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Approfondimenti su Spamhaus e SpamCop

Approfondimenti su Spamhaus e SpamCop

Strategie Email Marketing • aprile 4, 2017

Nei post precedenti, abbiamo discusso i tipi di trappole spam e come un marketer di email può starne alla larga. In questo articolo, parleremo dei servivi di blacklist Spamhaus e Spamcop. Spamhaus Spamhaus è un’organizzazione internazionale no-profit che aiuta la maggior parte dei Fornitori di Servizi Internet, ESP, corporazioni e altri venditori di sicurezza nel tracciare gli spammer e bloccare la maggior parte dello spam e dei malware che si trovano nella rete. Fornisce diverse blacklist tra cui SBL, XBL, PBL, DBL e ZEN, che possono essere usate dai fornitori dei servizi mail per proteggere dalle attività di spam. SLB – La Block List di Spamhaus è una raccolta di indirizzi IP da cui Spamhaus raccomanda di non ricevere email. È aggiornata da un team devoto di investigatori diffusi in più di 10 nazioni. XBL – Exploits Block List è un data base in tempo reale di indirizzi IP di PC infetti dirottati da terze parti, inclusi proxi aperti (http, socks, AnalogX, Wingate, ecc), worm/virus con congegni spammosi o altri tipi di sfruttamenti di trojan. PLB – La Polici Block List è un database DNSBL degli intervalli di indirizzi IP degli utenti finali a cui non si dovrebbe inviare email SMTM non autenticate da alcun server di mail, eccetto quelli dotati di un ISP specifico per l’uso del cliente. Il PBL aiuta la rete a rafforzare la propria Politica di Accettabilità per gli intervalli di indirizzi IP dei clienti dinamici e non MTA. DBL – La Domain Block List è un database di domini in tempo reale (di solito domini di siti web) trovati in messaggi di spam. Un software del server delle mail capace di fare una scansione del contenuto dei testi dei messaggi per gli URI, può usare DBL per identificare, classificare e respingere lo spam contenente domini elencati nella DBL. ZEN – Questa è l’ultima lista di Spamhaus che combina tutte le zone di blocklist. È la più raccomandata, dal momento che integra le caratteristiche di SBL, XBL, PBL. Piuttosto, dovresti usare solo zen.spamhaus.org nella tua configurazione della blocklist di IP. Non usare mai ZEN in combinazione con altre blocklist di IP di Spamhaus dal momento che ti farà solo perdere DNS e rallenterà la coda delle mail. SpamCop Spamcop è il servizio premium per la segnalazione dello spam e crea le sue liste sondando il web e dalle segnalazioni degli utenti. Spamcop scopre la genesi delle email indesiderate e avverte il Fornitore dei Servizi Internet pertinente. Il suo servizio di segnalazione è gratis e puoi iniziare cliccando su questo link: https://www.spamcop.net/anonsignup.shtml. Cos’è la Blocking List di Spamcop (SCBL)? La Blocking List di Spamcop (SCBL) è uno strumento combattivo per l’eliminazione dello spam che indicizza gli indirizzi IP che hanno trasmesso email segnalate agli utenti di Spamcop. SCBL è una lista di siti veloce e automatica che invia email segnalate, con fonti multiple di segnalazione, inclusi report automatici e le sottomissioni degli utenti di Spamcop. SCBL elimina dalle liste velocemente e automaticamente anche quei siti in cui la segnalazione cessa. Puoi leggere le regole di funzionamento di SCBL e la sua implementazione qui: https://www.spamcop.net/fom-serve/cache/297.html. Cosa fare se sei in una blacklist di Spamhaus o Spamcop? Agisci prontamente: Per sapere se sei in una lista di Spamhaus, inserisci il tuo indirizzo IP o il tuo dominio qui: https://www.spamhaus.org/lookup/. Se sei bloccato su Spamhaus, farti eliminare dalla lista deve essere la tua prima preoccupazione dal momento che andrà ad intaccare la tua affidabilità. Rivedi le tue email recenti per trovare la possibile causa che ti ha portato nella blacklist. Cerca nella tua lista delle respinte o ID di email non attivi. Risolvi la questione: Per essere eliminato da una lista di Spamhaus, devi sistemare il problema che ha causato il tuo ingresso nella blacklist. Il tuo supporto tecnico ti guiderà nel processo. Alcuni dei punti che dovresti controllare sono: Rivedere il procacciamento della lista – Indaga in tutte le fonti di acquisizione della tua lista e smettila di inviare email a liste prestate o comprate. Segui tutte le componenti coinvolte per mantenere la qualità della tua lista, come la validazione degli indirizzi mail e l’implementazione di un doppio opt-in. Rimuovi ID inattivi o respinte: Gli utenti inattivi sono vulnerabili alle trappole per lo spam. Questi sono utenti non impegnati nelle tue campagne per cui deve essere messa in atto una politica di segmentazione per filtrare questi contatti. Il fornitore della mailbox invierà un codice utente sconosciuto un anno prima di trasformarsi in una trappola per spam. È importante che tu identifichi le respinte e che rimuova i contatti identificati sul loop di feedback. Quando hai terminato le operazioni sopra indicate, segui il procedimento di delisting qui: https://www.spamhaus.org/lookup/. Nel completare il modulo di delisting, informali brevemente che hai sistemato la questione. Una volta rimosso da una blacklist, assicurati di monitorare parametri come il tasso di lamentela, tasso di utenti sconosciuti e che le trappole per lo spam funzionino propriamente.


