Pubblicazioni di Serie: Strategie Email Marketing

i segnali di pericolo per una lista email

i segnali di pericolo per una lista email

Strategie Email Marketing • ottobre 17, 2018

Tutti sappiamo che una delle caratteristiche più importanti dell\'email marketing è la possibilità di misurare in modo preciso tutte le azioni e le statistiche relative alle campagne eseguite. Tuttavia, nella stragrande maggioranza dei casi, la nostra attenzione si concentra unicamente sui dati che interessano a noi, ovvero quelli positivi. Raramente si eseguono analisi e fixing approfonditi sugli aspetti negativi, che invece sono quelli che dovremmo sempre tenere sotto controllo, come ti spiego in questo podcast


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Un errore da non commettere nel tuo marketing aziendale

Un errore da non commettere nel tuo marketing aziendale

Strategie Email Marketing • ottobre 3, 2018

Molto spesso le attenzioni del marketing aziendale si concentrano su operazioni complesse, strutturate su più livelli e con una temporalità differenziata. Complici anche i social network, che ci inducono a pensare che una frenesia comunicativa sia l\'unica strada per mantenere i contatti, spesso le aziende si dimenticano che un approccio semplice e diretto è quello che produce i migliori risultati. Nell\'articolo di oggi voglio infatti parlarti di un errore incredibilmente frequente che vedo compiere dal 90% delle aziende che, se corretto, può invece portare incredibili vantaggi… a costo zero! Anche in questo caso, come sempre, non stiamo parlando di metodi miracolosi o ricette magiche, ma semplicemente di utilizzare il buonsenso, chiedendo il contatto e-mail alla persona che viene ad acquistare o semplicemente a visitare la nostra azienda. Il problema più grande è che le aziende non considerano assolutamente questo aspetto come fondamentale o strategico per le loro politiche di marketing, quindi non creano alcun punto di interesse per l\'interlocutore. Per chiarire meglio il concetto, immaginiamo la scena: sei entrato in negozio per chiedere informazioni su un determinato prodotto, il personale offre tutte le informazioni di cui hai bisogno, ti regala una bella brochure all\'interno della quale ha inserito il suo biglietto da visita e magari ha evidenziato le pagine dove si trova il prodotto di cui avete parlato insieme. Insomma, tutto perfetto! Dopodiché, ti stringe la mano, ti ringrazia, saluta altrettanto gentilmente….. e ti lascia andare così?!?! È ovvio che tu sei in una fase di predisposizione all\'acquisto, dove stai raccogliendo informazioni su varie possibilità, quindi visiterai altrettanti negozi , ricevendo altrettante brochures e biglietti da visita. Nei giorni successivi analizzerai il tutto con più calma, magari documentandoti su Internet, dove probabilmente troverai una alternativa a basso costo (quindi qualità inferiore, ma l\'idea di risparmiare attira sempre tutti…) e probabilmente acquisterai altrove, con buona pace dell\'impegno che l\'incaricato alla vendita ha profuso. È una situazione che è capitata alla stragrande maggioranza di noi, vero? Per una azienda questa è la classica situazione in cui si dice: \"andare a Roma e non vedere il Papa”. I moderni processi di vendita devono prevedere che non basta un contatto singolo, ma è necessario avere molteplici contatti(questo numero sembra attestarsi tra 4 e 7) il potenziale cliente, prima di pensare di poter chiudere una transazione. Grazie all\'e-mail marketing questo processo non solo diventa semplice, ma può essere completamente automatizzato e potrà tornare utile anche in seguito, indipendentemente dal fatto che la trattativa sia andata a buon fine meno, grazie anche ai moderni sistemi di automazione come quelli offerti da Benchmark Email (Automazioni PRO) che andranno ad interagire in modo mirato in base alle azioni e reazioni che il lettore farà sulle e-mail che invieremo. Qual è quindi l\'errore più grande ? Quello di non chiedere l\'indirizzo e-mail del cliente, che poi dovrà essere inserito all\'interno di un flusso di informazioni che siano mirate a utilizzare lo stesso a fare concludere un\'azione in un lasso di tempo definito. E adesso immagino la domanda: Noi chiediamo l\'indirizzo email , ma le persone non vogliono darlo perché non sono interessate! C\'è un metodo per risolvere anche questo, ma ne parleremo in un prossimo articolo, intanto iniziate a preparare il followUp da usare per i clienti a cui farete il prossimo preventivo ;-)


