: 1 secondo Media: 2 settimane, 5 giorni, 11 ore, 49 minuti, 41 secondi Traffico di Raccolta 1.55% dei visitatori dell’intero honey pot sono di raccolta Spam Inviati 951.9 messaggi in media agli indirizzi della trappola per spam 1,700,752 messaggi inviati alla trappola più mirata Server di Spam per la Raccolta 414.4 server di spam per la raccolta Monitoraggio 123,004,531 IP 228,934,209 trappole per spam Identificati 256,773 dispositivi di raccolta 375,028 motori di ricerca 106,406,578 server di spam 1,280,557 spammer di commenti 27,580,502 attacchi a dizionario 30,896 trasgressori 382,951 web hosting pericolosi Attivi (Questa Settimana) 3,116 dispositivi di raccolta 137,139 server di spam 5,149 spammer di commenti 34,760 attacchi a dizionario 111 trasgressori Ricevuti 2,839,586,684 messaggi spam unici 5,677,168 messaggi unici questa settimana Capacità di Monitoraggio 618,345,000,000 trappole per spam I 5 Paesi con le Maggiori Raccolte Cina (32.5%) Spagna (12.2%) Stati Uniti (8.7%) Romania (4.4%) Germania (3.2%) I 5 Paesi con Maggiore Invio Spam Cina (9.3%) Brasile (8.5%) Russia (6.8%) Stati Uniti (6.4%) India (6.0%) I 5 Paesi con Maggiori Attacchi a Dizionario India (10.9%) Brasile (8.4%) Russia (7.1%) Cina (6.2%) Vietnam (5.9%) I 5 Paesi con Maggiori Spamming nei Commenti Cina (31.2%) Stati Uniti (15.9%) Russia (10.0%) Ucraina (5.5%) Brasile (3.8 %) Sorgente: https://www.projecthoneypot.org/statistics.php Anche tu puoi partecipare agli sforzi nella lotta agli spam. Inserisci i tuoi dati sul sito del PHP, fornendo il consenso alle loro politiche e accordi. Questo è un procedimento necessario per iscrivere il tuo sito al Progetto Honey Pot. Più siti conterranno il software PHP, maggiore sarà l’efficacia della lotta agli spam. In sostanza, il PHP è uno sforzo collettivo di un gruppo di individui che collaborano per contrastare gli spam. Com’è possibile cadere nella lista spam di Honey Pot: È sempre raccomandato agli email marketer di utilizzare servizi come ProjectHoneyPot.org, Smart Network Data Services di Windows e lo strumento di Sender Score di Return Path per assicurare la pulizia della lista. Potresti ritrovarti accidentalmente incastrato in una trappola per spam nei seguenti casi: Stai riutilizzando un IP precedentemente inserito in una trappola per spam. Il tuo ISP non è riuscito a prevenire gli spam e a rispettare le migliori procedure per impedire lo spamming nel server email che condividi o di cui fai parte. In questi casi, si tratta di una lista della durata di 24 ore e puoi richiedere di essere reinserito nella lista bianca. Il tuo indirizzo IP è stato coinvolto nell’attività senza volerlo e senza il tuo consenso. I bot di spamming/malware sono in grado di infettare il sistema senza farsi scoprire dall’utente. Se il tuo è un caso differente dai sopracitati, devi controllare le tue procedure di email marketing perché, quasi sicuramente, sono state coinvolte nello spamming in maniera diretta o indiretta. Un honey pot è un sistema automatico e non ha nulla a che fare con te a livello personale. Dal momento che è possibile cadere inconsapevolmente in un elenco dell’honey pot durante le operazioni di email marketing, potrai affidarti ai seguenti rimedi: Puoi inviare una richiesta per inserire il tuo IP nella lista bianca. Il tuo indirizzo IP potrà essere reinserito nella lista bianca nel giro di 24 ore. Gli IP nella lista bianca saranno automaticamente eliminati dall’elenco in caso di attività dannose, successive alla data di inserimento nella lista bianca. Ciò provocherà un ritardo nella seguente richiesta di inserimento nella lista bianca. Rimuovi dalla tua lista tutti quegli indirizzi email che non hanno mai cliccato o aperto le tue email per un periodo di 6 mesi (è una misura preventiva che ti impedirà di cadere più volte nella stessa trappola) Se sei un email marketer da molto tempo, saprai che è proprio il canale del marketing a garantire il più alto livello di ROI rispetto agli altri canali digitali. Le email sono comunicazioni personali verso un cliente, esasperato dallo spamming. Per essere marketer responsabili, dovremmo preservare e sostenere il canale e partecipare alla lotta contro lo spam. Buona email marketing!