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Cosa devo fare se il mio IP finisce in una lista nera?

Cosa devo fare se il mio IP finisce in una lista nera?

Tecniche Email Marketing • gennaio 4, 2017

Diciamo che hai mandato un’email e che hai ricevuto un tasso di email respinte veramente alto, o che molte delle tue email siano state rifiutate. Se invii email dal tuo client di posta elettronica, puoi vedere che è stata respinta perché ti torna indietro. Se invii da altri provider di servizi, puoi richiedere i log. Sei giunto però alla conclusione di essere stato inserito in una lista nera. E adesso cosa fai? In breve, cos’è una lista nera, e chi la produce? Una lista nera è una lista virtuale di mittenti etichettati come spammer. Chi crea queste liste sono delle organizzazioni impegnate a combattere lo spam in internet. Organizzazioni come Spamhaus sono ampiamente riconosciute come leader nella lotta allo spam. Anche i provider di servizi hanno le proprie liste nere, ma i provider di servizi possono anche abbonarsi a Spamhaus per bloccare ancora più spammer. Non è ben chiaro che cosa ti faccia finire su una lista nera, ma può finirci chiunque, ma finché segui le buone prassi dell\'Email Marketing, lo puoi evitare completamente. Tuttavia, il modo più comune di finire su una lista nera è mandare spam! Scherzi a parte, il modo più innocente di finire su una lista nera è la negligenza. Non pulire la tua lista, togliere i link di annulla iscrizione, avere o ricevere continuamente  reclami sullo spam farà finire il tuo indirizzo IP su una lista nera, e nessuno riceverà le tue email. La domanda sorge quindi spontanea, come posso togliermi da una lista nera? Per toglierti da una lista nera, prima di tutto devi scoprire in che lista nera ti trovi. Spamhaus usa una lista largamente diffusa, ma non è l’unica lista. Puoi controllare su che lista nera si trova il tuo indirizzo IP usando strumenti come MXtoolbox o MultieRBL. Questi strumenti controlleranno le liste nere che supportano e ti diranno su quale lista ti trovi. Una volta che hai identificato su quale lista sei, puoi ora fare richiesta di delisting. Dovrai visitare il sito dell’organizzazione (se ne hanno uno) e vedere dove accettano le richieste di delisting. Qualche volta l’organizzazione chiede solo l’indirizzo IP, altre volte può chiedere maggiori informazioni, come il nome dell’azienda e la ragione della richiesta. Ora arriva il gioco d’attesa, l’organizzazione esaminerà la tua richiesta e farà ciò che ritiene opportuno. Dalla mia esperienza concedono davvero il delisting dell’indirizzo, non mi è mai stato negato. Per evitare di finire in una lista nera, segui le best practice di email marketing. Pulisci le tue liste, rispetta le richieste di cancellazione, e usa il doppio opt-in.