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Email Marketing, Psicologia e Neuro Marketing

Email Marketing, Psicologia e Neuro Marketing

Strategie Email Marketing • settembre 12, 2018

Sono disponibili ormai moltissimi studi sul comportamento che viene assunto dai destinatari di un messaggio e-mail di tipo aziendale, e tutti concordano su una cosa: le e-mail inviate a freddo con l\'intenzione di vendere immediatamente al primo contatto non solo non producono alcun risultato positivo, ma generano un altissimo numero di cancellazioni dalla lista e, in alcuni casi, l\'immediata cancellazione dell\'iscritto dalla mailing list. Quindi se pensi che la prima cosa che tu debba fare con lo strumento di email marketing che hai a disposizione sia “vendere”.... ti assicuro che parti con il piede sbagliato. Questo può sembrare davvero un controsenso in termini di funzionalità per l’email marketing. Perché uno strumento che è stato concepito ed ottimizzato per la vendita non porta (generalmente) buoni risultati in termini puramente commerciali? Come sempre accade non è possibile dare una risposta certa e univoca, ma in questo articolo vorremmo citare il marketing psicologico, oggi studiato come se fosse una disciplina a sé stante, definita dagli studiosi \"neuro marketing.\" Il neuro marketing è infatti quella branca del marketing che studia i migliori canali di comunicazione, quelli cioè che permettono la manipolazione dei processi decisionali del potenziale acquirente. Ovviamente non siamo psicologi né specialisti di questo settore, quindi lasciamo stare le definizioni ed i termini tecnici e torniamo al nostro potenziale cliente ed alla mail di marketing che vuoi inviare affinché compri i tuoi prodotti o servizi. Il neuro marketing psicologico afferma che: l’acquisto di un bene deve essere suggerito, motivato e mai imposto al cliente , sia egli già acquisito che potenziale. Questa regola vale soprattutto nei casi in cui la componente umana di chi propone viene a mancare, proprio come avviene con le mail, o per esempio le telefonate. Non sto dicendo che una email ben progettata non porti alla vendita del tuo bene, ma sarai sicuramente d’accordo con me che: “Compra XYZ!” è meno invitante e rassicurante di “Hai il problema ABC? XYZ può aiutarti a superarlo” L’uomo comune nasce, cresce e vive cercando di evitare le imposizioni : prima dei genitori, poi del partner, poi del datore di lavoro e via di seguito… Tutti gli uomini credono che le imposizioni limitino il soddisfacimento e la realizzazione personale e sono più propensi ad accettare consigli e dritte di persone di fiducia che a seguire come degli automi senza pensiero proprio gli ordini altrui. E’ proprio su questo che un buon internet marketer deve lavorare, in modo che l’acquisto del suo prodotto o servizio venga percepito da chi legge come un discreto consiglio per migliorare la propria situazione. Le persone sono stanche di essere bombardate da imperativi mirati a forzare le decisioni di acquisto!  Quando scrivi la tua mail di marketing usa un approccio diverso: “prendi per mano” il tuo potenziale acquirente e, soprattutto all’inizio, stai al SUO fianco, non aggredirlo , non disturbarlo, né lasciagli intendere che dipende da te e dai tuoi prodotti Offri spunti, opportunità , notizie interessanti e, soprattutto, non bombardarlo di informazioni. Questo NON significa che NON devi vendergli niente, ma solo che dovrai farlo nel modo e nei tempi giusti, e soltanto DOPO che egli avrà capito che gli hai offerto qualcosa di realmente valido e affidabile, instaurando quindi un rapporto di fiducia nei tuoi confronti. Soltanto allora potrai attivare la molla psicologica dell’offerta, a senza MAI farla apparire come una imposizione, ma motivando il perchè DOVREBBE acquistare quello che hai da offrire, spiegando che stai offrendo una SOLUZIONE, non un PRODOTTO! Insomma, fai in modo che sia lui a decidere (o almeno fai in modo che lo creda) se sia il caso o meno di acquistare il prodotto/servizio che gli proporrai, magari inserendo dei link esplicativi nel testo della tua mail, che lui potrà decidere in tutta libertà se approfondire o meno. In questo modo la tua educata discrezione sarà apprezzata e ricompensata con un legame di fiducia che, se mantenuto, porterà buoni frutti: ci vuole sicuramente più tempo, ma il rapporto andrà avanti nel tempo e il tuo lettore sarà il tuo miglior “pannello pubblicitario” nella rete. Provare per credere! ;-)