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Diversificazione Delle Newsletter: Settimanale Vs. Periodica

Diversificazione Delle Newsletter: Settimanale Vs. Periodica

Strategie Email Marketing • novembre 25, 2016

I grandi del marketing sostengono che ci vogliono sette incontri prima che un lead si converta a cliente. Discorso analogo per una campagna email: sono necessarie più interazioni con il lettore affinchè salga a bordo. “Salire a bordo” ha un diverso significato in questo contesto. Nel mondo dell’email marketing, vuol dire essere a conoscenza dell’esistenza del tuo brand ed impegnarsi volentieri a conoscerlo più a fondo, magari persino concedendogli fiducia per eventuali investimenti in futuro. Questa è la chiave. Devi far sì che le persone ti seguano, affinchè siano coinvolte in ciò che hai da dire. È così che ti costruisci un pubblico, il tuo brand, scateni il passaparola, e fai sì che le persone acquistino qualsiasi cosa tu stia cercando di vendere. La prossima sfida è l’approccio faccia a faccia con i tuoi lettori. Sarebbe bene che evitassi di comportarti come uno di quei fanatici promotori che inviano troppe campagne email. [Confessione: questa è una tattica MOLTO utilizzata tra i nuovi marketer che vendono servizi digitali o consulenze e detto molto francamente, è il modo più veloce per perdere iscritti. Diciamo la verità, nessuno è sempre così entusiasta e nessuno è talmente interessato al tuo prodotto. Aggiungici poi le pratiche poco raccomandabili messe in atto, come ad esempio usare una riga dell’ oggetto informale, così che la campagna sembri arrivare da un amico piuttosto che da un brand o una compagnia.] Quindi, la domanda è: come si può essere delle persone normali che inviano sani contenuti, che suscitano l’interesse degli iscritti, senza risultare fastidiosi? Facile. Diversifica le tue campagne email. Se invii già una campagna giornaliera, allora aggiungi un’ulteriore campagna settimanale. Se gestisci già una campagna settimanale, allora aggiungine una mensile o una raccolta trimestrale. La campagna email giornaliera può riguardare tutto ciò che accade in quel momento. Può trattarsi di offerte speciali solo per quel giorno o di call to action con un tempo di scadenza. Quella settimanale deve solo costituire un aggiornamento riguardo alle novità della settimana appena conclusa e di quella imminente. Deve essere priva di contenuti eccessivi, ed essere caratterizzata da elenchi puntati o da piccoli periodi scorrevoli e diretti che forniscono un quadro generale di ciò che proponi e ciò per cui le persone possano seguirti. La raccolta è un po’ più difficoltosa, e il modo di approcciarvisi non è tanto diverso da settore a settore. Deve essere vista come il risultato di una ricerca approfondita di tutto ciò che potrà suscitare l’interesse dei tuoi lettori. Pensa alla raccolta periodica come una rivista curata con ottimi contenuti, illustrati o sulla base di soli dati, che non avrai voglia di gettare via. Se hai intenzione di prendere in considerazione una di queste tre tipologie di email per il tuo sito, come strumento per attirare un maggior numero di lettori, allora la raccolta periodica è l’ideale. Inoltre, ricorda che non tutti I lettori vengono raggiunti da ogni singola email, il che significa che è del tutto accettabile la ripetizione delle informazioni, fintanto che la copia viene resa in modo diverso. Se un utente legge nuovamente la stessa cosa, perchè è solito aprire ogni email, almeno avrà ricevuto la stessa informazione ma sotto una nuova forma. Interagire con i lettori attraverso informazioni ripetute non è un’idea terribile; ti assicura che il messaggio venga recepito.


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