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Trappole per Spam Honey Pot

Strategie Email Marketing • novembre 28, 2016

‘Trappola per spam Honey Pot’, un termine che probabilmente ti farà pensare a una tecnica per intrappolare gli spammer. È un sistema usato dagli Internet Service Providers (ISP) e dalle autorità anti-spamming per identificare e penalizzare gli spammer. Il cosiddetto ‘honey pot’ per uno spammer è, ovviamente, costituito da dettagli di contatto o, più precisamente, indirizzi email. Gli spammer si servono di software di raccolta per ottenere indirizzi email casuali dal web, utilizzati dagli utenti nei vari forum e siti. I database contenenti questi indirizzi email sono poi venduti a innocenti commercianti (quelli pigri), che sono in cerca di nuove possibilità per le loro campagne di email marketing. Infine, questi indirizzi email sono bombardati da email di marketing, che i clienti non hanno mai sottoscritto e che non reputano rilevanti. Perciò, la prossima volta che trovi la tua posta in arrivo piena di email promozionali, saprai di essere vittima di uno spamming. Persino le migliori offerte non serviranno a placare i clienti che ricevono spam nella loro posta in arrivo. Comunque, lo spamming colpirà il commerciante in maniera di gran lunga superiore rispetto al cliente. Le organizzazioni anti-spam, incessantemente impegnate nella lotta allo spamming, creano e diffondono indirizzi email per tutto il web in modo da essere raccolti dagli spammer e coglierli, così, con le mani nel sacco. Se invii un’email a questi indirizzi, non importa se sei d’accordo o no, sarai segnalato come spammer. Stai attento perché questi honey pot potrebbero lasciarti con l’amaro in bocca. Questa tecnica è chiamata “trappola per spam Honey Pot”. Progetto Honey Pot: Il Progetto Honey Pot è una brutta notizia per gli spammer. Gli spammer hanno deriso l’intero ciberspazio e celebrato il loro giorno di raccolta. Ciò colpiva l’industria dell’email marketing e le persone iniziavano a odiare queste email promozionali che, in realtà, sono ed erano il metodo più efficace per recapitare i tuoi messaggi di marketing. Matt Prince e i suoi combattenti anti-spam di Unspam sono entrati in scena con questo geniale network basato su web chiamato Honey Pot, per identificare gli spammer e gli spambot che utilizzano per raccogliere gli indirizzi dai siti web. Questo è il Progetto Honey Pot (PHP). Oggi il PHP è utilizzato da diversi governi e forze dell’ordine per combattere e ridurre lo spamming. Il software PHP installa indirizzi email sul tuo sito, associati in modo casuale all’ora e all’IP di un visitatore (anche se è un bot). Se questi indirizzi iniziano a ricevere messaggi, si tratterà chiaramente di un caso di spamming. Saremo anche in grado di tracciare il momento esatto in cui questi indirizzi sono stati raccolti e gli IP responsabili. Detto in parole povere, il PHP includerà indirizzi email sul tuo sito, invisibili all’occhio umano (display: nessuna regola di CSS), ma rintracciabili dai bot. Ogni indirizzo email invisibile è unico e indirizza lo spammer nella trappola per spam. Oggi il Progetto Honey Pot primeggia nella lotta contro gli spam. Infatti, ha persino diversificato i suoi sforzi per la difesa da diversi tipi di spamming. Il PHP ha intrapreso ulteriori iniziative in campo di prevenzione da spamming nei commenti e da attacchi a dizionario. Il Progetto Honey Pot ha, inoltre, promosso servizi che sfruttano i dati per permettere agli amministratori dei siti di tenere alla larga pericolosi robot del web. Le statistiche confermano l’efficacia dell’organizzazione nella lotta agli spam. Il Progetto Honey Pot finora: Statistiche del Progetto (a partire dall’11 giugno 2016) Tempo dalla Raccolta al Primo Spam Il più lento: 3 anni, 4 mesi, 2 settimane, 3 giorni, 21 ore, 1 minuti, 31 secondi Il più veloce: 1 secondo Media: 2 settimane, 5 giorni, 11 ore, 49 minuti, 41 secondi Traffico di Raccolta 1.55% dei visitatori dell’intero honey pot sono di raccolta Spam Inviati 951.9 messaggi in media agli indirizzi della trappola per spam 1,700,752 messaggi inviati alla trappola più mirata Server di Spam per la Raccolta 414.4 server di spam per la raccolta Monitoraggio 123,004,531 IP 228,934,209 trappole per spam Identificati 256,773 dispositivi di raccolta 375,028 motori di ricerca 106,406,578 server di spam 1,280,557 spammer di commenti 27,580,502 attacchi a dizionario 30,896 trasgressori 382,951 web hosting pericolosi Attivi (Questa Settimana) 3,116 dispositivi di raccolta 137,139 server di spam 5,149 spammer di commenti 34,760 attacchi a dizionario 111 trasgressori Ricevuti 2,839,586,684 messaggi spam unici 5,677,168 messaggi unici questa settimana Capacità di Monitoraggio 618,345,000,000 trappole per spam I 5 Paesi con le Maggiori Raccolte Cina (32.5%) Spagna (12.2%) Stati Uniti (8.7%) Romania (4.4%) Germania (3.2%) I 5 Paesi con Maggiore Invio Spam Cina (9.3%) Brasile (8.5%) Russia (6.8%) Stati Uniti (6.4%) India (6.0%) I 5 Paesi con Maggiori Attacchi a Dizionario India (10.9%) Brasile (8.4%) Russia (7.1%) Cina (6.2%) Vietnam (5.9%) I 5 Paesi con Maggiori Spamming nei Commenti Cina (31.2%) Stati Uniti (15.9%) Russia (10.0%) Ucraina (5.5%) Brasile (3.8 %) Sorgente: https://www.projecthoneypot.org/statistics.php Anche tu puoi partecipare agli sforzi nella lotta agli spam. Inserisci i tuoi dati sul sito del PHP, fornendo il consenso alle loro politiche e accordi. Questo è un procedimento necessario per iscrivere il tuo sito al Progetto Honey Pot. Più siti conterranno il software PHP, maggiore sarà l’efficacia della lotta agli spam. In sostanza, il PHP è uno sforzo collettivo di un gruppo di individui che collaborano per contrastare gli spam. Com’è possibile cadere nella lista spam di Honey Pot: È sempre raccomandato agli email marketer di utilizzare servizi come ProjectHoneyPot.org, Smart Network Data Services di Windows e lo strumento di Sender Score di Return Path per assicurare la pulizia della lista. Potresti ritrovarti accidentalmente incastrato in una trappola per spam nei seguenti casi: Stai riutilizzando un IP precedentemente inserito in una trappola per spam. Il tuo ISP non è riuscito a prevenire gli spam e a rispettare le migliori procedure per impedire lo spamming nel server email che condividi o di cui fai parte. In questi casi, si tratta di una lista della durata di 24 ore e puoi richiedere di essere reinserito nella lista bianca. Il tuo indirizzo IP è stato coinvolto nell’attività senza volerlo e senza il tuo consenso. I bot di spamming/malware sono in grado di infettare il sistema senza farsi scoprire dall’utente. Se il tuo è un caso differente dai sopracitati, devi controllare le tue procedure di email marketing perché, quasi sicuramente, sono state coinvolte nello spamming in maniera diretta o indiretta. Un honey pot è un sistema automatico e non ha nulla a che fare con te a livello personale. Dal momento che è possibile cadere inconsapevolmente in un elenco dell’honey pot durante le operazioni di email marketing, potrai affidarti ai seguenti rimedi: Puoi inviare una richiesta per inserire il tuo IP nella lista bianca. Il tuo indirizzo IP potrà essere reinserito nella lista bianca nel giro di 24 ore. Gli IP nella lista bianca saranno automaticamente eliminati dall’elenco in caso di attività dannose, successive alla data di inserimento nella lista bianca. Ciò provocherà un ritardo nella seguente richiesta di inserimento nella lista bianca. Rimuovi dalla tua lista tutti quegli indirizzi email che non hanno mai cliccato o aperto le tue email per un periodo di 6 mesi (è una misura preventiva che ti impedirà di cadere più volte nella stessa trappola) Se sei un email marketer da molto tempo, saprai che è proprio il canale del marketing a garantire il più alto livello di ROI rispetto agli altri canali digitali. Le email sono comunicazioni personali verso un cliente, esasperato dallo spamming. Per essere marketer responsabili, dovremmo preservare e sostenere il canale e partecipare alla lotta contro lo spam. Buona email marketing!