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Gli indirizzi email sono persone

Gli indirizzi email sono persone

Servizi Benchmark Email Strategie Email Marketing • settembre 5, 2018

Le e-mail, nonostante l’avvento delle nuove tecnologie e i social network, continuano ad essere, (e con molta probabilità resteranno tali a lungo), un’indispensabile metodo di comunicazione, soprattutto in ambito aziendale. Infatti, mentre i social network sono sempre più popolati e dedicati da contenuti di carattere personale o comunque discorsivo, le e-mail continuano ad essere il degno erede di carta e penna. Inviare una e-mail è un processo estremamente semplice, al punto tale che, molto spesso, ci si dimentica degli effetti che la parola scritta può avere nei confronti di chi la riceve. Per questo motivo il controllo della propria comunicazione dovrebbe essere molto preciso e non lasciato al caso. Purtroppo, invece, accade molto spesso il contrario, ovvero troppo spesso riceviamo e-mail scritte in modo a dir poco approssimativo, poco chiare e, in alcuni casi, addirittura fuorvianti. Fino a adesso ho parlato di invio di e-mail singole, e dei danni potenziali che queste possono creare verso il nostro interlocutore. Immaginiamo quindi cosa potrebbe succedere se lo stesso invio arriverà a migliaia di destinatari diversi nello stesso momento: è quello che accade quando usiamo i sistemi di e-mail marketing come Benchmark Email. Un errore potrebbe costare davvero caro... La buona notizia è che i nostri sistemi permettono un controllo pressoché totale su tutta la linea di comunicazione e-mail, sia quella estemporanea che quella programmata nel tempo, magari usando le Automazioni Pro. Questa facilitazione, però, non deve mai distrarre dal vero obiettivo che può , anzi deve, essere raggiunto attraverso questi strumenti: una corretta comunicazione con la nostra base di utenti che sono prima di tutto, persone come te e me! Come detto nell’introduzione, una e-mail scritta male non farà piacere a nessuno e quindi, se la spedisco a mille utenti, mi ritroverò con altrettante persone insoddisfatte: ne vale la pena? Non è certamente possibile in un solo articolo fare un trattato sulla comunicazione e-mail, ma ci sono certamente alcune regole di base che dovranno sempre essere rispettate, ad esempio: -Comunicare non significa vendere specialmente a livello aziendale, ogni e-mail è un pretesto per vendere qualcosa: grosso errore! Una e-mail, sebbene possa contenere al suo interno un riferimento a carattere commerciale, dovrebbe essere sempre e comunque un mezzo per mantenere i contatti con il proprio utente -Evitare il sensazionalismo sempre più riceviamo e-mail con promesse impossibili nell’oggetto, messaggi che nel 99,99% dei casi saranno inevitabilmente cestinati, a meno che non vengano prima eliminati dai filtri antispam. – Evitare il maiuscolo scrivere in MAIUSCOLO, su Internet, equivale ad urlare! Inoltre, le scritte in maiuscolo rendono difficile la lettura quindi, oltre ad apparire maleducati, renderemo il nostro messaggio poco leggibile. – Gli indirizzi e-mail sono persone è questa forse la cosa più importante, ovvero ricordarsi che dietro ad ogni singolo indirizzo e-mail c’è una persona in carne ed ossa. Purtroppo, molto spesso, questa piccola e semplice valutazione, apparentemente banale, viene disattesa, ed i risultati non possono essere assolutamente positivi. Di regole come queste ne potremmo scrivere altre 100, ma hanno tutte in comune una cosa soltanto: l’utilizzo del buon senso e della educazione. Non è quindi assolutamente essere necessariamente un tecnico esperto di comunicazione per scrivere una e-mail corretta e interessante, basterà solo usare 1 m di comportamento che poi è quello che useremmo durante una cena di affari, dove, sono certo, vi guarderete bene dal proporre ad una persona che hai visto per la prima volta, di comprare tuoi prodotti.


