TRE errori da evitare nell’email marketing

Tempo di lettura: 4 Minuti Strategie Email Marketing Tecniche Email Marketing

Come ho scritto molte volte su questo blog, l’utilizzo corretto dell’e-mail marketing a livello aziendale e commerciale costituisce una risorsa insostituibile per una moderna promozione, a costi praticamente inesistenti.

Allo stesso modo ho ripetuto (e ripeterò ancora in futuro), che è necessario utilizzare queste tecniche nel modo corretto.

Il metodo giusto è sempre lo stesso:

avere un ascolto attivo nei confronti dei destinatari e proporre loro valore senza chiedere niente in cambio.

Se la pubblicità sappiamo bene essere cosa non gradita a nessuno, la ricezione di informazioni utili l che vadano nell’interesse esclusivo del consumatore, sono invece un elemento imprescindibile per far crescere il numero di clienti e fidelizzare quelli esistenti.

Non è un caso che, anche a livello televisivo, vanno per la maggiore i report di approfondimento su specifiche tematiche, a conferma che l’utente (il consumatore), è alla costante ricerca di informazioni concrete che, magari, nella grande confusione del Web e dei social network, non riesce a trovare con facilità.

Nonostante le mie parole siano sostanzialmente banali e, come già detto, spesso ripetute in vari articoli, ancora oggi sono troppe le aziende che utilizzano i sistemi di e-mail marketing come un qualcosa con cui “provare a vendere

Signori, ve lo ripeto una volta di più: non funziona così!

L’E-mail marketing principalmente è un mezzo di comunicazione e quindi utilizzato in maniera giudiziosa.

Ovviamente è impossibile elencare in un unico articolo tutti gli errori che vengono generalmente commessi dagli aziende che utilizzano in modo improprio le strategie di e-mail marketing, ma posso comunque elencare almeno tre grossolani errori che devono sempre essere accuratamente evitati

 

1.usare l’e-mail marketing solo per vendere

So benissimo che le aziende devono vendere per sopravvivere, ma c’è un modo un tempo per tutto.

Quando un vostro cliente entra in negozio non cercate di vendergli subito qualcosa, ma prima vi mettete in comunicazione con lui cercando di capire le necessità offrendo soluzioni in grado di soddisfarle.

SOLUZIONE

Con l’e-mail marketing è necessario avere esattamente lo stesso approccio: prima di tutto cercate di stabilire una comunicazione e soltanto dopo sarete in grado di offrire delle soluzioni


2.Non profilare le liste

La profilazione è una funzione che ci permette di creare liste differenziate di utenti per poter dare loro informazioni di sicuro interesse, anziché inviare tonnellate di informazioni generaliste.

Facciamo un esempio pratico.

Un centro di chirurgia estetica offre un ampio spettro di interventi.

Un utente arriva su una pagina del sito perché sta cercando informazioni relative alla mastoplastica additiva. Lì ci sono una serie di informazioni e un modulo per l’iscrizione alla newsletter grazie alla quale riceverà “tantissime informazioni utili

La persona si iscrive e incomincerà a ricevere una serie di e-mail dove si parla di mastoplastica additiva?

NO, si parla di tutto: dalla mastoplastica additiva alla rinoplastica, dalla liposuzione alla blefaroplastica.

Ma questa persona si è iscritta perché voi avete promesso di mandarli ulteriore informazione su quello che la persona cerca ovvero la mastoplastica additiva.

Il risultato è che si cancellerà dalla newsletter e continuerà a cercare ulteriori informazioni fino a che non troverà un sito che egli offrirà solo ed esclusivamente le informazioni che ha richiesto.

SOLUZIONE

Segmentare le liste creando una lista specifica per ogni specialità aziendale


3.non analizzare i risultati

Le statistiche dicono in modo molto chiaro che soltanto il 20% delle aziende che utilizza strategie di e-mail marketing presti particolare attenzione all’analisi dei risultati, ovvero si limitano esclusivamente a vedere quante aperture delle e-mail ci sono state, quanti clicca sono stati fatti all’interno della e-mail e quante cancellazioni sono avvenute nel periodo.

Dati importanti, ma non sufficienti a migliorare una strategia di comunicazione.

È necessario capire perché le persone non aprono le nostre e-mail o si cancellino dalla nostra lista.

Individuare le cause dei comportamenti della nostra utenza È un’informazione di vitale importanza per tutto il ciclo di comunicazione marketing

SOLUZIONE

Ogni dato deve essere analizzato con estrema attenzione, ma soprattutto è fondamentale attivarsi di conseguenza e in modo differenziato.

Ad esempio, se un utente si cancella dalla nostra lista, è consigliato predisporre una serie di pagine sul sito che vengano utilizzate come modalità di richiesta di re-iscrizione chiedendo all’utente il vero motivo della cancellazione, magari mettendosi in discussione in modo simpatico .

Ad esempio, tempo fa per una azienda avevo impostato le pagine di cancellazione con delle foto di personaggi simpatici che piangevano e sui quali campeggiavano scritte come “non ci lasciare”, oppure “ci mancherai!”, seguite da un modulo che l’utente poteva compilare spiegando il motivo della sua cancellazione e che se l’avrebbe fatto avrebbe ottenuto un vantaggio (ad esempio uno sconto eccetera)

Allo stesso modo è importante capire perché le e-mail non vengono aperte.

Per fare questo basta utilizzare sistemi noti come un invio di tipo A/B, ovvero la stessa e-mail viene inviata con due titoli diversi ho due diverse percentuali della stessa lista. Spesso questo stratagemma riesce a farci capire quale sia il titolo migliore da poter utilizzare per veicolare il nostro messaggio.

Infine potremmo analizzare il dato relativo ai clic che vengono eseguiti dal lettore.

Si tratta chiaramente di un aspetto positivo , ma il problema è che non riusciremo a sapere se la pagina di destinazione ha funzionato correttamente, il motivo per il quale ha cliccato eccetera eccetera

I moderni sistemi di e-mail marketing, come quelli offerti da benchmark e-mail, hanno un arma in più costituita dalle automazioni, che ci permette di interagire nel modo corretto.

Un modo eccellente per usare questo metodo è quello di inserire delle domande all’interno delle nostre e-mail e fare in modo che la risposta attivi delle risposte adeguate.

Ad esempio, se l’azienda invia una mail all’interno della quale c’è una domanda del tipo: “sei più interessata a creme per il viso o per il corpo?”

La risposta attiverà una serie di messaggi dedicati, con conseguente maggiore attenzione e letture da parte del destinatario, perché si vedrà recapitare informazioni non generaliste, ma in esatta risposta alle sue esigenze.

Teniamo presente che questa possibilità non ha limitazioni, ovvero può essere aumentata in termini numerici per andare ancora di più ad approfondire il livello di interazione.

Grazie alle automazioni Pro di benchmark e-mail tutto questo diventa semplice da implementare in un piano di comunicazione e marketing da svilupparsi attraverso le e-mail.

Per approfondire questo argomento troverai molti articoli già scritti su questo stesso blog, ma se hai domande specifiche da fare, siamo a tua disposizione sulla pagina Facebook o sul gruppo dedicato.

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