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Come fanno gli indirizzi email inattivi a diventare Trappole Spam?

Tecniche Email Marketing • settembre 20, 2016

Le aziende che usano molto l’email marketing devono sempre controllare il  livello di spam delle proprie email prima di cliccare il tasto invio. Anche se segui tutte le regole di un buon email marketing, stai forse diventando vittima delle trappole spam? Questo accade quando non mantieni sufficientemente aggiornata la tua lista di sottoscrizioni. Gli ISP scelgono gli indirizzi non operativi per usarli come trappole spam. Una trappola spam è un indirizzo email che è stato specificatamente creato dagli ISP per trovare gli spammer. Gli ISP scelgono degli indirizzi email inattivi a caso e li personalizzano nella propria versione di trappola spam. Potrebbe trattarsi di quegli indirizzi email che un tempo erano attivi, ma che dopo un periodo di inattività hanno cominciato a produrre respinte hard. Se questi indirizzi ricevono delle email, gli ISP capiranno che la lista è stata comprata o affittata. Molti marketer digitali perlopiù legittimi, ma sfibrati, cadono in questa trappola se non aggiornano regolarmente la loro lista. Elimina i contatti con respinte hard o finirai bloccato nel cestino dello spam Coloro che inviano email dovrebbero aver chiaro che tipo di respinte ricevono dalle loro campagne email. Le respinte hard avvengono quando l’indirizzo email non è valido o è inesistente. Tutti i tipi di indirizzi email terminati, inclusi gli alias Hotmail, mandano rimbalzi hard, anche se i loro indirizzi primari sono ancora attivi, perché i Mailer Daemon non riescono ad identificarli. Se continui a mandare email a respinte hard, gli ISP fiuteranno lo spamming e alla fine ti butteranno nel cestino dello spam. Il tasso di abbandono può essere più di un terzo della tua lista Il tasso di eliminazione è un fattore importante per ogni business con un modello di servizio basato su iscritti. Può moltiplicarsi fino ad un terzo ogni anno. Possono esserci diverse ragioni per cui la gente abbandona i propri indirizzi email, ma uno di questi potrebbe essere il rapido aumento dell’uso di alias Hotmail da parte dei clienti. La gente nasconde ai marketer i propri contatti email primari creando degli alias che vengono poi eliminati. La ragione primaria che motiva l’abbandono delle email è il valore e l’efficacia della tua campagna di marketing. La mancanza di rilevanza del contenuto e il mandare troppe email potrebbero essere alcune delle ragioni imputabili al marketer. Un’altra ragione potrebbe essere il cambio di dominio, magari una nuova impresa non è riuscita a svilupparsi e tutti gli indirizzi ad essa associati hanno incominciato a mandare rimbalzi hard. I tipi di trappole spam più comuni sono: Le trappole spam chiamate Pure, Pristine, o Vere sono create dagli ISP, dai provider di email, o da servizi di blacklist come Spamhaus e Spamcop. Questi inseriscono su siti web pubblici, degli indirizzi email che un utente normale non può vedere, ma che un robot che capta gli indirizzi in rete invece può catturare. Inviare un’email a trappole spam pristine può causare diversi problemi di deliverability e può condurre alle blacklist. Le trappole spam Riciclate sono quegli indirizzi email che venivano usati da utenti reali in passato, ma poi abbandonati e convertiti in trappole dai provider di posta elettronica. Se segui pratiche ambigue di raccolta liste, potresti imbatterti in trappole spam riciclate. È possibile eliminare il 100% delle trappole email dalla tua lista? Gli ISP, le autorità anti-spam e i provider di posta elettronica come Gmail, Yahoo, AOL e Hotmail non fanno mai sapere quali indirizzi email siano trappole. Rivelare questa lista comprometterebbe certamente il loro obiettivo di prendere gli spammer. La migliore tra le soluzioni possibili consiste nel seguire buoni procedimenti di acquisizione liste. È sempre meglio monitorare la tua reputazione in maniera proattiva usando il sistema di monitoraggio di reputazione Return Path. Il più grande piccolo cambiamento alla tua strategia di email marketing La tua azienda, per prima cosa, deve cancellare tutti gli indirizzi email con respinte hard. Il risultato sarà visibile sui report della tua campagna sotto forma di un maggior tasso di apertura. Le aziende che si basano sull’email marketing possono essere portate al fallimento dal blocco delle proprie campagne email. Quindi è importante che un email marketer legittimo consideri il ripulire le proprie liste un fattore cruciale tanto quanto pagare gli stipendi. Benchmark Email aggiunge questi indirizzi ad una lista di eliminazione che assicura che, anche quando invii loro un’email, questa non verrà consegnata, perché capiamo che è inutile. Vogliamo che i nostri clienti conducano un email marketing legale, quindi abbiamo deciso di istruirli in merito.