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Cosa devi sapere prima di scrivere una E-mail

Cosa devi sapere prima di scrivere una E-mail

Strategie Email Marketing Tecniche Email Marketing • agosto 23, 2018

Sgombriamo il campo da dubbi: scrivere email di marketing richiede pratica! Quando, dopo qualche tempo, riguarderai le prime marketing E-mail che hai scritto, ti verrà da ridere. La prima e più importante cosa da tenere in mente mentre scrivi , per avere la speranza che esse vengano lette, sarà quella di ricordarti che le stai scrivendo a persone reali e non a semplici indirizzi. Le persone reali che si celano dietro gli indirizzi E-mail potrebbero non avere molto in comune. Una casalinga spagnola, un uomo d’affari americano o un operaio inglese potrebbero anche non decidere di andare a cena insieme ma comunque hanno almeno due similitudini. Sono tutti esseri umani ed appartengono alla tua lista, quindi, nel momento in cui decidi di mandare un messaggio, tieni sempre presente queste due similitudini in modo da riuscire ad arrivare a tutti e tre indiscriminatamente. Non c’è dubbio che avrai sentito espressioni come questa svariate volte: “Cosa c’è di interessante per me?” “Cosa ci guadagno?” che deriva dall’acronimo americano WIIFM? (what’s In It For Me?) Questa è la domanda che si pongono i lettori delle tue E-mail aspettandosi una tua risposta nel più breve tempo possibile!! I tuoi iscritti si aspettano una risposta veloce e convincente a questa domanda! Vogliono sapere, ad esempio... quanto ciò che vendi possa essergli di aiuto a raggiungere i propri obiettivi quanto tu possa farli stare meglio o sembrare migliori se puoi rispondere a domande se saprai aiutarli a risolvere un problema  e via dicendo... In tutta onestà, ad essi non interessa il perché TU pensi che debbano acquistare i prodotti o servizi che gli offri, ma semplicemente, cosa potrebbero contenere di buono per loro. Un modo semplice per tenere focalizzata la tua e-mail sui prodotti e servizi che offri in essa, e che rifletta i bisogni di coloro che la ricevono, è evidenziare questo: non ci sono IO in vendita. Come si fa? E\' davvero semplice: rileggi la tua email, e ogni volta hai scritto “IO”, cambia tale dicitura con “TU” rielaborando la frase in modo che abbia senso. Nel caso che la frase non possa essere cambiata, allora ELIMINALA poiché potrebbe essere controproducente. Una questione di \"tono\" Una cosa importante da ricordare mentre scrivi la tua E-mail, è di utilizzare il giusto “Tono” verso il tuo potenziale cliente. Devi ricordarti che, come nella vita di tutti i giorni cambi tono secondo se hai a che fare con tuo figlio oppure col tuo capo, devi utilizzare anche qui “Toni” diversi a secondo dell’interlocutore con cui stai avendo a che fare, solo così facendo risulterai comprensibile ed efficace. Il tono più efficace per una marketing E-mail è sicuramente amichevole ma allo stesso tempo di tipo commerciale. Dovrai fare sì che le tue E-mail non sembrino troppo formali ma neanche troppo familiari ;  Non è facile, lo so, ma è l\'unica strada: trovare una giusto compromesso è fondamentale. Cerca di trovare delle terminologie che abbiano un tono amichevole e che diano un buon messaggio commerciale allo stesso tempo. Parli Italiano o itaGLIano? Troppo spesso leggo email scritte con un italiano ad dir poco \"approssimativo\" Parole scritte male o periodi sgrammaticati potrebbero farti sembrare superficiale e poco istruito: in entrambi i casi, non va bene. I moderni software di scrittura hanno una buona funzione di correzione grammaticale elettronico, ma ricordati anche che non sono infallibili e pertanto, pur effettuando le dovute correzioni grammaticali, potrebbero non riconoscere delle parole che, seppur giuste, non sono esatte in quel contesto. La revisione e il controllo umano sono fondamentali, sempre. Termina qui questo articolo, ma chiaramente siamo ben lontani da aver concluso l\'argomento o averlo trattato in modo compiuto, tuttavia avrai già delle basi pr cominciare a fare delle verifiche sul processo di creazione e revisione delle tue prossime missive di email marketing. in bocca al lupo! ;-)


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Cinque consigli per migliorare la tua lista e-mail

Cinque consigli per migliorare la tua lista e-mail

Strategie Email Marketing Tecniche Email Marketing • agosto 3, 2018

Questo articolo, soprattutto per chi fa e-mail marketing da tempo, apparirà addirittura scontato se non banale, ovvero i contenuti non sono assolutamente qualcosa di nuovo. Tuttavia molti anni di esperienza in questo campo mi hanno insegnato che, a dispetto dell’avanzata del progresso e della tecnologia, ancora oggi troppo spesso vengono dimenticati dei passaggi semplici quanto basilari che possono portare enormi benefici alla propria mailing list. Per questo motivo in Internet sono presenti centinaia di articoli simili a questo: non perché vi sia carenza di idee, ma soltanto perché troppo spesso queste informazioni sono sottovalutate se non addirittura ignorate. Se anche tu sei tra quelle persone che hanno, per vari motivi, “dimenticato” di applicare queste semplici regole, questa facile e veloce lettura potrà esserti di aiuto. Se invece scoprirai di aver applicato tutto quanto troverai scritto in questo articolo (magari anche in modo migliore…), ti sarà stato utile comunque poter verificare che hai fatto un ottimo lavoro. 1. rendi l’iscrizione un processo semplice talmente banale e semplice che, manco a dirlo, spesso viene utilizzata male :( rendere una iscrizione facile non significa riempire il proprio sito Web di moduli di iscrizione o di pop-up invadenti che impediscono addirittura la navigazione del sito, ma semplicemente creare un percorso logico e una facilità di approccio che consenta a tutti i visitatori, e in particolare a quelli meno esperti, di poter eseguire l’iscrizione con il minimo dei passaggi possibili 2. crea contenuti, non spazzatura. Da un ventennio gli esperti del Web si sgolano per dire che l’unica cosa davvero importante su Internet sono i contenuti, e nonostante questo sembra che, almeno una volta su due, questi suggerimenti restino inascoltati. È capitato a tutti noi iscriversi ad una newsletter che prometteva contenuti interessanti ricevendo poi messaggi e-mail assolutamente scontati, noiosi, scritti male se non inutili, finalizzati unicamente a venderci qualcosa. Nessuno vuole ricevere spazzatura nella propria casella di posta, ma tutti amano ricevere informazioni importanti, utili o curiose. Anche qui nessun segreto, basta usare la logica- 3. promuovi la newsletter sui social media i moderni sistemi di newsletter (come il tuo account Benchmark), offrono la possibilità di integrare la tua newsletter con centinaia di Social Media, network e applicazioni. Questa è una opportunità straordinaria per divulgare un unico contenuto (rispettando la regola numero due) al maggior numero di persone possibile. Non farlo sarebbe come aprire il proprio negozio su strada, ma tenendo oscurate le vetrine. 4. Sincerità  Non mi sto riferendo alla simpatica canzone di Arisa, ma all’approccio che devi avere verso i tuoi lettori, che deve necessariamente essere trasparente e cristallino, quindi, in una parola, sincero. Sempre di più i professionisti del Web oggi, all’interno del loro piano di comunicazione, mettono primariamente “se stessi”, e se lo fanno loro non vedo perché non dovresti farlo tu. Non cadere nella trappola mentale che si insinuerà nella tua testa, ovvero la frase “non so cosa scrivere…”, perché ricorda che spesso e volentieri raccontare una propria sensazione o esperienza in modo trasparente, semplice e sincero, potrà ottenere risultati decisamente migliori di una pomposa presentazione teorica. 5: usa la regola delle 3T In tutti i corsi di formazione che ho fatto e in tutti i libri che ho scritto (trovi i riferimenti qui), o almeno nel 90% di questi, ho sempre citato come ultimo capitolo la modalità delle 3T, appunto test, test, test. Verifica il percorso che hai creato per i tuoi lettori rileggi tutti i testi che hai scritto controlla che tutti i meccanismi e gli automatismi funzionino a dovere fai fare questa prova anche a due o tre amici con diverse competenze, ad esempio uno tecnicamente esperto e l’altro assolutamente non pratico sull’utilizzo dei sistemi on-line. I feedback che riceverai saranno fondamentali per scovare gli errori ma soprattutto per migliorare l’organizzazione della tua mailing list. Testare più di una volta il proprio sistema è qualcosa che richiede poco tempo, non costa niente, ma potrebbe migliorare la qualità finale della tua lista fino al 50%… Perché non farlo!? C’è infine una regola extra, ovvero che avrei bisogno di un sistema affidabile, potente, ma allo stesso tempo semplice da usare...proprio come il nostro attiva il nostro piano di e-mail marketing di prova gratuita cliccando qui