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5 Cause per cui la tua campagna email va in spam

5 Cause per cui la tua campagna email va in spam

Tecniche Email Marketing • settembre 4, 2015

Avrai sicuramente notizie entusiasmanti da dare ai tuoi iscritti nella newsletter settimanale. Potrai anche avere un team di professionisti che creano contenuti per la tua email. E anche un\'ottima lista di destinatari. Ma probabilmente non hai fatto i conti con i famigerati filtri  anti-spam. Di recente ho parlato con alcune persone che non si spiegavano come mai le campagne, anche avendo ottime liste di iscritti ottenute con doppio opt-in, avevano bassi tassi di apertura. Da controlli abbiamo riscontrato che molte email finivano direttamente nella cartella spam. Ecco alcune delle motivazioni. Oggetto Inappropriato Il testo presente nell\'oggetto è la prima cosa che viene verificata. Se il tuo oggetto è molto “animato” con uso eccessivo di punti esclamativi e simboli speciali allora è molto più probabile che il filtro anti spam blocchi la campagna. I filtri possono scattare per l\'uso di alcuni simboli speciali, per la parole come per esempio “gratis” o per la lettera “X”. Evita quindi quelle parole che possono essere rischiose. Cancellazione Difficoltosa Anche se la tua email è ricca di informazioni utili, ci sarà sempre qualcuno che vorrà cancellarsi. Se non hai un metodo chiaro e veloce per far cancellare un utente dalla newsletter tramite ad esempio un link di disiscrizione, è probabile che l\'utente segnali l\'email come spam. Errori di Email Server Alcuni server email hanno filtri anti-spam più sensibili rispetto ad altri. Quindi per qualcuno la tua email passerà e per altri verrà bloccata, tutto dipende dagli algoritmi usati dai vari server. Su questo quindi non puoi avere alcun controllo. Occhio alle immagini La tendenza nelle campagne email è quella di avere contenuti visivamente ricchi con collegamenti selettivi sui vari contenuti. Per fare questo è necessario utilizzare dei modelli. Chi non ha esperienza di solito crea una grande immagine e la incorpora nella propria email. Questo non funziona. Il motivo è perché i filtri anti-spam bloccano questo tipo di email perché di solito è dove si nasconde un contenuto sospetto. Quindi cerca di creare un modello adeguato che si adatta alla tua grafica in modo da poter evitare problemi. Troppe email Un altro problema potrebbe essere quello che si stanno inviando troppe email in un breve lasso di tempo. Questo problema è particolarmente rilevante se non stai utilizzando un software di email marketing che può aiutarti ad organizzare e distribuire gli invii delle campagne. Questi sono solo alcuni fattori che portano le tue email a finire in spam, qui trovi altre informazioni utili. Raccontaci cosa fai tu per evitare questo fastidioso problema.


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Checklist delle Buone Pratiche di Email Marketing

Checklist delle Buone Pratiche di Email Marketing

Strategie Email Marketing • maggio 19, 2010

Anche alla persona più esperta può capitare di dimenticare o tralasciare qualche principio di base di buone pratiche di email marketing, annullando così l\'efficacia delle proprie campagne. Ecco una lista da controllare prima di inviare una campagna per assicurarsi di non aver dimenticato nulla. Landing & Branding Il messaggio della tua email esalta il valore del tuo brand? Hai fatto in modo che lo stile e i loghi usati siano gli stessi di quelli presenti sul tuo sito web? Una volta che il cliente arriva sul tuo sito web tramite link presente nell\'email, si tratta di una pagina di destinazione dedicata solo a quella particolare campagna? E\' presente un invito convincente all\'azione (call to action)? Contenuto Ci sono delle parole che potrebbero anche lontanamente essere definiti parole spam sia nell\'oggetto che nel corpo? Stai scrivendo in modo corretto e in maniera professionale? Il tuo messaggio parla di una offerta facile da individuare, facile da capire e convincente? Hai trovato un equilibrio tra il numero di link e la quantità di contenuti, in modo che nessuno dei due prevarichi l\'altro? La struttura del messaggio email è concentrata, equilibrata e appropriata? C\'è una call to action persuasiva e allo stesso tempo chiara e potente? L\'oggetto dell\'email è informativo e seducente, e ben al di sotto di 55 caratteri di lunghezza? Social Media Ti sei ricordato di aggiungere link o pulsanti collegati alle tue pagine social media? Hai inserito pulsanti di condivisione per permettere ai destinatari di pubblicare l\'email sui social network come Facebook e Twitter? Hai inserito il link per far inoltrare l\'email a un amico? Riconoscibilità & Personalizzazione L\'indirizzo email mittente ha il tuo dominio aziendale? Nell\'indirizzo email mittente, il nome prima del simbolo @ è comprensibile e amichevole come il tuo nome? Esempio: Andrea@TuaAzienda.com Hai usato la personalizzazione del contenuto, ad esempio richiamando il nome del destinatario? Lo hai usato in modo equilibrato o in modo eccessivo? Gestione Contatto Hai raccolto tutti i dati di segmentazione fattibili nel momento dell\'iscrizione? Hai raccolto il maggior numero di informazioni sul contatto? Il processo di iscrizione è facile e veloce? Lo hai testato? Aspetti Legali Il tuo messaggio email include tutti i dettagli della tua azienda, come il nome e l\'indirizzo? Il processo di disiscrizione è facile ed immediato? Aspetti Tecnici Ti sei assicurato che il tuo codice HTML non contenga javascript o CSS? Tutte le immagini contengono \"alt text\" in modo che chi ha le immagini bloccate legge comunque il testo? L\'email è leggera e si apre velocemente? Visualizzazione Hai controllato e testato la tua email su diversi PC con diverse risoluzioni di schermo? Ed anche su dispositivi mobili come smartphone e tablet? Hai controllato la visualizzazione delle tue email su diversi programmi di posta e diversi browser web? Hai inserito un link alla versione web della tua email? Se hai controllato e rispettato tutti questi aspetti significa che hai seguito le buone pratiche di email marketing. Puoi adesso tranquillamente inviare la tua campagna!


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8 Suggerimenti per la buona deliverabilità delle email

8 Suggerimenti per la buona deliverabilità delle email

Strategie Email Marketing • settembre 23, 2009

I filtri anti-spam possono incidere notevolmente sulla deliverabilità delle email impedendo la corretta consegna delle email nella casella di posta dei destinatari. E una cattiva deliverabilità porta a risultati negativi sui tassi di apertura e di risposta. In questo articolo vogliamo darti alcuni suggerimenti per evitare che questo accada:   Tip 1: Usa un\'affidabile piattaforma di invio email (ESP) Usando un affidabile Email Service Provider (ESP) avrai indubbiamente buoni risultati di deliverabilità. Con la piattaforma di Benchmark Email beneficerai di una buona reputazione ed affidabilità con i vari ISPs. Ci vogliono anni di duro lavoro e dedizione per costruire una buona reputazione a livello di server/network/ISP ed anche tu nel tuo piccolo puoi contribuire positivamente in questo seguendo le buone pratiche dell\'email marketing. Maggiori info le trovi nell\'articolo \"Come Migliorare La Reputazione Nell\'Email Marketing\" Tip 2: Usa piattaforme che usano Feedback Loops Scegli una piattaforma che è registrata con i ‘Feedback Loops’ sui grandi ISPs come Yahoo, Hotmail e AOL. Questo significa che ogni volta che un destinatario segnala la tua email come spam, il feedback loop permette all\'ISP di cancellare direttamente l\'email dal tuo  database. Questo consente di bloccare futuri invii di email all\'utente e quindi evitare ulteriori segnalazioni che potrebbero compromettere la tua reputazione. Tip 3: Ottieni il Consenso Il consenso o permesso ad inviare messaggi è uno dei fattori principali nella deliverabilità delle email. E\' vitale assicurarsi che i destinatari si siano effettivamente iscritti alla tua newsletter. Ciò richiede l\'utilizzo di un processo di opt-in verificato, cioè l\'utente deve confermare la propria iscrizione cliccando su un link univoco inviato nella sua casella di posta elettronica. Cliccando su questo link, il potenziale sottoscrittore conferma che l\'indirizzo di posta elettronica è il suo e che ha chiesto di ricevere le tue newsletter. Tip 4: Corretta Manutenzione della Lista Elimina subito dalla tua lista gli indirizzi che causano bounce o che non sono più validi. Un indirizzo email che non riceve la tua email a causa di un errore permanente 2 o 3 volte in un mese deve essere eliminato dalla lista. Ricorda che gli ISP tengono d\'occhio il numero di email che vengono respinte; l\'invio continuo di email a caselle di posta non validi potrebbe comportare il blocco delle tue email da parte degli ISP. Tip 5: Mantieni sempre lo stesso \'Mittente\' Usa sempre le stesse informazioni nel campo ‘da’ (mittente) delle tue email. Modificando l\'indirizzo mittente dovrai assicurarti che i tuoi destinatari aggiungano questo nuovo indirizzo nella propria rubrica. Se non lo fanno rischi che molti di loro non riceveranno correttamente l\'email. Ma la cosa più importante è che lasciando inalterato il campo mittente svilupperai negli utenti e col tempo una migliore consapevolezza/conoscenza/affidabilità del tuo brand. Tip 6: Riduci al minimo i bounces (email respinte) Assicurati di cancellare tutti gli indirizzi a cui non viene consegnata l\'email. Invii multipli a indirizzi obsoleti potrebbe portare il tuo ISP a prendere provvedimenti ed inserirti nelle black list. Tip 7: Datti una frequenza L\'invio di email ad una frequenza fissa, ad esempio lo stesso giorno ed ora della settimana è sempre visto di buon occhio dagli iscritti ed anche dagli ISP. Si dà infatti l\'impressione di fare un corretto email marketing ed anche gli ISP avranno la conferma che non sei uno spammer che invia email a qualsiasi ora e giorno. Tip 8: Invia Contenuti di Qualità Invia sempre contenuti che possano essere di interesse agli iscritti. Inviare email privi o  poveri di contenuti possono essere causa di segnalazioni di spam. La deliverabilità delle email è un fattore fondamentale per chi fa email marketing e quindi, prima di inviare le tue campagne, rivedi questi 8 piccoli ma importanti suggerimenti!      