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i tuoi utenti devono essere liberi di cancellarsi

i tuoi utenti devono essere liberi di cancellarsi

Strategie Email Marketing Tecniche Email Marketing • luglio 29, 2018

Una delle principali motivazioni per cui le persone evitano di iscriversi alle newsletter è il timore di rimanere legati ad una lista email, e che sia difficile cancellarsi. A causa di alcuni comportamenti non proprio trasparenti di alcune aziende, la loro preoccupazione ha un effettivo fondamento. Per questo è necessario che tu dichiari in modo formale e molto deciso che non hai alcuna intenzione di raggirare nessuno! Rendi assolutamente chiaro che si possono cancellare in modo facile e immediato con un semplice click del mouse. Nota tecnica: Benchmark e-mail provvede in modo automatico all\'inserimento del link di cancellazione in tutte le comunicazioni che invierà ai: questo accorgimento, oltre ad essere estremamente comodo, ti mette al riparo da qualsiasi contestazione e fa capire al tuo lettore che non hai nessuna intenzione di tenerlo “prigioniero” della tua lista. Rispetta la Legge sulla Privacy! Allora, chiariamolo una volta per tutte: la seguente regola vale per TUTTI! La reperibilità di un indirizzo e-mail >>N-O-N<< autorizza l’invio di messaggi! Il DGLS 196/2003, meglio conosciuto come Legge sulla Privacy, la tutela dei dati personali, è una cosa da prendere in seria considerazione onde evitare possibili quanto spiacevoli e pesanti conseguenze. Il Garante per la Privacy ha preso una netta posizione riguardo a questo argomento, lasciando ben poco spazio di manovra alle menti creative alla ricerca di contestabili escamotage. Opt-in indica l’azione di un navigatore che, spontaneamente e volutamente, richiede l’invio di posta elettronica sottesa a una o più tipologie di argomenti. Esempio: un utente, visitando un sito di un’azienda che tratta accessori per automobili, fa click su un collegamento che dice: “inviatemi la Vostra brochure in formato PDF” Oltre alla frase precedente non è indicato nessun altra informazione addizionale. Il cliente clicca sul collegamento e l’azienda invia il materiale richiesto (questo può essere eseguito in maniera automatica con qualsiasi account di benchmark e-mail, anche quelli gratuiti...) Adesso viene però la parte interessante: se l’azienda intendesse inviargli ulteriori messaggi, dovrà attendere che l’utente manifesti esplicitamente il suo consenso, ovvero La sua precedente Manifestazione di volontà NON ti autorizza a inviargli altre comunicazioni! Questo modo di agire è contro la Legge, senza \" se, ma, io credevo che.....\" Invece sono sempre più frequenti quei messaggi che vengono inviati ad un indirizzo di posta elettronica per il solo fatto che questo sia reperibile on-line (su una pagina web, ad esempio…). Se un utente decidesse di sporgere denuncia nei tuoi confronti, avrebbe la legge dalla Sua parte, e le sanzioni, ti assicuro sono molto \"salate\". Il rimedio è semplice: scrivere sempre in modo CHIARO le nostre intenzioni Vuoi inviare una newsletter a cadenza settimanale?  Pensi di inviare sporadici messaggi promozionali durante il mese? Vorresti inviare entrambe le cose? Scrivilo chiaramente!!! In questo modo, in caso di una qualsiasi contestazione, potremo facilmente dimostrare che il Ns comportamento rispetta i parametri citati del DLGS196/2003 Non essere invadenti….è una questione di stile. l’invio di un messaggio di posta elettronica non comporta spese dirette (Materiali e Corriere per consegna) a differenza dell’invio di un messaggio pubblicitario per Posta o Corriere. L’assenza di spese dirette determina la possibilità teorica d’interagire con il destinatario della e-mail più e più volte, senza porre particolare attenzione alla frequenza d’invio. GROSSO ERRORE! Martellare insistentemente una persona in merito ad un’offerta commerciale è controproducente e indice di mancanza di professionalità. Se la frequenza d’invio è troppo elevata rispetto agli standard richiesti dal destinatario, ad un certo punto diventi un fastidio, con effetti collaterali anche gravi, quali: perdita d’immagine assenza d’interesse verso nuovi messaggi richiesta di cancellazione segnalazione del mittente come SPAM Come abbiamo già avuto modo di parlare in questo articolo, anche se il nostro obiettivo è rendere efficace ai fini del business una lista e-mail, va sempre ricordato che il fine principale è quello di instaurare un dialogo tra persone, esattamente come quella che facciamo quando conosciamo una persona con cui condividiamo interessi o finalità. Con questo esempio di vita reale davanti, sarà facile comprendere quale sia il disagio se impedissimo a una persona con la quale stiamo prendendo un caffè di potersene andare liberamente perché, a suo giudizio, siamo troppo invadenti, noiosi e poco interessanti. “prevenire è meglio che curare” ....come recita il noto proverbio, quindi sarà molto più semplice dichiarare prima di cosa vogliamo parlare e soprattutto non fare la benché minima resistenza o difficoltà qualora notassimo che l\'interlocutore non sia interessato ciò che abbiamo da dire, lasciandolo andare in modo, facile, immediato e senza troppi \"giochetti\".


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Perchè non devi comprare indirizzi email

Perchè non devi comprare indirizzi email

Strategie Email Marketing • luglio 20, 2018

“Vendo 500.000 indirizzi email a 39,00euro” “vendo 1 milione di email di aziende italiane a 100,00euro\" Prima o dopo è capitato a tutti noi di leggere annunci simili su Internet, cambiano le cifre e i numeri di fornitura, ma il concetto è sempre il solito: con pochi euro poi avere centinaia di migliaia di email, se non addirittura milioni. Purtroppo esiste la convinzione diffusa che sia piu’ facile “comprare” una lista di contatti, pagandola pochi euro, e procedere poi a inviare email alle stesse. Ovviamente non è necessario avere una laurea in giurisprudenza per capire che si tratta di una pratica totalmente illegale sia da parte di chi vende gli indirizzi (perché non ha alcuna autorizzazione a farlo) , sia per chi dovesse acquistare tale indirizzi perché, al di là di compiere un crimine, al pari di acquistare merce rubata ( sì, è proprio così…), Avrebbe per le mani un grande quantitativo di e-mail probabilmente inutile al 99,99% dei casi. Nell’e-mail marketing, come in qualsiasi altra pratica commerciale, non ha senso pubblicizzare tutto a tutti, ma è assolutamente prioritario concentrarsi sui settori di nostra competenza, sui nostri prodotti o, meglio ancora, su specifici prodotti. Ad esempio: se vendo occhiali da vista, devo scrivere soltanto a chi ha problemi visivi se vendo Pannolini per bebè, mi interesserà contattare esclusivamente famiglie con neonati eccetera… Questi contatti si ottengono esclusivamente mediante apposite campagne di promozione e utilizzo di Squeeze/landing page che siano create appositamente per filtrare i potenziali sottoscrittori. In alternativa è possibile acquistare liste e-mail legalmente autorizzate, ovvero possedute da parte di organizzazioni specializzate in DEM (Direct Email Marketing) , Le quali raccolgono per noi email già profilate con il target dei clienti che a noi interessa, avendo però già ottenuto il consenso legale necessario affinché possono essere girate a terzi. In questo modo non parliamo certamente quasi mai di milioni, centinaia di migliaia di utenti, ma di numeri molto più piccoli, Che però hanno una profilazione ottimale, ovvero ci permetteranno di andare a proporre i nostri pannolini esclusivamente a famiglie che, dai dati raccolti, risulta abbiano figli piccoli che necessitano di questi prodotti. Sembrerebbe tutto molto facile, ma ovviamente per avere questi contatti si paga, e a volte molto profumatamente, in anticipo e senza alcuna garanzia di risultato, ed è quindi evidente che non tutti possono ricorrere a questi metodi. Inoltre, se la profilazione è molto dettagliata, potrebbe essere necessario ricavare diverse e-mail per diverse linee di prodotto, il che andrebbe a incrementare notevolmente i costi di investimento che, anche in questo caso, non coincidono quasi mai con i potenziali risultati. Chiarito tutto questo, torniamo ad analizzare il fenomeno delle liste e-mail, diciamo così, non acquisite in modo “naturale”, che possono essere suddivise in tre macro-categorie: a) Liste in Affitto