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Email Marketing: Evitare l’Invio a una Vecchia Lista Email

Email Marketing: Evitare l’Invio a una Vecchia Lista Email

Strategie Email Marketing • agosto 28, 2009

Molte aziende raccolgono indirizzi email sui loro siti web fin dall\'inizio, ma spesso tardano ad usarli nelle campagne di email marketing perchè occupati in altre priorità. La mancanza di tempo nella preparazione di una campagna è infatti una delle ragioni per cui non si usano gli indirizzi email collezionati nel breve periodo, e quando si decide di usarli potrebbe essere troppo tardi. Capita infatti che l\'azienda improvvisamente si sveglia e decide di contattare tutti gli indirizzi raccolti nel corso di anni. Ma così facendo si possono ottenere risultati opposti a quelli desiderati, infatti ci sono rischi e controindicazioni da non trascurare. Ecco alcuni dei problemi che potrebbero insorgere: Potresti essere accusato di inviare spam Qualcuno dei tuoi clienti avrà visitato il negozio, avrà acquistato qualcosa o magari si sarà anche iscritto alla tua mailing list. Ora dopo un anno si vede arrivare improvvisamente e frequentemente tue newsletter. Sarà felice di ricevere le tue numerose newsletter? Si sarà mai ricordato di aver visitato il tuo sito? La risposta ad entrambe è No. I destinatari della tua newsletter con ogni probabilità si chiederanno chi sei e come sei arrivato al loro indirizzo email, e marcheranno la tua email come spam. Questo porta al rischio di entrare in qualche black-list. Molte delle email verranno respinte (bounce) Se invii una campagna a indirizzi più vecchi di 12 mesi noterai che molti di questi indirizzi respingeranno l\'email. Le cause possono essere le seguenti: L\'indirizzo email non esiste più: Quando questo accade dovrai cancellare l\'indirizzo dalla tua lista. Se molti indirizzi nella tua lista sono in questo stato rischi di essere bloccato dagli internet service provider in quanto etichettato come spammer. E\'  buona norma non superare mai il 10% di email respinte. L\'indirizzo è stato spostato e subisce un redirect: Questo accade quando l\'utente cambia mansione lavorativa o quando un account è cancellato. In questo caso c\'è una buona chance che qualcun altro riceva la tua newsletter ma questa nuova persona non avrà idea di chi sia il mittente e quindi segnalerà la newsletter come spam. L\'indirizzo è diventato uno spam trap: Indirizzi molto vecchi potrebbero diventare degli spam traps. Si tratta di indirizzi obsoleti che gli email provider usano proprio per identificare gli spammer, ecco perchè sono delle vere e proprie trappole molto pericolose per chi fa email marketing. Potresti entrare in una black list Dopo essere stato accusato di inviare spam e dopo aver constatato che molte email sono state respinte potresti trovarti nella situazione che molti internet service provider ti abbiano inserito nelle loro black-list. Questa potrebbe essere la combinazione di tanti fattori come la presenza di utenti che non ricordano di essersi iscritti alla tua newsletter, le alte percentuali di indirizzi non validi e la \"caduta\" in qualche spam trap.  


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Come Scrivere un Oggetto Email Efficace

Come Scrivere un Oggetto Email Efficace

Strategie Email Marketing • luglio 2, 2009

Ogni singolo elemento di un\'email – dalla nota di permission alle informazioni presenti nel footer – gioca un ruolo importante nella sua corretta deliverabilità. Ma c\'è un elemento che rispetto agli altri ha una \"repsonsabilità\" maggiore perchè mostrato per primo ai tuoi destinatari: il testo dell\'oggetto. Breve e difficile da gestire, questo piccolo testo di meno di 100 caratteri è ciò che i tuoi iscritti e i loro client di posta elettronica vedranno prima di tutto. Ecco perché ottimizzare l\'oggetto è necessario se vuoi che la tua campagna di email marketing abbia successo. In questo articolo vogliamo darti 6 suggerimenti. 1. Chiarezza degli obiettivi Poniti degli obiettivi precisi in modo da impostare di conseguenza un oggetto efficace. Ecco alcuni esempi di obiettivi che possono essere utilizzati per scrivere oggetti di forte impatto: Miglioramento tassi apertura Aumento tassi di conversione Acquisizione nuovi clienti Promozione prodotti e servizi Definendo in primis il tuo obiettivo potrai impostare il giusto tono nel testo del tuo oggetto. 2. Semplice e Breve Ricerche indicano che i lettori considerano più credibili quelle email con oggetti brevi. Cerca di mantenere il testo dell\'oggetto semplice e breve - preferibilmente da quattro a sette parole. 3. Evita La Pubblicità Sei felicissimo di un tuo nuovo prodotto e vuoi che anche i tuoi destinatari provino la stessa emozione. Ma c\'è una linea sottile tra suscitare emozione e pubblicizzare un prodotto. L\'oggetto dovrebbe parlare delle buone qualità del tuo prodotto o servizio, evitando di esaltarlo troppo per non sembrare troppo \"pubblicitario\". Gli utenti sono molto scaltri e riconoscono subito quando qualcuno sta esagerando. Per questo motivo mantieni l\'oggetto intrigante ed eccitante, ma non troppo sopra le righe. 4. Evita Parole Spammy Alcune parole e frasi danno un\'impressione negativa nella mente dei lettori col rischio che l\'email venga immediatamente cestinata. Evita di utilizzare le seguenti parole nell\'oggetto delle email: cialis FREE (GRATIS) Guadagna Free investment (Investimento/Finanziamento gratis) levitra Assicurazione per la vita valium Solo per te Multi level marketing (marketing multilivello) Entra gratis xanax Tutto gratis For Only (A Soli XY Euro) Caro Amico Inoltre cerca di non iniziare il testo dell\'oggetto con queste parole: Free (Gratis) Hello (Ciao) Buy (Acquista) Buying (Acquisto) Se usi una piattaforma di email marketing come Benchmark Email hai la possibilità di effettuare una verifica tramite lo strumento ‘Spam Checker\' che ti darà un punteggio di rischio spam per ogni campagna email. 5. Inserisci il tuo Brand Diversi studi recenti dimostrano che le newsletter con il proprio brand nell\'oggetto tendono ad avere tassi di apertura superiori. Utilizza questa statistica a tuo vantaggio. Se stai promuovendo tre diversi prodotti, scegli quello più popolare e inseriscilo nel tuo oggetto. 6. Usa il Test A/B Se hai diverse idee sul testo dell\'oggetto e non sai quale scegliere puoi affidarti allo strumento Test A/B. Questo strumento consente di inviare più varianti di email con oggetti differenti a piccole percentuali di contatti della tua lista. Al termine del test avrai le statistiche di quale delle varianti è stata più efficace (migliori tassi di apertura, minori segnalazioni di spam, ecc..) e potrai quindi inviarla al resto della tua mailing list.


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Come Ridurre le Segnalazioni di Spam?

Come Ridurre le Segnalazioni di Spam?

Strategie Email Marketing • giugno 16, 2009

Una delle chiavi del successo dell\'e-mail marketing è quella di non ricevere o ridurre al minimo il numero di segnalazioni di spam. Le segnalazioni di spam possono danneggiare la tua reputazione con il tuo ISP o provider di hosting, e quindi rischi che i messaggi non vengano più consegnati a utenti con indirizzi di posta elettronica come Gmail, Hotmail e Yahoo. Nonostante queste conseguenze drammatiche, molte imprese che si basano sull\'e-mail marketing per fare pubblicità non sono a conoscenza dei passi da adottare per prevenire le segnalazioni di spam. I seguenti consigli ti permetteranno di ridurre le segnalazioni di spam: Processo di opt-in: Il modo migliore per assicurarti che i tuoi destinatari desiderano ricevere email da te è quello di utilizzare un processo di iscrizione con conferma o double opt-in. Richiedi agli iscritti di confermare la propria iscrizione rispondendo ad un messaggio e-mail prima di aggiungerlo alla tua lista email. Con i moduli di iscrizione di Benchmark, questo processo di conferma è automatico. Usa solo la tua Lista: Non è assolutamente consentito usare liste di terze parti o acquistate. Dovrai quindi rimuovere dalla tua lista qualsiasi indirizzo ottenuto da terze parti. Pratica una Pulizia della tua Lista: Non innamorarti della numerosità della tua lista. La quantità non significa molto; è la qualità quella che conta. Se la tua lista è vecchia è possibile che alcuni indirizzi non siano più interessati alle tue newsletter oppure controlla che non ci siano indirizzi obsoleti o indirizzi che non vengono più utilizzati. Inserisci un Link di Cancellazione: E\' fondamentale dare la possibilità agli utenti di cancellarsi dalla newsletter in modo chiaro, semplice e veloce e questo si ottiene inserendo un link di cancellazione in fondo a tutte le email che invii. In Benchmark il link di cancellazione viene inserito in modo automatico. Valuta bene cosa scrivere nell\'Oggetto: Assicurati che, specialmente all\'inizio, il nome della tua azienda sia inclusa nella riga dell\'oggetto. Potresti pensare che non è necessario, dal momento che il nome della società sarà mostrato nel campo mittente \"Da\", tuttavia, questo aiuta a trasmettere professionalità. Assicurati che l\'oggetto sia coerente con il corpo del messaggio. A nessuno piace essere ingannato il che aumenta le possibilità che il tuo indirizzo e-mail venga contrassegnato come spam. Layout familiare: Usa un template e-mail con gli stessi colori, caratti che permettano ai tuoi iscritti di riconoscere subito le tue campagne email. Infatti nel tempo i tuoi iscritti riconosceranno immediatamente la tua email e si ricorderanno di essersi iscritti volontariamente. Indirizzo mittente coerente: Utilizzare un indirizzo mittente coerente serve a due scopi. In primo luogo, utilizzando lo stesso indirizzo mittente nel corso del tempo è un altro modo per assicurarti che i tuoi iscritti riconoscono sempre le e-mail. E\' meglio usare un indirizzo che include il vostro marchio o il nome della società. Secondo, utilizzando sempre diversi indirizzi mittenti aumenta la possibilità che i filtri dei programmi email  (spam filters) bloccano le tue email. E\' sempre una buona idea quella di chiedere alla tua lista di destinatari di aggiungere il tuo indirizzo mittente nella propria rubrica di contatti. Frequenza: Le segnalazioni di spam aumentano  quando le aziende inviano troppi messaggi email sulla stessa lista di persone. Una newsletter può diventare fastidiosa quando viene inviata troppo spesso, soprattutto se si sta inviando in sostanza lo stesso messaggio più e più volte. La frequenza di invio delle mail dipende dalla vostra attività e dal tipo di informazioni che fornite agli utenti iscritti. Puoi inserire questa informazione sulla frequenza di contatto nelle condizioni di iscrizione in modo che gli iscritti siano a conoscenza di quando riceveranno le vostre mailing. Altri consigli: - non scrivere lunghi messaggi - sii “chiaro e coinciso”, e punta al tuo sito per maggiori info; - non ripetere la tua URL più volte  — una o due volte è sufficiente; - esegui un controllo dello spam sul contenuto dei tuoi messaggi prima di inviarli


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