b) Liste in Vendita c) Liste E-Mail illegali Vediamole nel dettaglio a) Liste in Affitto Una Lista e-mail presa in affitto è una lista viva: cancellazioni, nuove iscrizioni, re-iscrizioni sono all’ordine del giorno. Le eventuali cancellazioni d’iscritti (vuoi perché stanchi di ricevere messaggi, vuoi perché non contenti delle offerte generate dalla Lista, etc) sono coperte dal dinamismo implicito della Lista Una Lista in Affitto può (e deve) essere veicolo per l’invio di messaggi commerciali opt-in, ossia solo in target con le richieste dell’iscritto confermate in fase di sottoscrizione alla Lista. Liste in Affitto che non garantiscano la veicolazione di messaggi commerciali mirati non hanno ragione di esistere. Se acquistate da fornitori certificati, con regolare fattura, Token digitale di registrazione, aderenza GDPR etc.. queste liste sono accettate per l’inserimento all\'interno del tuo account Benchmark Email b) Liste in Vendita Questo tipo di liste sono statiche, costituite da indirizzi e- mail di persone che hanno aderito in base ad accordi ben definiti con il proprietario della lista, accordi che ne limitano l’utilizzo da parte dell’acquirente. Non essendoci modo di testare la disponibilità nel tempo da parte degli iscritti di ricevere messaggi commerciali, ne consegue che maggiore è il tempo di latenza di una lista (dalla sua chiusura alla sua vendita) e maggiori saranno le probabilità che tali indirizzi non siano più attivi e/o che la ricettività dei rispettivi proprietari tenda verso lo Zero assoluto. Le eccezioni sono davvero poche. Queste liste non sono accettate per l’utilizzo all\'interno del tuo account Benchmark Email c) Liste E-Mail illegali Lo strumento più utilizzato per sviluppare Liste E-Mail illegali da piazzare sul mercato è rappresentato dai Bot-Net. Una Bot-Net non è altri che una rete (in banda larga) che collega tra di loro diversi computer aziendali e/o domestici, senza che i proprietari ne siano a conoscenza. Il veicolo più diffuso per sviluppare una Bot-Net è il messaggio SPAM. Una Bot-Net permette di controllare contemporaneamente più computer infettati dal worm (un particolare tipo di virus informatico) veicolato via e-mail, sviluppando in breve tempo una lista di indirizzi e-mail . L’acquisto di queste Liste illegali diventa quindi nuovo veicolo di Spam in un effetto a catena generato dall’acquirente, spesso e volentieri in maniera inconsapevole. Ci sono poi le liste Illegali che si trovano in vendita su Ebay e/o su internet in generale, ovvero CD , DVD o semplicemente files scaricabili contenti anche MILIONI di indirizzi email Se vuoi avere problemi LEGALI, questo è il metodo piu’ semplice per averli! Qui si tratta di andare a violare la Privacy nel modo piu’ invasivo possibile, oltre a utilizzare liste assolutamente false e inattendibili. Il mio consiglio è semplice: Evita accuratamente questi “mezzucci” se non vuoi avere seri grattacapi, ricordandoti che i risultati commerciali derivanti da tali liste sono prossimi allo ZERO! ps: ovviamente queste liste non sono accettate per l’utilizzo all\'interno del tuo account Benchmark Email.


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